Daniele Pesco (M5S): Radio Radicale – su banche venete


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#ProgrammaSicurezza – La Sicurezza dello spazio cibernetico

di Pierluigi Paganini

Decidere gli standard di sicurezza collettivi ed individuali, può influire sugli stili di vita che conduciamo e sull’intero impianto democratico del nostro Paese. In primo luogo, possiamo dire che la condizione principale per definire un determinato sistema “sicuro” è quella di prevenire o attenuare i rischi che potrebbero comprometterne l’integrità.
Oggi affronteremo i temi della cyber-security, un settore sempre più rilevante nell’attuale contesto geopolitico. Quando parliamo di cyberspazio stiamo parlando semplicemente dell’insieme delle infrastrutture informatiche interconnesse, comprensiva di hardware, software, dati ed utenti e delle relazioni logiche stabilite tra di essi.

Dal punto di vista della sicurezza, è necessario osservare l’uomo da tre differenti punti di vista, analizzarlo nella sua dimensione sociale di singolo, in quella economica di azienda e politica di governo.
Riferendoci alla prima dimensione, il singolo individuo ha oggi la possibilità di poter attingere ad una enorme mole di dati attraverso l’utilizzo, ad esempio, di uno smartphone o di un tablet può organizzare il proprio tempo, informarsi con fonti dirette ed indirette, condividere con gli altri le proprie informazioni, diffondere idee politiche, misurare istantaneamente i valori medici, socializzare con utenti che hanno interessi affini, acquistare, comprare e regalare determinati prodotti o servizi senza alcuna intermediazione, né limite linguistico e geografico.

Ne consegue che se iniziamo a pensare alla quantità ed alla qualità dei dati che destiniamo ai fornitori di un qualsivoglia servizio digitale ci rendiamo immediatamente conto che alcuni di essi possiedono informazioni che aumentano di gran lunga il nostro grado di vulnerabilità. La più grande sfida del singolo diventa quindi trovare una dimensione individuale in cui l’accesso alla tecnologia e la tutela dei propri diritti possano creare un equilibrio che minimizzi la probabilità di subire danni di tipo sociale, economico e politico.

La rapida evoluzione delle tecnologie ha infatti avuto un profondo impatto sulla nostra società e sulle nostre vite. La presenza di reti wireless a cui si può accedere praticamente ovunque ha incoraggiato la diffusione capillare di dispositivi in grado di connettersi alla rete: dai tablet ai cellulari fino ai più recenti wearable devices, oggetti tradizionali come l’orologio o gli occhiali che possono connettersi al web.
Ma collegarsi alla rete, oltre a permettere l’accesso a una mole enorme di informazioni e possibilità rende anche i nostri dispositivi potenzialmente vulnerabili, con tutto quello che contengono, dai dati personali, ai profili sui social network, fino agli accessi ai servizi di online banking.

Questo accade sia per i singoli che per le grandi realtà aziendali, come le banche, le società energetiche o gli ospedali, che usano la rete per scambiare informazioni, organizzare la fornitura dei servizi, coordinare le attività.
La seconda dimensione, infatti, che l’uomo vive nelle economie moderne è quella aziendale. L’informatizzazione dei processi di ricerca, analisi, produzione, vendita, distribuzione, comunicazione, contabilità e sicurezza è ormai concretamente possibile anche per le piccole e medie imprese. L’azienda però, come nel caso del singolo individuo, se non difenderà le proprie informazioni da intrusioni indesiderate, si renderà molto vulnerabile ai competitor di una gara ormai globale.
Sono quotidiane le notizie di reato riguardanti la violazione di database aziendali, conti correnti, documenti riservati, progetti in via di sviluppo e, per quanto l’esperienza ci dica che l’uomo rimane necessariamente il fattore di maggiore criticità, questo evidenzia quanto il cyberspazio in tutte le sue forme sia ancora molto vulnerabile nel suo insieme. Basti pensare al cyber attacco di poco tempo fa definito Wanna Cry, dove lo sblocco dei dati era possibile solo mediante il pagamento di un riscatto esclusivamente in bitcoin, la valuta meno rintracciabile del mondo.

