Bologna, ex Idv Nanni verso il processo: “Vacanze e regali con i soldi pubblici”


Autore: Il Fatto Quotidiano

L’ammontare complessivo di denaro pubblico è di 277mila euro. Si tratta dell’importo che la procura di Bologna contesta a Paolo Nanni, ex consigliere regionale dell’Italia dei Valori, e alla figlia Olimpia, destinatari entrambi di un avviso di fine indagine in cui risultano indagati per peculato. Il politico, capogruppo Idv nel corso della settima legislatura, quella che si è articolata tra il 2005 e il 2010, è così alla soglia della richiesta di rinvio a giudizio per una vicenda iniziata circa un anno fa, dopo la denuncia dell’ex coordinatore cittadino del partito Domenico Morace e l’apertura lo scorso settembre di un fascicolo affidato al pubblico ministero Antonella Scandellari.

Adesso, a mesi di distanza, il magistrato inquirente scrive di Nanni e della figlia – collaboratrice del padre in Regione alla quale era demandato il compito di seguire gli aspetti contabili della rappresentanza Idv in viale Aldo Moro e di rendicontare con cadenza annuale le spese – che “si appropriavano di somme di denaro pubblico per circa 277.792,77 euro” destinato a far funzionare il gruppo consiliare. Invece Nanni avrebbe utilizzato quel denaro “per scopi personali”. Nell’avviso di fine indagine il pm Scandellari dettaglia questi “scopi” suddividendoli in sostanza in sette tronconi.

Innanzitutto, tra quanto sottolinea la procura di Bologna, c’è la simulazione di “convegni in realtà non effettuati mediante la creazione di locandine false”. Inoltre sarebbero state presentate “false motivazioni di supposti incontri istituzionali, in realtà non avvenuti, per giustificare spese personali fatte presso ristoranti e bar”. Poi, secondo l’accusa, compare l’acquisto “senza giustificazione di valori bollati per complessivi 6513,00 euro” mentre altri 1798,21 euro sarebbero stati utilizzati per acquistare “libri destinati al genero o non inerenti all’esercizio delle sue funzioni”. Infine nell’elenco delle spese sospette stilare al pubblico ministero Scandellari compaiono regali, conti di alberghi, auto blu e taxi.

Il dettaglio dei soldi usati presumibilmente in modo illecito si estende per decine di pagine. Ad averlo compilato è stata dall’unità della guardia di finanza agli ordini del colonnello Antonio Gorgoglione, lo stesso che ha lavorato su un’altra indagine ancora aperta focalizzata sulle spese dei gruppi consiliari (in questo caso si è andati a guardare i conti di tutti i partiti) e coordinata dai pubblici ministeri Scandellari e Morena Plazzi. E tornando a Nanni, come già fatto in passato, quando era iniziata la vicenda che lo riguarda, ha commentato la chiusura dell’inchiesta che lo riguarda sostenendo che chiarirà tutto.

Lo aveva detto anche alla fine di settembre 2012, quando gli era stato comunicato che era indagato per peculato. Ma nelle settimane successive, nel corso degli interrogatori, erano arrivate le prime ammissioni che riguardavano soprattutto i convegni pubblicizzati ma mai avvenuti e le serate in locali pubblici, compresi i conti di quattro cene avvenuti nella stessa data. Sembrava trovare così almeno parziale conferma la denuncia di Domenico Morace, che disse di aver parlato di questa situazione al braccio destro di Antonio Di Pietro, Silvana Mura, senza però trovare risposte alle sue domande circa l’utilizzo del budget regionale, circa 450 mila euro.

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2 thoughts on “Bologna, ex Idv Nanni verso il processo: “Vacanze e regali con i soldi pubblici”

  1. Sono stata contattata per un colloquio presso un azienda che si chiama MASTER GROUP a Bologna in via Paolo Nanni Costa ma mi sembra tanto una bufala ..siccome dovrei partire da ancona vorrei sapere se qualcuno di voi sa darmi informazioni a riguardo .GRAZIE!
    FRANCESCO T hai fatto il colloquio???

