Autore: ComeDonChisciotte

 
  LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL…
Postato il Giovedì, 08 agosto @ 13:05:00 CEST di Davide
 
 
  Italia DI ALBERTO BAGNAI
lfattoquotidiano.it

L’economia, si sa, è ciclica, il che in buona sostanza significa che quando si tocca il fondo, se non si comincia a scavare (arte nella quale si è distinto il governo Monti), prima o poi si risalirà la china. Sappiamo anche che è proprio della politica il tentare di infondere ottimismo. Viste in questa luce, le dichiarazioni del ministro Saccomanni circa la prossima fine della recessione suonano scontate. Preoccupa però il fatto che le loro motivazioni siano piuttosto evanescenti. A quanto pare, l’ottimismo del ministro deriverebbe dal fatto che il Pil, nel secondo tri- mestre 2013, sarebbe diminuito solo dello 0,2% anziché del- lo 0,4% previsto “dagli economisti”.

Un argomento futile per diversi motivi. Intanto, il dato di -0,2% è solo una stima preliminare e negli ultimi trimestri queste stime si sono rivelate in media ottimistiche. Nulla esclude quindi che il dato definitivo si riveli peggiore del preliminare.

Anche amettendo che la stima preliminare sia corretta, come ci auguriamo, essa non avrebbe nulla di sorprendente, perché coincide praticamente con la previsione emessa dall’Ocse nell’aprile scorso (-0,26%): le ultime stime quindi non smentiscono alcun economista e non motivano alcun particolare ottimismo. Ma questi sono dettagli. Il vero problema è un altro.

La crisi devastante, amplificata dalla rigidità delle regole europee, ha riportato il nostro reddito pro capite ai livelli del 1998. Mentre i nostri governanti si baloccano coi decimali, l’aritmetica ci mostra che se pure dal 2014 ricominciassimo a crescere al 2% all’anno, ci vorrebbero quindici anni per ritornare sul sentiero di crescita precedente alla crisi. Un simile tasso di crescita, in Italia, si è avuto dal 1980 al 1998. Dal 1999 al 2012 la crescita del red- dito pro capite è stata dello 0.03%.

Lascio al lettore le conclusioni.

Alberto Bagnai
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
8.08.2013

Titolo originale: “L’ ottimismo di Letta? Ovvietà e decimali”

 
 


 
 
Re: LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL… (Voto: 1)
di roz il Giovedì, 08 agosto @ 13:41:27 CEST
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Qui è meno sintetico:

“Allora: la variabile rappresentata è il reddito pro capite in termini reali (cioè in effettivo potere d’acquisto). La linea blu continua riporta quello che è successo finora (vedete i due balzi versi il basso), quella tratteggiata riporta le previsioni del Fondo Monetario Internazionale emesse ad aprile (ripresina nel 2014).

Poi ci sono altre due linee.

Quella verde fa vedere dove saremmo oggi se a partire dal 2007 avessimo continuato a crescere al tasso medio registrato fra il 1999 e il 2007 stesso, cioè nell’età dell’euro, tasso pari all’1.1%. Se la crescita fosse rimasta su questo standard (un tasso non sfolgorante, pari a quasi la metà di quanto si era avuto dal 1980 al 1998, per capirci), oggi avremmo comunque un reddito pro capite di quasi 27000 euro, anziché di 22450 (come nel 1998).

Non male, eh? Perché se si parla di quello che si è perso, forse bisogna anche contare quello che si sarebbe potuto guadagnare non abbandonando la vecchia strada per la nuova (e fatemi fare un po’ di moralismo pure a me, dai!…).

E la linea rossa? Be’, quella, è evidente, esprime uno scenario ipotetico nel quale noi riusciamo nei cinque anni dal 2013 al 2018 a recuperare tutto il tempo perduto, riportandoci sul sentiero tendenziale pre-crisi (cioè sulla retta verde). E sapete a quale tasso dovrebbe crescere l’economia italiana per realizzare questo risultato? Ve lo dico io: al 3.6%. Come dire: è impossibile. Un altro dato: se cominciassimo a crescere al 2% fisso in termini reali dall’anno prossimo, ci vorrebbero diciassette anni per recuperare i diciotto anni buttati (cioè a ritornare sulla linea verde). Ma anche una crescita simile, dentro l’euro, è impossibile.

Questi sono gli ordini di grandezza che sarebbero risolutivi: il 4%, il 2%. Questo, almeno, se per “fine della recessione” intendiamo il recupero, sia pure graduale, sia pure in tempi lunghi, del nostro tenore di vita relativo.

Ma Saccomanni gioca con lo 0.2%, e ci parla di una fine della recessione che nelle sue parole sembra una marcia trionfale, ma che in realtà è lo smarrito girovagare di superstiti fra le macerie di un bombardamento.

