Delrio: “Sì all’Imu per gli abbienti. Esentare il 70% degli italiani dalla nuova service tax”

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Delrio: "Sì all'Imu per gli abbienti. Esentare il 70% degli italiani dalla nuova service tax"
Mantenere l'Imu per i contribuenti più facoltosi, perché l'Italia "non può permettersi di rinunciare a 1,5 miliardi di euro". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, al Meeting Cl di Rimini
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5 thoughts on “Delrio: “Sì all’Imu per gli abbienti. Esentare il 70% degli italiani dalla nuova service tax”

  1. Scusatemi per la mi aignoranza, ma vorrei sapere la situazione del governo italiano di Letta. Vorrei sapere se si è formato, e come si è formato. Praticamente i passaggi. Grazie in anticipo.

  2. Ecco i nomi e gli incarichi dei ministri che fanno parte del governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

    Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Filippo Patroni Griffi
    Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
    Difesa – Mario Mauro
    Esteri – Emma Bonino
    Giustizia – Anna Maria Cancellieri
    Economia – Fabrizio Saccomanni
    Riforme istituzionali – Gaetano Quagliariello
    Sviluppo – Flavio Zanonato
    Trasporti Infrastrutture – Maurizio Lupi
    Poliche Agricole – Nunzia Di Girolamo
    Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
    Salute – Beatrice Lorenzin
    Lavoro e Politiche sociali – Enrico Giovannini
    Ambiente – Andrea Orlando
    Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
    Coesione territoriale – Carlo Trigilia
    Affari europei – Enzo Moavero Milanesi
    Affari regionali – Graziano Delrio
    Pari opportunità, sport, politiche giovanili – Josefa Idem
    Rapporti con il Parlamento – Dario Franceschini
    Integrazione – Cecile Kyenge
    Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

    Insomma: Franceschini già segretario nazionale del Partito Democratico dal 21 febbraio al 25 ottobre 2009 e presidente del gruppo del PD alla Camera dei deputati dal 17 novembre 2009 al 19 marzo 2013, si trova a stare al governo con Alfano ed un certo Lupi (che non è dello stesso branco di un altro Lupi che è una specie di amico di famiglia).
    Il primo atto dopo l’elezione a segretario del PD fu il giuramento su una copia della Costituzione Italiana, davanti al castello della natìa Ferrara; presente il padre Giorgio Franceschini, ex-partigiano ed ex-deputato.
    Ma insomma F era quello che doveva essere l’anti B (sia uno che due) ora, fallito il B2, su ritrova a gestire il rapporti coll’M5S per conto di B1, chiaro?

  3. http://www.datamonitor.it/monitorcitta-15°-edizione-e-piero-fassino-il-sindaco-piu-apprezzato-al-2°-posto-flavio-tosi-seguito-da-matteo-renzi/

    Pubblicata classifica Datamonitor-Monitorcittà 2011 sui sindaci italiani. Il neosindaco di Torino Piero Fassino (Pd) è il sindaco più amato d’Italia con il 68,5 per cento; al secondo posto Flavio Tosi (|ega Nord), primo cittadino di Verona, con il 67,6 per cento, seguito da Matteo Renzi (Pd) con il 65,9 per cento.

    Top 10 fuori dal podio:
    4°Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno (PD)
    5°Luigi De Magistris, sindaco di Napoli (IDV)
    6°Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari (PD)
    7°Michele Traversa, sindaco di Catanzaro (PDL)
    8°Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia (PD)
    9°Alessandro Andreatta, sindaco di Trento (PD)
    10°Graziano Delrio, sindaco di R.Emilia (PD)

    Fra i 48 sindaci presenti in classifica ben 31 sono di centrosinistra e solo 17 di centrodestra; dal punto di vista territoriale, il nord è in testa con 19 rappresentanti, mentre 12 sono del centro e 17 del sud.

