Il caso Finpiemonte e le evidenti responsabilità PD

Author: Blog di Beppe Grillo

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di MoVimento 5 Stelle Piemonte

Caso Finpiemonte, le responsabilità politiche di questa vicenda sono tutte del Partito Democratico. L’inchiesta della Procura sulla gestione sospetta dei fondi apre uno spaccato inquietante sulla guida della società finanziaria piemontese negli anni passati. Secondo le accuse in ballo ci sarebbero 6 milioni dei cittadini piemontesi che sarebbero spariti ed altri 50 investiti in operazioni ad alto rischio e poco trasparenti.

Quanto avvenuto dimostra la necessità di fermare subito il piano di Chiamparino che vuole trasformare Finpiemonte in una banca. Il PD, con la nomina di Gatti, si è dimostrato inaffidabile a gestire la società ed i rischi della nuova avventura come istituto di Credito sono destinati ad aumentare esponenzialmente. La politica regionale ha già “giocato” a fare la banca, i risultati sono sotto gli occhi di tutti con il caso Eurofidi: un buco da 50 milioni di euro e 200 lavoratori finiti in mezzo ad una strada. Finpiemonte rischia di essere la replica di un film già visto e finito male.

Da mesi denunciamo i pericoli di questa operazione. Mancano un piano di monitoraggio, un piano di controllo dell’ente e uno di applicazione. Con la manovra di Chiamparino si concede un’estrema autonomia nella definizione pratica dell’utilizzo delle risorse e nell’individuazione dei beneficiari. Con queste condizioni è facile prevedere la nascita di un centro di potere slegato da controlli democratici e potenzialmente strumento di certe cricche economiche.

17 Dic 2017, 09:30 | Scrivi | Commenti (1) | listen_it_it.gifAscolta
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finpiemonte, m5s, movimento 5 stelle

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Appello al #PdTitanic: sullo scandalo Boschi chi sa parli, prima di affondare

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di Luigi Di Maio

Lo scandalo Boschi sta emergendo in tutta la sua gravità. In questi giorni abbiamo scoperto che Maria Elena Boschi ha mentito in Parlamento, che suo padre è indagato per bancarotta e falso in prospetto, che lei non solo si era rivolta a Ghizzoni di Unicredit e a Consoli della Popolare di Vicenza, ma pure a Vegas della Consob. Un groviglio pasticciato che rende evidente quel conflitto di interessi grande come una banca che il MoVimento denuncia da anni. Oggi il Corriere pubblica un sondaggio che dà il Pd che affonda come il Titanic al 23% (sotto la soglia Bersani) e ancora non tiene conto dell’effetto banche, che lo farà colare a picco. Sono gli ultimi momenti per fare un esame di coscienza prima della fine. L’ultima occasione di riscatto.

L’atteggiamento della sottosegretaria e quello di tutto il Pd invece non è cambiato per nulla. La linea dettata dalla segreteria del partito è negare l’evidenza, sempre. Anche dicendo che “mi si attacca perchè sono una donna” o “lei mi odia”, come accaduto nel confronto televisivo con il direttore del Fatto Quotidiano. Il Pd ufficialmente sta difendendo la Boschi a spada tratta, a costo di disintegrarsi completamente. Addirittura Gentiloni, anzichè chiedere un passo indietro, è accorso in sua difesa. Pur di coprire lo scandalo, Renzi si è schierato contro il taglio delle pensioni d’oro, che lui stesso proponeva qualche anno fa. Questo è incomprensibile, non solo a me, ma anche a molti insospettabili del Pd che come leggiamo sui giornali si lasciano andare a sfoghi e perplessità. Il punto è: perchè? Perchè questa difesa ingiustificata e a oltranza di chi ormai è indifendibile? Quali sono i tasselli che ci mancano per poterlo comprendere? C’è un filo rosso che lega Etruria, la Boschi, le banche venete, Verdini, Berlusconi e il patto del nazareno che va avanti manifesto o occulto da quasi 4 anni e che si protrarrà nella prossima legislatura? Migliaia di risparmiatori truffati, conflitti d’interesse, opacità a non finire. Pd e Forza Italia in questa legislatura hanno fatto i loro comodi sulla pelle dei risparmiatori ed è quello che vogliono continuare a fare anche dopo il 4 marzo. Non siete stufi? Perchè non ci raccontano la verità e chi ha sbagliato paga?

Oggi voglio rivolgere un appello a tutti gli esponenti attuali e passati del Pd: se qualcuno di voi sa, allora parli! Chi dovrebbe curarsi della cosa pubblica passa il tempo a difendere indifendibili da evidenti conflitti d’interesse, questo non è più tollerabile. Parlate per favore! Tutti siamo pronti ad ascoltarvi. Parlate per favore! I cittadini hanno il diritto di sapere. Parlate per favore! Chi starà zitto pur sapendo, sarà ritenuto parte di questo scandalo. Ad ora ci siete tutti dentro fino al collo. Solo in questi giorni siamo venuti a sapere di Consoli e di Vegas. Mercoledì sapremo di Ghizzoni. Possibile che nessuno di voi, che siete del suo stesso partito, non abbia saputo nulla. Sapeva De Bortoli e non sapevate voi? Non è credibile. Chi sa parli, chi non sa chieda spiegazioni. Se rimanete zitti una sola cosa sarà evidente: la vostra complicità. E quando scopriremo tutti i dettagli sarà troppo tardi per tirarsi indietro e dovrete renderne conto personalmente, di tasca vostra, a ogni singolo cittadino depredato dei suoi risparmi. Oggi siete voi al governo. Potete contare sull’oblio. Ma presto le camere saranno sciolte e nella prossima legislatura finirete all’opposizione. Vi conviene parlare ora prima di affondare.

Parlate per favore!

