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Serve un “cambio di passo radicale”, anche in termini di risorse, nella direzione della tutela dell’ambiente. E poi spingere con convinzione sulla green economy. Questo chiedono i rappresentanti del mondo ambientalista, Cai, Fai, Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Tci, Wwf, che hanno incontrato il premier incaricato Pier Luigi Bersani.

Serve un “cambio di passo radicale” nella direzione della tutela dell’ambiente spingendo con convinzione sulla green economy. I rappresentanti del mondo ambientalista, Cai, Fai, Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Tci, Wwf, hanno incontrato il premier incaricato Pier Luigi Bersani, che prosegue le consultazioni in vista di un possibile governo. Le organizzazioni ambientaliste chiedono di rendere visibile, anche in termini di risorse, la differenza con il passato.

Giuseppe Onufrio, direttore Greenpeace Italia, ha detto: “Abbiamo chiesto di inquadrare la proposta sulla green economy nella prospettiva di una uscita progressiva dalle fonti fossili, un dibattito che c’è in tutta Europa. Ci sono proposte positive ma vorremmo che si cambi strada in modo radicale, questo manca, ma siamo stati ascoltati e la possibilità mai come ora esiste”. L’associazione sottolinea che “l’ultimo governo Berlusconi ha tagliato i fondi dei ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali senza paragoni con altri ministeri”.

Stefano Ciafani di Legambiente chiede a Bersani di “distinguersi per fare della green economy l’architrave fondamentale dell’azione di governo”. “Bisogna – sottolinea – fermare il consumo di suolo, il dissesto idrogeologico, le grandi opere inutili a favore di una grande opera utile, cioè mettere in sicurezza i cittadini”.

“La messa in sicurezza del territorio per contrastare adeguatamente il fenomeno del dissesto idrogeologico, attraverso la rinuncia alle grandi opere inutili per investire finalmente in interventi più piccoli ma realmente necessari; lo stop al consumo di suolo e il via libera alla riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio esistente; lo stop all’illegalità dilagante sul territorio a partire da una forte azione contro l’abusivismo edilizio; la reindustrializzazione verde dei poli industriali in crisi”. Sono questi i quattro punti programmatici espressi dalla delegazione di Legambiente che costituiscono le direttive della legge che, secondo l’associazione, Bersani dovrebbe realizzare nei primi 100 giorni del suo governo.

Tra le priorità del WWF per il prossimo governo qui vogliamo ricordare la richiesta di una Roadmap per la decarbonizzazione; una normativa contro consumo del suolo e una legge per il Governo territorio; una Strategia nazionale e regole più stringenti su bonifiche.

Andrea Carandini, presidente del Fai, osserva la “grande novità di essere convocati tutti insieme” e propone una “legge quadro per argine il consumo del suolo”.

Agostino Esposito, Cai richiama in particolare la necessità di tutelare “l’ambiente montano che è il più’ fragile”. Da Francesco Di Maggio del Touring Club Italiano una “duplice richiesta di impegno: un cambio di passo sulle politiche ambientali e culturali che devono essere tenute e gestite insieme”.