Processo Ruby, la ragazza al legale: “Sono in Messico e torno a gennaio”


Autore: Il Fatto Quotidiano

Ruby si trova in Messico – come anticipato ieri dal fattoquotidiano.it – e dovrebbe tornare in Italia a gennaio. E’ stata la stessa ragazza che oggi ha chiamato il suo legale l’avvocato Paola Boccardi che ieri in aula, dove la marocchina di sarebbe dovuta presentare perché citata dalla difesa di Silvio Berlusconi, aveva detto di non sentirla da un mese.

Il legale ha quindi informato la Procura di Milano. Ieri i giudici di Milano avevano respinto la richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini di dichiarare decaduta la sua testimonianza e avevano ordinato alla polizia di cercarla sul tutto il territorio nazionale. La testimonianza della giovane donna, invano spacciata per la nipote di Hosni Mubarak perché potesse lasciare ‘indenne” la Questura di Milano la notte del 27/28 maggio del 2010, per i magistrati “non è superflua”. Da giorni però Ruby Rubacuori posta su Facebook di essere arrivata in Messico e di essere felice anche perché raggiunta nel paese anche da parte della famiglia. 

Boccassini ieri aveva accusato l’imputato, accusato di concussione e prostituzione minorile, di voler dilatare i tempio del processo per arrivare alle elezioni. La riflessione aveva scatenato le ire dei legali del Cavaliere; l’avvocato Niccolò Ghedini aveva dichiarato che la Procura aveva aperto la campagna elettorale volendo arrivare alle elezioni prima del verdetto. 

Come ha chiarito l’avvocato Boccardi, ieri sera Ruby dopo aver letto su alcuni siti cosa era successo in udienza a causa della sua assenza, ha contattato il difensore. Si è detta “dispiaciuta” perché, a suo dire, avrebbe aspettato tanto per essere convocata come teste e non si immaginava che per un viaggio succedesse quello che è successo. La marocchina ha spiegato al suo avvocato di essere partita per il Messico con il suo compagno a la sua bambina a fine novembre e che rientrerà in Italia a gennaio. Il legale ha subito comunicato le informazioni alla sezione di polizia giudiziari diretta da Marco Ciacci, che era stato incaricato dai giudici delle ricerche. A questo punto Ruby non riuscirà ad essere in tribunale lunedì prossimo, data per la quale era stata nuovamente convocata dai giudici. Il legale le ha chiesto di inviarle nei prossimi giorni i documenti sul viaggio per poter giustificare l’assenza. Dunque la testimonianza di Ruby pare rinviata a gennaio.

Ecco la bozza del decreto sui certificati bianchi


Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Pubblichiamo la bozza del decreto sui titoli di efficienza energetica o certificati bianchi, già inviata alle Regioni e dunque di prossima pubblicazione. Dopo mesi di attesa da parte degli operatori, c’è delusione per target drasticamente ridotti e un periodo di applicazione che si ferma al 2016. C’è poi l’incognita del passaggio da Autorità a GSE.

È stato inviato nei giorni scorsi alle Regioni il decreto ministeriale sui titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) che dovrà essere approvato a breve. Una bozza che farà storcere il naso a molti, non solo perché doveva essere pubblicata da 12 mesi, ma anche perché i target vengono ridotti drasticamente e l’orizzonte di applicazione non arriva al 2020, ma al 2016. Obiettivi che stridono con il notevole peso che viene dato al risparmio e all’efficienza energetica nel documento sulla Strategia Energetica Nazionale del Governo. Inoltre c’è anche l’incognita che la gestione del meccanismo verrà trasferita dall’Autorità al GSE, con tempi di passaggio che potrebbero allungare l’applicazione. Si dovranno poi attendere anche le nuove schede tecniche per nuovi interventi previsti nel decreto che l’ENEA sta elaborando.

Il decreto, di cui pubblichiamo la bozza (vedi in basso), prevede gli obiettivi nazionali di risparmio energetico che devono essere  perseguiti dalle imprese di distribuzione di elettricità e gas per i prossimi 4 anni, cioè dal 2013 al 2016.

Gli obiettivi quantitativi nazionali annui e cumulati di risparmio energetico da raggiungere attraverso il meccanismo dei certificati bianchi sono:

  • 4,4 Mtep di energia primaria al 2013
  • 5,9 Mtep di energia primaria al 2014
  • 6,4 Mtep di energia primaria al 2015
  • 7,3 Mtep di energia primaria al 2016

Questi obiettivi indicano dunque i risparmi cumulati generati da interventi associati al rilascio di certificati bianchi, da interventi già realizzati con vita tecnica superiore alla vita utile (ossia, entro la vita tecnica e dopo la vita utile si generano risparmi senza produzione di certificati), dai certificati bianchi emessi per energia da cogenerazione ad alto rendimento (CAR).

Gli obblighi quantitativi nazionali annui di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di energia elettrica e gas che devono essere conseguiti dai soggetti obbligati sono definiti in termini di milioni di certificati bianchi, tenendo conto di una valore medio del coefficiente di durabilità pari a 2,5 e si riferiscono a risparmi associati a rilascio di certificati bianchi, al netto dei titoli per energia da cogenerazione ad alto rendimento ritirati direttamente dal GSE.

