Autore: Finanza.com Blog Network Articoli

Quello che si avvia alla conclusione probabilmente verrà ricordato come l’ultimo anno dove si poteva ancora dichiarare (mentendo) che i prezzi degli immobili in Italia tutto sommato hanno tenuto.

Il 2013 ci ha regalato una cospicua sequenza di dati negativi sul mercato nostrano in linea con gli andamenti dei ultimi anni.

In primis le compravendite, vero specchio ineludibile dello stato di salute di un settore, unica inconfutabile bocca della verità che ha messo a nudo le fandonie diffuse a più riprese dai vari propugnatori del fu bene rifugio.

Il recente rapporto dell’Ance lascia presagire che l’anno si chiuderà con circa 400mila compravendite e poco importa a mio parere se saranno 15mila in più o in meno; al di là dell’indubbio effetto psicologico delle nude cifre, risalta la netta conferma della tendenza al ribasso degli ultimi sette anni a riprova che i prezzi di vendita continuano ad essere inadeguati alle reali capacità e volontà di acquisto della gente comune.

Prezzi che continuano ad essere una divertente e simpatica macchietta mediatica tra operatori del settore, come Tecnocasa, che dichiarano crolli nell’ordine del 25-30% a seconda dei luoghi e delle tipologie ed alcuni organi istituzionali, come Istat, che ci rassicura comunicando lievi cedimenti dell’ordine del 5% “ma non nelle zone e per gli immobili di pregio”.

Io potrei anche metterci della buona volontà a credere all’autorevole analisi dell’Istat che sicuramente avrà dedicato fior fiore di esperti del settore e speso energie, tempo e soldi per emanare siffatti bollettini informativi ma sta di fatto che a non credergli sono per primi tutti gli investitori, interni ed esteri, grandi e piccoli, istituzionali e privati, laddove hanno definitivamente chiuso i cordoni delle proprie borse facendo precipitare il monte investimenti ai livelli del 1967, ben 45 anni fa. Conviene ancora investire nel mattone? A giudicare dai movimenti in atto sembrerebbe proprio di no.

Fossi nei panni di chi è tentato da un acquisto proprio in questo periodo ci rifletterei su seriamente. Anche perché le stesse borse, che come spesso capita avevano anticipato crudamente il crollo ormai conclamato, stanno lì a mostrare e dimostrare con tutte le aziende quotate (quelle sotto sono scelte a caso come esempio) che anche dopo ribassi del 70 … 80 … 90 … 99 per cento il trend si è mantenuto piatto fino ad adesso non lasciando presagire alcuna volontà o possibilità di fine ciclo negativo ed inizio ripresa. Non stanno anticipando alcun barlume di un possibile cambio di tendenza, nemmeno come finto rimbalzino.

Come dire … anche dopo un crollo del 99 per cento c’è spazio per scendere ancora! I numeri stanno li a certificarlo per noi. Basterebbe ridurre il periodo nel grafico per replicare quasi fedelmente la stessa straordinaria e magica struttura a frattale, struttura che matematici, informatici e trader conoscono benissimo nelle formule e soprattutto nel significato, specie se i volumi si incrementano al decrementare dei prezzi.

Ovviamente i compagni di sventura del mercato immobiliare e cioè i mutui non possono che subire stessa sorte nei volumi, nel trend e nella diffusione.

Si hanno importanti cali sul fronte dell’importo medio erogato che ben spiegano anche come il valore percepito delle case si stia comprimendo ogni mese che passa dando vita ad un lento processo di convergenza verso quotazioni più sostenibili sia per chi presta sia per chi sottoscrive.

Continua a comprimersi anche il mercato dei mutui nel suo complesso, con erogazioni che si dimezzano di anno in anno.

Insomma manca solo il solito convitato di pietra all’appello: il crollo dei prezzi medi di vendita. Alla luce degli eventi reali e mediatici degli ultimi anni e come già ripetuto altre volte, sono portato a credere che non assisteremo ad importanti scossoni. Continuerà la lunga e lenta planata verso il basso (con le dovute eccezioni per microzona e tipologia) e se avrò ragione allora vorrà dire che i soldi spesi o investiti altrove saranno stati sicuramente piazzati meglio che nella neonata zavorra dell’economia italiana.

Continuate a risparmiare, spendeteli in formazione, investiteli in cultura, impiegateli in nuove tecnologie, dedicateli alla vostra principale attività o hobby, fate beneficenza (l’atmosfera natalizia agevola), fate regali ai vostri cari, godeteveli in vacanza o giocateli alla lotteria (almeno li avete una possibilità su un milione di vincere) ma per carità, non buttateli nel mattone.

Buone Feste da Sylvestro

sylvestro
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