  2. ECCO A VOI COME.

    Diacono e sacerdote
    Gabriele Nanni, dopo tre mesi di permanenza in casa Zimei e dopo aver presentato al Vescovo le altre denunce richieste, viene inviato presso il Parroco di Sassa (AQ). Due mesi dopo viene ordinato diacono e inserito ufficialmente nella diocesi. Cinque mesi dopo, il 30 agosto 1997, è ordinato sacerdote:

    “Diacono”

    Con quale spirito si prepara ad essere ordinato Diacono, l’ultimo gradino prima del sacerdozio?

    Dalla dichiarazione di Mons. Molinari al Tribunale Ecclesiastico:

    “Allora (il 30 marzo 1997 n.d.r.) io ho detto a Don Gabriele “che dici, ti ordino domani oppure aspettiamo”, e lui mi ha detto: “forse se aspettiamo non capiterà più questa occasione”. L’ho ordinato… Dopo Mons. Peressin mi ha detto: “Mi hai tradito, io scriverò a Roma. Io farò annullare questa ordinazione…”.

    Ben conscio di ingannare l’Arcivescovo titolare, il 31 marzo 1997 si fa ordinare diacono, con poche ore di preavviso, prendendo al volo questa buona “occasione” che forse “non capiterà più”. Mons. Mario Peressin così commenta questa ordinazione nella lettera da lui inviata al card. Ratzinger il 24 giugno 1997:

    “Mi sorgono molte perplessità sull’intenzione e la vera vocazione del Diacono Gabriele Nanni… forse questo Nanni è la chiave per intendere tutte le recenti difficoltà con il P. Andrea e con l’Armata Bianca. Pare che sia proprio lui, il Nanni, a tessere le fila dell’opposizione.”

    “Sacerdote”

    Con quale spirito si prepara ad essere ordinato Sacerdote? Lo dice lui stesso il 2 marzo 1999 nelle sue dichiarazioni al Tribunale Ecclesiastico:

    “Io non volevo farmi ordinare, lo dissi a Mons. Molinari, lui mi chiese più volte di lasciar fare. L’ho fatto in obbedienza a Mons. Molinari e per devozione.”

    Sorge il legittimo dubbio sulla validità della ordinazione sacerdotale di Gabriele Nanni, dubbio supportato dal Codice di Diritto Canonico:

    Can. 1026:“Chi viene ordinato deve godere della debita libertà; non è assolutamente lecito costringere alcuno, in qualunque modo, per qualunque causa a ricevere gli ordini”.

    Gabriele Nanni dichiara che “non voleva”; l’obbedienza alla quale ricorre il Vescovo è una pesante “costrizione” morale. Cosa significa “per devozione”? Devozione a chi?

    Can. 1029: ““Siano promossi agli ordini soltanto quelli che (…) sono mossi da retta intenzione”.

    L’“intenzione” con la quale Gabriele Nanni è passato alla diocesi dell’Aquila era quella dichiarata ai suoi Superiori della Pro Deo:

    “…disse che doveva, in coscienza, andare a L’Aquila per accusare Padre Andrea D’Ascanio perché indemoniato e pericoloso per la Chiesa” (dalla lettera di S.E. Mons. Paolo Hnilica a Padre Andrea D’Ascanio).

    Ma, nella sua ultima lettera dalla Slovacchia datata 13 maggio 1994, si era rivolto a padre Andrea D’Ascanio con queste espressioni:

    “Ti ringrazio infinitamente… non ho un contraccambio uguale da donarti se non tanta riconoscenza e la mia preghiera quotidiana per te. Con affetto Gabriele”

    In base a quali elementi, non avendo avuto più alcun contatto con lui, lo dichiara ora “indemoniato e pericoloso per la Chiesa”?

    Don Gabriele Nanni nel cammino sacerdotale che intraprende non è mosso da una “intenzione retta”: pur di salvare se stesso non esita ad uccidere moralmente un sacerdote e a scagliarsi contro un’Opera di Maria accolta da decine di Cardinali e Vescovi e da Sua Santità Giovanni Paolo II che ha concesso a 10.000 piccoli dell’Armata Bianca la più grande udienza, riservata a soli bambini, della storia della Chiesa.

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