Un piano del terrore: la ‘ndrangheta dietro a Preiti?

Autore: Byoblu.com

Luigi Preiti

di Valerio Valentini

“Francamente, a me la storia di Preiti, così come ce l’hanno raccontata, non ha mai convinto. Un disadattato che decide di fare un atto eclatante in segno di disperazione? No, non mi sembra proprio”. Parla convinto Luigi Bonaventura, ex ‘ndranghetista di spicco, reggente del clan Vrenna-Bonaventura di Crotone, che dal 2006 ha deciso di collaborare con la giustizia. Parla convinto, eppure nella sua voce non c’è arroganza: “Sia chiaro – precisa subito – che tutto quello che dirò non lo dirò per volermi sostituire agli investigatori, che fanno egregiamente il loro mestiere. Il collaboratore di giustizia non è un mago che risolve i casi, o un professore che arriva a spiegare come sono andate le cose. Il punto è che quando hai vissuto in una determinata mentalità criminale fin dalla nascita, quando hai sparato e ordinato di sparare, quando hai avuto a che fare per anni con dei corpi riservati e azioni del genere le hai pianificate ed eseguite, certe anomalie ti risultano più evidenti. Le annusi subito”.

Corpi riservati?

La ‘ndrangheta se ne serve moltissimo. Sono criminali non necessariamente affiliati o organici all’organizzazione. Persone che possono essere reclutate all’occorrenza per commettere attentati, e che di solito sono pronti a morire nel corso di queste missioni. Persone spesso disperate, ma molto preparate. Dei kamikaze, insomma. Ecco, a me Preiti sembra rispondere perfettamente a questo identikit. E di certo le sue origini potrebbero essere un’ulteriore conferma di questa teoria.

E perché?

Innanzitutto, so per certo che la famiglia Preiti è vicino ad ambienti legati alla ‘ndrangheta. E poi non dimentichiamoci che a Rosarno c’è da sempre una situazione un po’ particolare.

Si spieghi meglio.

Da sempre a Rosarno ci sono dei clan molto propensi a ricorrere alla violenza e ad atti eclatanti. Clan che agiscono spesso autonomamente, senza il consenso di tutta l’organizzazione. Diciamo che non sono stati molto inquadrati. Però stavolta la cosa sembra diversa, e non a caso Preiti non è partito dalla stazione di Rosarno, ma da quella di Gioia Tauro.

Un segnale? O voleva semplicemente farsi riprendere dalla videocamera di sorveglianza?

Sicuramente lui sapeva che alla stazione di Gioia Tauro sarebbe stato ripreso da quella videocamera. Ma qui il messaggio è un altro, e ben più importante. Se io da Rosarno devo raggiungere Roma in treno, non ha alcun senso che io vada in auto fino alla stazione di Gioia Tauro. Il fatto che Preiti lo abbia fatto, significa che si voleva far sapere a tutti che il suo gesto folle non era stato deciso solo dai clan di Rosarno, ma aveva il consenso di tutta la mamma [nel gergo ‘ndranghetistico, l’organo di controllo supremo dell’organizzazione criminale, ndr]. Gioia Tauro è il centro del mandamento della Piana: aver lasciato la macchina lì equivale ad affermare che il vertice assoluto della ‘ndrangheta ha approvato.

Questo significherebbe che la ‘ndrangheta ha intenzione di inaugurare una stagione di destabilizzazione? C’è un progetto preciso?

Più volte, dopo esser diventato collaboratore di giustizia, ho avuto incontri con finti pentiti che descrivevano prospettive inquietanti. In particolare, nel 2011, fui abbordato due volte da esponenti della cosca De Stefano-Tegano, [le ‘ndrine che controllano Reggio Calabria, ndr], che cercavano di reclutarmi e di corrompermi. Mi parlarono di un piano del terrore che sarebbe stato messo in atto, un piano contro magistrati e forze dell’ordine, teso a destabilizzare. E si vantarono di avere a disposizione truppe di criminali pronte ad ammazzare e a farsi ammazzare. Ecco, quando ho appreso dell’attentato di Preiti, non ho potuto non ripensare a quegli incontri.

Ma perché l’idea che Preiti possa semplicemente essere un disoccupato, magari anche mentalmente instabile, non riesce proprio a convincerti?

