Spotify: gli artisti indipendenti potranno pubblicare la propria musica

Author: Alessio Fasano Agemobile

Nel corso delle settimana Spotify ha aggiunto sempre novità funzionali all’interno della propria piattaforma. Spesso le novità sono state volte a migliorare l’esperienza d’uso con ritocchi alla grafica e con una sempre maggiore attenzione alla condivisione, ma la novità di cui parliamo oggi è quasi rivoluzionaria: al momento si tratta solo di un’opzione beta ma gli artisti indipendenti potranno caricare la propria musica all’interno della piattaforma.

Tecnicamente questa funzionalità, una volta espansa sul mercato, dovrebbe garantire a chiunque di caricare la propria musica e questo oltre ad essere un vantaggio per gli artisti lo sarà anche per gli utenti del servizio che potranno accedere anche a musica non commerciale e che altrimenti non sarebbe disponibile sulle piattaforme concorrenti.

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Scientist Identifies Mysterious Fossils as the Oldest Animals on Earth

Author: Ryan Whitwam ExtremeTechExtremeTech

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Life took root on Earth not long after the surface cooled following the late heavy bombardment period, but it was stuck at the level of single-cell life for billions of years. The division between simple microscopic organisms and complex animals is fuzzy because few fossils exist from this era. However, scientists have multiple examples of a group of… things called Dickinsonia. These round, ribbed organisms lived more than 500 million years ago, and we finally know what they were: animals. Possibly the oldest animals in the world.

Various species belonging to the genus Dickinsonia lived between 571 million to 541 million years ago. They have several hallmark features including an oval-shaped body a few inches long with bilateral symmetry and radiating ribs that leave distinctive fossils. They were the most numerous members of a group of organisms we now call Ediacaran biota, the earliest complex multicellular organisms. Even that has been in dispute, though. Until now, we haven’t known exactly how to classify Dickinsonia.

Like all life at the time, Dickinsonia were soft-bodied and therefore didn’t fossilize often. Researchers have asserted at various times that Dickinsonia were giant single-cell protists, colonies of bacteria, land-based lichens, and more. Many have suspected that Dickinsonia were among the very first animals to exist on Earth. They may have even given rise to some of complex life that appeared during the Cambrian explosion several million years later.

It’s tough to prove what Dickinsonia were because complex molecules like proteins and DNA won’t survive half a billion years in solid rock. Australian geochemistry grad student Ilya Bobrovskiy has now produced compelling evidence that the genus Dickinsonia is indeed part of the animal kingdom.

What Dickinsonia may have looked like in real life.

Bobrovskiy started by digging up eight new Dickinsonia fossils from Russia’s White Sea region. His hypothesis went that even if complex molecules were long gone, it should be possible to detect simpler molecules that point to what sort of creatures Dickinsonia were. He used solvents to extract chemical markers from the fossils and characterized what came out.

The breakthrough came in the form of steroids. These organic molecules come in many varieties, but the specific type of steroid molecule can tell you about the organism that produced it. The rock around the fossils contained stigmasteroids, which are indicative of green algae. The Dickinsonia fossils contained cholesteroids, and only one kingdom of life produces cholesteroids: animals.

The early response to Bobrovskiy’s analysis is positive. Many researchers hope to apply it to other confusing Ediacaran biota. However, we still don’t know if for sure if Dickinsonia were an evolutionary dead end for animals or our incredibly distant ancestors.

Now read: Silurian Hypothesis: What If Humans Aren’t the First Civilization on Earth?Scientists Fear They Will Be Priced Out After Dinosaur Sells for $ 2.36 Million, and 7.2-Million-Year-Old Jawbone Indicates Oldest Hominin Lived in Europe, Not Africa

Open Fiber: più di 500 cantieri aperti ed è quasi accordo per le torri TIM

Author: IlSoftware.it

Open Fiber, società equamente compartecipata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti (CdP), ha pubblicato l’elenco completo dei cantieri aperti in tutta Italia per ciò che riguarda la copertura delle cosiddette aree bianche (cluster C e D) o “aree a fallimento di mercato”.

I cantieri aperti sono ormai più di 500 e questa lista è possibile scoprire i comuni d’Italia all’interno del quale insistono località in cui Open Fiber sta in questo momento eseguendo i lavori per portare la banda ultralarga.

Open Fiber: più di 500 cantieri aperti ed è quasi accordo per le torri TIM

Si tratta delle zone d’Italia dove nessun operatore ha mai investito prima (portando al massimo, nel migliore dei casi, connettività ADSL con prestazioni spesso mediocri), aree in cui la rete realizzata dai tecnici di Open Fiber rimarrà pubblica e sarà gestita in concessione dall’azienda oggi guidata da Franco Bassanini in qualità di presidente e da Elisabetta Ripa in veste di amministratore delegato. Nel caso delle aree bianche, Open Fiber utilizza fondi pubblici, frutto dell’investimento programmato dal Ministero dello Sviluppo Economico in seguito ai due bandi di gara indetti da Infratel Italia e vinti dall’azienda controllata da Enel e CdP.Nelle cosiddette aree bianche insistono circa 9,3 milioni di unità immobiliari (500.000 sedi di impresa e pubblica amministrazione): la stragrande maggioranza di esse, come hanno più volte rimarcato i responsabili di Open Fiber, saranno raggiunte direttamente in FTTH (con il cavo fibra che arriva fino al modem router dell’utente o eventualmente alla base dell’edificio). Una piccola parte delle unità immobiliari appartenenti a questo secondo blocco saranno raggiunte con tecnologia wireless (FWA): ciò però avverrà solamente nelle aree rurali del Paese dove insistono case sparse.
Dei due bandi di gara vinti da Open Fiber, il primo coinvolge circa 3.000 comuni in Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto; il secondo interessa circa 3.700 comuni in Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta.
Maggiori informazioni sulla “ricetta” utilizzata da Open Fiber nell’articolo Fibra ottica a 1 Gbps: la presentazione della rete Open Fiber e delle offerte FTTH Fibra.City.

