Autore: IlSoftware.it

Sono 14.000 i partner Microsoft arrivati in queste ore a Houston da 150 Paesi diversi per l’apertura dell’edizione 2013 della Worldwide Partner Conference.
Una edizione che si colloca a conclusione di un anno decisivo per la casa di Redmond, nel corso del quale i lanci di Windows 8 e di Windows Phone 8 hanno accompagnato il nuovo percorso della società verso un nuovo paradigma di servizi e dispositivi.

Ed è Steve Ballmer che fa esplicito riferimento al “remaking” di Microsoft e che tira le fila su quanto accaduto in questi mesi, ricordando, nel contempo, che sono passati vent’anni da quando Microsoft lanciò i suoi primi programmi di canale.
Oggi il business generato dal canale ha raggiunto il tetto dei 650 miliardi di dollari, in crescita del 6,5 per cento anno su anno, anche grazie all’importante line up di prodotto annunciata, a partire dai sistemi operativi, certo, ma che è poi proseguita con il ”re-platforming” di Office e con gli aggiornamenti portati in Windows Server, Dynamics e Azure.
C’è voluto un po´ – sottolinea il Ceo – ma adesso avete davvero abbracciato Azure e vi siete mossi sul cloud pubblico e privato su questa piattaforma“.

E ora che il nuovo anno fiscale è iniziato, la promessa è che molto debba ancora venire. A partire da Windows 8.1, presentato poche settimane fa in versione Preview e atteso in autunno in versione definitiva.
Per gli OEM, la conferma arriva direttamente da Tami Reller, Chief Marketing Officer e Chief Financial Officer, il rilascio della nuova versione del sistema operativo è previsto per la fine di agosto, così come accadde un anno fa con Windows 8.
Windows 8.1 – ricordano concordi sia Ballmer sia Reller – riflette i feedback ricevuti ed è la dimostrazione della nostra capacità e volontà di ascoltare i nostri clienti“.

Quanto alle linee di indirizzo, le direzioni per Ballmer sono chiare: cloud, big data, social enterprise e mobility, con Windows 8, Azure e Office 365 a fare da abilitatori, in un’ottica di massima integrazione.
Ballmer rivendica il ruolo guida che Microsoft può e deve avere in quest’epoca di transizione e invita i partner a comprendere davvero il ”footprint” che la società ha sul mercato.
E se lavorare verso la social enterprise significa trasformare in strumenti di produttività tool che le persone utilizzano normalmente nella loro vita privata, sul cloud Ballmer è tranchant: non è solo una questione di offerta, anche se Microsoft ha dalla sua un bouquet che include Azure, Windows Server, System Centre, Storsimple, Office 365, Dynamics, ma anche di comprensione del mercato e del fenomeno.
Quanto ai big data, Ballmer sottolinea come “il 90 per cento dei dati mondiali sono stati creati negli ultimi due anni: è un’esplosione che richiede strumenti di governance“, ed è su questo che la società sta lavorando.

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