Consultazioni, Squinzi: “Governo? Spero si arrivi subito a soluzione”

Consultazioni, Squinzi: “Governo? Spero si arrivi subito a soluzione”

Autore: Uploads by antefattoblog

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3 thoughts on “Consultazioni, Squinzi: “Governo? Spero si arrivi subito a soluzione”

  1. Il Sobotta secondo le voci(da vari forum) è più ricco di illustrazioni e più realistico. Il Netter è di più facile consultazione anche se pecca un pò nel sistema nervoso. Premesso che voglio scegliere uno di questi due (la differenza di prezzo nn mi interessa), qualcuno che li ha provati e che ha sostenuto l’esame di anatomia umana (sia la prima parte sia quella sul sistema nervoso) mi potrebbe consigliare qual’è il migliore tra i due???

  2. Negli ultimi decenni la costruzione di infrastrutture pubbliche, impianti per lo smaltimento dei rifiuti, centrali per la produzione di energia elettrica o siti industriali viene sempre più di frequente osteggiata dalle comunità locali, che temono gli effetti negativi derivanti dalla loro realizzazione.
    Questo atteggiamento spesso si trasforma in una vera e propria sindrome, nota con il termine Nimby (Not In My Back Yard – «Non nel mio giardino»).
    Si tratta di un atteggiamento di opposizione nei confronti della costruzione di opere nel proprio territorio che, sovente, nasce quando i progetti sono ancora in fase embrionale.
    Le comunità locali spesso non considerano a sufficienza i vantaggi e l’utilità dell’opera pubbblica semplicemente ma si limitano a chiedere che venga localizzata in un altro luogo. La percezione del rischio legata al nuovo impianto, e il senso di paura che naturalmente ne deriva, è spesso accresciuta da aspetti solo emotivi e razionalmente non giustificati.
    Se la sindrome NIMBY colpisse ogni abitante della Terra diventerebbe di fatto impossibile prendere quei provvedimenti indispensabili a ogni comunità. Gli anglofoni, per indicare la degenerazione estrema della sindrome NIMBY, utilizzano l’acronimo BANANA che sta per Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything (lett. “Non costruire assolutamente nulla in alcun luogo vicino a qualsiasi cosa”).
    Non passa giorno che gli interessi della collettività siano messi sotto le suole da gruppi di interesse locale, sindacale o economico; la logica nimby (not in my back yard – non nel mio cortile) la fa da padrone e così le proteste più o meno spontanee contro opere d’interesse pubblico bloccano o ritardano la realizzazione di grandi vie di comunicazione, di discariche, di termovalorizzatori, di rigassificatori, di centrali elettriche e simili.
    La soluzione al problema c’è e si chiama consultazione ed informazione preventiva alle popolazioni interessate. In proposito cito il caso molto rappresentativo di una buona informazione della Francia. In Francia, ad esempio, con il dialogo continuo con gli abitanti dell’area interessata e con la loro partecipazione alle scelte progettuali e a quelle in merito alla destinazione dei proventi compensativi (fondi destinati all’amministrazione locale perchè questa venga ripagata per spese sostenute per adeguarsi organizzativamente all’opera pubblica costruita nel proprio territorio), è stata fabbricato a Aube un deposito per le scorie radioattive da 1.000.000 di m3 senza particolari dissensi.
    Con lo stesso metodo il governo belga, a seguito dell’opposizione delle amministrazioni locali, ha sospeso alcuni progetti ed ha accettato di rivedere la propria strategia generale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.
    paoloqwe, non ho proprio capito la tua risposta. Potresti spiegermi meglio?

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