Autore: Gadgetblog.it

L’impegno degli ingegneri, a prescindere dal genere tipologico, si concentra sull’ottimizzazione, per cercare di rendere quanto più fluide ed evolute queste macchine, che si spera non abbiano mai la destinazione sbagliata, anche se il rischio di un uso distorto è molto concreto.

Studio evoluto

Personalmente non ha mai provato una particolare simpatia per gli automi, ma riconosco che in certi casi hanno una grande utilità. Non so quale possa essere quella dell’esemplare che vi presentiamo oggi, battezzato iStruct Demonstrator, ma il suo apporto sull’evoluzione della specie è molto importante, quindi tanto di cappello ai tecnici cui si deve il suo sviluppo, cioè agli scienziati del centro tedesco di ricerca sull’intelligenza artificiale (DKKI).

Il modello ispira il suo movimento a quello della scimmia ed è quanto di più avanzato esista oggi in questa particolare declinazione. Nasce dai progressi basati sullo studio del comportamento dei Primati, applicati alla robotica.

Il frutto del lavoro condotto è una macchina che semplifica la struttura, con una razionalizzazione degli elementi, garantendo al tempo stesso un migliore equilibrio negli scenari operativi presi a riferimento.

Per evitare un moto precario e consentire al robot di muoversi nel modo più naturale possibile, si è preso spunto dalle dinamiche della scimmia. Ovviamente si è molto lontani dalla fluidità dell’animale reale, ma il prodotto segna comunque dei passi avanti rispetto a quanto visto in precedenza.

Equilibrio dinamico

I tre punti d’appoggio sul terreno garantiti sistematicamente durante gli spostamenti offrono la configurazione ideale per ottimizzare la stabilità, che deriva anche da diverse parti del corpo capaci di adattarsi al quadro contingente, cercando di razionalizzare il centro di gravità, per un equilibrio più solido e meno precario.

A migliorare la situazione provvedono dei sensori incorporati in ogni “arto”, che lavorano affinché il robot tocchi il fondo sempre in modo perfetto. Il quadro è completato da sensori di forza che permettono di rivelare l’allineamento e prevenire cadute o squilibri, ma anche di evitare ostacoli ed eventualmente di adattarsi al contesto, per superare le difficoltà. Niente male, vero?

Via | Generation-nt.com