Fico rinuncia alle indennità di carica in Vigilanza RAI

Fico rinuncia alle indennità di carica in Vigilanza RAI

Autore: Blog di Beppe Grillo

fico_rinuncia_soldi.jpg “Il 6 giugno sono stato eletto Presidente della Commissione Parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi anche detta commissione di vigilanza RAI. Subito dopo l’elezione dall’ufficio di presidenza, come prevede il regolamento, ho mandato una lettera che annunciava la mia elezione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Rai, al Direttore Generale della Rai e al Presidente dell’ AGCOM. Il 7 giugno mattina mi sono recato all’ufficio delle competenze parlamentari e ho rinunciato totalmente all’indennità di funzione ovvero all’indennità aggiuntiva a cui avrei avuto diritto come Presidente. Il risparmio per i cittadini è esattamente 26.712,00 euro l’anno che moltiplicato per cinque anni fa 133.560 euro. L’esempio è sempre più importante di mille parole. Ho chiesto poi ai partiti che compongono la commissione di comunicare alla presidenza i nomi dei capigruppo così da poter convocare il primo ufficio di presidenza. Lunedì mattina sarò nell’ufficio di Palazzo San Macuto, dove ha sede la commissione, per iniziare l’allestimento del mio ufficio e conoscere i nuovi dipendenti della Camera dei Deputati assegnati alla commissione.” Roberto Fico

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2 thoughts on “Fico rinuncia alle indennità di carica in Vigilanza RAI

  1. AUTUNNO 2012, LE NUOVE PUNTATE: REPORT IN ONDA SU RAITRE DA DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012 ALLE ORE 21.30
    Domenica 30 settembre riparte su Rai Tre la nuova stagione dello storico programma di Milena Gabanelli, Report.

    Aprirà questa serie un’inchiesta di Bernardo Iovene, Parlamento 2012: il parlamento italiano appare screditato agli occhi dei cittadini e siamo forse al punto più basso della storia recente, ne sono consapevoli gli stessi deputati e senatori. Chi sono e quanti sono i parlamentari condannati in primo grado, condanne definitive, o rinviati a giudizio per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni? E’ giusto che questi parlamentari possano rimanere al loro posto o ricandidarsi, in attesa di sentenza definitiva? Proposte di legge sull’incandidabilità e il decreto anticorruzione (quello che l’Ocse chiede da 20 anni) sono ostacolati da quasi tutti i partiti. Perché?

    Questi i temi trattati nelle puntate a seguire:
    La Cassa depositi e prestiti è stata definita dagli analisti di Mediobanca come “la porta verso il taglio dei debiti”. Sembra sia la soluzione per ogni emergenza: c’è bisogno di dismettere il patrimonio pubblico oppure che l’Eni venda la sua quota di Snam? Bisogna erogare finanziamenti alle piccole e medie imprese, perché le banche non lo fanno, o costruire le infrastrutture? In tutti questi casi se ne occupa la Cassa. I soldi che l’istituto raccoglie grazie ai 14 mila sportelli di Poste Italiane sono i 220 miliardi del risparmio postale. Vediamo come vengono impiegati dalla Cassa, chi decide cosa finanziare e come si garantiscono i soldi depositati dai 25 milioni di risparmiatori sui libretti postali e nei buoni fruttiferi.
    I garanti del mercato, cioè il sistema delle authority in Italia. Il loro ruolo per quanto riguarda la regolamentazione e la tutela degli interessi dei cittadini nei campi della finanza, dell’informazione, dell’energia, della tutela della concorrenza. La nomina dei presidenti e dei commissari di queste autorità è soggetta ai criteri della competenza, della trasparenza e dall’indipendenza dai poteri politici ed economici. Confronto fra l’Italia e il resto d’Europa. L’inchiesta metterà in evidenza alcune vicende correnti come la fusione in atto tra società quotate come Unipol, Fonsai, Premafin, Assicurazioni Milano per meglio capire il ruolo di autorità come Consob, Isvap e Antitrust.
    La classe dirigente: chi sono e come vengono nominati i grandi manager pubblici. Su quante poltrone siedono contemporaneamente, quanto guadagnano e qual è il limite di età. Da Mastrapasqua a Cardia, da Catania al cda Rai: confronto sui criteri di nomina fra BBC e Commissione parlamentare di vigilanza.
    Nelle casse dei partiti: ovvero tre miliardi di euro passati dalle tasche dei contribuenti a quelle della politica senza alcun controllo terzo, esterno ed istituzionale e nonostante un referendum che aveva abrogato il finanziamento. L’inchiesta realizzata da Sabrina Giannini parte dai recenti casi di cronaca che hanno coinvolto la Lega e la Margherita scoperti per caso e non grazie al controllo interno ai partiti. Analisi dei loro bilanci
    Il Governatore Formigoni governa la Lombardia da diciassette anni ed è stato più volte coinvolto in vicende giudiziarie, l’ultima è quella legata allo scandalo della Clinica Maugeri. Se il suo ruolo politico è in crisi, il movimento Comunione e Liberazione sta pagando le conseguenze dei problemi del suo esponente più significativo.
    E poi un’analisi dei costi delle regioni italiane: rendono quel che costano?
    Gli istituti di credito stanno passando il momento più critico della loro storia. Viene puntato l’indice verso la crisi internazionale ma dalla vicenda della Banca Popolare di Milano emergono grandi responsabilità della politica, che determina chi e come deve gestire una banca e degli organi di vigilanza. Sigfrido Ranucci ricostruirà un’intricata storia, emblema del sistema Italia.
    Petrolio e gas. I prezzi che vanno su e giù, il petrolio che forse non è finito, di gas che invece ce n’è tanto e l’Italia vorrebbe diventare hub europeo. A detenere il monopolio europeo è la Russia, e un ruolo chiave lo gioca l’Eni.
    La crisi ha messo in secondo piano i problemi ambientali ma ce n’è uno, quello dell’acqua, che non è più rinviabile. Le recenti siccità e inondazioni, inquinamenti e sprechi mettono in pericolo la stessa sicurezza alimentare e la sopravvivenza umana sul pianeta. L’acqua è un bene finito che ha dei cicli fragili e lenti a rigenerarsi, per creare nuova acqua potabile, ma un certo modello di sviluppo e una sottovalutazione del problema da parte di tutti noi cittadini nei comportamenti quotidiani, ne sta irrimediabilmente intaccando la sostenibilità.
    Report si interesserà anche di lotte ambientali in provincia di Bolzano, giovani economisti alle prese con concorsi pubblici dubbi, banche rivolte agli immigrati e imprenditori coraggiosi.