In realtà è proprio se penso a Preiti come un disperato che i conti non tornano. Se io non avessi un lavoro e non riuscissi ad arrivare a fine mese, perché dovrei partire il giorno prima dell’attentato e pagare un pernottamento in hotel, anziché prendere il treno la mattina stessa? E poi c’è la pistola: se fossi in condizioni economiche così disastrate, la prima cosa che farei sarebbe andare a rivendere una pistola, comprata al mercato nero, che vale da sola almeno 1200 o 1300 euro. Senza contare che quella non è una pistola qualunque. Si tratta di una 7 e 65 Pietro Beretta, modello A 35, usata già nella Seconda Guerra Mondiale, e spesso data in dotazione alle forze dell’ordine. La canna è facilmente estraibile: basta aprire il carrello, e con un colpo la si fa uscire; ed è per questo che è comoda anche da sostituire, ad esempio con una calibro 9 corto. È l’arma preferita dalla ‘ndrangheta, che infatti quando vuole lasciare una firma, spara sempre con quel modello lì, anche perché di fatto non si inceppa mai. Ha un solo difetto: non è molto precisa. E questo la dice lunga sulle capacità di questo Preiti, che va bersaglio quattro volte sparando sette colpi. Un’efficienza incredibile: io con quell’arma ho sparato decine di volte, e le assicuro che non è facile andare a bersaglio con tanta precisione, soprattutto in una situazione così concitata come quella, e soprattutto per uno che dice di aver mai sparato prima.

Poco credibile, in effetti.

E non solo: Preiti sapeva perfettamente che doveva sparare da vicino, perché quel modello di Beretta non è precisa a grande distanza. E sapeva anche, o almeno sospettava, che i carabinieri dovevano avere una qualche protezione al torace, magari un giubbotto antiproiettile. E guarda caso lui ne colpisce uno al collo e uno alla gamba. Una freddezza pazzesca. Viene da chiedersi dove abbia imparato a sparare così bene. Una cosa è indubbia: se vivi a Rosarno, non puoi certo metterti ad esercitarti al tiro al bersaglio, perché è praticamente impossibile non richiamare l’attenzione di chi, su quel territorio, ha il controllo assoluto. E poi, ancora, perché, se sono incensurato, devo comprare un’arma al mercato nero, con una matricola abrasa?

Ecco, perché?

Per un solo motivo: perché so già, fin dal giorno in cui la acquisto, che quell’arma mi servirà per uccidere. Altrimenti non ha alcun senso: Preiti era incensurato, poteva benissimo ottenere il porto d’armi e comprare regolarmente una pistola, se davvero intendesse usarla per difesa personale. Anche perché niente gli avrebbe vietato di utilizzarla, un domani, per fare una rapina. I disperati fanno così. Non comprano una pistola al mercato nero, tra l’altro con la matricola abrasa.

Possibile che l’abbia cancellata Preiti stesso, la matricola, magari con la punta di trapano che è stata ritrovata nel suo borsello?

Lo escludo. Non ci si inventa autodidatti per certe cose: punzonare un’arma è un lavoro da professionisti. Soprattutto per fare in modo che, come in questo caso, a distanza di settimane gli inquirenti non riescano a risalire alla matricola originale: per lavori del genere si usano liquidi speciali, ci servono attrezzature apposite e una certa manualità. Impossibile farlo soltanto con una punta di trapano. Secondo me, ma questa è una mia ipotesi, quella punta di trapano è stata messa lì per confondere le acque, per sviare le indagini.

Nel borsello è stato trovato anche un cellulare.

Con una carta SIM intestata ad un extracomunitario. Gli appartenenti alle organizzazioni criminali sono soliti ricorrere a questo sistema, per rimanere invisibili e non lasciare tracce, mentre discutono di traffici e di progetti.

Nelle interviste che hanno rilasciato, i familiari sembravano sinceramente sconvolti. Erano molto lontani dall’immaginario comune della tipica famiglia ‘ndranghetista.

Vero. Ma molto spesso, mi creda, quando fai quel mestiere lì, i tuoi familiari non ti conoscono affatto. Soprattutto se sei un corpo riservato. Tra l’altro sembra che lui sia uscito di casa senza il borsello con cui poi è stato ritrovato davanti a Palazzo Chigi. Dove lo ha preso? Chi glielo ha dato? Anche questo, a mio avviso, potrebbe essere un indizio importante. E poi c’è la questione della cocaina. Se davvero Preiti aveva quel vizio, è impossibile che non fosse in contatto con ambienti criminali, specialmente se pensiamo che a Rosarno le ‘ndrine controllano anche lo spaccio in maniera capillare.

