Votazione del #ProgrammaGiustizia del MoVimento 5 Stelle

Dona

Oggi, martedì 25 luglio, si vota per il Programma Giustizia del MoVimento 5 Stelle.
Le votazioni saranno aperte su Rousseau dalle 10.00 alle 19.00. Nei giorni scorsi abbiamo approfondito, grazie all’aiuto di esperti, i punti fondamentali su cui si baserà la nostra attività di governo per la Giustizia. Ora è il momento di decidere quali saranno le priorità di questo programma.
Su Rousseau troverai sette quesiti. Sei chiamato a decidere su:

Riforma della prescrizione: ritieni che la prescrizione debba essere sospesa quando inizia il processo o con la sentenza di primo grado?

Le intercettazioni come mezzo di ricerca della prova: ritieni che sia necessario regolare ed ampliare l’utilizzo delle videoriprese come strumento investigativo ed aumentare la possibilità di utilizzare tutti i tipi di intercettazione anche per altri reati, in particolare quelli contro la pubblica amministrazione?

Condanna a lavori di pubblica utilità: ritieni che tutti i condannati a pene brevi che non comportano la detenzione in carcere e che sono nelle condizioni di poter lavorare, debbano obbligatoriamente svolgere lavori di pubblica utilità ed un percorso per risarcire in modo concreto la vittima?

Magistratura e politica: ritieni che un magistrato eletto nelle file di una forza politica, possa alla fine del suo mandato tornare in magistratura giudicante o requirente?

Whistleblowing e incentivi a chi denuncia: la proposta del “whistleblowing” tutela ed incentiva il lavoratore che denuncia episodi di malaffare e corruzione che avvengono sul posto di lavoro. Nel caso in cui la denuncia del lavoratore contribuisca a far recuperare denaro pubblico, sei favorevole a corrispondere un premio al denunciante?

Ricorso in appello e superamento del principio del divieto di riformulazione della pena: al fine di evitare il ricorrere in appello in modo strumentale e al fine di velocizzare i processi penali, ritieni che la pena possa essere anche aumentata, oltre che confermata o diminuita, nel caso in cui a ricorrere sia il solo imputato?

Sezioni specializzate per i processi di mafia: vuoi che i tutti i processi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso siano celebrati presso le sedi di Corte d’appello per avere dei giudici, e non solo procuratori, che siano specializzati in materia, con delle strutture idonee?

Accedi a Rousseau e vota subito!

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25 Lug 2017, 10:01 | Scrivi | Commenti (36) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: programma giustizia, rousseau, votazione online

Autore: Blog di Beppe Grillo

Sono giovani e hanno figli: ecco i nuovi poveri

di Riccardo Saporiti, da Infodata

Lo scorso anno, in Italia, più di 1 milione e 600mila famiglie ha vissuto in condizioni di povertà assoluta. Si tratta di 4 milioni e 742mila persone. I numeri arrivano dall’Istat e, questa la nota positiva o perlomeno non negativa, il dato è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. L’elemento che preoccupa, però, è che l’incidenza della povertà assoluta cresce tra i più giovani. E tra le famiglie con almeno tre figli minori. Chi sta meglio, invece, sono gli over 65.

Prima di addentrarsi nella descrizione di un Paese che vede i giovani impoverirsi, è bene precisare cosa intenda l’Istat per povertà assoluta. L’istituto di statistica calcola il valore della spesa minima mensile necessaria per l’acquisto di un paniere di beni e di servizi considerati essenziali per una qualità della vita minimamente accettabile. Ovviamente, ma questo lo si vedrà nel dettaglio più avanti, questa somma è ponderata sulla base della zona in cui si vive e sulle caratteristiche del nucleo famigliare. Ma, in buona sostanza, se non si arriva a spendere quella cifra al mese, per l’Istat si vive in condizioni di povertà assoluta.

Presentando il suo rapporto, l’istituto mette da subito in chiaro quali siano le categorie tra le quali sia più alta l’incidenza della povertà assoluta. Ovvero la percentuale di soggetti che vivono in queste condizioni. Ci sono innanzitutto le famiglie con tre o più figli minori: lo scorso anno più di una su quattro non era in grado di raggiungere la soglia di spesa calcolata dall’Istat. In numeri assoluti, si tratta di 137mila famiglie. O, detto altrimenti, di 814mila persone, minori compresi. Questo l’andamento negli ultimi dieci anni:

Come si vede dal grafico, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con figli minori è in sostanziale aumento nell’ultimo decennio. Nel grafico si nota un forte incremento a partire dal 2012, l’anno dell’austerity del governo tecnico di Mario Monti. A partire da quella data, la differenza tra avere un unico figlio e averne due ha cominciato a farsi sentire in termini di povertà assoluta dei nuclei famigliari.

Oltre alle famiglie, ad impoverirsi sono i più giovani. Istat scrive che dal 2012 persiste una «relazione inversa tra l’incidenza della povertà assoluta e l’età della persona di riferimento». Ovvero che più è giovane il capofamiglia più è probabile che il nucleo familiare viva in condizioni di povertà. Per capirlo meglio, è opportuno osservare il grafico.

Come si può vedere, per tutte le classi di età l’ultimo decennio ha visto un aumento dell’incidenza della povertà assoluta. Per tutte, tranne che per una: gli over 65. Ovvero i pensionati, che dal 2012 ad oggi hanno visto ridursi la percentuale di coloro che vivono in povertà. Gli incrementi più significativi hanno riguardato i nuclei in cui il capofamiglia ha tra i 35 ed i 54 anni.

