Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Salta, sembra, l’estensione della Robin tax per le energie rinnovabili. Confermato l’adeguamento del metodo di calcolo per gli incentivi Cip 6. Non ci sarà l’aumento promesso a dicembre 2012 a chi genera elettricità da bioliquidi. In attesa del testo ufficiale, le novità per le rinnovabili nel “decreto Fare” del governo Letta.

Alle dichiarazioni dei giorni scorsi del neo ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, sul “taglio da 550 milioni della bolletta”, il mondo delle rinnovabili ha tremato. Da tempo c’è chi vede il sostegno alle rinnovabili come uno spreco e gli incentivi un comodo bancomat da cui attingere per far tornare i conti. La sforbiciata sulle rinnovabili, infatti, almeno nel testo entrato nel decreto, c’era, sotto forma di estensione e aumento della Robin tax, da applicare anche a aziende più piccole che fanno energia da rinnovabili.

Dopo l’approvazione del decreto – e in attesa di conoscere il testo ufficiale, ancora in fase di elaborazione – l’allarme sembra in parte rientrato. Stando alle voci di corridoio e alle ultime dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, l’estensione della Robin tax non ci sarà. Il risparmio da 550 milioni si otterrà in parte con un adeguamento delle modalità di determinazione delle tariffe concesse agli impianti in regime Cip6 e in parte da un mancato aumento degli incentivi agli impianti che generano elettricità da “biocombustibili sostenibili”. L’allerta per tutto il mondo delle rinnovabili deve però restare alta: il Governo ha parlato esplicitamente, seppure in maniera assai vaga, di una prossima riforma degli incentivi.

Ma andiamo con ordine sulle novità per l’energia del decreto, che è ancora in fase di perfezionamento e dovrebbe arrivare in Gazzetta entro alcuni giorni (entrando in vigore da subito e perdendo efficacia solo con la conversione in legge, entro 60 giorni).

Come confermato anche dal comunicato ufficiale, si interverrà sul metodo di calcolo degli incentivi per gli impianti Cip6. In pratica si è deciso di approfittare di quell’occasione di risparmio che Passera, come abbiamo raccontato, aveva deciso di non cogliere. Finalmente cioè si adeguerà il metodo di calcolo del costo de combustibile evitato, detto Cec, che determina l’ammontare dell’incentivo, basandolo sui mercati spot del gas e non più sul costo del greggio. Secondo l’Autorità il nuovo metodo di calcolo farebbe risparmiare sugli incentivi il 7% e, se lo si fosse adottato prima, avrebbe prodotto un risparmio di 500 milioni sugli oneri per il 2012.

Un ulteriore risparmio in bolletta si avrà dal mancato aumento degli incentivi per l’energia elettrica prodotta da bioliquidi, che dovrebbe evitare una spesa di 300 milioni di euro. Non ci sarà, infatti, il ritocco al rialzo previsto dalla Legge 24 Dicembre 2012 n. 228 (Art 1 comma 364 vedi qui), che avrebbe consentito, a patto di ridurre la produzione, di avere incentivi maggiorati a tutti gli impianti esistenti da “bioliquidi sostenibili” (ma “sostenibili“ secondo i parametri adottati lo sono tutti, compreso l’olio di palma, il biocombustibile più usato e anche il più controverso).

Come detto invece, sembra che non ci sarà l’estensione della Robin tax di cui si era parlato. Il testo entrato in Consiglio dei Ministri prevedeva, all’art. 5, l’estensione della maggiorazione sull’Ires alle imprese energetiche (tutte dunque e non solo quelle che producono elettricità da fonti rinnovabili, come era scritto in una prima bozza) con “volumi di ricavi superiori a 500.000 euro e un reddito imponibile superiore a 80.000 euro” (attualmente l’imposta è pari al 10,5% per il triennio 2011-2013, e dovrebbe tornare al 6,5% dal 2014) allargando e di molto la platea degli interessati. La soglia in una versione successiva era stata alzata a 3 milioni per i ricavi e 300mila euro per l’imponibile. Stando alle dichiarazioni di questa mattina del ministro Orlando sembra invece che non se ne farà niente e tutto resterà come prima.

Le stesse dichiarazioni di Orlando, peraltro, hanno ribadito che il Governo vuole rimettere mano al sistema di incentivi  alle rinnovabili: “Sicuramente dobbiamo rimodularli e capire anche esattamente quali settori vanno più incentivati e su quali settori è opportuno fare un primo bilancio”. Per il mondo dell’energia pulità a quanto pare, insomma, non sembra essere mai finito il regime di incertezza normativa permanente che in questi anni ha fatto più danni degli stessi tagli subiti.

 

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