Volete un iPhone 7 (RED) con scocca anteriore nera? Ecco come fare

Negli scorsi giorni Apple ha annunciato per la prima volta un modello di iPhone dedicato alla campagna di raccolta fondi (PRODUCT) RED. Ovviamente si tratta di iPhone 7 (RED) ed iPhone 7 Plus (RED), il cui ricavato viene devoluto, in parte, ad organizzazioni no profit per la ricerca contro l’HIV.

Nonostante si tratti di una colorazione molto apprezzata dagli utenti, non si è potuto fare a meno di notare che la scelta di adottare una scocca anteriore bianca nel modello (RED) dell’iPhone 7 ha stonato un po’. In molti infatti avrebbero preferito che la combinazione di colori fosse rosso e nero.

Avere la scocca nera su iPhone 7 (RED) è possibile, ma costa tantissimo

Pur trattandosi di un qualcosa che sconsigliamo assolutamente in quanto fa decadere la garanzia legale non solo dell’iPhone 7 (RED) ma anche dell’altro iPhone (con scocca anteriore di colore nero) necessario per la procedura, qui di seguito vi mostriamo una sorta di video passo passo all’utilizzo, a parti invertite, del pannello frontale di un iPhone 7 Plus Jet Black e di un iPhone 7 Plus (RED). Il procedimento ovviamente è identico nel caso in cui aveste un iPhone 7 (RED).

In pratica si tratta di un disassemblaggio completo di entrambi gli iPhone ed il rimontaggio con i pannelli frontali invertiti. Oltre a far decadere la garanzia legale di entrambi, questa procedura disabilita permanentemente il Touch ID dei due, dato che scollegando determinate componenti si viola una sorta di sigillo di sicurezza .

Chissà se in futuro Apple, magari con iPhone 7s ed iPhone 8, proporrà sin da subito un particolare modello (RED) con scocca anteriore in colorazione nera.

VIA

Autore: Agemobile

Approfondisci

Samsung brevetta uno smartwatch con display nella ghiera

Gli smartwatch realizzati negli ultimi anni da Samsung hanno forse il miglior sistema di input che è possibile utilizzare su un wearable. Grazie infatti alla ghiera rotante (in parte simile alla corona rotante presente su Apple Watch e su LG Watch Sport), è possibile navigare all’interno della UI in maniera semplice ed intuitiva.

Chiaramente lo sviluppo dei wearable non sta rallentando e, stando ad un nuovo brevetto depositato dalla stessa Samsung, i futuri Gear S potrebbero avere una ghiera rotante con incorporato un display circolare. Come potete infatti vedere dalle immagini qui in basso, il brevetto di Samsung mostra chiaramente uno smartwatch dotato di un mini display alto solo qualche millimetro che corre lungo la ghiera rotante in grado di mostrare varie informazioni, fra le quali il meteo e le notifiche.

L’idea avuta da Samsung non è del tutto nuova ma lo è il form factor

In pratica si tratterebbe di un concetto molto simile a quello del display edge dei propri smartphone oppure del display secondario di LG V10 applicato al mondo dei wearable. Inoltre, i display e la ghiera rotante sarebbero due cose completamente distinte e separate, lasceranno quindi libera la prima di ruotare senza disturbare le informazioni visualizzate sul display.

Certo, per il momento tutto quello che abbiamo è solo un brevetto e, dal momento che difficilmente un progetto viene portato avanti senza avere la certezza di possedere tutti i diritti intellettuali, molto probabilmente lo sviluppo dei primi smartwatch prototipi è iniziato ora.

Prima di lasciarvi, vi vogliamo ricordare che Samsung ha deciso di aprire il supporto agli smartwatch Gear S2 e Gear S3 non solo agli smartphone con a bordo il sistema operativo Android ma anche agli iPhone, così da espandere quanto più possibile le vendite.

VIA

Autore: Android Blog Italia

Approfondisci

Cartelle condivise in Windows, come ottenere la lista completa

Cartelle condivise in Windows, come ottenere la lista completa

Come visualizzare l’elenco delle cartelle condivise in Windows: tutti i metodi.

