Fotovoltaico cinese, confermati i dazi ma con due mesi di tempo per un accordo


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

La Commissione europea ha confermato la decisione di imporre dazi provvisori punitivi sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina. Bruxelles ha però rivisto al ribasso il livello medio delle tariffe, almeno per i primi due mesi. In sostanza c’è tempo fino ad agosto per trovare un accordo, altrimenti i dazi saliranno.

La Commissione europea ha confermato la decisione di imporre dazi provvisori punitivi sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina, nonostante la contrarietà della maggior parte degli Stati membri, Germania in testa.

Bruxelles ha però rivisto al ribasso il livello medio delle tariffe, almeno per i primi due mesi. In sostanza c’è tempo fino ad agosto per trovare un accordo, altrimenti i dazi saliranno.

Lo ha riferito in una conferenza stampa il commissario Ue al Commercio Karel De Gucht, precisando che a partire da dopodomani saranno imposti dazi pari all’11,8%, che passeranno a una media del 47,6% dal 6 agosto se non sarà raggiunto alcun accordo.

Il comunicato della Commissione (in inglese)

 

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8 thoughts on “Fotovoltaico cinese, confermati i dazi ma con due mesi di tempo per un accordo

  1. Visto che Gheddafi vuole dare armi a un milione di insorti, con quali soldi compra quelle armi?! Per caso le compra anche con i 200 milioni di euro che gli diamo ogni anno? Non si potrebbe bloccare questo accordo, visto che lui non ha diminuito il numero dei profughi libici che arrivano in Italia, anzi li ha anche aumentati? E poi li starebbe utilizzando non per migliorare il paese, anzi per devastarlo!
    Sinceramente quei soldi ci servirebbero a noi italiani più che a Gheddafi.

    Cosa ne pensate di questa vicenda?

  2. Per noi Letta comunque non c’è problema. Io e mio zio Gianni siamo pieni di soldi e non ci lamentiamo. Voi avete per caso qualche piccolo problema economico?

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    Sarà anche «un metodo nuovo per tornare a crescere» quello descritto oggi dal ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni, in una pagina piena di intervista sul Sole 24 Ore, ma se una cosa è certa è che di risorse per tornare a crescere nel Belpaese proprio non ce ne sono. Le tasse, infatti, non saranno abbassate, l’Iva verrà aumentata e i debiti della pubblica amministrazione pagati solo per un quinto. Nessuna vendita di immobili pubblici è certa, inoltre, ma solo di «valorizzazione del patrimonio immobiliare» si è parlato. E ancora non si sa se l’Imu sulla prima casa, dopo essere stata sospesa, verrà definitivamente abolita.
    In cosa possono riporre le speranze gli italiani? Riduzione della burocrazia, agenda digitale e l’ennesimo eurovertice del Consiglio europeo sul lavoro, anche se finora in Europa non pare che di lavoro ne siano stato prodotto granché. Così potrebbero essere tradotte e riassunte le risposte dell’ex numero uno della Banca d’Italia ora ministro dell’economia del governo Letta.
    TENETEVI LE TASSE. Alla domanda se il cuneo fiscale record che vessa l’Italia e gli italiani, rendendo più costoso il lavoro, possa essere in qualche modo abbassato, Saccomanni ha risposto picche: «Per ora non ci sono grandi margini. Le coperture vanno trovate. E in questo caso si parla di risorse importanti».
    Il «finanziamento degli interventi che vareremo nelle prossime settimane» e la «copertura delle riforme strutturali», fa sapere Saccomanni, verranno garantiti attraverso «due canali: la spending review e il taglio delle agevolazioni fiscali». Ma la spending review tenuta a battesimo dall’ex ministro tecnico Piero Giarda non ha finora portato la svolta prevista. E il taglio delle agevolazioni fiscali pesa sempre sui contribuenti.
    AUMENTO DELL’IVA (?). «Stiamo valutando tutte le soluzioni, compresa quella di un intervento selettivo», ha risposto Saccomanni alla domanda sull’innalzamento di un punto percentuale dell’Iva in calendario per luglio. Che, verosimilmente, potrebbe voler dire che l’Iva verrà aumentata, ma non su tutti i beni. Ne verranno selezionati solo alcuni. Con quali criteri è difficile dirlo.
    IL CAPPIO EUROPEO. Venendo alle tematiche europee, alla domanda se l’uscita dalla procedura di infrazione possa «darci più ossigeno in vista della politica di crescita che è necessario attuare», la risposta di Saccomanni è: «Lo capisce chiunque, se sei stato promosso perché sei rientrato sotto il 3 per cento non puoi chiedere dieci minuti dopo di tornare sopra. Sarebbe un danno reputazionale per l’Italia, la Commissione (europea, ndr) e tutta l’Europa». Tradotto: lo Stato non può più spendere per i suoi cittadini, perché a Bruxelles non vogliono.
    LO STATO NON PAGA LE IMPRESE. Sempre per via dei vincoli di bilancio chiesti dall’Europa, l’Italia non potrà pagare più di un quinto dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, pari a soli 20 miliardi di euro, su un totale di circa 100 miliardi. A tanto ammonta lo stock di debito verso le imprese. Il pagamento dell’esigua quota di debiti sbloccata dal decreto varato dal governo Monti in extremis, infatti, spiega il ministro, «impegna già lo 0,5 per cento del pil e spinge il deficit al 2,9 per cento». Che vuol dire – questa volta il ministro è chiaro – che «nel 2013 altri margini non ci sono» per pagarne di più.
    IMMOBILI E IMU. Nessuna rassicurazione, infine, né sull’abolizione dell’Imu («l’impegno è rivedere entro il 31 agosto l’intera materia della tassazione sugli immobili») né sulle dismissioni («si stanno studiando varie ipotesi per finanziare la valorizzazione degli immobili», che è «la necessità prioritaria»).