  2. Manovra col trucco, più facile licenziare
    ‘Così il governo cancella la Costituzione’
    I due emendamenti approvati in commissione (leggi) prevedono la deroga agli accordi territoriali
    e all’articolo 18. Camusso: “Volontà di annullare il contratto nazionale”.
    Il governo entra in scivolata sul tema lavoro. E così in commissione Bilancio passa l’emendamento che prevede una deroga ai contratti. In sostanza con accordi tra sindacati e aziende sarà più facile licenziare. La deroga vale per l’articolo 18. La notizia ha scatenato forti polemiche a partire dal segretario della Cgil Susanna Camusso per la quale in questo modo “il governo attenta alla Costituzione”. Il minstro Sacconi parla, invece, di maggiore “chiarezza” nell’interpretazione dei contratti. Tuona Di Pietro e annuncia che martedì sarà in piazza per lo sciopero generale.
    La manovra deroga l’articolo 18
    Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio prevedono deroghe alle leggi vigenti e ai contratti collettivi nazionali. Camusso: “Il governo cancella la Costituzione”.
    “Se la destra intende cancellare lo Statuto dei lavoratori lo dica e non si nasconda dietro norme implicite”, tuonava Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Partito democratico, il 17 agosto quando la manovra bis iniziava il suo iter al Senato. E’ stato accontentato: se prima l’articolo 8 tanto caro al ministro del Welfare Maurizio Sacconi rappresentava un furbo escamotage per aggirare l’articolo 18 dello Statuto (che vieta il “licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo”), oggi, con l’approvazione in commissione Bilancio di due emendamenti della maggioranza, è tutto scritto nero su bianco.

    Sì perché d’ora in poi i contratti di lavoro potranno essere discussi e firmati anche in deroga alle leggi vigenti e soprattutto alle “regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali”. E fra le materie suscettibili “a deroga” ci sono anche i licenziamenti. Ma a chi spetterà l’onere di sottoscrivere questi patti con le aziende? Lo chiarisce un secondo emendamento accolto dalla commissione parlamentare: alla maggioranza delle rappresentanze sindacali interne a una determinata ditta, Rsu o Rsa che siano.
    In altre parole, con l’accordo dei “suoi” sindacati, l’azienda conquisterà il diritto al licenziamento.
    Durissime le critiche che arrivano da Cgil, Pd e Italia dei Valori. Il segretario generale Susanna Camusso definisce la legge “anticostituzionale”, una normativa che mira unicamente a “distruggere l’autonomia del sindacato” e chiama gli italiani a partecipare in massa allo sciopero generale previsto per martedì prossimo, in concomitanza con l’arrivo in Aula della manovra. Antonio Di Pietro parla invece di un governo che ha in odio i lavoratori, sottolineando come questo articolo non abbia niente a che vedere con i disastrati conti pubblici “perché non ha ritorni di tipo economico”.
    Da Il Fatto Quotidiano

    L’Italia ha il problema dell’alto debito pubblico, e come lo risolve? Con il licenziamento facile, che non serve a nulla, è solo un favore fatto alla Fiat e a Confindustria. Così ora potrete essere licenziati e risarciti con 5 o 6 mensilità, e poi vi arrangiate. I paesi che hanno più tutele – vedi Germania e Francia – stanno andando molto meglio di quelli che ne hanno poche – vedi USA.
    Evasori fiscali, corruttori e ricchi mai toccati.
    Il lavoro senza diritti non è lavoro è schiavitù. Deroga oggi, deroga domani ci ritroveremo a lavorare per 60 ore alla settimana con 500€ mensili di stipendio.
    Da parte mia, da consumatore, non comprerò più nulla di italiano: basta fiat, e al supermercato comprerò solo dentifricio, shampoo, saponette e bagnoschiuma stranieri.
    Avete votato questo governo, ora ve lo tenete

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