La super-banchiera conferma: “le banche centrali possiedono e controllano il mondo”

Autore: nocensura.com

Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedono e controllano il mondo. Secondo la donna i banchieri sono disposti ad usare la legge marziale per difendere il loro monopolio fraudolento sul credito. (La guerra al terrorismo è ovviamente un pretesto.) Karen2.jpg
Un ex membro della Banca Mondiale, l’ex Senior Counsel Karen Hudes, dice che il sistema finanziario globale è dominato da un piccolo gruppo di figure corrotte, assetate di potere le quali ruotano attorno alla FED.Ha anche spiegato che questa rete ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione per coprire i suoi crimini. In un’intervista con il New American, la Hudes ha affermato che, quando cercò di portare alla luce i vari problemi della Banca Mondiale, fu licenziata. Ora, grazie ad un gruppo di insider, la Hudes è decisa a denunciare e porre fine alla corruzione.Citando un esplosivo studio svizzero del 2011 pubblicato sulla rivista PLoS ONE riguardo la “rete di controllo corporativo globale”, la Hudes ha sottolineato che un piccolo gruppo di soggetti – per lo più composto da istituzioni finanziarie e in particolare da banche centrali – esercita una massiccia quantità di influenza sull’economia internazionale da dietro le quinte.“Ciò che sta realmente accadendo è che le risorse mondiali sono controllate da questo gruppo” ha spiegato, aggiungendo che tali “corrotti” hanno anche il controllo sui media.LEGGI TUTTO»»

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One thought on “La super-banchiera conferma: “le banche centrali possiedono e controllano il mondo”

  1. I tempi elefantiaci della giustizia nostrana non riguardano solo il penale. Iniziare un processo civile nei nostri tribunali è un pessimo affare per chiunque, privati ed imprese.

    Le aziende pagano per i ritardi della giustizia quanto un’intera finanziaria: si parla di 2 miliardi e 200 milioni di euro ogni anno. Stando alle stime le cause civili che coinvolgono aziende arrivano a durare in media quasi 5 anni, più di 8 per una sentenza di fallimento. Questi ritardi hanno un peso specifico in termini di costi non indifferente: le imprese pagano per le lungaggini 2,3 miliardi di euro ogni anno. I dati sono stati divulgati dall’Ufficio studi di Confartigianato che mette in luce un netto peggioramento della situazione: infatti tra il 2005 e il 2006 la durata media di un processo civile di primo grado è aumentata di 54 giorni, pari al 6,2%. Addirittura, tra il 1997-2007, la durata media di un procedimento di fallimento si è allungata di 2 anni, 4 mesi e 7 giorni, con un aumento del 39,3%.Un imprenditore italiano per avere giustizia in una causa civile deve attendere in media 1.695 giorni (pari a 4 anni 7 mesi e 25 giorni) tra primo e secondo grado di giudizio. Per una procedura fallimentare l’attesa arriva in media a 3.035 giorni (pari a 8 anni 3 mesi e 25 giorni). Nel dettaglio, il costo del ritardo per la riscossione di crediti è di 1.198 milioni di euro, mentre il costo indotto dagli ingenti ritardi nelle procedure concorsuali obbliga le imprese a sostenere maggiori oneri finanziari per 1.071 milioni di euro, incrementando in tal modo del 14,5% le perdite dei fallimenti che sono già enormi e ammontano a 7.400 Milioni di euro.Complessivamente quindi i fallimenti determinano un perdita sul sistema economico di 8.471 milioni di euro, pari allo 0,6% del Prodotto interno lordo, tanto da spingere l’Italia al 169mo posto nella classifica dei 181 Paesi monitorati dalla Banca Mondiale per la maggior durata dei procedimenti civili. La maggior parte dei processi lumaca si riscontrano in Liguria con 2.660 giorni di ritardo (equivalenti a 7 anni 3 mesi e 15giorni). Segue poi la Puglia con 2.550 giorni (6 anni e 12 mesi), le Marche con 2.317 giorni (6 anni, 4 mesi e 7 giorni), l’Umbria con 2.207 giorni (6 anni e 17 giorni), la Basilicata con 2.067 giorni (5 anni, 8 mesi e 2 giorni) e l’Emilia-Romagna con 2.044 giorni (5 anni, 7 mesi e 9 giorni). I tempi dei procedimenti civili sono relativamente più contenuti a Bolzano con 1.164 giorni (3 anni,2 mesi e 9 giorni), Piemonte con 1.088 giorni (2 anni, 11 mesi e 28 giorni), Trento con 830 giorni (2 anni, 3 mesi e 10 giorni

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