I risparmi del M5S Friuli Venezia Giulia per il microcredito

Autore: Blog di Beppe Grillo

risparmi_m5s_fvg.jpg “Il MoVimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia ha rinunciato ai rimborsi elettorali per quasi 378 mila euro. Al Pd andranno 737.653 euro e al Pdl 551.041 euro. I consiglieri regionali del M5S (Elena Bianchi, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin, Cristian Sergo e Andrea Ussai) trattengono 2.500 euro netti al mese, oltre ai rimborsi puntualmente rendicontati. Nei primi due mesi di attività il risparmio è stato di 49.030,64 euro. Nel corso della legislatura i risparmi saranno oltre 1 milione e 800 mila e saranno destinati al microcredito per le piccole e medie imprese. I soldi confluiranno in uno dei fondi di rotazione già attivati dalla Regione. L’intera somma risparmiata giungerà alle piccole medie imprese senza costi aggiuntivi e in tempi rapidi. I consiglieri M5S hanno depositato il 14 giugno scorso la rinuncia all’assegno vitalizio. Questo comporterà un risparmio ulteriore di circa 150 mila euro all’anno.
l MoVimento 5 Stelle Fvg proporrà in Consiglio regionale:
– Indennità di 5.000 euro lordi mensili al posto degli attuali 10.291,93;
– Rimborso delle spese sostenute e documentate entro un massimo di 2.000 euro mensili;

– Trattamento di fine rapporto da lavoro dipendente invece dell’indennità di fine mandato;
– Trattamento pensionistico invece del vitalizio.” M5S Friuli Venezia Giulia

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3 thoughts on “I risparmi del M5S Friuli Venezia Giulia per il microcredito

  1. io faccio tonificazione però ho ankora i muscoli un pò molli mi hanno consigliato di prendere le proteine perkè aiutano a tenere il muscolo bello sodo e tonico..voi che dite? qualche consiglio?

  2. Il mio codice.Nome:LUCA.Codice:3654-2183-8814.
    Collegatevi il 09/04/2013 e il 10/04/2013 alle ore 4:30,se quando vi collegherete non ci sarò aspettate 5 o 8 minuti.Spero ci Divertiremo!!!!!

  3. chi mi conosce sa che non mi piacciono gli animali a casa, ma mai, mai mi sognerei di far loro del male
    ————–
    DESENZANO
    Cane sepolto vivo, salvato dopo 2 giorni
    Jerry adesso sta bene. Il «padrone» è stato denunciato

    Sepolto vivo. Una supplizio di un sadismo patologico quello scelto dal padrone di Jerry. Il cagnolino è stato salvato dalla polizia locale di Desenzano del Garda dopo quasi due giorni di tortura. La segnalazione ai vigili è arrivata a mezzogiorno del primo novembre: un cittadino ha sentito dei lamenti provenire da un appezzamento di terreno, in aperta campagna. Sul posto è stata inviata una pattuglia di agenti che ha notato un avvallamento coperto da un cumulo di laterizi, senza udire alcun gemito. Solo dopo alcuni minuti un flebile lamento, proveniente da sotto le macerie, ha spinto i vigili a scavare togliendo ghiaia e forati per una profondità di mezzo metro sotto il livello del terreno.

    Sotto le macerie, sepolto vivo, giaceva un cane di razza bretone di colore bianco e rossiccio, con entrambi gli occhi coperti da una benda. Jerry, questo il nome del cane, respirava a fatica, era completamente immobile, gli occhi all’infuori. Subito un’altra pattuglia di vigili ha portato dell’acqua, visto che l’animale era fortemente disidratato. Il cane è poi stato affidato alle cure dei veterinari dell’Asl. Le indagini hanno portato in poche ore all’identificazione del proprietario del cane che ha ammesso di avere sepolto il suo animale 40 ore prima. Il desenzanese è stato deferito all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali (artt. 544 ter e 727 del C.P.): la polizia locale ha sottolineato al pm di turno la particolare crudeltà con cui era stato sepolto vivo l’animale. Jerry, sottoposto alle cure del canile sanitario di Brescia (al quale è stato affidato dal giudice) non è in pericolo di vita. Tra pochi giorni verrà affidato al canile di Desenzano. In attesa di un padrone meno cane.

    L’ente nazionale protezione animali intanto annuncia che si costituirà parte civile: «Apprendo con orrore e sgomento che a Desenzano un uomo ha letteralmente sepolto vivo il cane sotto cinquanta centimetri di sassi e laterizi, abbandonandolo a sè stesso per quasi due giorni. Questo è un fatto di una gravità inaudita che purtroppo conferma come, nonostante i passi avanti compiuti dal nostro Paese in materia di tutela e protezione degli animali, continuino a sussistere pericolose sacche di inciviltà e intollerabile crudeltà». Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi. L’Enpa «si costituirà parte civile nel procedimento a carico dell’indagato.».

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