  4. L´agguato al pullman dell´Hellas Verona da parte di una frangia di teppisti sostenitori della Roma che hanno spaccato un finestrino a sassate, sta scuotendo i palazzi romani: dai vertici del calcio al Parlamento, ma l´eco è arrivata fino al Parlamento europeo.
    «È insopportabile la presenza di teppisti nel calcio: via i violenti dal mondo sportivo». A twittarlo è il ministro per gli Affari regionali, Autonomie e Sport Graziano Delrio, commentando l´assalto al pullman del Verona l´altra sera a Roma.
    Turbato per la grave aggressione anche il ct della Nazionale, Cesare Prandelli che per due anni ha allenato i gialloblù: «Il nostro calcio non è così». Prandelli invita a non minimizzare: «Non dobbiamo far finta di nulla, il problema violenza va evidenziato e impone una riflessione», dichiara il ct azzurro, «purtroppo il calcio rischia di diventare sempre più motivo di scontro piuttosto che di incontro».
    «Mi dispiace per il Verona, ho lavorato lì due anni», prosegue Prandelli, «ma mi dispiace anche per il calcio, per il nostro calcio. Niente è irrecuperabile, ma si sono persi certi riferimenti, e mi dispiace doppiamente perché diamo un´immagine del nostro calcio che non è così, almeno in campo non è cosi. In queste prime gare, dal terreno di gioco, sono arrivati segnali importanti, positivi, c´è stato molto fair play e questo può aiutare».
    Parole di condanna anche dal sindaco di Roma, Ignazio Marino: «Condanno con forza la violenza di ieri ai danni dei giocatori e della società dell´Hellas Verona. Questo grave episodio, tuttavia, non consente di colpevolizzare un´intera comunità. Roma è una città accogliente con tutti. Un gruppo di violenti non la rappresenta», afferma il primocittadino della Capitale su Facebook.
    Sull´agguato all´Hellas, l´eurodeputato Lorenzo Fontana interpella il ministro dell´Interno Alfano e i vertici sportivi Malagò e Abete: «Il loro silenzio avalla la violenza»
    Secondo Fontana, vicepresidente della commissione Cultura e Sport del Parlamento europeo, l´aggressione al pullman da parte di alcuni romanisti «non sta suscitando, a livello politico, il clamore che merita». Per questo ha scritto al ministro Alfano: «Perché il ministero dovrà accertare le eventuali responsabilità della questura di Roma, ma la lettera chiederà provvedimenti anche sull´aggressione di Palermo due settimane fa ai tifosi», spiega l´esponente del Carroccio.
    Il quale poi stigmatizza le reazioni troppo tiepide dei mass media nazionali, che trattano l´episodio (se lo trattano) derubricandolo a un «neo di una giornata calcistica con tanti gol e spettacolo» (Bruno Longhi dixit).
    «Invece l´episodio è gravissimo», sottolinea Fontana, «non è cosa frequente, infatti, che il pullman che trasporta calciatori, tecnici e dirigenti di un club professionistico venga aggredito premeditatamente. Se i sassi avessero colpito il vetro dell´autista ci sarebbe scappato il morto e il pullman sarebbe finito fuori strada. Sarebbe potuta finire in tragedia. È il solito doppiopesismo scientifico nei riguardi di Verona. La settimana precedente di Verona-Milan, paginate, interviste esclusive, articoli sociologici, servizi pregiudiziali “a tesi” sul razzismo a Balotelli, che ovviamente non c´è stato. Non un rigo invece sui fatti di Palermo e voglia di minimizzare sull´episodio di ieri».
    Ma Fontana ce l´ha soprattutto col «Palazzo» del calcio: «Cosa hanno da dire in casi come questi i “pasionari” della lotta al razzismo in salsa nostrana, i Malagò o gli Abete, i novelli Martin Luther King dei tempi nostri, noti idealisti e terzomondisti dai loro dorati circoli e Palazzi dei grandi interessi? Sinora non una parola. Una loro mancata presa di posizione concreta sarebbe l´avallo implicito alla violenza».

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