Nvidia puts AMD inside Battlebox


It wanted the best

Nvidia is putting AMD under the bonnet of its “GeForce GTX Battlebox” PC – although obviously not its GPU gear.

For those who came in late, Nvidia’s Battlebox PCs are made by suppliers to minimum specifications laid out by Nvidia. The big idea is that a GeForce GTX Battlebox provides you with baseline level of performance.

In the past Battlebox configurations relied solely on Intel processors, this was mostly because AMD’s Bulldozer-based CPUs were not good enough for top of the range work.

It looks like even Nvidia acknowledges that Ryzen has changed that, and so it will allow the Chip into its Battlebox PCs.

The Battlebox Ultimate will be based around a GeForce GTX 1080 Ti, with either an Intel Core i7 or AMD Ryzen 7 (minimum) and 16GB or more DDR4 RAM.

The Battlebox Essential will have a 6GB GeForce GTX 1080 Ti, with either an Intel Core i5 or AMD Ryzen 5 (minimum) and 8GB or more DDR4 RAM.

Nvidia wants system builders to include SSD storage, Windows 10, and a G-Sync monitor if the system includes a display.

Battlebox Ultimate PCs were designed for gaming experiences, and can manage 4K gaming and virtual reality, while Battlebox Essential PCs are optimised for solid 1080p gameplay.

Autore: edfu777 [AT] hotmail [DOT] com (Nick Farrell) Fudzilla.com – Home

bug nel driver NTFS di Windows 7 e Windows 8.1 manda in crash il sistema

Un bug nel driver NTFS di Windows 7 e Windows 8.1 manda in crash il sistema

Il driver NTFS blocca il sistema e genera la comparsa di una schermata (BSOD) allorquando si trovasse a gestire una cartella chiamata $ MFT.

Vi ricordate quando, durante l’era Windows 9x, era possibile mandare in crash l’intero sistema semplicemente inducendolo a gestire un file o una cartella con un nome particolare?

Ebbene, è stata appena individuata una problematica simile: versioni recenti di Windows come Windows 7 e Windows 8.1 si bloccano improvvisamente o generano la comparsa di una schermata blu allorquando dovessero trovarsi ad elaborare una cartella dal nome $ MFT.

Il nuovo bug, che non è presente in Windows 10 ma esiste anche nelle versioni di Windows antecedenti a Windows 7, affonda le sue radici nel funzionamento del file system NTFS.
$ MFT è infatti il “nome speciale” che viene utilizzato per descrivere uno dei metadati usati da NTFS. Un file con questo nome è presente nella directory radice di qualunque volume NTFS ma è nascosto e reso inaccessibile da parte di qualunque software.

Un bug nel driver NTFS di Windows 7 e Windows 8.1 manda in crash il sistema

Quando Windows si dovesse trovare a gestire una cartella con il nome $ MFT, il driver NTFS blocca l’elemento e non provvede mai a rilasciarlo.
Ogni successiva operazione, quindi, rimane in sospeso in attesa che il driver NTFS torni disponibile. Dal momento che ciò non accade mai, il sistema operativo non riesce più ad accedere al file system, si blocca e spesso mostra una schermata blu (BSOD).

Informati del problema, i tecnici Microsoft dovrebbero essere al lavoro per risolverlo. Importante sarà verificare che il bug non possa essere in qualche modo sfruttato anche in modalità remota; ad esempio per mettere fuori uso qualche sistema.

Autore: IlSoftware.it

Windows 7, 8.1 e Vista in crash per un bug: ecco come mandare in tilt i SO Microsoft

Chi ha qualche anno sulle spalle e ha vissuto nell’epoca di Windows 95 probabilmente si ricorderà che era sufficiente cercare di accedere a file con nomi specifici per ottenere un crash del SO. Un utente con finalità malevole poteva sfruttare la falla utilizzando uno di questi nomi file come percorso di un’immagine via browser, e obbligare la vittima ad un riavvio forzato non appena il browser cercava di riprodurla. Dopo parecchi anni, e parecchia evoluzione in ambito sicurezza, pare che anche i più recenti sistemi operativi di Microsoft siano colpiti da un bug simile.