Accordo per l’utilizzo delle torri INWIT

Nell’articolo INWIT, ecco la mappa delle antenne cellulari TIM avevamo visto cosa sono le torri INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane) e dove sono collocate nelle varie regioni d’Italia.

Dopo un atteggiamento piuttosto ostile tenuto durante l’era Cattaneo, con il nuovo amministratore delegato Amos Genish, TIM aveva dato ben più di qualche segno di interesse e possibile collaborazione con Open Fiber (L’AD di TIM conferma la volontà di collaborare con Open Fiber).
Un ulteriore segnale di “disgelo” arriva con la notizia della stipula di un accordo tra INWIT, società appartenente per il 60% al gruppo Telecom Italia, e Open Fiber.

Di fatto INWIT dovrebbe mettere a disposizione di Open Fiber le sue torri al fine della realizzazione della sua rete ultrabroadband. Diciamo noi che la possibilità di installare nuovi apparati sulle torri INWIT permetterà a Open Fiber di raggiungere i luoghi più remoti del Paese superando le criticità più difficili da gestire e dovute all’asprezza di alcuni territori. Un’intesa quindi utilissima anche in ottica cluster C e D nonché per la fornitura di servizi di connettività 5G.
Il condizionale è comunque d’obbligo perché l’accordo dovrà passare al vaglio del giudizio degli azionisti di entrambe le aziende.

Dl immigrazione, verso unificazione con testo sicurezza. Ridimensionato lo Sprar, sistema d’accoglienza gestito dai Comuni


Author: F. Q. Il Fatto Quotidiano

Viene ridotta la rete Sprar, il sistema dell’accoglienza diffusa gestito dai Comuni, mentre resta intatto quello emergenziale basato sui Centri di accoglienza straordinaria. E’ uno dei punti contenuti nel decreto immigrazione allo studio del governo che, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, potrebbe essere unificato a quello sulla sicurezza.

“Incontro utile, positivo, raccoglieremo alcune proposte e andiamo avanti spediti con i decreti sicurezza e immigrazione che saranno approvati lunedì in Consiglio dei ministri con il presidente Conte e Di Maio”, ha detto oggi il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini sulla riunione di governo di questa mattina a Palazzo Chigi. Anche se il testo era inizialmente atteso per Ferragosto. La novità di giornata è che i due dl sono in queste ore oggetto di uno studio per accogliere alcuni rilievi tecnici ma non di sostanza, compresa l’ipotesi di unificare i due testi in uno solo purché i contenuti restino invariati. La decisione è finalizzata “alla semplificazione dell’esame parlamentare delle norme. I testi hanno subìto delle limature: l’obiettivo è rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza”.

Il testo prevede un ampliamento dei reati che portano alla revoca del permesso di rifugiato (si va dalla violenza sessuale alla rapina, dalla resistenza a pubblico ufficiale al traffico di droga), cancella la protezione umanitaria (che era diventata la principale misura concessa ai richiedenti), circoscrivendo alcuni permessi speciali: per gravi condizioni di salute, calamità naturali nel Paese di provenienza, valore civile. La protezione è inoltre revocata in caso di rientro nel Paese di origine. E viene escluso il gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso contro il diniego della protezione è dichiarato improcedibile o inammissibile.

Il decreto riserva inoltre esclusivamente ai titolari di protezione internazionale nonché ai minori stranieri non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara). Per facilitare le espulsioni dei migranti irregolari ci sarà poi il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri: da 3 a 6 mesi. Nonché procedure più veloci per costruire nuovi Centri: “Ne serve almeno uno per regione e contiamo di raddoppiare la capienza”, l’idea di Salvini. Il testo indica che in attesa del procedimento di convalida dell’espulsione, il migrante possa essere ospitato non solo nei Cpr, ma anche in locali nella disponibilità delle questure. Prevista infine la revoca della cittadinanza italiana per reati con finalità di terrorismo ed il raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.

L’ultima versione del provvedimento prevede un ridimensionamento dello Sprar, il sistema di accoglienza che ricade sotto la gestione dei Comuni. “Il Consiglio dei Ministri rinvii l’approvazione del decreto sull’immigrazione. E’ necessario un confronto con gli enti locali”, è l’appello lanciato giovedì da Irma Melini, presidente della Commissione Immigrazione dell’Associazione nazionale comuni italiani, all’indomani della riunione sullo schema di decreto predisposto dal Viminale, che modifica il sistema dell’accoglienza. “Durante la riunione della Commissione – sottolinea Melini – è emersa da parte dei Comuni, dai più piccoli ai più grandi, unanime preoccupazione per le conseguenze che l’approvazione dello schema di decreto legge comporterebbe”.

In particolare Melini ricorda “le modifiche al sistema di accoglienza che tenderebbero a ridimensionare la rete Sprar, fin quasi all’irrilevanza, a favore del sistema dei grandi centri come i Cara, provocando così un dirompente impatto sui territori, e rendendo difficile per gli amministratori locali riuscire a tutelare i propri cittadini”. Inoltre, secondo Melini, “si sottrae ai sindaci la governance, e conseguentemente il controllo, del fenomeno nelle proprie città; sui primi cittadini ricadrebbe solo la gestione delle negatività che questo modello inevitabilmente comporterà sui servizi sociali e sulla sicurezza nei Comuni. Tutti aspetti che – conclude l’esponente Anci – grazie allo Spar non erano un carico per i territori”.