In altre parole l’accesso a internet ci apre al mondo, ma rende le persone, le aziende e le istituzioni potenzialmente esposte a rischi di truffa, furto di informazioni o sabotaggio. Il pericolo non va assolutamente sottovalutato.
La vulnerabilità dei sistemi informatici consente di accedere in pochi secondi a segreti industriali, brevetti e innovazioni che hanno richiesto anni di ricerca. Il crimine informatico può decretare il fallimento di aziende e quindi danni economici enormi. Per le nostre piccole e medie imprese, che puntano sull’innovazione come elemento di sviluppo, il danno potenziale può essere incalcolabile.
La correlazione tra prosperità economica di un Paese e la qualità delle sue infrastrutture cyber sarà sempre più stretta e l’Italia dovrà quindi puntare sempre di più su alti standard di cyber-security nella società, nel sistema industriale e nella pubblica amministrazione.
Infatti non sono a rischio solo le persone e le aziende, anche la sicurezza nazionale può potenzialmente essere messa in pericolo. Si pensi alle conseguenze che potrebbero derivare dall’alterazione dei sistemi che regolano il trasporto, le reti energetiche o i sistemi di comando e controllo militari.

Una simulazione recente ha stimato che, in caso di attacco alla rete elettrica, un black-out energetico che duri qualche settimana, determinerebbe un collasso totale dell’intero sistema Paese, producendo danni, anche in termini di vite umane, paragonabile a quello di un’aggressione militare su larga scala.
Non stiamo parlando di un futuro lontano o di uno scenario da saga fantascientifica. Il cyber crimine è una realtà in continua crescita e ad essere prese di mira dai criminali informatici sono sempre più spesso le infrastrutture critiche, come appunto le reti di distribuzione dell’energia e quelle di telecomunicazione.
La terza ed ultima dimensione dell’azione umana che va considerata infatti è quella politica decisionale: il governo.

In Italia il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è gestito direttamente dal Presidente del Consiglio che, sentito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, attraverso l’Autorità delegata detta le linee guida a tutto il comparto. Il cervellone che si occupa di ricercare, analizzare ed elaborare le informazioni richieste dal decisore politico si chiama Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e da esso dipendono quelli che una volta erano i Servizi informativi civili e militari (SISDE e SISMI) e che oggi sono stati suddivisi per competenze principalmente territoriali tra Agenzia informazioni e sicurezza interna ed Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISI e AISE).

Sviluppare nuove capacità e nuovi strumenti per migliorare la sicurezza cyber del sistema Paese rappresenta quindi una sfida di grande importanza per la crescita, il benessere e la sicurezza nazionale e quindi dei cittadini, che non può più essere rimandata.
Solo se l’individuo, l’azienda e lo Stato riusciranno a coordinare delle azioni di prevenzione, svilupperemo un sistema di difesa più sicuro. Delegare la nostra sicurezza agli operatori del settore non è più sufficiente, siamo entrati in una nuova fase dove la cooperazione tra le diverse dimensioni dell’uomo dipendono dalla nostra capacità di diventare parte attiva di una nuova Intelligence collettiva.

Autore: Blog di Beppe Grillo

Presentazione del #ProgrammaScuola del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

La scuola a 5 Stelle è una scuola pubblica e statale, gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa, una scuola che viene messa al centro delle politiche del governo. E’ questa la scuola contenuta nel programma del M5S, votato dagli iscritti, e che presentiamo oggi.

Hanno partecipato alle votazioni sulla Piattaforma Rousseau 19.040 iscritti certificati, che hanno espresso 128.320 preferenze su cinque punti principali: qualità della scuola e offerta formativa per gli studenti, finanziamenti alle scuole statali, scuola pubblica e scuola privata, smantellamento della ‘Buona Scuola’ di Renzi e didattica innovativa.