In molti potrebbero accusarti di alimentare, con questa sua lettura dei fatti, il luogo comune, un po’ meschino, per cui tutti i calabresi, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la ‘ndrangheta.

Non è assolutamente vero. La Calabria è piena di persone per bene, onesti lavoratori. E lo stesso vale per Rosarno. Ma il punto è proprio questo: nessuna persona per bene, nessuna persona che non sappia di godere della protezione della ‘ndrangheta potrebbe anche solo pensare di partire da Rosarno e fare un atto del genere. Significherebbe condannare a morte non solo se stessi, ma anche la propria famiglia.

Ma qual è il segnale che voleva lanciare la ‘ndrangheta, allora?

Difficile dirlo. Però sicuramente un messaggio è arrivato chiaro: il fatto che Preiti, subito dopo esser stato immobilizzato, ha dichiarato che aveva intenzione di far fuori un uomo delle istituzioni, significa che la ‘ndrangheta ha lanciato un segnale a tutta la politica. Secondo me, Preiti è andato diritto contro il bersaglio che aveva designato: lui voleva ammazzare i carabinieri, quella mattina. Ma è evidente che non era un segnale di odio contro le forze dell’ordine; è alla politica che era diretto, quel segnale.

Un attentato politico, quindi?

Be’, certamente dei risultati li ha ottenuti subito, visto che molti giornali hanno immediatamente collegato quell’atto col clima di odio fomentato ad arte da un certo movimentismo politico. Ma preferisco comunque non entrare direttamente in questi risvolti.

Quest’attentato arriva poche settimane dopo la lettera inviata a Nino De Matteo, nella quale si dice chiaramente che non si può mettere il Paese in mano a comici e froci. Potrebbe essere il segnale che la ‘ndrangheta, e le altre organizzazioni criminali, vogliono ottenere qualcosa dallo Stato?

Guarda, quando la ‘ndrangheta alza il tiro è sempre perché vuole arrivare ad aprire una trattativa. Che ormai è una parola abusata. Quando si parla di trattativa si pensa spesso, perché così ci hanno abituato a fare, ad un grande tavolo in cui tutti si riuniscono per prendere chissà quali accordi. In Italia la trattativa si vive ogni giorno, tra lo Stato e le mafie: è fatta spesso più di silenzi che di parole, si regge su taciti accordi. Quando si spara, di solito, è perché si vuole arrivare ad una rinegoziazione.

Intervista realizzata il 15 maggio 2013

12 thoughts on “Un piano del terrore: la ‘ndrangheta dietro a Preiti?

  1. Sto facendo una ricerca scolastica per la quale ho dovuto prendere in esame l’organizzazione di Cosa Notra, ‘ndrangheta e Camorra, ma in nessuna di esse vi è la figura del ‘padrino’, con proprio questo nome. Sapreste dirmi se questa figura è nata nell’immaginario comune o nei film cinematografici ed erroraneamente diventata una credenza comune? Chi mi sa dire chi è il padrino, che ruolo ha, dove si trova nella scala gerarchica?

  2. Non so se c’avete fatto caso, ma dopo le dimissioni di Berlusconi, la magistratura ha inflitto duri colpi alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata in generale. i 36 arresti di coloro che volevano ricostruire la cupola mafiosa tra Palermo e Roma, i 250 camorristi arrestati ad Ercolano, gli arresti ai danni della mafia calabrese a Milano e nelle ore precedenti ancora un arresto, per un giudice che collaborava con la ‘ndrangheta e altri mafiosi. Sono coincidenze secondo voi? Parliamone.

  3. È ESATTAMENTE IL CONTRARIO: I FANS DI LUIGI PREITI SON DEL PD, DEL PDL E DI SCELTA CIVICA!!

    Secondo me son stati i partiti che sostengono il tanto contestato governo Letta a chiedere, in cambio di diversi milioni di euro, a Luigi Preiti di sparare ai due carabinieri. Il suo gesto è servito a intimorire il popoluccio ignorante corroborando in esso la fiducia nei partiti di governo. È esattamente quello che i governi a guida DC facevano negli anni Settanta! Ordinavano alle organizzazioni terroristiche da loro manovrate di organizzare le stragi e il consenso elettorale della DC e delle altre forze politiche al governo aumentava, perché i cittadini avvertivano maggior bisogno di stabilità politica e di protezione!
    Si chiama strategia della tensione.

