Prato, la consigliera Pd: “Extracomunitari ladri dovete morire subito”

Autore: nocensura.com

L'esponente del Partito Democratico ha scritto un commento contro gli stranieri sui social network dopo aver saputo che la sorella aveva trovato un ladro in casa. Il segretario provinciale: "Con quelle affermazioni è fuori. Violano i nostri principi fondanti"

di Luca Pisapia

Nella gara a chi scrive i post più razzisti sui social network, dopo le performance della Lega Nordsi è iscritto anche il Pd, grazie a Caterina Marini: consigliera della Circoscrizione Centro, ex portavoce del segretario della federazione pratese del Pd Ilaria Bugetti, e ora renziana di ferro. Qualche giorno fa la Marini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post dove, senza tanti giri di parole, ha dato sfogo ai suoi peggiori istinti dopo un furto subito da uno dei suoi familiari: “La telefonata di mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro…. Che città di merda è questa… Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. E poi, tra le risposte di amici e parenti preoccupati e di cittadini oltraggiati dalle sue dichiarazioni, ha rincarato la dose: “Era un magrebino. Agile come un gatto. E datemi di razzista non me ne frega un cazzo. La gente ha solo discorsi”.
Il post è stato subito rimosso, ma la rete ha memoria, e lo screenshot con la sua performance è stato salvato ed è ora disponibile. Il segretario provinciale del Pd Ilaria Bugetti ha subito dichiarato: “Con quelle dichiarazioni Caterina Marini è di fatto fuori dal Partito democratico, perché violano chiaramente i nostri principi fondanti che da sempre si rispecchiano nell’anti-razzismo, nella non-violenza e nel rispetto della convivenza. Tali affermazioni hanno giustamente colpito la sensibilità delle forze politiche, associative e civili che tutti i giorni lavorano a quell’idea d’integrazione irrinunciabile in una moderna ed evoluta società”. E per la Marini è già stata chiesta l’apertura di un procedimento disciplinare presso la commissione di garanzia, l’anticamera dell’espulsione.

LEGGI TUTTO»»

One thought on “Prato, la consigliera Pd: “Extracomunitari ladri dovete morire subito”

  1. Sarà difficile, lo so. Ma voglio vendere Berlusconi porta a porta». Mister Cepu, al secolo Francesco Polidori, non si spinge a promettere due vittorie elettorali in una – come fa di solito per gli anni scolastici – ma assicura comunque che «con il mio programma Berlusconi potrà fare come Obama, che mica ha vinto per caso. Con i miei collaboratori l’abbiamo studiato a fondo: aveva 90 mila punti di contatto con l’elettorato in tutti gli Stati Uniti».

    Sessantadue anni e carica di console di San Marino, «ma le tasse le pago in Italia e vivo a Città di Castello, dove si gira in bici»; sotto il discreto riparo della finanziaria lussemburghese Jmd un impero della formazione «che dà da mangiare ai miei cinquemila dipendenti» e va dalle ripetizioni fino all’università telematica eCampus; polemiche non saltuarie sulla qualità dei corsi e sull’inquadramento dei suoi «tutor» – che nel 2008 organizzarono anche un inedito sciopero – fino a un fascicolo che la Procura di Bari avrebbe aperto proprio su eCampus. Chi è il signor Cepu, che dalla natia Umbria punta gli occhi sulla Casa Bianca e guarda a Palazzo Chigi?

    Per ora basti sapere che giovedì pomeriggio Polidori era a Palazzo Grazioli con il Cavaliere e la sua cerchia più ristretta, armato di slides «per questa ricerca che ho fatto. Noi vendiamo formazione, dai corsi di recupero, all’inglese, all’università. Loro vendono politica. Ma in fondo il metodo non cambia e per me è un’occasione di business come altre: bisogna bussare a tutte le porte, ci vuole pressing e motivazione. Bisogna partire dalla sezione elettorale, ogni sezione in media 300 famiglie, e da lì scendere fino alla singola famiglia. Il concetto forte è il vicinato…».

    Sul «vicinato» torneremo, ma intanto non è paradossale pensare di insegnare al Grande Comunicatore nuove tecniche di persuasione? E poi, scusi, di Berlusconi non s’è sempre detto che il suo grande potere è quello delle tv? «Sì, ma proprio per questo se mettiamo insieme la comunicazione dal basso e quella dall’alto, delle tv, diventa una cosa micidiale!» Chissà se il Cavaliere s’è convinto. Il colpo di fulmine non pare ancora scoccato: «Ho esposto e mi hanno ascoltato, ma poi non mi hanno detto nulla. Certo, mi rendo conto che la cosa non è facile perché le strutture del partito avranno delle resistenze, ma adesso un partito leggero non basta».

    In effetti, per ora, la «discesa in campo» di Polidori ha avuto qualche inciampo. A inizio 2010 si è presentato alle amministrative in Umbria con il Fdu, Federalismo democratico umbro, un partito così azienda che – hanno scoperto alcuni esponenti della Lega Nord comprensibilmente irritati – non solo il presidente del Fdu è il direttore generale dello stesso Cepu, ma al telefono di una sede risponde la AllyFinance, società del gruppo specializzata in finanziamenti. «In Umbria è stato un gioco, ma certo quelli del Pdl non ci hanno nemmeno voluto apparentare. Abbiamo preso 2000 voti che poi abbiamo fatto confluire proprio su un loro candidato». Eppure è proprio in terra umbra che è nata la strategia del «vicinato, che significa avere un delegato in ogni vicinato, un suo vice e poi il referente per gli anziani, quello per i giovani e così via… Bisogna andare dagli anziani e dirgli: “Tu di che hai bisogno. Se vuoi mi chiami, questo è il telefonino”. Andando sul territorio in questo modo, ovviamente i voti arrivano. Poi però, ogni sera ogni delegato deve mettere tutti i dati nel computer, così il capo vede tutto».

    Ma non sarà mica ripetente in politica, il signor Cepu, che a metà Anni 90 spendeva il volto e l’eloquio di Tonino Di Pietro per i suoi corsi e adesso si offre al Cavaliere? «Per carità. Di Pietro l’avevo conosciuto ai tempi della scuola a Fermo e da lì nacque una collaborazione. Era un docente del Cepu e noi ce ne approfittammo un po’ portandolo in giro a fare lezioni. Addirittura nel 1998 ha fondato l’Italia dei Valori proprio nel mio albergo Borgo Palace di Sansepolcro. Ma era solo marketing, io la penso da sempre in un altro modo, è dal ‘94 che sono con Berlusconi».

    A Berlusconi adesso deve anche qualcosa. L’ha conosciuto, dice, «qualche mese fa a Milano, a una cena organizzata con gli imprenditori» e il 19 luglio scorso il premier ha benedetto con la sua presenza l’eCampus di Novedrate, provincia di Como. E’ stata l’occasione per l’ennesima battuta sulla Bindi, ma anche per assicurare in pubblico sul valore legale di quella laurea. «Sì, quello è stato un bel colpo. Per convincere il presidente a venire gli ho ricordato che è stato proprio il suo governo ad autorizzarmi». In effetti il Consiglio universitario nazionale aveva dato parere contrario… «Ma che significa, quello è solo un parere consultivo. E poi vada a vedere, l’aveva dato anche su altri atenei. La verità è che qui in Italia una cosa nuova come l’università telematica stenta ad affermarsi, mentre in paesi come gli Stati Uniti e la Spagna ci sono dei veri colossi. La verità è che io sono un vecchio ideali

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


quattro − 2 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>