Questo è presente su Windows Vista (che comunque è esente da critiche, visto che non è più supportato), Windows 7 e Windows 8.1, che sono vulnerabili ad un nome file che può far bloccare, o addirittura mandare in BSOD (la schermata blu della morte) il sistema. Allo stesso modo in cui avveniva con gli ormai obsoleti sistemi di Redmond del passato è possibile utilizzare il filename come sorgente dell’immagine per mandare in tilt Windows 7, 8.1 e Vista: visitando con qualsiasi browser il percorso incriminato l’intero SO può andare in crash.

Su Windows 95 e Windows 98 il bug era dovuto ad un errore nel metodo in cui venivano gestiti alcuni specifici nomi di file: i sistemi operativi consideravano “speciali” alcune combinazioni di caratteri che potevano appartenere solo a dispositivi, e non a file. Il SO poteva accedere a questi filename da ogni percorso nel file system, anche se non erano apparentemente presenti sul disco. Se si cercava di accedere a questi file il SO non dava alcuna risposta, eccetto che con con”, che rappresentava la console fisica: tastiera (input) e display (output).

Windows era capace di gestire i tentativi di accesso al device, ma se un filename conteneva due citazioni di con (ad esempio c:\con\con) Windows sarebbe andato in crash. L’exploit poteva essere semplicemente sfruttato inserendo il percorso file:///c:/con/con sul browser.

Il nuovo bug (di cui Windows 10 è esente) avviene per un motivo estremamente simile, ma cambia il nome file incriminato. Questa volta è $ MFT, un nome dato ad uno dei file metadata speciali utilizzati dal file system NTFS. Il file si trova nella cartella principale di ogni volume formattato in NTFS, ma viene gestito in maniera tale da non essere visibile per la maggior parte dei software. Se si cerca di accedere al file, il tentativo viene bloccato, ma a quanto pare se si utilizza il nome file come se fosse una cartella l’intero sistema diventa instabile fino ad essere inutilizzabile.

TheVerge riporta che nel tentativo di eseguire l’exploit accedendo al percorso “c:$ MFT3” il computer ha rallentato a tal punto da costringere al riavvio. Questo perché il driver NTFS blocca il file per eseguirlo, senza mai rilasciarlo perché non riesce a portare a termine l’operazione. In questo modo ogni operazione successiva sul file system aspetterà il rilascio di $ MFT, portando le singole app, ed infine il sistema, a bloccarsi. Per ripristinare il corretto funzionamento del computer è necessario anche in questo caso un riavvio, proprio come avveniva 20 anni fa.

Per sfruttare il bug è sufficiente inserire un percorso “malevolo” sul browser, provocando problemi di diversa natura come la temibile schermata blu della morte. Non tutti i browser sono vulnerabili a questa strana falla di sistema: alcuni vietano infatti l’accesso al percorso, altri – come Internet Explorer, ad esempio – daranno libero sfogo al bug di manifestarsi. Microsoft ha informato la stampa americana di essere al corrente della vulnerabilità, ma non sappiamo quando verrà rilasciato un fix per la sua correzione definitiva.

Autore: Le news di Hardware Upgrade

SoftBank buys big chunk of Nvidia


Could there be an ARM/Nvidia alliance forming?

Japanese tech giant SoftBank Group has acquired a $ 4 billion stake in Nvidia, making it the chipmaker’s fourth largest shareholder.

According to Bloomberg, SoftBank disclosed its ownership of an ‘unspecified amount’ of Nvidia stock as part of its announcement regarding $ 93 billion of commitments to its technology investment fund last weekend.

Last year, SoftBank acquired ARM Holdings, the British company whose processor designs are used in a huge range of devices – from smartphones and tablets, to notebooks, networking equipment, embedded devices, wearables, and many more.

The $ 32.6 billion acquisition was SoftBank’s largest ever, but with growing demand for ultra-efficient, low-power chips around the world, analysts started to think it made sense.

However, a large holding in Nvidia puts the company in a strong position to dictate company direction. An Nvidia/ARM alliance would be an interesting and powerful team.

Autore: edfu777 [AT] hotmail [DOT] com (Nick Farrell) Fudzilla.com – Home