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NVIDIA DLSS vs AMD FSR, chi offre la qualità migliore? Alla prova con Marvel's Avengers

Author: GAMEmag – Videogames

NVIDIA Deep Learning Super Sampling e AMD FidelityFX Super Resolution hanno cambiato il modo di intendere i rapporti di forza tra le schede video e di interpretare i benchmark. Come noto, sono tecniche di upscaling che lavorano in modo diverso ma che puntano a migliorare il frame rate con il minor degrado qualitativo dell’immagine finale.

Nel caso dell’FSR, le immagini native vengono renderizzate a una risoluzione inferiore e poi ne viene fatto un upscaling tramite una versione migliorata dell’algoritmo Lanczos, mentre nel caso del DLSS abbiamo una tecnologia di temporal upscaling che usa il deep learning per renderizzare le immagini a qualità superiore senza impatto prestazionale e applicando l’anti-aliasing. La tecnologia di NVIDIA funziona solo sulle GPU GeForce RTX dotate di unità Tensor core, mentre la soluzione di AMD è agnostica e gira anche su hardware concorrente, persino GPU GeForce GTX 1000.

Con l’arrivo delle tecniche avanzate come il Ray Tracing e la necessità di far girare i giochi a frame rate elevatissimi per sfruttare i monitor ad alto refresh rate, la ricerca delle prestazioni massime è oggi più intensa che mai. È per questo che NVIDIA prima e AMD hanno pensato alle due tecniche che mettiamo a confronto, da un punto di vista qualitativo, in questo articolo.

Quando ci siamo resi conto che Marvel’s Avengers le supporta entrambe non abbiamo resistito al fare un’analisi comparativa come quella che state leggendo. Si tratta, infatti, dell’unico gioco Tripla A che al momento supporta sia DLSS che FSR: ce ne sono molti altri a farlo, ma sono titoli decisamente minori. Sviluppato da Crystal Dynamycs sul Foundation Engine proprietario, Marvel’s Avengers offre una grafica molto particolareggiata e accattivante, supportata dalle più recenti tecniche.

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Il Foundation Engine era stato sviluppato da Crystal Dynamics per Lara Croft and the Temple of Osiris a partire dal Crystal Engine usato in Tomb Raider 2013. Poi è stato usato, con ottimi risultati, nei due capitoli successivi della serie con Lara Croft, Rise of the Tomb Raider e Shadow of the Tomb Raider. Il motore supporta rendering specifico sulla base del materiale e della fisica, ed è capace di gestire texture ad alta definizione fino al 4K. Unitamente a tecniche come subsurface scattering è in grado di rendere la pelle dei personaggi particolarmente realistica e aumentare il dettaglio.

Supporta anche la tecnica Purehair di AMD, che sfrutta le risorse di calcolo della GPU per eseguire il rendering di un elevato numero di oggetti dinamici basati sulla fisica, con oltre 30 mila ciocche gestite individualmente per la testa di ogni personaggio. Sono, poi, diverse le tecniche di anti-aliasing supportate, da SMAA a SSAA fino a MSAA, mentre un eccellente filtro di motion blur temporale rende le immagini gradevoli da vedere anche su console, dove il frame rate è limitato a 30fps. Effetti particellari avanzati, l’occlusione ambientale tramite la tecnica BTAO proprietaria ed effetti di profondità di campo sono altresì supportati, in modo da rendere realistiche sia le sequenze di gioco che quelle cinematografiche.

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Ma passiamo al confronto qualitativo tra DLSS e FSR, oggetto principale di questo articolo. Per ogni serie di comparazione proponiamo un dettaglio ingrandito dell’immagine con DLSS e FSR disabilitati (la versione con la migliore qualità) confrontato con la stessa porzione della schermata con applicati le quattro modalità qualitative di NVIDIA DLSS e le altrettante di AMD FSR. Molti giocatori lamentano un degrado qualitativo importante all’abilitazione delle tecniche di DLSS e FSR ed, effettivamente, in certi casi si ha la sensazione di un upscaling troppo aggressivo.

