Rubber-banding: il brevetto Apple non è valido

Autore: Hardware Upgrade RSS

Qualche giorno fa l’ufficio brevetti statunitense ha deciso di invalidare il brevetto relativo al cosiddetto “Rubber-banding”, ovvero l’effetto grafico di rimbalzo che avviene scorrendo le pagine e le schermate nei dispositivi iOS e attribuito ad Apple. Si tratta di un brevetto che si è rivelato fondamentale per la sentenza della storica battaglia Apple vs Samsung, che potrebbe ora portare a qualche evoluzione sorprendente.

L’ufficio brevetti USA ha pubblicato la decisione lo scorso 22 ottobre, dopo un’attento esame del brevetto. Nel corso della primavera, durane il mese di maggio, l’ufficio brevetti USA ha ricevuto una richiesta anonima per il riesame del brevetto. Allora circolarono numerose speculazioni sul fatto che potesse essere Google il mandatario anonimo della richiesta, anche se in realtà qualunque avversario della Mela impegnato nel campo degli smartphone può aver avuto tutti gli interessi per chiedere la verifica dell’ufficio brevetti.

Il brevetto “Rubber-banding” è stato invalidato sulla base del principio di Prior Art: in altri termini è stata riscontrata l’esistenza di altri brevetti che illustrano e descrivono metodi simili, ed il brevetto in esame non introdurrebbe alcuna reale innovazione o passo avanti rispetto ai brevetti già esistenti. Sarà ora compito della Mela dimostrare che si tratta di una nuova proprietà intellettuale e che si tratti di vera innovazione.

Nel caso in cui la decisione definitiva dell’ufficio brevetti resti quella di considerare non valido il brevetto in questione, Samsung potrebbe riuscire a vedersi riconosciuta la mozione per il rigetto della decisione della giuria. Se il brevetto dovesse infatti essere ritenuto non valido, la sentenza (o almeno una parte di essa) perderebbe di senso e la prima conseguenza immediata, seppur apparentemente di poco conto, sarà quella per Samsung di poter tornare ad implementare nei cellulari venduti sul mercato USA questo effetto grafico, attualmente rimosso mediante una modifica software.

Chiaramente vi sarebbero conseguenze di ben altra portata, non da ultima la possibilità per Samsung di chiedere un risarcimento che, comprendendo sia i costi “tecnici”, sia gli eventuali danni di immagine, potrebbe risultare faraonico e tale da far impallidire il già consistente miliardo e 49 milioni di risarcimento che l’azienda coreana deve corrispondere ad Apple sulla base della sentenza dello scorso agosto.

Lego Great Ball Contraption, la più grande macchina fatta completamente di Lego

Autore: Gadgetblog.it

Gli immortali mattoncini Lego hanno allietato per ore i pomeriggi di milioni di persone, in grado di creare modelli e costruzioni fuoriuscite direttamente dalla propria cavalcante fantasia.

Immaginazione che non è certo mancata al giapponese Akyuky, il quale ha utilizzato due anni della propria vita per assemblare il Lego Great Ball Contraption, un gigantesco percorso della lunghezza di oltre trenta metri, in grado di trasportare una serie di palline.

Un lavoro che impegnato Akyuky per oltre 600 ore.

<iframe width=”586″ height=”330″ src=”http://www.youtube.com/embed/sUtS52lqL5w” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>

Il risultato è qualcosa di indescrivibile, per fortuna mostrato in un video della durata di circa sette minuti. Akyuky ha dato vita con le sue mani a diciassette moduli trasportatori, in grado di interagire perfettamente l’uno con l’altro e ideando un sistema di trasporto davvero unico.

Il video mostra come ogni minimo dettaglio sia stato accuratamente pensato, dal più semplice incastro alla più complicata temporizzazione dei vari elementi, i quali devono assolutamente muoversi in maniera perfetta per funzionare al meglio.

La fantasia inoltre è senza dubbio il vero leit motiv dell’intera struttura, dato che ogni modulo possiede un design innato. Lanci al canestro, piste degne di un ottovolante, carrelli e molto altro sono solamente alcuni degli elementi utilizzati per l’occasione.

Godetevi quindi il video, davvero qualcosa di imperdibile.

 

 

eBike Tunisia: attraverso le montagne

Autore: Rinnovabili

 

(Rinnovabili.it) – Un altro pezzo del diario giornaliero di Alessandro Tedesco, nostro inviato speciale nel deserto della Tunisia, in sella ad una speciale Mountain Bike a pedalata assistita.