    Preiti è andato in galera, ma poi potrà uscire con tanti bei soldini in tasca donati dai partiti che componevano il governo! Pure Mario Moretti, al quale il governo italiano ha ordinato di ammazzare Aldo Moro, è andato in galera, anche se il progetto originario prevedeva che nemmeno andasse dentro (infatti Ettore Filippi, il comandante della Squadra Mobile di Pavia che arrestò il Moretti, invece di ricevere una medaglia fu arrestato per favoreggiamento), ma, il “brigatista rosso” che studiò grazie ai soldi della marchesa Anna Fallarino in Casati Stampa, arrestato nel 1981, sebbene fosse stato condannato a sei ergastoli, nel 1993 iniziò a ricevere i primi permessi premio, e nel 1997 la definitiva semilibertà, e poi un bel lavoro alla Regione Lombardia di coordinatore del laboratorio di informatica. Sì, la sera deve tornare al fresco, ma di giorno è libero e il carcere per lui è come un dormitorio. Chissà quanti miliardi di vecchie lire avrà riscosso in segreto dal governo!
    Aldo Moro doveva morire, perché alla NATO non piaceva il suo progetto di far partecipare un partito comunista al governo di un paese occidentale; quindi la NATO ne ha ordinato l’uccisione al governo italiano, che a sua volta l’ha delegata a Mario Moretti, l’uomo lo Stato italiano aveva infiltrato nelle Brigate Rosse, e che poi ne ha preso il controllo dopo gli arresti di Curcio e Franceschini nel 1974.
    Tanto per esser chiari fino in fondo, per l’eliminazione di Aldo Moro, la NATO ha avuto la collaborazione, o perlomeno la benedizione, pure dell’U.R.S.S. e degli altri paesi aderenti al Patto di Varsavia. Questi consideravano infatti in malo modo l’ipotesi che un partito comunista andasse al governo senza ricorrere a un’insurrezione armata.

    La strage di via Fani è un agguato apparentemente anomalo. Qualcuno potrebbe dire: perché agire lì dove Moro aveva 5 uomini di scorta e non presso lo Stadio dei Marmi quando vi passeggiava accompagnato dal solo maresciallo Leonardi? Ma un motivo c’èra: far vedere che i terroristi di sinistra non uccidevano solo i politici, ma anche i poliziotti e i carabinieri che guadagnavano un misero stipendio come gli operai.
    A riguardo, vorrei farvi presente che Pasolini – sì so che nel 1978 era già passato a miglior vita, – nella poesia “Il Pci ai giovani!!” disse di star dalla parte dei poliziotti che si scontravano con gli studenti nel 1968, perché erano “figli di poveri”, mentre gli studenti avevano “facce di figli di papà” erano “i ricchi”.
    Ecco il collegamento con l’azione delittuosa del 28 aprile 2013 contro i carabinieri secondo la mia tesi! Facciamo vedere che la gente che odia noi politici della casta che appoggiamo il governo Letta odia anche i carabinieri!
    @ neucrate dice NO AL TAV, è vero, però stanno maturando sempre più. Se ognuno di noi desse il suo contributo, maturerebbero prima; inoltre le prossime elezioni ci saranno probabilmente tra circa due anni, quindi il tempo c’è.

    Io presto non potrò più esser presente se non raramente per degli impegni.

    Confido in voi.

    Saluti puffosi! Puff, puff!

  4. lavoro per farvi felici.bado i bambini sugli scuolabus,faccio in modo che giochino,che non si faccino male,che arrivino a casa felici,asciugo moccioli e lacrime,metto felpe e cappottini.eppure non prendo mai più di 400euro mensili,non ho la malattia pagata e quando le scuole sono chiuse,come natale,pasqua,primo maggio e vacanze estive non vengo pagata(nonostante l’amore che ci metta nel lavoro).per arrotondare do lezioni private a ragazzi stranieri,ma non arrivo lo stesso a fine mese.vivo sola,devo pagare l’affitto e devo vivere.
    lo scorso anno,dopo aver fatto la dichiarazione dei redditi(ove risultava che vivo sola e non percepivo più di quelle 400 euro),ho fatto richiesta per le case popolari e mi sono state negate.eppure io non riesco a campare,non ho famiglia alle spalle e mangio solo pasta e pane,le cose che costano meno insomma.non esco e non bevo una birra con gli amici da secoli perchè NON POSSO.ho 26 anni e la costante paura di non poter pagare l’affitto o ritrovarmi di botto senza quelle 400euro.non sono razzista,non lo sono mai stata.però non vedo mai un italiano alle case popolari,le danno solo a immigrati.io non posso vivere più così.che devo fare?aspettano forse un altro suicidio?che devo fare per vivere?mettermi a sparare contro i politici nella speranza che almneo in prigione mi diano del pane e un tetto?che devo fare?sono sull’orlo di un precipizio!