  3. ROMA – La maggioranza di governo intende limitare la libertà di stampa formalmente, oltre che di fatto, attraverso un disegno di legge di modifica dell’art.21 della Costituzione. La denuncia arriva da “Libertà e Giustizia”, l’associazione nata nel 2002 a Milano per far fronte alla crescente insoddisfazione dei cittadini nei confronti della classe politica.

    Il disegno di legge in questione, si legge in un comunicato di “Libertà e Giustizia”, è stato presentato il 9 settembre dal senatore Andrea Pastore (Pdl), presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione, e rilanciato il 30 con l’aggiunta delle firme di altri 30 senatori, tra i quali quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga.

    L’art.21, se il disegno di legge venisse approvato, verrebbe modificato in modo che all’ultimo comma (“Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume”), verrebbe aggiunta la frase “o lesive della dignità della persona o del diritto di riservatezza”.

    “Solo chi non vede o fa finta di non vedere può credere che l’uso diffamatorio o calunnioso di certa stsampa, soprattutto negli ultimi tempi – ha rivendicato Pastore – possa andare avanti senza un più preciso indirizzo legislativo. Troppo fango viene gettato senza che i responsabili subiscano le giuste conseguenze”.

    Il significato della modifica all’art.21 che si vorrebbe introdurre, obietta “Libertà e Giustizia”, è invece ben altro: “In maniera subdola e strumentale, con la scusa della privacy, si cerca di imporre limiti assolutamente inaccettabili in tutto il mondo democratico e comunque di intimidire una professione già abbastanza mortificata dalle continue minacce alla carta stampata e alla televisione”.

  4. un sussidio per 3 giorni di alloggio,cioè ho ricevuto questa email da parte della commissione programma europeo sulla promozione del turismo indivuduale,mi devo fidare o è una fregatura?

  5. Non ha una spiegazione tutto ció.
    O erano ubriachi tutti quanti quando l’hanno deciso alla commissione europea, o hanno ricevuto dei favori particolari, o non c’è una spiegazione logica.
    Non voglio immaginare che non sapessero che questi due paesi avrebbero liberato come se fossero tanti ratti, tutti i rom del loro paese, svuotando il loro”serbatoio di delinqueza”.
    Certo, con la libertá poi tutti quelli che sono malviventi, non lavoratori e gentalgia che li e non ci possono stare, dove vanno??
    IN ITALIA-FRANCIA-SPAGNA-GERMANIA!!OLÉ
    Ma dio mio…è assurdo…
    Bel favore gli abbiamo fatto vero??I rumeni si sono Ripuliti dalla feccia e noi ce ne siamo riempiti,
    bel favore davvero…

    PS IO NON MI SENTO EUROPEO COME UNO ZINGARO RUMENO!!!
    UN RUMENO NON È COME UNO SVEDESE!!!
    Il mondo è bello perché è vario fino a un certo punto…
    Dopo un po non è bello è na schifezz…
    Gioia Ma stai zitta se non hai nulla da dire.
    Vai a berti na birra con i tuoi amici zingari.
    SOMARA!

  6. devo per forza lavorare, mi sono diplomato come tecnico alle industrie elettriche con 62/100 va be il voto è dovuto a quei b@stardi della commissione, cmq nn ho idea di come trovare lavoro, calcolando ke nn conosco nessuno ke mi possa raccomandare da qualke parte.. parto da zero e nn so come fare anke xk nn ho esperienza lavorativa in questo settore ho solo la pratica fatta a scuola e va be a casa mia mi sn cambiato tt le prese e gli interruttori e i supporti ..mi sento proprio spaesato e nn so proprio come fare… anzi mi sembra quasi impossibile trovare lavoro con quello ke si sente in giro…cmq devo x forza trovare lavoro almeno x settembre ma come sarà il lavoro rispetto alla scuola??

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