Museo Maxxi, nessuna marcia indietro sulla nomina della Melandri

Autore: Uploads by antefattoblog

Il ministro Lorenzo Ornaghi al Mibac ha ufficiliazzato la nomina dell'onorevole del Pd Giovanna Melandri a presidente della Fondazione Maxxi. "Mi prendo la responsabilità di una scelta tutta mia, il tempo mi darà ragione o torto". Irene Buscemi
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News & Politics

Malati di SLA e distrofia muscolare in sciopero della fame per l’assistenza

Autore: nocensura.com


ROMA – Un atto estremo per chiedere assistenza: è la protesta choc di 50 disabili gravi, malati di Sla, distrofia muscolare e sclerosi multipla, che rinunciano ad alimentarsi per denunciare la scarsa attenzione del governo verso la loro condizione di malati gravi. Lo sciopero della fame è stato indetto dal Comitato 16 Novembre onlus. Le persone affette da patologie neurodegenerative progressive, bisognose di assistenza 24 ore su 24, denunciano: «Il governo ha destinato parte dei 658 milioni della legge sulla Spending Review alla non autosufficienza, ma ancora non c'è un piano per la destinazione delle risorse», spiega Mariangela Lamanna, presidente del Comitato 16 novembre onlus.
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50% DEJA VU 50% FANTASTICO. MMT, RIMINI OTTOBRE 2012

Autore: ComeDonChisciotte

Italia

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Due conferenze di Modern Money Theory in otto mesi con
pubblico pagante. Il padre della MMT e relatore al secondo evento, Warren
Mosler, mi ha detto: “In America se fai
pagare 50 dollari per assistere a una conferenza così, ti arrivano forse 10
spettatori.
” Sabato scorso a Rimini eravamo in più di mille. La volta prima
ancora di più. “E comunque questo è il
maggior pubblico che ho mai avuto in vita mia in un singolo evento
” ha
concluso l’economista USA. Noi facciamo le conferenze di macroeconomia più
grandi del mondo. Dejà vu.

Emozione, applausi, facce belle, fatica, tensione,
meraviglia per la potenza salva vite e salva nazione delle cose discusse, energia
collettiva, tutto ha funzionato, la gente inchiodata alle sedie per sette ore
di economia al giorno, quasi fino alla fine, la meraviglia dei relatori
stranieri ad assistere a un successo del genere non replicato in nessun Paese
del mondo. Dejà vu.

L’assenza totale dei media nazionali e locali (1 sola eccezione:
l’Ultima Parola di RAI2), per la seconda volta. Parlavamo con grandi
economisti di come salvare l’Italia di famiglie e imprese da questo disastro
epocale, dall’Economicidio. Ma no, nessuno scribacchino o telecamera. Questo è
un Paese che non è mai uscito dal fascismo del Min. Cul. Pop. degli anni ’30. Dejà vu.

Si sono dette le cose più di sinistra sulla tutela del
lavoro degli ultimi 35 anni, e soprattutto col sostegno di principi autorevoli
di economia con più di un secolo di storia, con proposte rivoluzionarie. Non
retorica ammuffita da piazza. Non c’era nessun sindacato. Sono morti, e puzzano
anche un po’. Dejà vu.

Il mio saluto a tutti: “Per
favore non scompariamo dietro a facebook o a twitter, dobbiamo metterci la
faccia e il corpo!
”. Dejà vu.

Warren Mosler è la Modern Money Theory. Sta dieci piani
sopra a qualunque altro economista MMT del mondo, scompaiono di fianco a lui.
Per non parlare degli altri economisti. E poi ha in sé un’umanità incredibile. Forstater,
altro relatore di sabato scorso, commuove come prima cosa, poi ti insegna come
salvare una nazione. Parguez, divorato dalla fatica, è sempre lui, immenso
nelle verità che capiremo come vere fra 15 anni. Fantastico.

Il pubblico che ha pagato, viaggiato, e ci ha messo la
fatica mentale per la seconda volta. Perdonatemi, ma valgono di più. Perché noi
italiani affolliamo le novità, le feste, questo è noto. Ma quando c’è da rifare
qualcosa per la seconda volta scompariamo al 90%. Ricordate i 3 milioni a Roma
contro la guerra nel 2003? Nel 2009 erano 150, e la guerra c’era sempre. A
Rimini erano oltre mille. Fantastico.

