piccolo e misterioso aggiornamento per Bayonetta fa pensare a un possibile arrivo di Vanquish su PC

Sega sembra averci preso gusto: dopo lo strano modo di anticipare l’annuncio della conversione PC di Bayonetta, partito con una sorta di demake in 2D per il primo d’aprile e arrivato poi al lancio su Steam, potremmo essere di fronte a un nuovo teaser.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, la versione Steam di Bayonetta si è aggiornata oggi con un piccolissimo update, a quanto pare di soli 22kb. Una quantità di dati praticamente impercettibile che ha spinto gli indagatori del web a cercare gli elementi di novità introdotti da questo minuscolo download. All’interno della cartella EXTRAS è stata dunque scoperta l’immagine riportata qua sotto.

Pare essere proprio lui: Sam Gideon, protagonista di Vanquish, all’interno della sua Augmented Reaction Suit. Questo ovviamente scatena le voci di corridoio su un possibile arrivo dell’action sparatutto in questione su PC, secondo la modalità già provata con Bayonetta che ha portato alla vendita di più di 100.000 copie in una settimana. Vanquish è dunque in arrivo su Steam? Attendiamo eventuali delucidazioni da parte di Sega, ma l’idea sembra tutt’altro che assurda.

Autore: Ultime news PC | Multiplayer.it

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Square Enix ha presentato due action figure di NieR: Automata dedicate agli androidi A2 e 9S

In occasione del concerto di NieR: Automata, che si è svolto nella giornata di ieri a Osaka, Square Enix ha presentato il prototipo di una statua dedicata all’androide 9S e il concept di un secondo modello ispirato ad A2. La prima sarà commercializzata in Giappone durante il prossimo inverno, mentre la seconda non ha ancora una finestra di lancio. Nessuna conferma nemmeno per quanto riguarda i prezzi. In calce trovate qualche immagine.

I risultati di vendita di NieR: Automata sono stati positivi, con oltre 500.000 copie distribuite nei territori asiatici e più di un milione di unità a livello mondiale. Nei giorni scorsi Square Enix ha annunciato l’arrivo del primo DLC, che includerà nuovi costumi, musiche, maschere, munizioni e uno scenario inedito dove affrontare boss inusuali.

Square Enix ha presentato due action figure di NieR: Automata dedicate agli androidi A2 e 9S Square Enix ha presentato due action figure di NieR: Automata dedicate agli androidi A2 e 9S Square Enix ha presentato due action figure di NieR: Automata dedicate agli androidi A2 e 9S

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[Recensione] Perché Breath of the Wild è uno dei migliori Zelda di sempre

Non ci sono dubbi. La saga della Leggenda di Zelda è la serie videoludica che più ha inciso sulla mia intera esperienza da videogiocatore. I titoli che la compongono sono i giochi che mi hanno più emozionato, divertito, coinvolto.

Tutto cominciò nel 1988, quando ricevetti in regalo la mitica cartuccia dorata di The Legend of Zelda per NES: aldilà dell’impatto visivo dell’oggetto, il primo ingresso nel mondo di Hyrule portò in dote situazioni che nessun altro videogame sapeva offrire. Anzitutto la possibilità di memorizzare i progressi di gioco – senza le ‘sanguinose’ password di quegli anni – : qualcosa di magico e un po’ spaventoso, anche perché, ai tempi, circolavano voci sulla durata limitata della memoria inserita nella cartuccia. Poi c’era il mondo di gioco: grande e soprattutto libero, come non si era certo abituati a incontrare nei videogiochi di fine anni ’80. La ‘forza’ dell’immaginario di Zelda, poi, era tale da coinvolgere anche i giochi non virtuali: con la mappa allegata alla cartuccia del NES, infatti, assieme ai miei amici, organizzavamo delle vere e proprie missioni spada di legno alla mano, tra vie, campi e cortili. Miyamoto, del resto, pensava proprio a queste avventure, quando cominciò ad ideare la Leggenda di Zelda.

Da lì in poi una costante escalation di stupore, creatività e profondità di gioco. Lo spiazzante – ma innovativo e difficilissimo – Link’s Adventure, con la sua mappa a volo di uccello, gli incontri semi-casuali con i nemici e le sezioni da platform a scorrimento.

Nel 1988, il primo ingresso nel mondo di Hyrule portò in dote situazioni che nessun altro videogame sapeva offrire

Il capolavoro di A Link to The Past, sullo SNES, punto di riferimento del genere action-RPG: un gioco ben bilanciato, tecnicamente all’avanguardia e immenso. Il passaggio alle tre dimensioni – sul Nintendo 64 – rappresentò una svolta epocale: Ocarina of Time è uno dei giochi più celebrati di tutti i tempi. Oltre al 3D, Nintendo consolidò il sistema di gioco della saga, introducendo una serie di dinamiche, situazioni e personaggi che non avrebbero più abbandonato Hyrule.

Majora’s Mask, con le sue atmosfere cupe e drammatiche, fece toccare alla serie nuove vette di intensità e maturità. Introdusse anche la dinamica del tempo limite entro cui completare alcune sezioni di gioco. A conti fatti, si tratta probabilmente del mio episodio preferito: il più denso e profondo.