Tuttavia, ciò avviene soprattutto quando si abilitano le versioni più orientate alle prestazioni delle due tecniche, ovvero DLSS Prestazioni Massime e FSR Performance. Le altre versioni riducono molto meno la qualità d’immagine, ma è anche vero che il miglioramento prestazionale è minore (come è possibile verificare dai benchmark che trovate più avanti nell’articolo). Prima di proseguire va aggiunto che l’attivazione del DLSS disabilita il TAA, lasciando l’AA alla tecnologia di Nvidia, mentre nel caso di FSR il TAA rimane attivo.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

Da questi primi confronti si può osservare come mediamente DLSS faccia un lavoro migliore di FSR, in linea con le nostre prime impressioni sulla tecnologia di AMD. Le scalettature sui bordi dei poligoni sono meno marcate e la definizione generale maggiore. Ma scendendo un po’ più nel dettaglio con l’analisi si scoprono particolari interessanti. Nel seguente confronto, infatti, possiamo notare come DLSS renda i bordi eccessivamente marcati, cosa che non succede con DLSS e FSR disabilitati. FSR perde qualcosa in definizione, ma non annerisce i confini degli oggetti poligonali in maniera così netta come DLSS.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

Le scritte sono solitamente il miglior banco di prova per testare il livello di degrado apportato dalle tecniche di upscaling. Soprattutto quando sono poste a distanza rispetto al punto di osservazione diventano una vera e propria sfida per queste tecniche. Come detto, inoltre, le applicazioni più aggressive di DLSS e FSR corrispondono al maggiore degrado dell’immagine, e quindi abbiamo voluto verificare come si comportano con la scritta su questo oggetto facente parte di un cannone ornamentale per la parata dell’Avengers Day.

A sinistra DLSS Prestazioni Massime, a destra FSR Performance

Il confronto esplicita come DLSS comporti un degrado inferiore rispetto a FSR.

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Le scale sono quasi sempre un osso duro per le tecniche che puntano a evitare la scalettatura nei confini dei poligoni. Le abbiamo, dunque, usate per eseguire un ulteriore confronto fra le 8 tecniche e la versione con DLSS e FSR disabilitati.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

DLSS fa ancora una volta un lavoro migliore, e anche DLSS Prestazioni Massime tutto sommato si rivela accettabile. FSR, invece, rende l’immagine meno uniforme, quasi tremolante.

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La vegetazione può essere un altro interessante banco di prova, con questo screenshot che proviene dalla recente espansione di Marvel’s Avengers dedicata a Black Panther.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

Con le versioni delle tecniche di DLSS e FSR più aggressive si può notare come la vegetazione diventi più sporadica, con conseguenze sul livello di dettaglio generale. In questo caso, DLSS Prestazioni Massime sembra meno efficiente della controparte FSR Performance.

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Ma sono le scritte quelle che ci interessano di più e dove possiamo verificare con maggiore cognizione di causa il lavoro delle due tecniche.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

Qui vediamo come non solo la scritta sia più chiara con DLSS, ma osservando attentamente la S iniziale si può individuare con maggiore nitidezza il disegno tratteggiato, mentre in FSR la S sembra un corpo unico. Inoltre, tornando al discorso sull’annerimento dei bordi che facevamo all’inizio, l’effetto più marcato del DLSS qui sembra comportare dei risvolti positivi. Se si osservano le due funi sopra al cartellone, infatti, con DLSS sono più visibili, addirittura di più che con DLSS e FSR disabilitati. Con FSR, invece, scompaiono quasi sempre del tutto, facendo timidamente capolino solo all’impostazione Qualità Ultra.

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Molto interessante, secondo noi, anche il seguente confronto. In particolare, in questa immagine, per il motore di rendering è molto difficile visualizzare le sottili lineature sulla grata.

DLSS FSR No

DLSS Prestazioni Massime

DLSS Performance

DLSS Bilanciato

DLSS Qualità

FSR Performance

FSR Bilanciato

FSR Qualità

FSR Qualità Ultra

Qui tutte le versioni di DLSS e di FSR faticano a visualizzare le lineature, che invece sono visibili con le due tecniche disabilitate. Qualcosa sembra apparire in FSR Qualità Ultra, ma con una qualità visiva insufficiente.