 

Alessandro – “Siamo  a Douiret. Qui nel profondo Sud, al margine del Grande Erg Orientale,  la notte non ci ha sorpreso con un cielo stellato, no, ma con ben altro: la pioggia! Siamo ospiti nelle case dei Trogloditi, le antiche abitazioni, i Ghiren, che la popolazione Jbaliya (gente della montagna) ha scavato nella roccia della collina che domina la Valle dei Santi Marabutti. Questo sito, risorto dalle rovine e restaurato con un progetto di Cooperazione Transfrontaliero EU Italia-Tunisia, sebbene consegnato ad attività ricettiva, ripropone sensazioni che ci riportano indietro di millenni.

Da lontano il Muezzin intona l’adhān, avvolgendo la nostra stanchezza di un sonno mistico…

 

Stamattina il collegamento con la Rai non è andato come previsto, la linea adsl era troppo debole. Pas mal.  Partenza ore 9,30 diretti a Guermessa. I mezzi sono andati a rifornirsi di carburante a Tatouine: da qui a Ksar Ghilane e poi Matmata non avremo alcuna possibilità di trovare distributori di benzina, sebbene di venditori abusivi ce ne  siano tanti lungo la strada, ma fidarsi del loro prodotto nel bidoncino, non è consigliato dalla Guida Michelin…

Verso Guermessa la strada è tutta asfalto, rilassante e dopo avere attraversato la città nuova un altro Ksar si staglia di fronte a noi: il ricamo che orla la cresta della collina è, come nel villaggio di Ksar Hallouf, il lascito denso di attività sociali, culturali e religiose, delle antiche popolazioni, in queste zone.

 

 

Mentre il Gruppo visita l’antico paese, io cerco di scalare la salita verso gli Schifa (i corridoi su cui si affacciano le abitazioni) con la mia eBIke Lombrado: 300 mt di ripido completamente dissestato e pietroso con pendenza maggiore del 25% riesco a percorrerlo in sella dove gli altri spingevano, ma fino ad un certo punto.

Capitolo sugli scalini e con enorme dispendio di energia (per questi exploit si sceglie la modalità Sport che imprime un’assistenza più decisa ma che consuma il triplo rispetto alla modalità Eco! Sarò più esaustivo in una Report Tecnico).

 

 

Mi trattengo con Marco e Giovanni a fare foto e forse pretendo un po’ troppo dal Gruppo stufo dei miei consueti 3/400 scatti, così arriva Franco a farmi un “cazziatone” biblico! I romani, Totò e Tarak sono già a destinazione, noi siamo ancora sulla pista per Chenini dove Marco ha un cedimento: il ginocchio fa male, si deve fermare. Il fondo di queste piste è massacrante, una distesa di pietre quarzose senza soluzione di continuità.

La Valle dei Sette Dormienti l’attraverso sulla bici di Giovanni, abbiamo fatto cambio, anche lui è allo stremo delle forze (onore al merito, è solo da 4 mesi che va in Bici e mai per 2 giorni consecutivi!!!). Anche qui lo Ksar, ma questo è per buona parte abitato… E’ un luogo magico, qui ancora le famiglie vivono nelle caverne, e non sembra essere cambiato tanto nei millenni. Se non per la contaminazione occidentale che più delle parabole (ma non di quello che ci sta dietro…)  devasta questo territorio con plastica e lattine, una sovracultura che non appartiene assolutamente a queste popolazioni abituate a vivere in simbiosi con la natura, a dividere il tetto con galline, asini, pecore e dromedari. Chenini, racchiusa in un semicerchio al cui centro, in alto è incastonata la Moschea.

 

Saliamo fin lassù, gli altri Biker sono già alle prese con il “brunch” che il “local” Mohammed a preparato per noi: tonno, pomodoro, cipolle e arissa, la Mechouia. Mentre si parla dello “stupefacente single track,” il sentiero a mezza costa che si arrampica sulla cresta della collina per poi, attraverso un cammino di due ore sull’altopiano, giungere a Douiret, io vengo rapito da questi luoghi magici; lascio la macchina fotografica per abbandonarmi e sentirmi parte di questa storia; sono secondi che il richiamo del muezzin rende eterni:  Hayya ˁalā al-salāt Hayya ˁalā l-falāh Allāhu Akbar Allāhu Akbar Lā ilāh illā Allāh.

 

 

Viene spontanea l’idea che qui, la spiritualità permei tutto, l’aria purissima, le grotte che sono il ventre materno della terra, la durezza del clima, l’aridità del suolo, il quarzo di cui è costituita tutta la montagna, il silenzio e la solitudine sembra che formi nella mente degli uomini sensibili la possibilità di trascendere e abbracciare la verità dei sensi.