L’obiettivo principale del programma M5S è alzare la spesa pubblica per l’istruzione, portandola nel medio termine dal 7,9% di oggi al 10,2% della media europea, e reinvestire queste risorse per avere: edifici sicuri e spazi adeguati, insegnanti valorizzati e motivati, un’offerta formativa più ampia per gli studenti, più ricerca e più innovazione didattica.

Il primo punto del programma è riparare i danni provocati dai tagli lineari all’istruzione che hanno massacrato la scuola italiana e impoverito l’offerta formativa.
Se oggi la scuola italiana non è più un’eccellenza è a causa dei governi che nel corso di questi anni, con i loro tagli, hanno drasticamente sottratto ore a discipline fondamentali e hanno portato alla scomparsa di oltre 90mila cattedre.

Il M5S, per migliorare la qualità della scuola, punta a:

– diminuire il numero di alunni per classe, prevedendo un massimo di 22 studenti per classe (opzione votata da 8080 iscritti)
– diffondere il tempo pieno e le compresenze di docenti nelle classi (opzione votata da 5308 iscritti)
– ripristinare gli insegnamenti ridotti dalla “riforma Gelmini” e inserirne di nuovi (opzione votata da 5156 iscritti).

Totale Votanti: 18544.

Il secondo punto è ridare priorità alla scuola statale, che oggi versa in uno stato di sofferenza non più tollerabile. Una scuola che non ha i soldi per comprare i fogli di carta e altri materiali didattici, ed è costretta a chiedere alle famiglie degli studenti un contributo ‘volontario’ all’atto dell’iscrizione, non è più una scuola mgratuita.
Per questo lo Stato deve fare il possibile per cancellare questa odiosa ‘tassa’, investendo prioritariamente sulle scuole statali. (Questo punto ha ricevuto 19040 preferenze, di cui 17937 voti favorevoli.)

In questa priorità restano i nidi e le scuole dell’infanzia privati, che in molti territori costituiscono l’unica possibilità per le famiglie a causa dell’assenza di strutture pubbliche, comunali o statali. L’obiettivo del M5S resta comunque quello di incrementare il più possibile la presenza di strutture statali nella fascia d’età 0-6 anni (asili nido e scuole dell’infanzia) su tutto il territorio nazionale e in particolar modo laddove il servizio è carente.

Il terzo punto ci porta direttamente alle Legge 62/2000 che ha parificato scuole statali e scuole private. E’ nostra intenzione ridiscuterla, per arrivare a una chiara e netta distinzione tra scuole statali e scuole private e combattere il fenomeno dei diplomifici.
(Questo punto ha ricevuto 18618 preferenze, di cui 15697 voti favorevoli.)

Il quarto punto del programma prevede lo smantellamento della ‘Buona scuola’ di Renzi
, la riforma che ha definitivamente distrutto la nostra scuola a colpi di bonus e mancette, introducendo nel sistema scolastico logiche aziendali che nulla hanno a che vedere con la scuola. Per farlo vogliamo:

– Rendere obbligatorie e retribuite le ore di formazione dei docenti, cancellando la “Card” da 500 euro (opzione votata da 10847 iscritti)
– Promuovere la collaborazione tra docenti, eliminando la chiamata diretta e il bonus del merito assegnato dal dirigente (opzione votata da 10422 iscritti)
– Promuovere la cooperazione tra studenti, eliminando o modificando i test INVALSI (opzione votata da 5514 iscritti)
– Aumentare gli strumenti di partecipazione degli studenti e delle famiglie (opzione votata da 5269 iscritti)
– Ridurre le ore di alternanza scuola-lavoro e migliorarne la qualità (opzione votata da 4101 iscritti)

Totale Votanti: 18261, Totale Preferenze: 36153.