A complemento dei test sulla qualità d’immagine tra DLSS e FSR, abbiamo anche svolto delle prove complementari per vedere effettivamente quanto si guadagna in termini prestazionali attivando le varie modalità delle due tecnologie. Abbiamo usato una RTX 3080 Ti e una RX 6800 XT a risoluzione 4K con dettagli molto alti.

Partiamo dall’FSR, provato sulla scheda di NVIDIA e quella di AMD:

NVIDIA DLSS vs AMD FSR

L’obiettivo qui è vedere come scala FSR su differenti architetture e possiamo dire che grossomodo il miglioramento prestazionale complessivo – passando dalla risoluzione nativa all’FSR Prestazioni – è simile per la GPU NVIDIA (+84,4%) e quella AMD (+86,6%). Anche gli incrementi da una modalità all’altra non sono molto diversi e quello che in assoluto garantisce il balzo maggiore è l’Ultra Qualità, che dalla risoluzione nativa consente di ottenere il 28-30% di prestazioni in più.

Abbiamo anche svolto un confronto tra DLSS e FSR con la sola scheda NVIDIA, dato che il DLSS non funziona sulla GPU AMD. Qui il confronto è un po’ “sfalsato” in termini di nomenclatura perché AMD offre una modalità Ultra Qualità che il DLSS non ha (almeno al momento) e quindi vedete nel grafico l’FSR Qualità Ultra contro il DLSS Qualità, l’FSR Qualità con il DLSS Bilanciato e via discorrendo. Il punto è, come dimostra il grafico, che l’aumento totale delle prestazioni è comunque pressoché simile partendo dalla risoluzione nativa per arrivare all’FSR Performance o al DLSS Prestazioni Massime.

NVIDIA DLSS vs AMD FSR

In Marvel’s Avengers notiamo poca differenza prestazionale tra DLSS Qualità e Bilanciato, con un po’ sostanzioso balzo prestazionale tra Prestazioni e Prestazioni Massime, mentre il miglioramento delle diverse modalità di FSR è più costante e uniforme.

In definitiva, DLSS e FSR rimangono due tecniche decisamente utili per il recupero prestazionale. Solo DLSS Prestazioni Massime e FSR Performance degradano l’immagine in maniera fastidiosa per il giocatore, che in questi casi ha effettivamente la sensazione dell’upscaling. In linea generale, però, la tecnica di NVIDIA fa un lavoro migliore rispetto a quella di AMD, come ci eravamo resi conto anche a occhio nudo al primo contatto con FSR. In altre parole, DLSS sembra trarre benefici dal lavoro che viene svolto a livello di rete neurale: la tecnica, basata sulle tecnologie di deep learning di NVIDIA, sfrutta infatti una mole di calcoli eseguiti a monte che preparano il driver ad affrontare nel migliore dei modi i nuovi giochi con supporto DLSS.

AMD, però, offre una soluzione open source liberamente disponibile per tutti gli sviluppatori, mentre NVIDIA persegue con il suo approccio più chiuso. Inoltre, FidelityFX Super Resolution è agnostico per quanto concerne l’hardware e, pertanto, funziona con qualunque scheda video delle ultime generazioni, che sia AMD o NVIDIA.

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HardwareSoftware

Come passare subito alla versione finale di Windows 11 uscendo dal programma Windows Insider

Author: Michele Nasi IlSoftware.it

Come passare subito alla versione finale di Windows 11 uscendo dal programma Windows Insider

Utilizzando le opzioni di configurazione del programma Windows Insider è possibile aggiornare il sistema alla versione finale di Windows 11.

Prima di installare Windows 11 sui sistemi che si usano per scopi produttivi è bene attendere qualche mese dopo la pubblicazione della versione finale, attesa per il prossimo 5 ottobre. Il rilascio del primo feature update per Windows 11 è invece attualmente fissato per la seconda metà del 2022: con il nuovo sistema operativo Microsoft ha infatti deciso di limitarsi al rilascio di un solo aggiornamento l’anno per quanto riguarda l’introduzione di nuove funzionalità.