I biker partono per il sentiero, un cammino lungo, che io non posso affrontare per il peso della mia bici; li seguiamo fino al Grande Fico ai piedi della “prima sorgente” a cui Franco attinge per prendere “la pillola” (imprudenza che poi pagherà con dolori notturni all’apparato digerente…) Con Franco e Vittorio ci tratteniamo ancora a Chenini insieme a Mohammed per un thè rilassante aromatizzato al rosmarino mentre i ragazzini del posto fanno a gara per farsi fare le foto con la bici, e poi pretendere un “cadeau”.

 

 

Il Gruppo ci attende alle Case Accoglienza di Douiret, hanno vissuto un’esperienza unica: dalla rupe che arriva alle spalle del paese il paesaggio è sconvolgente, ipnotico, l’incontro con le famiglie che ancora vivono nelle grotte fa ritornare ad un passato in cui il villaggio era vivo con il fermento di umanità di un tempo con una vita politica sociale ed economica pervase da quello spirito universale e religioso tuttora percepibile. Per un occidentale, non è difficile rimanerne affascinato, stordito ed inebriato in una esaltata ammirazione per il luogo e la gente”.

 

 

Queste le Tappe del viaggio:

  • 15 ottobre: Arrivo a Tunisi Port, destinazione Sousse – Giorno 0
  • 16 ottobre: da Sousse a Matmata  (km 340) – Giorno 1
  • 17 ottobre: Matmata – Technine – Toujene – Ksar Hallouf  (70km) – Giorno 2
  • 18 ottobre: Ksar Hallouf – Beni Khdech – Ksar Hadada – Hotel Tataouine  (80 km) – Giorno 3
  • 19 ottobren: Tataouine –  Chenini – Guermessa – Douiret  (60 km) – Giorno 4
  • 20 ottobre: Douiret – Ksar Ghilane – (85 Km) – Giorno 5
  • 21 ottobre: Ksar Ghilane  – Sahara Oasi – Giorno 6

 

 

Giorno 6: da Ksar Ghilane fino a Sousse

Alle porte del Sahara

“Dopo 7 ore di viaggio senza sosta giungiamo a Sousse: qua  tutta Storia, dovunque ti giri respiri millenni di vicende epiche e antichità e avvenimenti e misticismo e favola”

 

 

 

Incontri ‘nomadi’ e difficoltà di comunicazione

eBike Tunisia: 85 km di prestazioni

Dopo aver riposato a Tatouine, gli “11″ si sono diretti verso le montagne per affrontare il giorno successivo la tappa più difficile del tour: 85 km di deserto

 

 

 

Giorno 3: dall’Oasi di Ksar Hallouf a Tatouine

Una eBike a prova di deserto

“Il risveglio ai piedi della fortezza di Ksar Hallouf è stato stupefacente …immersi in un’oasi fitta di palme. Così, estasiati, saliamo in sella per affrontare un ulteriore passo verso il Grande Erg Orientale”

 

 

Giorno 2: da Ksar Hallouf a Tatouine

eBike Desert Tour: destinazione Oasi

Dal nostro inviato speciale Alessandro: “Mai avrei potuto partecipare a questo evento senza la “pedalata assistita!”, il resoconto in tempo reale del tour nel deserto

 

 

Giorno 1: i primi passi nel Continente africano della spedizione C2C Tunisia

La prima pedalata tunisina degli 11 Bikers

Nel deserto roccioso della Tunisia in sella ad una speciale Mountain Bike a Pedalata Assisitita, diretti alle porte del Sahara. Venerdì il collegamento in diretta dagli studi RAI UnoMattina

 

 

Giorno 0: inizia l’avventura

Nel deserto della Tunisia con la eBike

Sette giorni, 11 bikers, oltre 300km da percorrere con Mountain Bike a Pedalata Assistita. Inizia l’avventura che ci condurrà fino alle porte del Sahara per provare ‘off-road’ la nuova eBike.

Diffamazione e Casta, Malan (Pdl): “Aumento di pene se si scrivono cose false sui politici”

Autore: Uploads by antefattoblog

Dal senatore Malan una norma per inasprire le sanzioni per chi offenda "corpo politico, giudiziario o amministrativo" con attribuzioni di "spese folli, inefficienze non sussistenti o paragoni falsi". D.Perluigi e Paolo Dimalio
Views:
72
16
ratings
Time:
03:27
More in
News & Politics