La svolta in cel-shading, con uno stile cartoon, di Wind Waker, fu sensazionale: una Hyrule trasformata in un gigantesco oceano, dei personaggi giovani e freschi, un’espressività mai raggiunta, una colonna sonora unica e le numerose isole che rappresentavano sfide sempre nuove e impegnative.

Twilight Princess proseguì invece sulla strada di maturità e coinvolgimento emozionale: Link costretto in forma di lupo, il personaggio cardinale di Midna e uno stile grafico molto realistico e adulto, regalarono ai giocatori un titolo difficilmente dimenticabile.

Skyard Sword – sempre su Wii – resta lo Zelda che meno preferisco. L’idea di dare un’origine alla saga (nel frattempo si era reso necessario riordinare le idee sulla continuity della serie) era sicuramente interessante e alcune nuove dinamiche di gioco si rivelarono introduzioni positive e necessarie. L’immaginario creato, le ambientazioni, il cast dei personaggi e gli enigmi, però, non furono sempre all’altezza degli standard della serie.

Anche le incarnazioni portatili della serie hanno sempre offerto spunti interessanti: alcune più (Link’s Awakening, i due Oracles, Minish Cap, A Link Between Worlds), altre un po’ meno (Four Swords, Four Swords Adventure, Phantom Hourglass, Spirit Tracks, Tri Force Heroes), ma tutte hanno rappresentato titoli immancabili nelle collezioni dei possessori di handheld della grande N.

Insomma: ogni console Nintendo ha potuto farsi forte di almeno un’incarnazione della saga di Zelda, presto divenuta in grado di rivaleggiare – quando non sopravanzare – con quella di Super Mario. Skyward Sword – l’ultimo capitolo apparso su console ‘da salotto’, risale però al 2010 e, come detto, non è stato certamente il migliore degli Zelda. La lunga attesa per un nuovo, grande Zelda, ha fatto clamorosamente crescere le aspettative e la ‘fame’ dei giocatori.

Wii U – tra le console Nintendo meno fortunate -, visti i continui rinvii di Breath of the Wild, ha pagato lo scotto di non avere neppure il supporto di un episodio di Zelda dedicato, mentre Nintendo Switch ha esordito con il ‘botto’, proprio grazie alla disponibilità, a partire dal day one, proprio di BOTW: un’altra prova del ‘peso’ che Zelda ha per milioni di videogiocatori.

Autore: GAMEmag – Videogames

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sviluppatori di Wonder Boy: The Dragon’s Trap stanno pensando a un’edizione retail

Wonder Boy: The Dragon’s Trap è disponibile dalla scorsa settimana su PC, PlayStation 4, Xbox One e PC, in versione esclusivamente digitale, ma gli sviluppatori di Lizarcube non escludono la possibilità di mettere a disposizione dei fan anche un’edizione retail.

La conferma proviene da un nuovo post pubblicato sul blog ufficiale, secondo il quale lo studio sta “indagando la possibilità di realizzare una versione fisica in futuro”. Tuttavia viene fatto presente che potrebbe trattarsi di un’edizione offerta in quantità limitate, solo su alcune piattaforme e non in tutti i territori.

“Per il momento il gioco è disponibile solo in digital download”, scrive Lizardcube. “Stiamo indagando la possibilità di realizzare un’edizione fisica in futuro, tuttavia se accadrà potrebbe non essere per tutte le piattaforme/regioni e in quantità limitate. Ci stiamo pensando”.

Migliorato con splendide animazioni create a mano e un sottofondo audio riorchestrato, questo gioiello cult torna con il suo unico mix di esplorazione, azione e avventura!

Il Drago Meka ti ha lanciato una maledizione, trasformandoti in una mostruosità per metà umana e per metà lucertola: ti serve un antidoto! L’unico modo per tornare alla tua forma umana è trovare la Croce Salamandra, un oggetto magico capace di spezzare le maledizioni…

Esplora vasti scenari interconnessi e popolati da scorbutici mostri ed esotici draghi! Uccidendoli, la maledizione si rafforzerà, trasformandoti in diversi animali.

Per ulteriori dettagli su Wonder Boy: The Dragon’s Trap vi suggeriamo di leggere la nostra recensione, a cura di Christian Colli.

Gli sviluppatori di Wonder Boy: The Dragon's Trap stanno pensando a un'edizione retail

Autore: Ultime news PC | Multiplayer.it

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Josh Duhamel, uno dei protagonisti di “Transformers”, potrebbe avere un ruolo in Call of Duty: WWII

Dopo il videomessaggio del co-fondatore di Sledgehammer Games, team che ha effettuato due anni e mezzo di ricerche per lo sviluppo di Call of Duty: WWII, arrivano alcuni rumor sul nuovo episodio della serie Activition, che potrebbe vedere la presenza dell’attore Josh Duhamel nel proprio cast. Fra i protagonisti della saga filmica “Transformers”, dove interpreta il colonnello William Lennox, Duhamel ha pubblicato su Twitter una foto in tenuta da motion capture e i suoi follower hanno già trovato le corrispondenze con uno dei personaggi del gioco mostrato nelle prime, minuscole immagini. Scopriremo tutto mercoledì alle 19.00, ora italiana.

Autore: Ultime news PC | Multiplayer.it

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