Autore: Tecnologia – NextMe

Novantacinque chili per 148 centimetri di altezza e un metro e 30 di larghezza: è l’identikit del robot che ha sbaragliato i rivali al DARPA Robotics Challenge (DRC), il super bowl per umanoidi svoltosi presso l’Amministrazione dei progetti prospettivi del Pentagono.

Si tratta dell’androide Schaft, progettato dalla compagnia giapponese Schaft Inc. appartenente alla corporation Google, capace di conquistare 27 punti sui 32 disponibili e mancando il bottino pieno per una sola guida non andata a buon fine durante la maxi-competizione sponsorizzata dal Dipartimento di Difesa americano. 

Alla gara hanno partecipato nel complesso diciassette robot, i quali hanno dovuto eseguire una serie di compiti, come guidare l’auto su un percorso prestabilito, attraversare il terreno accidentato, sgombrare le macerie nel vano della porta.

Insomma, automi controllati da persone in carne ed ossa e valutati per le loro caratteristiche e potenzialità, analizzati in tutte le loro funzioni, ma soprattutto nella reazione di rispondere a situazioni di emergenza. Ovvero nel muoversi in zone disastrate, in cui le condizioni potrebbe essere pericolose per gli esseri umani.

Il team di Schaft si è aggiudicato la finalissima che si terrà il prossimo anno per vincere il premio in denaro di 2 milioni di dollari, sostenuto dalla Defense Advanced Research Projects Agency (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa), più conosciuto con la sigla DARPA (l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare). Il robot in questione è un’evoluzione del vecchio modello HRP-2 ed è stato pensato da Hirochika Inoue, uno dei massimi esperti mondiali di robotica. 

Tra i candidati, una buona prestazione è stata offerta anche da Chimp, un progetto finanziato dalla Lockheed Martin e realizzato con l’aiuto di un gruppo di studenti dell’Università della Pennsylvania e del Rensselaer Polytechnic Institute di New York.

Il robot, realizzato presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh, è alto poco più di un metro e mezzo e rientrava tra i 10 robot costruiti da zero negli ultimi 14 mesi per la competizione.

Capablanca

 

 

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