Per i più giovani, la fascia tra i 18 ed i 34 anni, Istat ha iniziato a raccogliere i dati solamente nel 2014. Ma bastano questi tre anni per registrare due elementi: intanto, che la povertà sta aumentando anche per questa categoria. Inoltre, e soprattutto, che la percentuale più alta di famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta si registra in questa fascia d’età.

I numeri dell’Istat, insomma, restituiscono l’immagine di un Paese in cui la povertà è più diffusa tra i giovani, ovvero le persone che entrano nel mercato del lavoro o almeno dovrebbero entrarci. E che se poi queste persone decidono di mettere su famiglia, al netto del Fertility day, la loro situazione economica non fa che peggiorare. E voi, vivete in condizioni di povertà? Volete conoscere la vostra soglia di povertà assoluta? Potete farlo utilizzando questo strumento.

Autore: Blog di Beppe Grillo

Decreto Vaccini, l’intervento di Luigi Gaetti


L' intervento del portavoce del MoVimentonto 5 Stelle al Senato Luigi Gaetti nel corso della seduta del 12 luglio 2017 sul ddl n.2856-decreto-legge n. 73 – Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale Segui MoVimento 5 Stelle Senato su:
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grande spreco dei fondi europei e le bugie del governo

Dona

di MoVimento 5 Stelle Europa

Le bugie del governo hanno le gambe corte. Non è vero che non sono stati sprecati fondi europei, anzi. Più di 170 milioni di euro sono andati in fumo dalla programmazione 2007-2013. La scadenza del 31 marzo 2017 non è stata rispettata e non sono stati raggiunti tutti i target di spesa. I report trimestrali di fine giugno della DG Budget danno un quadro decisamente allarmante sia per la scorsa programmazione 2007-13, sia per l’attuale 2014-2020. I fondi europei sono soldi dei cittadini e purtroppo per l’incapacità delle amministrazioni targate Pd e centro destra si continuano a sprecare.

FONDI PERSI: LA SICILIA DI CROCETTA AL PRIMO POSTO
Per la 2007-2013, risultano ‘disimpegnati’, ovvero non utilizzati, e dunque persi ben 172 milioni di euro. La gran parte deriva dal POR FESR Sicilia 2007-13 (116 milioni), seguono il PON Attrattori culturali, naturali e turismo con 38 milioni, il PO FSE Bolzano con 9 milioni e il PO FSE Sicilia con 7. Preoccupa anche il PON Ricerca e Competitività, con pagamenti fermi al 74% (ad oggi dovrebbero essere del 95%), per una somma totale da liquidare pari a ben 800 milioni di euro. Il Programma, che dovrebbe promuovere iniziative e progetti nei campi della ricerca scientifica, della competitività e dell’innovazione industriale nelle quattro regioni dell’ex-obiettivo Convergenza, (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), è attualmente sospeso per problematiche relative al sistema di audit. Decisamente in ritardo anche i pagamenti per il PO FSE Calabria, al 67% dei pagamenti. Ombre anche sul cosiddetto ‘RAL’ (reste à liquider), ovvero la somma che deve essere pagata dalla Commissione agli Stati dopo presentazione della domanda di pagamento sui Programmi Operativi. Nonostante la Commissione abbia in effetti cinque mesi di tempo (dunque sino al 31 agosto perché la scadenza della programmazione era fissata al 31 marzo) per esaminare i rapporti finali di esecuzione di tutti i Programmi Operativi, notiamo che la somma da liquidare è praticamente uguale a quella di marzo 2017 (ovvero, 2 miliardi e 150 milioni). Questo significa che nulla si sta muovendo.

NUOVI RITARDI: PEGGIO DELL’ITALIA SOLO CIPRO E MALTA
La situazione non è per nulla rosea nemmeno per quanto riguarda la programmazione 2014-2020. A 3 anni e mezzo dall’inizio del programmazione, e di fronte ad una dotazione totale di 72 miliardi (con finanziamento europeo di 42 miliardi), la Commissione ha rimborsato pagamenti per una quota di appena 3,9 miliardi. La percentuale pagamenti/impegni è ad un bassissimo 16,21%, ben al di sotto della media UE del 23,72%. Peggio dell’Italia, solo Cipro e Malta. Pur potendo beneficare di un anno in più concesso alle amministrazioni nazionali e regionali per trasmettere la domanda di pagamento, il ritmo di spesa dell’Italia, anche a causa dei colpevoli ritardi nelle nomina delle autorità di gestione dei Programmi 2014-2020, non fa presagire nulla di buono. I partiti consapevolmente usano i fondi europei in ritardo per poi giustificare la solita folle rincorsa alla spesa degli ultimi anni e dell’uso scriteriato dei progetti sponda che favoriscono gli amici degli amici. Anche alla luce di questi dati, chiediamo di valutare in maniera approfondita le modalità di gestione e di nomina del personale e dei consulenti dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

COSA FARE ADESSO?
Il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle insiste non sulla quantità, ma sulla qualità della spesa della politica di coesione. Anche nell’ottica di un possibile ridimensionamento del budget europeo post-2020, è imperativa la necessità di dimostrare il grande valore aggiunto dei progetti europei finanziati con i fondi strutturali e di investimento, per non dare ulteriori motivi ai falchi dell’austerity che vorrebbero distruggere la politica di coesione, ma anche, e soprattutto, per finanziare e attuare progetti realmente utili per i cittadini e funzionali alle vocazioni dei territori.

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25 Lug 2017, 10:03 | Scrivi | Commenti (0) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: europa, fondi europei, movimento 5 stelle, movimento 5 stelle europa, sprechi

Autore: Blog di Beppe Grillo