 
 
 
 
Re: LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL… (Voto: 1)
di robotcoppola il Giovedì, 08 agosto @ 14:29:44 CEST
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Più che i dati (effetti) dovremmo concentrarci sui processi che li hanno prodotti (cause).

Non ci sarà alcuna ripresa stabile ma al massimo leggere ripresine FARLOCCHE, temporanee, con un costo in termini di DEBITO PUBBLICO nel futuro.

Questa economia basata sul PROFITTO ha generato dei poteri PRIVATI giganteschi, i quali stanno attualmente controllando i settori PUBBLICI degli stati. Ecco perché abbiamo continuamente delle leggi contro la stragrande maggioranza delle persone e a vantaggio di super banche e multinazionali.

Questo meccanismo perverso ha prevalso su quelli più o meno distributivi precedenti, a partire dagli anni ’70 in poi. Questo vuol dire che la ricchezza si accumula su sempre meno persone, le quali accumulano anche sempre più potere.

L’effetto più evidente che abbiamo è il calo PROGRESSIVO della DOMANDA di beni e servizi. Il settore edilizio, sul quale è stata pompata una bolla abnorme, necessaria a sostenere la speculazione finanziaria (derivati …) è l’ultima colonna (in pessime condizioni), rimasta in piedi in modo alquanto innaturale, prima che crolli definitivamente il castello di carte …

Il settore industriale è già stato spazzato via negli anni precedenti, le nostre esportazioni sono FALSE come le banconote da 3 €. Le nostre catene di montaggio soni all’estero. Quello che facciamo è apporre al massimo l’etichetta “made in italy”.

I DELIRI di chi vede le luci in fondo al tunnel non sono nemmeno commentabili …

 
 
 
 
Re: LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL… (Voto: 1)
di ilsanto il Giovedì, 08 agosto @ 15:32:25 CEST
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La crisi attuale è strutturale e dipende da vari fattori: – Globalizzazione – Area Euro – Costo energia – Costo Materie Prime – Costo Alimenti – Cambiamenti Climatici – Sovrappopopolazione – Mulinazionali – Paradisi Fiscali – Incompetenza – Corruzione – Carenza d’acqua – Mancanza di strategie e piani a lungo termine – Sperequazione tra i redditi alti e bassi – Lobby – Urbanizzazione – Appiattimento piramide demografica – Allungamento aspettativa di vita – Concentrazione industriale – Peso della Burocrazia – Massoneria In primis andrebbe bloccata la globalizzazione, poi uscire dall’euro, poi bloccare l’ingresso degli stranieri ( anche europei ) e quelli che ci sono rimandarli a casa, poi bloccare la crescita demografica nel mondo, poi fare un grosso piano di sviluppo di centrali termico-solari, mettere fuori legge massoneria e qualsiasi lobby ( compresa la chiesa ), favorire il trasporto su acqua e ferroviario e pubblico, limitare le pensioni a 5000 euro mensili, ridurre gli stipendi dei manager, introdurre lo stipendio di cittadinanza, informatizzare la P.A, sburocratizzare tutta la società, semplificare le leggi, introdurre l’e-learning nell’istruzione, internet veloce in ogni casa, eliminare la sanità privata, eliminare le trattenute alla fonte, creare un gabinetto di guerra economico-finanziaria, eliminare tutti gli enti inutili per decreto a decorrenza immediata, eliminare le provincie, eliminare i comuni con meno di 50.000 abitanti, centralizzare gli acquisti, introdurre nello stipendio di tutti i manager e capoufficio della P.A un incentivo che dipende dalla riduzione delle spese di loro competenza, io abolirei anche le regioni che sono uno ******** duplicato dello stato centrale oggi anziche un parlamento ne abbiamo 21 !, eliminazione di tutte le agevolazioni di qualsiasi tipo a famiglie imprese enti etc. idem per i finanziamenti di qualsiasi natura a imprese enti giornali cinema teatri orchestre musei se servono stanno in piedi da sole altrimenti giusto che chiudano e non falsino la concorrenza, abolire qualsiasi vantaggio o normazione su arti e mestieri dai taxi alle farmacie ai notai avvocati medici etc etc, abolizione di ordini vari dai giornalisti ai commercialisti, riassorbimento dei bot in mano a stranieri e ricollocazione solo nel mercato domestico, riprendere la sovranità sulla creazione della moneta, riduzione degli stipendi pubblici, favorire i consumi a km 0, eliminazione del canone tv e della tassa sui cellulari ( beni di lusso ! ), eliminazione delle municipacilizzate, eliminazione di tasse e balzelli vari su luce, gas, telefono, acqua, cibo.