Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Per investire nelle rinnovabili e nelle infrastrutture le società di assicurazione tedesche chiedono al governo più certezze normative. Il timore per i repentini cambi di politiche ha spinto l’associazione a chiedere di trattare gli investimenti in energia come hedge fund ad elevato rischio.

Per investire nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture le società di assicurazione tedesche chiedono da subito al governo, attraverso il proprio organismo rappresentativo, GDV (circa 470 società membri), maggiori certezze normative (documento in tedesco). Secondo il direttore della GDV l’attività assicurativa a lungo termine si adatterebbe molto bene con investimenti in progetti di carattere ecologico, ma per investire di più e meglio nel settore serve maggiore stabilità normativa. Insomma, se questo è il problema in Germania, figuriamoci cosa si potrebbe affermare per l’Italia!

I rendimenti sui titoli tedeschi sui quali le società di assicurazione investono sono, come sappiamo, molto bassi e ciò spingerebbe a guardare investimenti alternativi in grado di fornire più elevati profitti. In effetti impiegare i propri capitali in impianti eolici o fotovoltaici, così come in altri investimenti energetici e nelle infrastrutture elettriche, oltre a dare un reddito stabile e più elevato, si incastra bene con gli impegni delle politiche energetiche e dello stesso business delle assicurazione che è di lungo termine. La più grande compagnia assicurativa europea, Allianz, ha impiegato finora circa 1 miliardo e mezzo di euro in parchi solari ed eolici, mentre la compagnia di riassicurazione Munich Re ha stanziato 2,5 miliardi di euro in progetti green fino al 2016.

Il comparto assicurativo chiede pertanto di mettere a punto la normativa di settore per spingere questi investimenti, evitando inoltre di intaccare il bilancio pubblico. La richiesta più impellente al governo è di pianificare con certezza gli impegni nel settore delle rinnovabili e di non procedere mai con atti retroattivi ai regolamenti già in vigore, un vero danno per tutti gli investitori.

Dopo l’annuncio della cancelliera Angela Merkel e del ministro dell’ambiente, Peter Altmaier, di voler frenare i prezzi dell’energia, che secondo il governo sono alti a causa della rapida crescita delle rinnovabili, l’associazione delle compagnie assicurative ha proposto ai regolatori europei del settore assicurativo addirittura di trattare l’energia e le infrastrutture di settore in una specifica classe di investimenti in capitali ad elevato rischio, secondo determinate regole che saranno fissate tra il 2016 e il 2017 (Solvency II).

Norme europee che separano gli investimenti nella produzione di energia e dei trasporti potrebbero facilitare il ruolo delle assicurazioni, senza compromettere l’obiettivo di mantenere la concorrenza nel mercato dell’energia, ha spiegato il GDV. Nel periodo preparatorio a Solvency II, gli assicuratori hanno tuttavia aumentato le loro capacità di gestione del rischio a tal punto che le norme che limitano gli investimenti in fondi per le infrastrutture potrebbero essere attenuate anche senza comprometterne la sicurezza. Questo – secondo l’organizzazione delle compagnie assicurative tedesche – aprirebbe nuove prospettive per gli investimenti da parte degli assicuratori di piccole e medie imprese.

La questione di gestire strumenti assicurativi capaci di tutelare gli investitori dai rischi dell’instabilità normativa e di favorire gli investimenti in rinnovabili non è nuova. Tre studi sono stati pubblicati di recente (vedi qui) da Climate Policy Initiative (CPI) spiegano come vi siano già, sebbene ancora in fase di sviluppo, diversi progetti pilota per assicurazioni di “first loss protection”, che tutelano l’investitore da un determinato livello di perdita finanziaria. Queste clausole (all’inizio non sempre economiche), farebbero aumentare gli investimenti in rinnovabili, diminuendo il costo dei capitali nell’intero ciclo di vita del progetto.  Se questi strumenti prendessero piede, si spiega, questo di rifletterebbe positivamente anche sui giudizi delle compagnie di rating, che ne terrebbero conto.

Tutti questi approcci dimostrano quanto stia diventando importante il ruolo delle assicurazioni nello sviluppo delle rinnovabili al fine di garantire una minore aleatorietà nei flussi di cassa non solo a causa della loro non programmabilità, ormai sempre più controllabile, ma soprattutto per i repentini e inaspettati cambi nelle politiche.