Per provare Windows 11 in anteprima a partire da Windows 10 è possibile, come sappiamo, iscriversi al programma Windows Insider che permette di ricevere versioni non definitive del sistema operativo.

L’installazione di Windows 11 come utente Windows Insider prevede la condivisione con Microsoft dei dati di diagnostica facoltativi. In alternativa, è possibile installare Windows 11 da zero creando un supporto d’installazione previo download delle ISO ufficiali. Chi volesse provare Windows 11 senza modificare la configurazione del PC in uso può installare ed eseguire il sistema operativo da un supporto di memorizzazione USB esterno (preferibilmente almeno Gen 2).

Come passare subito alla versione finale di Windows 11 uscendo dal programma Windows Insider

La buona notizia è che un sistema aggiornato a Windows 11 può essere automaticamente adeguato alla versione finale quando essa sarà resa disponibile digitando Impostazioni Programma Windows Insider nella casella di ricerca, cliccando su Interrompi la ricezione di build di anteprima infine attivando l’opzione Annulla la registrazione di questo dispositivo quando verrà rilasciata la prossima versione di Windows.

In questo modo Windows Update aggiornerà l’installazione Windows 11 Insider Preview alla release finale e non invierà più alcun aggiornamento non definitivo sulla macchina di fatto determinandone l’uscita dal programma Windows Insider.

Scrivendo feedback nella casella di ricerca di Windows 11 quindi selezionando Modifica frequenza feedback Windows e infine disattivando l'”interruttore” Invia dati di diagnostica facoltativi non si trasmetteranno più i dati diagnostici aggiuntivi richiesti da Microsoft ma soltanto quelli indicati come obbligatori.

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Politica

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 27 Settembre: I padroni atterriti dalle paghe giuste. Ma Draghi li rassicura


Author: RQuotidiano Il Fatto Quotidiano

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HardwareSoftware

Partnership tra CAKE e Polestar, per una mobilità elettrica a quattro più due ruote

Author: Le news di Hardware Upgrade

In occasione dell’ IAA Mobility di Monaco, Polestar e CAKE portano avanti la già nota parnership presentando una soluzione pensata per la mobilità elettrica a tutto tondo, per spostamenti sia in ambito extraurbano sia urbano.

Le due aziende, entrambe svedesi, hanno presentato il progetto CAKE Makka Polestar Edition, un’edizione speciale dello scooter elettrico personalizzato per essere trasportato e ricaricato direttamente dalla vettura elettrica Polestar 2.

“Questa iniziativa rappresenta un passo importante nella nostra collaborazione con il marchio CAKE e ci dà la possibilità di affrontare sfide di mobilità più ampie. Lo scooter si collega a Polestar 2 tramite un “cordone ombelicale” che gli consente di ricaricarsi dalla nostra auto, così da essere sempre pronta per affrontare i centri urbani” afferma Thomas Ingenlath, CEO di Polestar.

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Infatti la vettura, oltre ad avere un supporto per trasportare fisicamente lo scooter Makka, è in grado di ricaricarlo quando in movimento, garantendo così una due ruote sempre a disposizione e con il massimo dell’autonomia, da utilizzare per spostamenti semplici e veloci nelle zone più congestionate delle città.

“Il nostro nuovo pacchetto di mobilità elettrica rappresenta un primo passo unico per risolvere i problemi mondiali della mobilità urbana e per accelerare la transizione verso un futuro senza emissioni. Invece di perdere tempo in coda in macchina, faticare a trovare un parcheggio o schiacciarsi in un treno affollato della metropolitana, insieme al team di Polestar vogliamo rendere il futuro della mobilità flessibile, accessibile e privo di emissioni, mirando al contempo a creare città fatte per le persone, non per le auto che inquinano” ha invece dichiarato il CEO e fondatore di CAKE Stefan Ytterborn.

Questo particolare pacchetto a sei ruote per il momento è stato pensato per i mercati di Svezia, Germania, Norvegia, Regno Unito, Paesi Bassi e Svizzera, ma nei prossimi mesi potranno seguire aggiornamenti a riguardo; per maggiori informazioni su questi veicoli vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale del costruttore Polestar e quella del partner CAKE.

