Autore: Byoblu.com

Mario Giarrusso Mediaset
Le frequenze sono un bene finito. Come tali, sono soggette a un atto pubblico dello Stato. Tale atto si dice “espansivo” delle capacità giuridiche di chi ne risulta beneficiario perché, proprio in quanto concede un bene finito, arricchisce qualcuno e impoverisce qualcun altro.

Oggi finalmente, dopo essere stata richiesta a gran voce dal Movimento 5 Stelle per mesi, si è riunita la Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari. Poiché deve decidere sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi, in quanto secondo la recente sentenza sul caso Mediaset sarebbe il vero proprietario delle reti televisive (e dunque sarebbe incompatibile con la sua carica politica a norma della famosa legge del 1957 che vieta il conflitto di interessi), la prima mossa è stata quella di chiedere di poter visionare gli atti autorizzativi che consentono alle reti Mediaset di trasmettere.

E’ a questo punto che sorprendentemente il sen. Giacomo Caliendo (Pdl), forse dimenticandosi di essere alla presenza di ben quattro membri del Movimento 5 Stelle (Vito Crimi, Maurizio Buccarella, Serenella ****sia e soprattutto Mario Michele Giarrusso che correva per la presidenza della Giunta stessa), dice qualcosa come “non ci sono atti da dichiarare, perché la legge del 2005 non li prevede”. Quella legge non prevede più le concessioni. Però qualsiasi bene finito, come dicevamo all’inizio, può essere concesso solo attraverso un atto di tipo ampliativo della sfera giuridica, e per il diritto non è importante come tale atto si chiami, perché conta il contenuto e non il nome (tu puoi chiamarlo “esaltazione della banana nana”, ma se dentro c’è scritto che hai in uso un certo arco di frequenze, per la legge quello è un atto pubblico autorizzativo e basta). Nessuna legge può esonerare il destinatario di un bene pubblico finito dall’essere in pos***** di un tale atto, nemmeno se la legge ne ridefinisce il nome. Recentemente ad esempio, l’Europa ha sostanzialmente sostituito le concessioni per le frequenze con le “autorizzazioni“. Ecco, Caliendo, forse con eccessiva nonchalance, sostiene che non esisterebbe nessun atto che autorizza le reti televisive di Berlusconi a occupare le frequenze che usano.

Ma se non esiste nessuna autorizzazione ad utilizzare le frequenze, e se questo stato di cose dovesse venire confermato da una ispezione della Guardia di Finanza, allora la conseguenza non potrebbe che essere una sola: le reti Mediaset dovrebbero essere chiuse. Guardate il video di Giarrusso.