Autore: Il Fatto Quotidiano

L’Arena Parco Nord di Bologna ribattezzata Arena Parco Joe Strummer, in onore del celebre cantante dei The Clash morto per un attacco di cuore. La scelta di questo nome per l’area concerti più grande del capoluogo emiliano è per i bolognesi qualcosa di più di un cambiamento toponomastico; è un varo, una cerimonia. E a ogni battesimo segue la festa. La festa si chiama Strummer Live Festival, in programma dal 3 al 5 luglio 2013.

I suoni nomadi e ritmati di Eusebio Martinelli & Gipsy Abarth Orkestar e Tonino Carotone introdurranno l’head liner della giornata inaugurale: Goran Bregovic che con his Wedding and Funeral Orkestar farà ballare il pubblico a ritmo di Balkan Beat. Il 5 Luglio toccherà alla musica apolide di Manu Chao. Il cantautore francospagnolo porterà il suo progetto La Ventura, accompagnato dal suo bassista storico Jean Michel Gambeat, dal chitarrista Madjid Fahem e da David Bourguignon alla batteria. Nella stessa giornata si esibiranno i Modena City Ramblers – per l’occasione reunion con la voce storica Cisco – , Punkreas, Banda Bassotti, Strike e un inatteso quanto gradito ritorno: Fermin Muguruza, fondatore dei Negu Gorriak, band basca che nella prima metà degli anni novanta si fece conoscere e apprezzare per il suo crudo crossover e il suo impegno politico. La tre giorni verrà chiusa sabato sera da Alborosie, già Alberto d’Ascola di Marsala ma ormai di stanza in Jamaica da dove il suo reggae si è fatto apprezzare in tutto il mondo. Prima di lui ancora tempi in levare: Rebel Rootz, Mellow Mood e Africa Unite che festeggeranno i 30 anni di carriera riproponendosi nella formazione originale.

Il fil rouge del cartellone dello Strummer Live Festival è l’impegno sociale dei principali artisti che saliranno sul palco. È in questo modo che si vuole omaggiare Joe Strummer, il musicista che seppe veicolare attraverso la musica coscienza critica e protesta liberale. In London Calling, per prendere l’album forse più rappresentativo dei Clash, sono presenti un’enorme quantità di temi a forte impatto sociale e politico: la guerra civile spagnola, i crimini nazisti, le contraddizioni del sistema capitalista, l’immigrazione nei quartieri popolari di Londra, il paradosso americano. Non è un caso che il logo della tre giorni felsinea riproduca proprio la copertina di quella pietra miliare della musica, uscito nel 1979. Tuttavia gli utenti della rete hanno prontamente stigmatizzato l’errore di filologia iconografica: lo strumento che sta per fare una brutta fine non è una chitarra, ma un basso, quindi il carnefice non è Joe Strummer ma Paul Simonon. L’ingresso per una giornata sarà di diciotto euro. Per info e prevendite: www.estragon.it 

L’Arena Parco Nord di Bologna nel corso della sua lunga carriera a servizio di milioni di spettatori ha ospitato un numero innumerabile e artisticamente eterogeneo di concerti e manifestazioni, dai Radiohead ai Green Day passando per la dibattuta Street Rave Parade. Ha visto salire sul palco anche una delle più grandi icone della musica contemporanea, un personaggio ormai entrato nel Pantheon del Rock ‘n’ Roll a fianco di nomi come Lennon e Presley; era il 1999 e a guidare i suoi Mescaleros, con a tracollo la mitica Fender Telecaster, sul palco dell’Indipendent Day all’Arena Parco Nord sotto la pioggia c’era John Graham Mellor, meglio conosciuto in tutto il mondo come Joe Strummer, già frontman di una delle band più influenti del Rock The Clash. Tre anni dopo, il 22 Dicembre 2002, Strummer muore per una attacco di cuore.L’affinità tra The Clash e la città di Bologna è elettiva.

Fu a Bologna che i Clash tennero il loro primo concerto in Italia. Era il 1 giugno 1980 quando nella line up Strummer, Simonon, Jones e, solo a concerto iniziato, Headon (arrivò in ritardo e fu sostituito per la prima mezz’ora) i Clash infiammarono la Piazza Grande felsinea. Fu più di una festa, fu un evento epocale che il popolo rock – e non solo – della città ancora ricorda. Come ogni evento storico, è ricco di aneddoti, leggende e polemiche . Ne citiamo solo alcune: l’aneddoto è che il concerto fu aperto da Raf e da Ghigo Renzulli (il chitarrista dei Litfiba), una leggenda vuole che Strummer fu dissuaso dal salire sul palco con una maglietta delle Brigate Rosse, e le polemiche sono quelle che scatenarono gruppi punk locali contrari al concerto perché organizzato dal Comune. Anche questa volta il Comune di Bologna gioca un ruolo, perché è stata volontà delle istituzioni – su suggerimento del gestore dell’area – dedicare l’Arena a Strummer.