Autore: nocensura.com


Di Monica Capo

Per l’Economist, la povertà ha i giorni contati e sparirà nel 2030. Ma se fuori dall’Italia sembra esserci ottimismo, uno studio effettuato da Riccardo Sanna dell’Ufficio economico della Cgil dal titolo “La ripresa dell’anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l’occupazione”, è di diverso avviso. In particolare, si afferma che se il paese intercettasse la ripresa, quella stessa accreditata per il 2014 dai maggiori istituti statistici, ci vorranno 13 anni per tornare ai livelli di Pil del 2007, ben 63 per quello dell’occupazione (siamo praticamente tornati ai livelli record del 1977 soprattutto nel Mezzogiorno) e “mai” per recuperare il livello dei salari reali. Diciamo che, se la situazione non fosse veramente così grave, sembrerebbe quasi un trucco per farci adattare alla povertà seminando disperazione e sconcerto. In realtà, il rapporto annuale 2013 firmato dall’Istat ci ha già detto che ci sono famiglie che non riescono più a mangiare adeguatamente: più precisamente è il 16,6% degli italiani a non avere accesso nemmeno a un pasto decente. Insomma, Spagna e Grecia non sono poi così lontane e ultimamente si ruba sempre di più per necessità, per fame, e salgono i furti nei supermercati e nella grande distribuzione. “Addirittura il mese scorso una ragazza è arrivata a usare una borsa schermata, quella che non viene rilevata dai sensori anti-taccheggio: era piena di omogeneizzati”, spiega il caporeparto di una nota catena di ipermercati. “Pochi giorni fa – racconta ancora il caporeparto – un pensionato aveva in tasca del parmigiano, mentre una giovane coppia aveva preso latte in polvere per il suo neonato”.
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