Epic adesso chiede delle idee ai fan per salvare Paragon

Author: GAMEmag – Videogames

La recente crescita di Fortnite ha in parte tolto Epic dagli impicci, dopo che a più riprese ha cercato di creare un gioco multiplayer di successo senza grandi risultati. Le preoccupazioni sono nate dopo che Paragon, il suo MOBA free-to-play, non ha coinvolto le masse come si sperava.

In un recente post su Reddit il community coordinator Edgar Diaz ha ammesso che Epic sta rilasciando aggiornamenti di gioco per Paragon con una cadenza inferiore, proprio perché molti degli sviluppatori che fino a ora hanno lavorato su Paragon sono stati spostati su Fortnite.

Paragon

Vista la popolarità acquisita nel recente periodo da Fortnite è una mossa fisiologica e comprensibile: lo stesso Diaz afferma che “Fortnite è cresciuto più velocemente di qualsiasi altro gioco nella storia di Epic”. Non essendo un gioco Steam, non è facile capire quanti utenti giochino attualmente Paragon, ma il fatto che Epic non rilasci numeri in proposito è indicativo sul tasso di adozione di questo MOBA con Unreal Engine 4.

“La nuova mappa Monolith come il rinnovato sistema di carte e gli altri cambiamenti che abbiamo apportato erano indirizzati a far crescere la popolarità del gioco”, continua Diaz. “Tutte queste aggiunte sono state apprezzate dalla community, ma nessuna si è trasformata in un successo di massa. Unitamente allo straordinario successo di Fortnite, tutto questo ci ha spinti a ragionare sul tempo da dedicare a Paragon”.

“Il problema è che solo una minima parte dei giocatori che si interessano a Paragon continuano a giocare regolarmente dopo un mese. Anche se il gioco si è evoluto, non siamo riusciti ancora a trovare quella combinazione magica di ingredienti che rende un gioco sostenibile”.

Queste parole non comportano la definitiva interruzione dei lavori su Paragon, anzi è ormai imminente il rilascio dell’update v45.

“Continueremo a ragionare su come sia possibile migliorare Paragon, e proveremo a fare delle cose internamente. Allo stesso tempo rallenterà la cadenza degli aggiornamenti al gioco. Sono benvenute le vostre idee su cosa possiamo fare per rendere Paragon un gioco più appetibile perché, come voi, il team è appassionato di Paragon e, come voi, vorrebbe trovare il percorso giusto per questo gioco. E, così come accade nella community nel suo insieme, internamente non c’è una visione unanimemente condivisa sulla direzione da prendere”.

Abbiamo diffusamente parlando di Paragon in questo articolo.

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Author: RQuotidiano Il Fatto Quotidiano

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Author: Giorgia QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

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Al via la produzione di memorie GDDR6 da parte di Samsung

Author: Le news di Hardware Upgrade

E’ iniziata la produzione in massa delle nuove memorie GDDR6 da parte di Samsung, una delle aziende coinvolte in questo nuovo standard che troverà presumibilmente spazio di adozione con le prossime generazioni di schede video top di gamma di AMD e NVIDIA.

I nuovi moduli memoria verranno proposti con densità di 16 Gbit, quindi 2 Gbytes di capacità per ogni modulo memoria: in una tipica configurazione di scheda video a 8 chip memoria e bus da 256bit di ampiezza questo corrisponde ad una bandwidth massima di 576 Gbytes al secondo, grazie al transfer rate per ogni pin che è dichiarato essere pari a 18 Gbps.

Qualora si opti per una configurazione con bus memoria da 384bit di ampiezza, tipica per le configurazioni di fascia più alta, la risultante sarebbe quella di una dotazione di 24 Gbytes per una bandwidth pari a 864 Gbytes al secondo.

Nel confronto con lo standard HBM2 le nuove memorie GDDR6 promettono valori di bandwidth addirittura superiori, anche se questo viene offerto a scapito delle dimensioni complessive della scheda oltre che del consumo totale: entrambi i parametri sono inferiori con le proposte High Bandwidth Memory 2.

Lo standard GDDR6 proposto da Samsung opera ad una tensione di alimentazione di 1.35V: si tratta di un valore inferiore a quello di 1.55V tipicamente adottato per le memorie GDDR5X top di gamma utilizzate dalle schede video di vertice di NVIDIA. Questo ha ovviamente ripercussioni sui consumi, che non saranno pari a quelli delle soluzioni HBM2 ma sicuramente inferiori a configurazioni GDDR5X.

Il 2017 è il secondo anno più caldo: l’OMM lancia l’allarme

Author: redattore Rinnovabili

anno più caldo

Senza il contributo di El Niño nel 2016 sarebbe stato l’anno più caldo

(Rinnovabili.it) – Lo aveva anticipato Copernicus, l’agenzia europea che per prima aveva messo classificato il 2017 come secondo anno più caldo mai registrato. Ora arriva la conferma dell’Organizzazione meteorologica mondiale: gli esperti dicono che il podio vede primeggiare il 2016, con il 2017 al secondo posto e il 2015 sul terzo gradino.

Lo scorso anno si è attestato sugli 1,1 °C di media sopra i livelli preindustriali. Una quota che ormai è pericolosamente vicina al target più ambizioso fissato dalla COP 21 di Parigi, e cioè l’arresto del riscaldamento globale a non più di 1,5 °C sopra le medie precedenti la rivoluzione industriale.

>> Leggi anche: Il 2017 è stato il secondo anno più caldo <<

Sebbene leggermente inferiore al 2016, che aveva fatto registrare addirittura +1,2 °C rispetto alla linea di base, l’anno appena passato non ha “goduto” del contributo del fenomeno climatico El Niño, che invece ha alimentato l’aumento di temperatura nel periodo precedente. Anzi, lo scorso anno si attendevano gli effetti refrigeranti del fenomeno opposto, cioè la Niña. Ma l’azione dell’evento climatico sono stati molto deboli e non hanno inciso sul termometro mondiale.

L’allarme dell’Organizzazione meteorologica è quindi ancor più accorato. Il record del 2017 è praticamente pari a quello del 2015, perché la differenza tra le temperature è inferiore al centesimo di grado, e quindi esposta ad un errore statistico che rende insignificante una classifica. La temperatura viene misurata anche in relazione ad altre linee di base. L’Organizzazione infatti calcola anche che il 2017 ha registrato medie superiori di 0,46 °C rispetto ai 14,3 °C del periodo 1981-2010. Questa linea di base trentennale viene utilizzata dai servizi meteorologici e idrologici nazionali per valutare le medie e la variabilità dei principali parametri climatici, come temperatura, precipitazioni e vento. Dati fondamentali per la gestione delle risorse idriche, l’energia, l’agricoltura e la sanità.

«Il trend a lungo termine è molto più importante della classifica dei singoli anni – spiega il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas – e questa tendenza è al rialzo. 17 dei 18 anni più caldi sono stati registrati durante questo secolo e il grado di riscaldamento degli ultimi tre anni è stato eccezionale. Il calore artico è stato particolarmente pronunciato e questo avrà ripercussioni profonde e di lunga durata sui livelli del mare e sui modelli meteorologici in altre parti del mondo».