Quando si condividono delle cartelle in rete locale, col trascorrere del tempo si rischia di dimenticare ciò che si è messo “a fattor comune”.
Per ottenere l’elenco delle cartelle condivise in Windows, è possibile effettuare alcuni semplici interventi.

Per condividere una cartella in Windows, suggeriamo infatti di usare il modo più semplice che consiste nel cliccare con il tasto destro del mouse sulla risorsa quindi scegliere Condividi con, Utenti specifici.

Per gestire le cartelle condivise in Windows, Microsoft ha presentato a suo tempo anche il cosiddetto Gruppo Home: riteniamo però sia un po’ una forzatura e che l’approccio tradizionale sia sempre quello più conveniente: Gruppo Home, cos’è e come eliminarlo se non serve, soprattutto per completezza e versatilità.
Nell’articolo, oltre a spiegare le differenze tra Gruppo Home e condivisione cartelle di tipo tradizionale, abbiamo offerto i passaggi per disattivare completamente la funzionalità Gruppo Home in Windows, se inutilizzata.

Elenco delle cartelle condivise in Windows

Ma come fare per trovare l’elenco delle cartelle condivise in Windows?
Per procedere, è possibile utilizzare diversi approcci:

1) Premere Windows+R quindi digitare \localhost
Così facendo, Windows mostrerà tutte le cartelle e le risorse condivise dal sistema correntemente in uso. Questa modalità di visualizzazione esclude però le cartelle nascoste (vedere più avanti).

2) Utilizzare il comando net share
Accedendo al prompt dei comandi (Windows+R, cmd) quindi digitando net share, Windows mostrerà tutte le condivisioni di rete, comprese quelle nascoste.

Cartelle condivise in Windows, come ottenere la lista completa

3) Usare il comando wmic
Sempre al prompt dei comandi, scrivendo wmic /output:%userprofile%\shares.txt share get description, name, path, type && notepad %userprofile%\shares.txt si potrà generare un file contenente l’elenco completo delle cartelle condivise, con il corrispondente percorso.
Tale liste verrà automaticamente aperta con il Blocco Note di Windows.

Cartelle condivise in Windows, come ottenere la lista completa

4) Aprire la finestra Gestione computer
Digitando gestione computer nella casella di ricerca di Windows quindi selezionando Cartelle condivise, Condivisioni, si otterrà il medesimo risultato.

Cartelle condivise in Windows, come ottenere la lista completa

Le cartelle condivise nascoste contengono il simbolo del dollaro

Le cartelle che contengono il simbolo $ come suffisso sono cartelle condivise nascoste.

In tutte le versioni di Windows esistono di default alcune condivisioni nascoste – le cosiddette condivisioni amministrative (o “administrative share“) -:

C$ , D$ , E$ ,… Attraverso queste condivisioni, un amministratore può godere dell’accesso, in modalità remota, all’intero albero delle partizioni.
ADMIN$ Fa riferimento alla cartella di sistema di Windows (%systemroot%). Gli amministratori possono ricorrere a questa condivisione nascosta per accedere alla directory contenente l’installazione di Windows, senza conoscerne l’esatto percorso.
PRINT$ La condivisione punta alla directory %systemroot%\System32\Spool\Drivers. Quando una stampante viene condivisa in rete locale, Windows crea automaticamente questa condivisione nascosta facente riferimento alla cartella ove sono contenuti i driver di stampa. Il gruppo degli utenti Everyone gode dei diritti di accesso in sola lettura a questa risorsa condivisa mentre gli amministratori dispongono di privilegi d’accesso completi.
IPC$ Utilizzata per l’amministrazione remota della macchina.

È possibile creare altre connessioni nascoste semplicemente aggiungendo il simbolo $ al loro nome. La loro visualizzazione dipende comunque dal sistema operativo installato lato client: sui sistemi Linux, per esempio, le connessioni nascoste di Windows vengono comunque mostrate.