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HardwareSoftware

Stufe a pellet | Le migliori del 2021

Author: Dario De Vita Tom's Hardware

In inverno, si sa, occorre difendersi dal freddo e, sebbene le soluzioni per mantenere le temperature nella giusta soglia siano numerose, le stufe a pellet sono probabilmente il metodo di riscaldamento più efficace. Inoltre, questo tipo di apparecchio potrebbe giocare un ruolo importante nella mobilia della vostra casa, migliorandone lo stile, visto che molte delle recenti stufe a pellet vantano un design elegante, anche se occorrerà fare i conti con lo spazio a disposizione, dato che non si tratta di apparecchi piccoli e leggeri.

Come saprete, una stufa a pellet funziona tramite l’omonimo combustibile, il quale sporca decisamente meno rispetto alla classica legna per il camino, invogliando in tanti ad affidarsi a questa soluzione piuttosto che ad unimpianto di riscaldamento a gas, che rimane comunque il metodo di riscaldamento più pulito, anche se probabilmente il più costoso nel medio e lungo periodo.

I vantaggi nell’avere una stufa a pellet sono quindi diversi, ma per sfruttarli appieno occorre affidarsi a modelli di un certo livello, anche per motivi di sicurezza. Non bisogna dimenticare, infatti, che si tratta di apparecchi che devono lavorare e resistere ad altissime temperature, ed ecco perché ci siamo presi cura nell’analizzare attentamente le proposte disponibili sul mercato e riportare di seguito solo quelle che riteniamo essere le migliori stufe a pellet.

Le migliori stufe a pellet

Stufe a pellet Nordica Extraflame Ketty Non potevamo non iniziare proponendovi una stufa Nordica, senza dubbio il brand più noto per quanto concerne il mercato delle stufe a pellet. La sua popolarità non proviene dal semplice fatto che si tratta di un’azienda italiana, ma anche e soprattutto dal fatto che il brand realizza stufe a pellet affidabili, sicure e dal design moderno. Diverse sono le soluzioni Nordica, ma noi consigliamo di prendere in considerazione laExtraflame Ketty perché è un modello che si adatta a qualsiasi ambiente e dispone delle capacità per riscaldare un appartamento di circa 80 metri quadrati, visto che lapotenza termica massima è di 6,5 kW. Rivestita in acciaio verniciato, questo modello vanta unserbatoio di 15kg e dispone di un termostato di sicurezza e le principali modalità di funzionamento, tra cuila programmazione settimanale.

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Qlima Fiorina 74

Qlima Fiorina 74 Esteticamente simile al modello precedente, laQlima Fiorina 74 è un’altra stufa a pellet dalle ottime prestazioni. In questo caso la potenza termica arriva a8,7 kW,il che la rende adatta per ambienti di quasi 100 metri quadrati. Rispetto alla soluzione Nordica, il serbatoio è un po’ più piccolo, ma la sua capacità di 13kg sarà comunque sufficiente per permettervi di non dover aggiungere pelletad ogni accensione. Tra le principali funzionalità citiamo la doppia programmazione giornaliera e la pulizia automatica del crogiuolo.Lo scarico è situato sul retro e grazie ai molteplicisistemi di sicurezzaavrete la piena tranquillità che tutto proceda come previsto.

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Eva Calor Susy

Eva Calor Susy Grazie alla strutturapiccola, snella e compatta, laEva Calor Susy è la stufa a pellet ideale per chi ha poco spazio. Al livello tecnologico è all’avanguardia e riuscirà a riscaldare ambienti fino a 80 metri quadrati. L’uscita fumi è posta lateralmente, permettendovi di posizionarla anche accanto ad unaparete, a patto che quest’ultima non siainfiammabile. Il serbatoio di 12kg non è il più grande, ma se consideriamo le dimensioni della stufa non è affatto male. Infine, come per ogni modello a pellet che si rispetti, non manca la programmazione giornaliera e settimanale.

