L’applicazione “Mega” per iOS è in fase finale di sviluppo


Autore: APPLE – HDblog.it

kim dotcom mega

 

Molti di voi ricorderanno le vicende di Megaupload e Kim Dotcom, l’imprenditore è attaualmente residente in Nuova Zelanda, e dopo aver avviato il nuovo servizio di storage cloud-based chiamato “Mega”, si prepara a pubblicare anche la versione iOS con un’applicazione proprietaria.

Che un’applicazione iOS sarebbe presto arrivata lo si sapeva, infatti un annuncio ufficiale c’era gia stato ad inizio anno e la versione Android risulta gia disponibile. Mega promette di proteggere la nostra privacy da occhi indiscreti, e dopo i recenti scandali legati a operazioni di spionaggio da parte della NSA, il servizio sta riguadagnando peso.

Un post sul blog ufficiale avvisa che finalmente le versioni iOS e Windows Phone del celebre cliente sono entrate nella fase finale di compilazione, se  quindi siete utenti del celebre servizio , che offre gratuitamente 50 Gb di spazio archiviazione, o in abbonamento tagli da 500 Gb/2 Tb/4Tb, presto potrete gestire i vostri files direttamente dall’applicazione proprietaria.

 



3 thoughts on “L’applicazione “Mega” per iOS è in fase finale di sviluppo

  1. Ciao a tutti, in MEGA ho notato una cosa, ci sono alcuni titoli di film che hanno davanti al nome ”french” altri ”italian e altri ancora ”british”. La mia domanda é la seguente, ma gli altri titoli che non hanno niente davanti saranno italiani o non si sa..??o possono essere anche stranieri..?? grazie mille per l’interessamento..!! 10 al migliore..!!

  2. Probabilmente avrete avuto modo di leggerne su questi lidi, o comunque vi sarà giunta voce del gran polverone che si è alzato da qualche giorno sul web circa il “caso MegaUpload“. Naturalmente, l’evento ha avuto conseguenze piuttosto rilevanti sul web, facciamo il punto della situazione a qualche ora di distanza dall’accaduto.
    Partiamo, innanzitutto, dall’evento che ha fatto da “scintilla” a tutto questo. Per chi di voi ancora non lo sapesse, da qualche giorno le autorità americane hanno chiuso MegaUpload, MegaVideo e tutti gli altri siti facenti parte del circuito “Mega”, inoltre Kim Dotcom (fondatore del colosso dei servizi di file hosting) e altri suoi collaboratori sono stati arrestati. Il provvedimento sarebbe stato preso a causa degli ingenti danni (in termini monetari) che tali servizi avrebbero arrecato attraverso la condivisione di materiale coperto da copyright, attività illegale e punita dalla legge; inoltre, i vertici dell’azienda sono anche accusati di aver incentivato tale pratica attraverso un sistema di remunerazione, nonché di aver monetizzato e conseguentemente speculato proprio con questo sistema.

    Come ci si poteva aspettare, la conseguenza più presumibile (poi avveratasi) è stata la “corsa ai ripari” da parte di altri grandi nomi del settore. È notizia di qualche ora fa che FileSonic, altro importante servizio di hosting e condivisione file, abbia cessato qualsiasi attività legata alla condivisione di file, limitandosi ad offrire soltanto la possibilità di caricare e recuperare i propri file; l’azienda ha inoltre sospeso tutti gli abbonamenti e sta procedendo a un’analisi di tutto il materiale attualmente presente online. Altri siti come VideoBB, VideoraZer e VideoWeed stanno procedendo alla rimozione di tutti i video che potrebbero riportare materiale protetto da diritti di autore, mentre Uploaded.to si è limitato a rimuovere la disponibilità del proprio servizio per gli utenti americani fino a data da destinarsi. Almeno per il momento, tengono invece duro RapidShare e MediaFire: i portavoce di entrambi i servizi hanno dichiarato di non essere preoccupati della situazione venutasi a creare, in quanto ritengono il loro business legale e credono che non ci siano gli estremi per provvedimenti simili a quelli adottati nei confronti del circuito “Mega”. Un’altra conseguenza piuttosto plausibile è stata lo scalpore che l’accaduto ha suscitato sul web, e una netta presa di distanza da parte della stragrande maggioranza dell’utenza della rete. In effetti, MegaUpload non hostava soltanto materiale illegale (materiale che, comunque, era pur sempre condiviso dall’utenza) e chiunque avesse un account su MegaUpload ha perso di punto in bianco tutti i propri file, senza possibilità di recuperarli.

    A quanto pare, neanche il famoso gruppo di hacker noto come Anonymous ha preso bene la notizia, e di fatto ha dato inizio a una vera e propria rappresaglia virtuale online. I siti di FBI, Dipartimento della Giustizia, Casa Bianca, nonché quelli di Universal, Vivendi, Warner Music e altri importanti associazioni ed esponenti dell’industria discografica e cinematografica sono progressivamente andati offline, sostituiti da un eloquente messaggio ormai divenuto slogan ufficiale della rappresaglia: “If Megaupload is down, you are down too“. Il canale Twitter del gruppo di hacker è stato letteralmente invaso da messaggi di appoggio e di sostegno, a dimostrazione del disagio e della contrarietà alla manovra che accomunano gran parte del web in queste ore; attraverso questo stesso canale, Anonymous sta continuando a diffondere sul web messaggi intimidatori contro gli uomini dietro il provvedimento, minacciando la “messa offline” di nuovi siti e tenendo una sorta di elenco aggiornato di quelli già colpiti. Come ultima “cartuccia da sparare”, il gruppo ha dato il via a un interessante progetto denominato “Anonyupload” che si propone come un servizio di hosting e condivisione file libero, gratuito e anonimo. Il tutto è ancora ad uno stato embrionale e il team sta cercando fondi per poter concretizzare il progetto; il servizio dovrebbe comunque essere lanciato a breve, il 25 Gennaio stando a quanto specificato sul sito stesso. Pare che Anonyupload sarà al di fuori della portata della giurisdizione statunitense (l’intera infrastruttura dovrebbe trovarsi in Russia), e se a ciò aggiungete che il dominio “anonyvideo.com” è già stato acquistato e riporta al sito precedentmente citato, allora il quadro è bello che completo.

    Non ci è dato sapere come finirà questa vicenda, né chi la spunterà alla fine, né come cambierà il mondo del web alla fine di questa piccola “grande guerra virtuale”. La scossa alla rete c’è comunque stata, e va ad inserirsi in un contesto più grande che vede altri giocatori in campo (ad esempio, in tutto l’articolo non abbiamo nominato minimamente il SOPA). Al momento non possiamo far altro che seguire gli sviluppi di questa intricata vicenda!, ragazzi qui sta arrivando la fine di internet!

  3. Ciao a tutti, volevo sapere, qualcuno di voi è stato già nel nuovo sito di Kim Dotcom “Mega”? Se si mi può dire come iniziaare a scaricare? ho letto alcuni articoli e dicono che devi chiedere il codice ad altri utenti, ma questi utenti dove c***o si trovano? mi potete aiutare? Grazie mille sono in crisi

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