In termini di numero dei certificati bianchi, questi sarebbero secondo la bozza le seguenti nei rispettivi anni per i distributori elettrici:

  • 2.750.000 certificati bianchi per l’anno 2013
  • 3.300.000 certificati bianchi per l’anno 2014
  • 4.000.000 certificati bianchi per l’anno 2015
  • 4.800.000 certificati bianchi per l’anno 2016

mentre per i distributori del gas sono:

  • 2.250.000 certificati bianchi per l’anno 2013
  • 2.700.000 certificati bianchi per l’anno 2014
  • 3.250.000 certificati bianchi per l’anno 2015
  • 3.950.000 certificati bianchi per l’anno 2016

La novità principale, come accennato, è che l’attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi sarà trasferita al GSE entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

Secondo fonti ministeriali “il provvedimento premierà soprattutto i progetti che garantiscono maggiore efficienza, con vita media superiore a 20 anni, ai quali verrà attribuita una premialità aggiuntiva anche superiore al 30% per le tecnologie più innovative”.

Va ricordato che i certificati bianchi non sono cumulabili con altri incentivi a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali. Uniche eccezioni possono essere l’accesso a  fondi di garanzia e fondi di rotazione, contributi in conto interesse, detassazione del reddito d’impresa riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature.

Nei prossimi giorni ospiteremo alcune analisi di esperti del settore per capire quali siano le implicazioni per il mercato di questi nuovi target e delle nuove disposizioni previste nel decreto.

Nel recente Rapporto statistico intermedio dell’Autorità per l’Energia e il Gas sui certificati bianchi pubblicato il 25 ottobre 2012 (vedi tutti i rapporti su certificati bianchi) si affermava che grazie al meccanismo negli ultimi due anni si sono risparmiati mensilmente oltre 280.000 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio), più del doppio della media di circa 134.000 Tep mensili del periodo 2005-2010. In particolare si segnalava che erano più che triplicati i progetti cosiddetti “a consuntivo”, riferiti a interventi nei processi produttivi che consentono di risparmiare grandi volumi di energia per molti anni. Negli ultimi cinque mesi di osservazione (gennaio-maggio 2012) la riduzione dei consumi nel settore industriale è risultata per la prima volta superiore a quella del comparto civile, con un contributo pari a circa il 60% del totale.

Nell’ultimo anno sono stati emessi circa 3,3 milioni di Certificati Bianchi, pari a oltre il 22% dei 14,7 milioni di TEE emessi dall’avvio del sistema nel 2005. In totale, dal 2005 a oggi, il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica ha permesso di risparmiare circa 13,3 milioni di tep.

Bozza decreto ministeriale sui certificati bianchi (pdf)

Intel, tecnologia TriGate a 22nm per i SoC di prossima generazione

Autore: Hardware Upgrade RSS

In occasione dell’International Electron Devices Meeting, in corso di svolgimento in questi giorni a San Francisco, Intel ha annunciato alcune interessanti novità legate alla prossima generazione di soluzioni SoC (System-on-Chip) che dovrebbero aiutare il colosso di Santa Clara ad incrementare la propria presenza nello spazio degli smartphone e dei sistemi tablet.

La prossima generazione di SoC Intel sarà prodotta mediante processo a 22 nanometri e vedrà il debutto, su questa categoria di processori, della tecnologia TriGate per la realizzazione dei transistor tridimensionali, già utilizzata da Intel per la produzione dei processori ad uso desktop e notebook conosciuti con il nome in codice di Ivy Bridge. Intel va pertanto a confermare una parte delle indiscrezioni emerse qualche settimana fa con questa roadmap.

Mark Bohr, Intel senior fellow, ha commentato: “Nel passato ci siamo concentrati principalmente sullo sviluppo di transistor a maggiori prestazioni, ora stiamo sviluppando tecnologie con una più ampia gamma di transistor, tutti indirizzati ai tablet e dispositivi compatti da tasca”. Queste due categorie di dispositivi, tablet e smartphone, rappresentano la principale fonte di consumo di System on Chip: si tratta di un problema per Intel, che attualmente non è ancora riuscita a ritagliarsi uno spazio di rilievo in questi settori a tutto vantaggio di ARM.

L’impiego della tecnologia TriGate a 22 nanometri su un SoC dovrebbe consentire un incremento di prestazioni dal 22% al 65% rispetto a quanto possibile con gli attuali SoC a 32 nanometri, permettendo al contempo un miglior controllo della corrente di leakage (la corrente dispersa) a tutto vantaggio dell’autonomia operativa dei dispositivi sui quali questi SoC verranno utilizzati.

Quanto affermato oggi da Intel è tuttavia limitato alle tecnologie di produzione, con il colosso di Santa Clara che non ha rilasciato dettagli specifici su quali saranno i primi SoC ad essere realizzati con la tecnologia TriGate a 22 nanometri e senza neppure rilasciare indicazioni su una possibile finestra temporale per la loro disponibilità effettiva anche se secondo alcuni analisti i SoC a 22 nanometri realizzati con tecnologia TriGate saranno pronti già nel corso del 2013 per la produzione in volumi.