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Idro New York

Idro New York LaIdro New York di TBT Price è la stufa a pellet che dovreste acquistare qualora abbiate la necessità di riscaldare ambienti molto grandi. I suoi ben 22 kW, infatti, vi permetteranno di ottenere risultati eccellentifino a 200 metri quadrati. Va detto però che esteticamente non è il massimo se confrontata con altri modelli, quindi è probabile che dovrete posizionarla nel punto giusto per evitare che possa rovinare lo stile dell’arredamento. Ad ogni modo, si tratta di un’ottima soluzione di riscaldamento, con un serbatoio di ben 32kg! Inoltre è dotata di 5 livelli di potenzaed èprogrammabile con 3 accensioni e spegnimenti giornalieri.

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Nordica Extraflame Duchessa Idro Steel Se cercate una stufa a pellet predisposta per l’allacciamento all’impianto di riscaldamento, ad esempio i termosifoni o l’impianto a pavimento, allora laNordica Extraflame Duchessa Idro Steel è quella che fa per voi. Il prezzo è importante, ma qualunque addetto ai lavori sa che chi vuole una soluzione che si allaccia al resto dell’impianto deve affrontare spese pesanti. Ovviamente i vantaggi nell’avere questa tipologia di riscaldamento saranno notevoli, soprattutto con una stufa come quella appena menzionata,tecnologicamente all’avanguardia e che opera nel totale rispetto dell’ambiente. Per quanto riguarda la potenza termica, il produttore dichiara 12 kW, il che la rende perfetta per case da oltre 100 metri quadrati. Insomma, un modello in cui spicca la tipica qualità delle soluzioni Nordica.

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Come scegliere la stufa a pellet

Acquistare una stufa a pellet equivale ad affrontare una spesa importante, visto che si può superare facilmente la soglia dei 1.000€, soprattutto se si prende in considerazione un modello di fascia alta, come quelli da noi segnalati pocanzi. E proprio per questo motivo occorre prestare molta attenzione ed evitare di fare un acquisto affrettato, onde evitare non solo di portarsi a casa un modello non adatto per il proprio ambiente, ma anche per evitare di dover fare poi un ipotetico reso, che si rivelerà decisamente complicato a causa delle dimensioni e peso della stufa. Il nostro consiglio, dunque, è quello di tenere bene a mente i fattori che vi andremo a descrivere di seguito perché saranno fondamentali al momento dell’acquisto.

Volume da riscaldare

Prima di mettervi alla ricerca della stufa a pellet, dovreste conoscere i metri quadrati dell’ambiente che volete riscaldare. Una stufa a pellet, infatti, sarà efficace solo se possiede la potenza per sprigionare il calore necessario per riscaldare un determinato volume. La potenza viene espressa in kW e se prendiamo come esempio una casa di 80 metri quadrati, vorrà dire che vi servirà una stufa da 7-8 kW. Di conseguenza, se vivete in una casa di 100 e passa metri quadrati, allora suggeriamo di prendere in considerazione un modello da almeno 10 kW.

Programmi e sicurezza

Il secondo fattore da valutare è la presenza o meno della possibilità di programmare la stufa a pellet. Quante volte, infatti, vi è capitato di tornare dal lavoro e trovare la casa fredda? A tal proposito, un modello che vi permetterà di programmare l’accensione e lo spegnimento automatico all’ora prestabilita è sicuramente da preferire, cosìcome è da preferire una stufa che vanta le più sofisticate tecnologie di sicurezza. Non dimentichiamo, infatti, che si tratta di unapparecchio che funziona ad altissime temperature e che, in alcuni casi, funziona in accoppiata con il resto dell’impianto della casa, motivo per cui la stufa dovrebbe avere sistemi di sicurezza che le permettono di spegnersi automaticamente subito dopo un eventuale malfunzionamento.

Serbatoio

A seconda della potenza della stufa, lacapienza del serbatoio è importante perché da questo dipenderà l’autonomia e la praticità della stufa. Nel primo caso, se siete provvisti diuna speciale attrezzatura per il riempimento automatico e la stufa vanta un buon serbatoio, non dovrete riempire quest’ultimo ogni due per tre, e ciò ovviamente andrà ad influire anche sulla praticità dell’apparecchio, visto che, in assenza di un sistema di riempimento automatico, sarete voi ad inserire manualmente le pellet.