Abbiamo fatto la seconda più grande conferenza di economia
della storia d’Italia, eredi della più grande in assoluto e sempre nostra, a
dispetto dei veleni, delle pugnalate alle spalle dei miei stessi ex
collaboratori, gente senza dignità che s’è presentata fra il pubblico,
nonostante gli attacchi sui media e sui blog di personaggi puzzolenti,
nonostante sta feccia abbia tentato di infangare me con menzogne non solo
luride ma anche dementi. Nonostante gli sputi degli insulsi economisti
eterodossi italiani della ‘Vileconomia’ che non salverà neppure un pollo qui da
noi. Ce l’abbiamo fatta nonostante loro. Fantastico.

Ne uscirà il primo Manifesto
Nazionale di Salvezza Economica
della storia d’Italia nel momento più
drammatico per la democrazia e l’economia italiana dal 1948 a oggi.
(prossimamente qui o su democraziammt.info) Abbiamo prodotto un tesoro, con
studio, serietà e con una competenza eccezionali. Fantastico.

Replichiamo tutto a Cagliari sabato prossimo. I sardi sono
alla disperazione. Gli portiamo speranza.

Fantastico.


Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=477

23.10.2012

Grandi rischi, la scienza non c’entra. I sismologi “condannati” dalla politica


Autore: Il Fatto Quotidiano

C’è persino chi tira in ballo Giordano Bruno e Galileo Galilei per commentare la sentenza contro i membri della Commissione grandi rischi per l’ormai famosa riunione indetta pochi giorni prima del terremoto in Abruzzo. Lo fa il presidente della Toscana Enrico Rossi, che parla di una sentenza che “lascia sconcertati”, perché la scienza “non si processa in tribunale”. E agli esperti condannati a sei anni di reclusione arriva la solidarietà della comunità scientifica internazionale, in difesa dei colleghi colpevoli “di non aver previsto il terremoto”. Accusa che giustamente appare assurda alla stragrande maggioranza dei sismologi, tutti concordi nel dire che allo stato attuale delle conoscenze fissare sul calendario la data anche approssimativa di un sisma è semplicemente impossibile.

Peccato che le cose non stiano affatto così, e probabilmente chi ha diffuso appelli per la libertà della ricerca non ha letto le carte dell’inchiesta. A partire dalla memoria del pm dell’Aquila Fabio Picuti, depositata il 13 luglio 2010 e quindi ben nota, dove si legge: “L’intento non è quello di muovere agli imputati un giudizio di rimprovero per non aver previsto la scossa distruttiva del 6 aprile 2009 o per non aver lanciato allarmi di forti scosse imminenti o per non aver ordinato l’evacuazione della città”. Proprio perché, è lo stesso sostituto procuratore a scriverlo, “la scienza non dispone attualmente di conoscenze e strumenti per la previsione deterministica dei terremoti”. A inguaiare gli esperti capitanati dal presidente dell’Ingv Enzo Boschi non è stato il presunto oscurantismo dei giudici, ma l’esigenza tutta politica di “rassicurare” gli abitanti del capoluogo abruzzese, allarmati da una lunga sequenza di scosse e dai primi danneggiamenti di edifici, a partire da una scuola.

LE TESTIMONIANZE: “MORTE PERCHE’ RASSICURATE DA QUELLA RIUNIONE”. L’accusa è opposta a quella evocata negli appelli a difesa degli imputati: da quella riunione sono filtrati messaggi tranquillizzanti, tesi a escludere una scossa devastante. Agli atti dell’inchiesta ci sono le testimonianze che raccontano come la vulgata mediatica di quella riunione abbia convinto molte future vittime a metter da parte ogni preoccupazione. “Placentino Ilaria, deceduta nel crollo dell’abitazione di Via Cola dell’Amatrice n.17, e Rambaldi Ilaria, deceduta nel crollo dell’abitazione di Via Campo di Fossa n.6/B”, secondo le testimonianze dei parenti, “erano studentesse universitarie fuori sede che all’indomani del 31 marzo 2009 avevano scelto di rimanere a L’Aquila e di restare in casa la notte tra il 5 e il 6 aprile facendo affidamento sulle conclusioni della riunione della Commissione grandi rischi”. 