17 Dic 2017, 10:29 | Scrivi | Commenti (29) | listen_it_it.gifAscolta
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banche, Boschi, Etruria, MoVimento 5 Stelle, Pd, soglia Bersani, Titanic

Il Piano Juncker ha fallito. Ma i partiti lo difendono ancora

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di Marco Valli, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa

Il commissario per il lavoro e gli investimenti Jyrki Katainen, assieme a buona parte dei partiti politici italiani, continua a pensare che l’EFSI – comunemente detto Piano Juncker – stia realmente stimolando in maniera percettibile la domanda all’interno dell’Unione Europea. Vengono esaltati dei numeri in realtà poco impattanti, per continuare su una strada che l’evidenza ha dimostrato non essere più percorribile. I sottoccupati stanno aumentando anche sotto il peso delle riforme nel mondo del lavoro, che questi signori continuano a pretendere, soprattuto nei Paesi del Sud Europa; l’inflazione core rimane molto bassa e non esiste un’idea concreta per spingere sulla leva degli investimenti pubblici produttivi come quelli in ricerca e sviluppo. Dall’altro lato della medaglia, quelli privati che porterà in saccoccia il fondo Juncker ammonterebbero ai famosi 500 miliardi di Euro in 5 anni. Che, dividendo per i 28 Paesi UE, fa 3,5 miliardi l’anno per Stato membro. Una cifra ridicola se pensiamo a ciò di cui oggi necessiterebbe l’economia.

Siamo a favore di una razionalizzazione della spesa pubblica improduttiva, ma abbiamo bisogno di allentare le briglie dell’austerità. Altrimenti alcuni Paesi ad alto indebitamento come il nostro non saranno mai in grado di abbattere il rapporto debito/PIL e saranno tenuti costantemente sotto scacco. È evidente che non si può risanare una situazione come quella italiana senza far crescere il PIL in modo sostenibile: questo strumento che porta il nome del presidente della Commissione europea non servirà allo scopo. Ciliegina sulla torta sono poi la tipologia di progetti finanziati, su cui si è abbattuto l’ennesimo scandalo di questo esecutivo: tutti senza addizionalità e per gran parte concentrati sul fossile. Da questo punto di vista è dunque inspiegabile il sostegno dei Verdi al Piano Juncker all’interno del Parlamento europeo.

In definitiva, l’EFSI rappresenta un meccanismo d’ingegneria finanziaria basato sulla garanzia pubblica come incentivo alla privatizzazione delle infrastrutture e degli utili ad esse connesse. Il tutto tramite la possibile socializzazione delle perdite. Non funziona, si concentra su progetti che non creano molto spesso valore aggiunto, non è sufficiente a contrastare la crisi in cui versano le PMI e crea un vuoto di trasparenza sui soldi che a pioggia vengono usati per tappare buchi e per dare finanziamenti ad progetti clientelari e già finanziabili con programmi della bei esistenti.

Per approfondire:
ECCOVI LO STUDIO CHE CERTIFICA IL FALLIMENTO DEL PIANO JUNCKER
LO SCANDALO DEI PROGETTI FINANZIATI DAL PIANO JUNCKER

17 Dic 2017, 09:54 | Scrivi | Commenti (0) | listen_it_it.gifAscolta
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Juncker, Valli

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Come le nuove tecnologie possono migliorarci la vita

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di Luigi Di Maio

Domenica il #Rally farà di nuovo tappa a Milano. La mattina sarò alla Triennale per partecipare al convegno “Next Step iTALY 2030. Il futuro che è già presente: come la robotica rivoluziona la nostra società“. Parleremo dell’Italia che vogliamo e di come aiutare le piccole e medie imprese a non perdere il treno del futuro rappresentato dall’intelligenza artificiale.

La quarta rivoluzione industriale, basata sulla virtualizzazione e l’interconnessione di dispositivi intelligenti, sta cambiando l’economia, il lavoro, la società, i rapporti umani. Un nuovo concetto di mobilità si sta affermando: la Tesla non è più il simbolo di un futuro lontano ma una realtà che vediamo già circolare nelle nostre città tutti i giorni. Le nuove tecnologie possono aiutarci a rendere più moderna la pubblica amministrazione, cambiano il rapporto medico-paziente così come quello fra insegnante e alunno.

A Helsinki circola un autobus elettrico e senza conducente
che serve principalmente gli anziani che abitano nelle periferie. A Gand, in Belgio, ci sono aziende che sfruttano i principi dell’agricoltura di precisione per coltivare senza pesticidi ed erbicidi, con un notevole risparmio d’acqua e di suolo. Vogliamo governare questo fenomeno irreversibile per non lasciare nessuno indietro. Parliamo di un processo che è già in atto e che deve essere controllato con strategia e visione politica.

Al convegno parteciperanno David Borrelli, europarlamentare, Domenico De Masi, Professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Alessandro De Carlo, Presidente nazionale psicologi Veneto, Mauro Pierini, imprenditore P.R.M., Fabio Ravezzani, Direttore di Telelombardia, Isabella Villafranca, Direttore dipartimento Conservazione e restauro Opencare servizi per l’arte, Maria Xanthoudaki, direttore education Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci.

Sarò felice di ascoltare anche un illustre ospite Jerome Glenn, Direttore del Millennium Project, un think thank che ogni anno pubblica un rapporto sullo Stato del Futuro, un lavoro preziosissimo per capire dove (e come) il mondo si sta muovendo. Jerome Glenn presenterà in anteprima europea il libro appena pubblicato sullo “State of the Future 19.0” Ci vediamo domenica!

16 Dic 2017, 08:18 | Scrivi | Commenti (61) | listen_it_it.gifAscolta
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glenn, intelligenza artificiale, mobilità, robotica, tesla