Intel dovrà comunque affrontare una forte competizione, soprattutto sui prezzi, nel settore mobile. I modelli di processori e SoC Atom hanno infatti un prezzo di partenza di 42 dollari, laddove molte altre proposte concorrenti costano meno di 20 dollari.

Lenovo ThinkPad X1 Carbon Touch annunciato, Ultrabook da record in fibra di carbonio

Autore: Gadgetblog.it

Galleria Lenovo ThinkPad X1 Carbon
Se ne parlava ormai da fine novembre quando era apparso silenziosamente tra le pagine di Lenovo, ma ora il ThinkPad X1 Carbon Touch è pronto per il lancio ufficiale: l’Ultrabook da record orientato al business sarà disponibile a breve sul mercato in una versione di poco rivista per adeguarsi al trend touchscreen, innescato da Windows 8 lo scorso ottobre. Continua dopo la pausa.

Niente stravolgimenti dunque, rimane infatti l’ultra-portatile più leggero sulla piazza grazie allo chassis in fibra di carbonio dallo spessore massimo di 20,8mm che porta l’ago della bilancia a quota 1,54Kg. Oltre al display l’unica novità sostanziale riguarda l’alimentatore esterno, più sottile e sopratutto più leggero del 53%, e ovviamente il prezzo, che come da tradizione fa lievitare il prezzo di listino di questo gioiello di tecnologia di un decimo rispetto alla sua variante non-touch.

Il prezzo ora sale a 1399$ , un territorio dominato dai Macbook Pro e Air di Apple che vantano formati e specifiche simili, con l’aggiunta del folle display Retina da 2560×1440 per i modelli da 13″. Più conservativa la scelta di Lenovo per questi X1, su cui preferisce mantenere la risoluzione a 1600×900 anche se conditi di un set di funzionalità molto interessanti per i professionisti (e che faticherebbero a trovare nei prodotti Apple), come il lettore di impronte digitali, supporto Intel Vpro, un chip integrato dedicato al Trusted Platform Module e protezione cifrata del BIOS.

Non manca nemmeno il celebre pallino rosso del TrackPoint, per ricordarci dell’eredità IBM prima dell’acquisizione del gigante cinese. Il prezzo fa riferimento alla versione più “economica”, che include un processore Intel Core i5-3427U Ivy Bridge, grafica HD 4000 integrata, SSD da 128GB, Bluetooth 4.0 e una videocamera da 720p. L’Ultrabook arriverà nei prossimi giorni sul mercato americano e chissà, magari anche da noi in tempo per gli ultimi acquisti di fine anno.

Galleria Lenovo ThinkPad X1 Carbon

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Via | Lenovo

 

Fiocchi di cellulosa per isolare le case

Autore: Rinnovabili

(Rinnovabili.it) – La lotta alla riduzione delle dispersioni termiche degli edifici è in costante aggiornamento sperimentando quotidianamente soluzioni e tecnologiche ed innovazioni materiche di grande qualità. Nasce da questo presupposto l’accordo siglato tra il network italiano per il risparmio energetico, Punto Fotovoltaico SpA, e Nesocell,  una società spin off del Politecnico di Torino che produce isolanti termici.

Il prodotto brevettato dalla società torinese, permette agli edifici di raggiungere un elevato grado di isolamento, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche senza compromettere le qualità estetiche delle strutture e, soprattutto, senza rinunciare alla componente ecologica, riconosciuta a livello nazionale sia dalla certificazione ANIT (Associazione Produttori Isolati Termici), ESIT (Protocollo ITACA – Lavori Pubblici) e GBC (Protocollo di sostenibilità internazionale).

Il sistema di produzione impiegato da Nesocell utilizza scarti di raffinazione della cellulosa di cartiera producendo una sequenza di “fiocchi isolanti” in cellulosa stabilile e durabile nel tempo, destinati sia all’isolamento termico che acustico. Una delle caratteristiche positive di questo prodotto è il basso costo dell’investimento iniziale, facilmente recuperabile in periodi di tempi ristretti, grazie ad un effettivo guadagno economico grazie alle migliori performance dell’edificio ed al conseguente minore consumo energetico.

 

“Il patrimonio edilizio italiano è da bocciare in efficienza energetica – commenta Tommaso Lascaro, Presidente di Punto Fotovoltaico – Come del resto ha dimostrato la campagna 2011 ‘Tutti in Classe A’ di Legambiente, dalla quale risulta che soltanto 11 edifici sui 100 hanno superato l’esame di sostenibilità; tutti gli altri presentavano infatti carenze strutturali relative alle dispersioni di calore”.

 

La nuova partnership vuole essere un punto di partenza per fornire agli utenti un servizio completo dal punto di vista dell’autosufficienza energetica, migliorando la qualità dell’abitare ed abbattendo il peso dell’edilizia sull’ambiente.