  5. Lasciando da parte Grillo come persona. Perché molta gente è contro l’operato del M5S fino ad ora?
    Voglio dire, leggo tanti messaggi di insulti e di attacchi, ma non leggo critiche concrete e sensate.
    Ci sta tranquillamente che molti elettori abbiano preferenze politiche diverse, ma perchè attaccare il M5S così duramente?
    Sulla base di cosa?

    Una delle critiche che sento più spesso è: perché criticano criticano ma non propongono niente!
    Sbagliato! Il M5S le proposte le ha eccome, ma i telegiornali sono tutti contro il M5S, a parte il tg3 e La7 che sono equi.

    Dunque, perchè tutto questo odio e queste critiche? PD e PDL sono migliori del M5S? (oppure citate altri partiti) se sì, perché?
    Grazie

  6. testo Integrale:

    “Gli spari sopra

    Ci vorrebbero abituati e rassegnati alle notizie – ormai quotidiane – di suicidi, gente che si ammazza perchè portata all’esasperazione, vittime di una guerra contro i poveri fatta di sfruttamento sul lavoro, disoccupazione, multe tasse (il pizzo di Stato), sfratti, strozzinaggio… E a chi non si adegua le manganellate, i lacrimogeni in faccia, la galera… e anche (come il 26 aprile a Palermo) i carabinieri che sparano contro i lavoratori, 12 colpi di pistola (ma di queste pistolettate nessuno ne parla…)
    La situazione, se non altro, si è chiarita definitivamente: PD e PDL, insieme per fare la guerra ai poveri.
    Così, mentre al Quirinale era in corso il giuramento del nuovo governo, un uomo in giacca e cravatta ha aperto il fuoco contro i militari che presidiano la sede degli indegni più indegni degli indegni: il Parlamento.
    “Volevo uccidere i politici” pare abbia confessato.
    “E’ un pazzo” dicono di lui gli scampati.
    “Era ora, ha fatto bene” si mormora nei bar e al mercato.
    “Ha sbagliato bersaglio” dice qualcuno. Ed è vero… ma fino a un certo punto. Perchè i due carabinieri feriti non passavano certo di lì per caso: erano lì apposta, armati, a difesa della Casta… il minimo che si può dire è che se la sono cercata. E poi, a dirla tutta, non erano certo due sfigati qualsiasi: erano Carabinieri del Battaglione Tuscania, noto per gli stupri, le sevizie, i massacri compiuti in Somalia, Iraq, Afghanistan… e – in patria – per i pestaggi, le torture, i lacrimogeni ad altezza uomo, arroganti e impuniti (in Valsusa lo sappiamo bene!).
    Insomma, un uomo rovinato dalla crisi si è procurato un’arma, ha preso un treno e si è diretto nel luogo simbolo dei problemi di tutti, il palazzo del governo.
    Un essere umano ha lucidamente individuato i responsabili della sua miseria ed ha preferito rivolgere l’arma contro i suoi oppressori, una volta tanto non contro sè stesso.
    Di fatto, da ieri, anche i politici ed i loro cani da guardia iniziano a cagarsi sotto.
    perchè Luigi Preiti ha semplicemente FATTO quello che tutti DICONO in ogni buon bar d’Italia.
    Ha soltanto accorciato la distanza tra il dire e il fare. Il suo gesto non è affatto sorprendente.
    Quel che è davvero sorprendente è che sia ancora un gesto isolato.