Il M5S vuole costruire una scuola che guarda al futuro, capace di superare la lezione frontale e di attivare strategie didattiche e pedagogiche innovative, che introduca insegnamenti nuovi come l’educazione alimentare, ambientale e quella all’affettività. Per farlo intendiamo:

– Diffondere l’utilizzo di strumenti tecnologici e di libri digitali (opzione votata da 8175 iscritti)
– Investire su ambienti di apprendimento innovativi (opzione votata da 7849 iscritti)
– Promuovere maggiori esperienze all’esterno dell’ambiente scolastico con pieno protagonismo degli studenti (opzione votata da 7764 iscritti)
– Costituire equipe di esperti territoriali con educatori, pedagogisti, ricercatori ed esperti nel campo della didattica a supporto dei docenti (opzione votata da 6915 iscritti)
– Istituire un fondo strutturale per l’innovazione didattica (opzione votata da 5262 iscritti)

Totale Votanti: 18109, Totale Preferenze: 35965.

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25 Mag 2017, 13:33 | Scrivi | Commenti (56) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: buona scuola, insegnanti, m5s, programma, scuola

Autore: Blog di Beppe Grillo

Modifiche al codice penale in materia di reati contro la P.A., Cappelletti (M5S)


L' intervento in discussione generale del portavoce M5S al Senato Enrico Cappelletti nel corso della seduta del 24 maggio 2017 sul ddl n. 2291 – Modifiche al codice penale in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione Segui MoVimento 5 Stelle Senato su:
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#RestituiamoPerBenevento

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di Consiglieri regionali Movimento 5 Stelle della Campania

E’ una festa, una gioia, un grande orgoglio l’inaugurazione dei nuovi laboratori cisco, linguistico, di grafica, chimica, l’aula per gli alunni diversamente abili, la rinata aula magna e poi le sale, gli uffici finalmente ripristinati e restituiti all’istituto tecnico “Salvatore Rampone” di Benevento a quasi due anni dall’alluvione che seminò devastazione in tutta la provincia.

E’ un giorno importante e non nascondiamo la nostra commozione e insieme l’orgoglio che leggiamo negli occhi di tanti ragazzi e insegnanti. La politica può e dev’essere essere un’altra cosa, è il servizio più alto che si possa offrire alla propria comunità, e noi oggi lo stiamo dimostrando nel concreto. Il #restituiamoperbenevento è nato ad ottobre 2015 quando l’istituto “Salvatore Rampone” di Benevento fu colpito pesantemente in quei giorni terribili dall’alluvione riportando danni ingenti, con la distruzione dei laboratori, dell’aula magna, della palestra, ridotti a cumuli di fango. Disastro a cui noi sette consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle abbiamo voluto dedicare la prima restituzione maturata dal giorno dell’insediamento fino ad ottobre 2015, pari a oltre 106 mila euro del taglio dei nostri stipendi, per dimostrare vicinanza concreta a un’intera comunità che si è ritrovata ad affrontare le conseguenze di quella calamità senza il supporto delle istituzioni.

Il nostro contributo ha consentito l’acquisto di pc, monitor, tastiere, stampanti multifunzione, tv satellitari, mixer, microfoni e di tutte le altre attrezzature scolastiche, per ripristinare ciò che la furia del fango aveva devastato. E’ la prima volta che accade nella storia della Regione Campania che un gruppo politico finanzi con i propri stipendi un’iniziativa di pubblica utilità. Siamo convinti che il futuro si costruisca con la cultura, la formazione, la meritocrazia, perciò un’eccellenza come l’istituto “Salvatore Rampone” di Benevento doveva rinascere, rialzarsi, ritornare più bello e funzionale di prima.

Questa è la politica a 5 Stelle, quella con la ‘P’ maiuscola che piace a noi: cambiare concretamente le cose, farci carico dei bisogni della nostra terra e accompagnare chi, di fronte a una calamità naturale, non si è perso d’animo e si è rimboccato le maniche per restituire un bene prezioso agli studenti e all’intera comunità. Sarebbe un bel salto di qualità se tutta la politica facesse lo stesso, purtroppo così non è in Campania. Noi siamo i soli a tagliarci volontariamente gli stipendi e andiamo avanti fieri per la nostra strada, finanziando interventi utili e concreti come questo di oggi.

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25 Mag 2017, 14:11 | Scrivi | Commenti (5) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: alluvione, benevento, m5s

Autore: Blog di Beppe Grillo