Autore: Gadgetblog.it


Tra appassionati di sport – più o meno estremi – e patiti di videorecording molti di certo conosceranno il nome di GoPro HD Hero.
Il marchio della GoPro appartiene alla Woodman Labs, azienda californiana, ed è ormai inscindibilmente legato ad un certo tipo di attività. Si tratta di una telecamera molto leggera e molto resistente, indossabile, resistente all’acqua ed economica.

Tutte qualità riconosciute – impossibile non farlo – dall’autore di un articolo pubblicato sul suo stesso blog, Net Instructions. La conclusione però è tutt’altro che positiva ed evidenzia notevoli pecche nella sua esperienza con GoPro. Il difetto però non è nel dispositivo bensì alla fonte: la stessa Woodman Labs.

Un dispositivo brillante, di facile utilizzo ed economico

Stephen, il creatore di Net Instructions, si sofferma molto sulle qualità della videocamera che ha acquistato ed utilizzato, una GoPro HD Hero, la prima versione di qualche anno fa.
La macchina è in grado di girare video e catturare fotografie e può farlo “sott’acqua, tra la polvere, sotto la pioggia, nello spazio, ovunque…”
La flessibilità di questo dispositivo è il punto di forza degli strumenti della linea GoPro che sono poco cari ed hanno bisogno di poca attenzione per essere utilizzati. Forniscono immagini con diverse risoluzioni e framerate e stupendi riprese a grandangolo.
Dov’è andato tutto storto?

Una compagnia di cui è impossibile fidarsi

Dopo una settimana di intenso utilizzo, attraverso lunghe sessioni di registrazioni in time-lapse, altra abilità di cui la GoPro è dotata grazie all’intervallometro integrato, la videocamera ha cominciato misteriosamente a perdere colpi.
Non solo l’autonomia era diventata insufficiente ma, raggiunti i 9999 scatti, il dispositivo ha cominciato rifiutare di salvare ulteriori immagini.
Risultati vani tutti i metodi di risoluzione come format e re-inizializzazioni tramite power-cycling, è stato contattato il servizio clienti.
Il supporto della GoPro ha reso noto di essere a conoscenza del difetto riportato da Stephen, causato da un errore nel firmware che avrebbe dovuto essere ri-flashato dal centro riparazioni.
È del tutto comprensibile la reazione dell’autore alla risposta del servizio clienti.

È ingiusto. nei confronti dei vostri clienti, una videocamera che è in grado di registrare un numero predeterminato di foto prima di dover essere rispedita (a carico dell’utente) e resettata a causa di un errore nel software.

Pagare per la riparazione oppure attendere evoluzioni nel processo di miglioramento del software. Intanto sono passati due anni, Stephen ha scritto un articolo sul suo blog e la situazione, a giudicare da alcune recensioni su Amazon, non sembra cambiata.

Via | NetInstructions.com