Siria, l’ammissione di Israele: “Abbiamo bombardato noi la base T4”

Roma, 16 apr – Mentre si aprono le prime crepe nell’alleanza franco-americana, con Macron e Trump che hanno iniziato ieri una sorta di battibecco a distanza sulle reali intenzioni dei loro attacchi alla Siria, sull’eventuale ritiro delle truppe statunitensi e sui rispettivi obiettivi militari, Israele ammette di aver bombardato la base siriana T4 che ha provocato la morte di 14 soldati.Una fonte militare di Tel Aviv ha infatti rilasciato una dichiarazione al New York Times, specificando che l’attacco alla base di Tayfur è opera dell’aviazione israeliana. “E’ stata la prima volta che abbiamo attaccato obiettivi iraniani dal vivo, sia edifici sia persone”, ha spiegato la fonte al giornalista americano Thomas Friedman. La stessa, riferendosi al drone partito da quella base, ha poi aggiunto: “Questa è la prima volta che abbiamo visto l’Iran, e non chi agisce per conto suo, fare qualcosa contro Israele. E ciò ha aperto un nuovo periodo”.

Inutile specificare che a prescindere dai reali obiettivi, questi bombardamenti sono illegittimi e condannabili secondo le più basilari norme di diritto internazionale. Anche se fossero rivolti non contro l’esercito siriano, ma contro soldati iraniani come dichiarato da Israele (ne ricordiamo molti altri negli ultimi anni sempre con obiettivi diversi, in base almeno a quanto dichiarato da Tel Aviv) sarebbero una palese violazione della sovranità territoriale della Siria. Il governo di Assad può legittimamente chiamare in aiuto l’esercito di un’altra nazione, ma non può (sempre secondo il diritto internazionale) subire attacchi sul proprio suolo da parte di altre nazioni. In qualunque altro contesto queste azioni verrebbero considerate per quello che sono: atti di guerra. Invece no, sembra che qualcuno possa impunemente bombardare uno Stato sovrano senza subire alcuna condanna. Neppure mediatica.

Sta di fatto che, nonostante i bombardamenti della “triplice alleanza” e di Israele, l’esercito siriano riconquista postazioni e continua a combattere i jihadisti. Oggi, secondo l’agenzia stampa siriana Sana, l’esercito di Assad ha eliminato un buon numero di terroristi di Jabhat al-Nusra (alias Al Qaeda in Siria) nella campagna a sud di Hama. I media locali inoltre riferiscono che una nave militare da sbarco russa Orsk ha attraversato nelle scorse ore lo stretto del Bosforo per dirigersi alla base di Mosca nel porto siriano di Tartus. Il mezzo fa parte della flotta russa del Mar Nero e trasporterebbe mezzi corazzati BTR-80, veicoli da combattimento GAZ Tigr e autocarri dell’esercito. Non vi sono conferme ufficiali russe, ma si tratterebbe con tutta evidenza di un ulteriore impegno di Putin in Siria al fianco di Assad. E di una risposta alle continue minacce di Trump.

Eugenio Palazzini

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Author: Il Primato Nazionale

Siria, l’ammissione di Israele: “Abbiamo bombardato noi la base T4” ultima modifica: 2018-04-17T07:00:05+00:00 da admin

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