    Solidarietà di pelle a Luigi Preiti.”

    commenti?
    i volantini sono stati trovati in provincia di Torino e hanno suscitato l’ indignazione dei politici e dei giornalisti, loro lakke’

  7. hanno iniziato con Prèiti che si è messo a sparare ai carabinieri al posto dei politici, ieri hanno picchiato un manifestante P D L al posto di Bèrlùsconi! Avessero preso lui! E secondo me visto le scarse prestazioni e il modus operandi, di sicuro qualche precursore del M 5 S doveva essere coinvolto anche con la statuetta del Duomo!
    @ho visto che però lo avete accolto a braccia aperte nella vostra comunità! :)
    Damian: e chi ti dice che non sia grìllino?
    A Puffetta non è che tutto quelllo che dici tu è vero! Posso avere opinioni diverse, non sei mica Dio!
    In ogni caso il video parebbe avere ragione
    Puffetta: ovviamente non credo che Preiti sia stato pagato dal 5 stelle ma se permetti non credo neanche alle tue teorie, per il pestaggio di brescia non saprei, devo ancora informarmi bene. per quello che riguarda la statuetta anche quello lo ho buttato sull’ironico… ovviamente non centra niente col M5S. E quando il fatto accadde ero un puffo adolescente e non 116 anni quindi non me ne sono preoccupato tanto, grazie del video.

  8. Sono indeciso oggi ne parlavo al campetto con dei miei compagni di classe forse Pegoraro e meglio perche ha buttato anche una bomba hai sindacati voi cosa ne pensate? L’inportante cmq e distruggere la Kasta quindi carabinieri, sindaci, politici, pensionati doro e sindacati fa lo stesso!!

  9. milano una città ricca e bella ifettata dalle criminalità organizzate.
    dalla camorra all’ndrangheta,ma il problema sono i casalesi,in questi ultimi anni sono in possesso di tutto sono la cosca più radicata nel capo luogo lombardo.
    sta cosa mi spezza il cuore,come si puo permettere a questo clan che da casal di principe venga a comandare e a vincere appalti nella nostra città?che schifo

  10. Ed ha aggiunto anche che sono pericolosa .. paragonandomi nientepopodimeno che a Preiti.

    Ora contatto la Polizia Postale ..
    Si si … aspetta “ragazzo azzurro” ora la contatto

    Che strano che sei “ragazzo azzurro” prima insulti le persone, mi paragoni ad un assassino come Preiti e curiosamente non rispondi alle domande… poi all’improvviso “riappari” magicamente e rispondi in secondi .. sei proprio strano.
    Ma come “ragazzo azzurro” .. non mi hai insultato ?

    Se addirittura mi hai paragonato a Preiti, il quale è un pericoloso assassino?
    Acciderbolina “ragazzo azzurro”.. quindi secondo te paragonare qualcuno a Preiti il quale come è noto è un pericoloso assassino non è un insulto ?

    E per di piu’ ora aggiungi “sono quelli come te che un giorno si svegliano e fanno cose indicibili.”

    Continui ad aggiungere ingiurie su ingiurie, ed anche gravi illazioni caro il mio “ragazzo azzurro”
    E poi ancora citi “lacune scolastiche”

    E dici “ti mettono i bracciali” ..
    “Ragazzo azzurro” .. ma lo sai che sei sempre piu’ strano ?

    Continui ad apparire, sparire e riapparire.

    Mi hai ripetutamente paragonato a Preiti .. il quale è notoriamente un pericoloso assassino… ed insisti nel dire che queste non sono ingiurie. Poi parli di “bracciali” ..

    Di che “bracciali” parli “ragazzo azzurro” e perche dici “sono quelli come te che un giorno si svegliano e fanno cose indicibili.” ?
    Ecco … lo vedi che sei proprio strano “ragazzo azzurro”

    E mi raccomando “ragazzo azzurro” .. continua pure cosi’ che vai proprio bene.
    E poi ancora non hai risposto alla domanda .. cosa vuol dire “ti mettono i bracciali” ?

    E perche dici “sono quelli come te che un giorno si svegliano e fanno cose indicibili.” ?

    A cosa ti riferisci “ragazzo azzurro”

  11. Solo che Preiti è stato isolato ma i bombardamenti continuano.
    @Bobby gol
    Tutto sarebbe più semplice se i cadaveri abdicassero ma non è mai accaduto e per questo ogni rivoluzione ha conosciuto il sacrificio di innocenti (o effetti collaterali come li chiama la Nato).
    @Nicola II
    Il Mer-berlusconismo poteva essere fermato da D’Alema che ha preferito l’inciucio ed è poi esploso grazie all’indulto del dopomanipulite. Non vedo quale contributo possa aver dato il periodo di piombo delle BR.

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