Autore: GAMEmag – Videogames

Qualche anno fa c’era chi diceva che Diablo III sarebbe stato facilmente convertibile nei formati console, e questo diede il via a una serie di speculazioni, che Blizzard non ha mai respinto completamente. Diablo III per Xbox 360 e PS3 in seguito è diventato realtà e, dopo una serie di prove sulle varie demo, ecco che finalmente arriva il momento di giocare la versione definitiva. Naturalmente, è servita una rivisitazione al sistema di controllo, ma i ritmi forsennati, la caccia al loot più prestigioso e gli scontri con i boss più improbabili e potenti rimangono al centro di un’esperienza adrenalinica come poche.

Diablo III si conferma un titolo interessante anche per chi è solito giocare su console, per via dell’ottima narrazione, con la solita qualità a cui Blizzard ci ha abituato, e dei ritmi di gioco rapidissimi. Chi è abituato a giocare ai classici giochi di ruolo per console, anzi, rimarrà assolutamente meravigliato dal potere dei personaggi di Diablo III, devastanti come mai prima d’ora e sin dai primi attimi dell’avventura.

Come sa chi ha giocato Diablo III su PC o Mac, la storia verte intorno una stella cadente che impatta violentemente sulla cattedrale di Nuova Tristam. Le vicende si svolgono 20 anni dopo i fatti di Diablo II, quando si verificò l’uccisione di Baal, il Signore della Distruzione e fratello di Mephisto e di Diablo. Al momento dell’impatto, si trovavano nella cattedrale Deckard Cain e la nipote adottiva Leah, che si salvano per un soffio. L’eroe, incuriosito dalla stella caduta, si reca a Nuova Tristram, scoprendo che l’impatto ha risvegliato orde di non morti. Da questo momento in poi avrà a che fare con una serie di figure demoniache, con cui deve incontrarsi e confrontarsi per dipanare il mistero di Diablo.

La narrazione è divisa in quattro atti, ognuno dei quali contestualizzato in uno scenario differente. Chi è abituato a Diablo saprà, inoltre, che il mondo di gioco e la presenza dei nemici si modellano automaticamente in base al livello di difficoltà scelto e al numero di giocatori coinvolti. Così come la versione originale, e anzi in maniera ancora più rimarcata grazie alla possibilità di giocare insieme sulla stessa console, Diablo III per console è fortemente strutturato intorno alla sua componente co-op, pur restando ampiamente godibile anche in single player.

Ma, paradossalmente, la versione console di Diablo III diventa interessante soprattutto se si considera il ritorno di feature storiche che i predecessori su PC avevano e che sono state rimosse proprio con Diablo III. È, innanzitutto, possibile giocare anche tenendo scollegata la console da internet. Si tratta di una caratteristica molto importante, perché su PC e Mac purtroppo Diablo III è soggetto a latenze, dipendenti dalla qualità della connessione a internet, e soprattutto risulta impossibile giocare se la connessione risulta assente.

Inoltre, su Xbox 360 è anche possibile giocare in LAN, collegando fino a quattro console via System Link. Una feature dimenticata da Blizzard nel mondo PC, e questo vale anche per la serie gemella Starcraft. Ma si tratta di caratteristiche a cui i giocatori di vecchia data tengono molto, la cui assenza è stata alla base del malcontento che è nato intorno a Diablo III fin dal suo lancio (per quanto, poi, il gioco abbia fatto segnare volumi di vendite che non si vedevano da un bel po’ sulla piattaforma PC).

La spiegazione a questi fatti è la solita. I produttori, quando si parla di console, si sentono più tutelati, perché questi sistemi offrono delle misure anti-pirateria più efficaci. Il pubblico che li usa, inoltre, è più propenso a spendere soldi sui videogiochi, e solo raramente ricorre alla scorciatoia della pirateria. È per questo che Blizzard ha deciso di rimuovere queste fastidiose misure, lasciando completamente libero Diablo III nei formati console.

Per tutti questi motivi, Diablo III per console ricorda un ritorno alle origini per Blizzard.