La Commissione grandi rischi si riunisce a L’Aquila (scelta irrituale, dirà poi Boschi, visto che di solito gli incontri avvenivano a Roma) alle 18,30 del 30 marzo 2009, una settimana prima del terremoto notturno che avrebbe provocato più di 300 morti, devastando la città e diversi centri della provincia. Oltre al presidente dell’Ingv arrivano diversi pezzi grossi della Protezione civile e della sismologia nazionale, tra i quali Franco Barberi, presidente vicario della Commissione grandi rischi, Gian Michele Calvi, presidente dell’Eucentre di Pavia, anche loro condannati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

LA TELEFONATA DI BERTOLASO: “DEVONO DIRE CHE LA SCOSSA NON CI SARA’”. La ragione di quel vertice lo racconta Guido Bertolaso, allora capo della Protezione civile, dipartimento della presidenza del consiglio, con Palazzo Chigi occupato al tempo da Silvio Berlusconi: “Ti chiamerà De Bernardinis, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lì all’Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni, eccetera”, spiega Bertolaso a Daniela Stati, assessore regionale abruzzese alla Protezione civile, in una telefonata intercettata per un’altra inchiesta (quella sugli appalti del G8). Si tratta soprattutto di rintuzzare gli allarmi lanciati da Giampaolo Giuliani, un ricercatore che si diceva in grado di prevedere ulteriori scosse sulla base dell’analisi del gas radon, metodo noto ai sismologi, ma giudicato inaffidabile. “Io non vengo, ma vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d’Italia”, continuava Bertolaso. “Li faccio venire all’Aquila o da te o in prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male”. Quindi la conclusione: “Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente“.

L’operazione mediatica per “tranquillizzare la gente” ha successo. Sono presenti amministratori locali, a partire dal sindaco Massimo Cialente, e molti giornalisti attendono fuori dalla porta. “La mattina del primo aprile incontrai in Piazza palazzo il sindaco”, spiega ai pm l’allora presidente della Provincia Stefania Pezzopane. “Mi confermò che secondo la Commissione la situazione era sotto controllo e che sostanzialmente non c’erano pericoli imminenti. Tant’è vero che già dal primo aprile decidemmo di riaprire le scuole che erano state chiuse precauzionalmente un paio di giorni”. Tra le tante dichiarazioni rasserenanti rilasciate dopo la riunione, i magistrati ricordano in particolare quella di Bernardo De Bernardinis, vicecapo settore tecnico operativo della Protezione Civile. Intervistato da Tv Uno, parla di “una situazione favorevole“, dato lo “scarico di energia continuo”. 

BOSCHI E IL VERBALE POSTDATATO. Il risultato della riunione del 30 marzo è riassunto in uno stringato verbale, nel quale Boschi definisce “improbabile una scossa come quella del 1703″, pur rimarcando che “non si può escludere”. Dal testo si deduce che i massimi sismologi italiani si riuniscono a L’Aquila per dirsi  quel che per loro ovvio, e cioè che i terremoti non si possono prevedere. Ma l’imprinting di Bertolaso ottiene il suo effetto, se all’opinione pubblica passa un messaggio rasserenante. Ma c’è di più. Il 16 settembre Boschi denuncerà in una lettera che quel verbale è stato redatto e firmato non la sera dell’incontro, ma in una nuova riunione convocata a L’Aquila il 6 aprile, subito dopo il sisma. E’ Mauro Dolce, capo dell’Ufficio rischio sismico della Protezione civile, anche lui condannato al processo, a mostrargli “un testo che riporta in maniera confusa cose dette nella riunione del 31 marzo”. Qualcuno, continua Boschi, “corregge il testo alla meno peggio e Dolce ce lo fa firmare per ‘ragioni interne’”. In quel momento il presidente dell’Ingv apprende anche che il 30 marzo e il primo aprile “dalla Protezione civile sono stati diramati due comunicati (recanti anche il mio nome) ‘tranquillizzanti’ di cui non sapevo niente”. 

I successivi gradi di giudizio diranno se i condannati in primo grado sono davvero colpevoli di quei reati e se i sei anni di reclusione sono proporzionati ai fatti attribuiti a ciascuno. Ma a trascinarli in tribunale è stato il pasticcio politico-mediatico di quella riunione, non certo il presunto attacco alla libertà scientifica da più parti evocato. E’ la dolorosa consapevolezza espressa dopo la sentenza da Giustino Parisse, il caporedattore del Centro che alle 3.32 del 6 aprile 2009 ha perso due figli: “Sono io la causa prima della morte di Domenico e Maria Paola e non me lo perdonerò mai”, scrive sul suo blog. “Certo fra le tante colpe che ho c’è anche quella di essermi fidato della commissione Grandi rischi credendo a una scienza che in quella riunione del 31 marzo del 2009 rinunciò a essere scienza”.

Ecomafia, Legambiente: “Lombardia prima regione del Nord per traffico illegale di rifiuti”

Autore: Uploads by antefattoblog

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/ecomafia-legambiente-lombardia-posto-traffico-rifiuti/208401/

Scatto in avanti nella classifica nazionale: Lombardia al quarto posto con 340 infrazioni accertate nel ciclo illegale dei rifiuti. Un dato negativo dovuto anche all'attività della criminalità organizzata. di Francesca Martelli

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