Cartelle condivise in Windows: attenzione a come si condividono

Nell’articolo Gruppo Home, cos’è e come eliminarlo se non serve citato in apertura, abbiamo visto le principali differenze tra la condivisione classica e la funzionalità Gruppo Home.

Suggeriamo però di leggere anche i seguenti due articoli per approfondire ulteriormente:

Condividere file e cartelle in rete locale con Windows
Condividere file e cartelle in Windows 10

Con l’arrivo di Windows 10 le modalità per la condivisione delle cartelle sono leggermente cambiate ma la sostanza non cambia.
Da tenere a mente la differenza tra rete privata e rete pubblica: nel primo caso le condivisioni attivate sul sistema locale saranno rese visibili agli altri dispositivi collegati in rete locale; nel secondo caso ciò non avviene (almeno per impostazione predefinita; vedere Differenza tra rete pubblica e rete privata in Windows 10).

Suggeriamo poi di leggere l’articolo che illustra i passaggi per memorizzare la password di accesso a una risorsa condivisa in rete locale: Come memorizzare l’elenco delle password usate nella LAN.
Per motivi di sicurezza, consigliamo comunque di creare sempre un account locale deputato alla condivisione delle risorse in LAN, soprattutto se sulla macchina si fosse configurato l’utilizzo di un account utente Microsoft.
Creando un account utente di tipo locale e servendosi della condivisione classica di Windows, si potranno impostare i diritti di accesso a ogni singola cartella condivisa. Diversamente, condividendo una risorsa con l’account Microsoft, si dovrà digitare la password legata a tale account su altri dispositivi della LAN quando la password dovrebbe restare strettamente confidenziale.

Infine, suggeriamo la lettura dell’articolo Come condividere una cartella tra Windows e Linux per sapere come condividere i file tra sistemi Windows e Linux.

Autore: IlSoftware.it

Approfondisci

Samsung blocca la carica sui Galaxy Note 7 ancora attivi: diventeranno ‘telefoni fissi’

C’è voluto parecchio tempo perché Samsung ricevesse la maggior parte dei Galaxy Note 7 venduti, dopo aver organizzato la seconda e definitiva campagna di richiamo terminata con la sospensione delle vendite. Il phablet rappresentava il fiore all’occhiello della produzione dei coreani e probabilmente era lo smartphone migliore della sua generazione. Proprio per questo alcuni utenti hanno preferito rischiare pur di tenerselo, nonostante i suoi problemi progettuali.

galaxy note 7

La società ha rilasciato lo smartphone ad agosto 2017, ma il primo richiamo risale già ai primi giorni di settembre, in seguito ad alcune decine di utenti che riportavano gravi incidenti dovuti all’esplosione del dispositivo. Dopo un altro richiamo e la sospensione delle vendite Samsung ha trovato la causa delle esplosioni, rivelandola a circa 4 mesi dal primo richiamo. Ormai troppo tardi per progettare nuovamente gli interni dello smartphone e reinserirlo nei canali di vendita.

Nonostante la sospensione delle vendite, il divieto d’uso in determinati ambiti, e il richiamo di tutte le unità di Galaxy Note 7 consegnate ai clienti nel suo breve periodo di vita, alcuni utenti continuano ancora ad utilizzare il phablet. Nella Corea del Sud circa il 3% dei dispositivi venduti è ancora in circolazione e la compagnia ha deciso di adottare il pugno duro in tutto il mondo per bloccare l’uso del phablet e l’insorgere di ulteriori inconvenienti.

Samsung ha confermato che invierà un aggiornamento software entro la fine del mese che disabiliterà la ricarica delle batterie su tutti i Galaxy Note 7 del mondo. L’unico modo di usare lo smartphone sarà tenerlo collegato alla presa di corrente tutto il tempo, facendolo divenire praticamente un telefono “fisso”. Si tratta di un aggiornamento simile a quello lanciato alcuni mesi fa negli USA e in altre nazioni: in alcuni casi veniva bloccata la ricarica, in altri le reti cellulari.

Autore: Le news di Hardware Upgrade

Approfondisci