Donald “l’animale” rimane in Siria

Author: Davide Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

Di NICK PEMBERTON

Counterpunch.org

Un altro attacco con armi chimiche per mano (presumibilmente) del Presidente siriano Bashar al-Assad. Il pubblico è stato bombardato da immagini di vittime dell’attacco. Dove sono state [messe] le immagini delle vittime di Donald Trump? Se i media liberali si oppongono veramente a Trump come dicono, perché non si sono così indignati per i crimini di Trump?

Donald Trump ha proseguito definendo Assad un animale. Ma quale è stato il trascorso di Donald Trump nella regione? Terribile dal punto di vista storico. Ora è responsabile di oltre tre quarti delle morti di civili nella guerra degli Stati Uniti contro l’ISIS. Ciò che sembrava indicibile sotto Barack Obama si è rivelato fin troppo facile sotto Trump.

Per tutto l’odio dei media nei confronti di Donald Trump, dov’è la copertura mediatica dei civili che ha ucciso? Dove sono le fotografie di quei bambini morti? Semmai, vogliono che Trump sia più sanguinario. Quando Trump ha pensato di lasciare la Siria la scorsa settimana, il New York Times ha pubblicato due op-ed (1) sull’argomento, entrambi critici sulla mossa. Un articolo ha proposto che Trump stava creando l’ISIS 2.0 ritirandosi dalla regione e l’altro ha detto che la strategia di Trump era “non c’è condizione alcuna per una guerra.” Non è questo il punto? Non dovremmo avere alcun interesse a condurre una guerra in Siria. Il Washington Post ha anche messo in guardia, la settimana scorsa, in merito al fatto che gli Stati Uniti stiano incoraggiando l’ISIS, ritirandosi dalla Siria, in due op-ed separati. Inorridito dalle mie scoperte, ho scavato ulteriormente. Anche la CNN non era entusiasta del piano di Donald Trump di lasciare la Siria. Un titolo sinistro diceva: “Putin è consigliere di spicco di Trump per la Siria (titolo originale – Is Vladimir Putin Trump’s top adviser on Syria?)” Poi ho guardato su MSNBC, che ha mostrato un clip della scorsa settimana dal titolo “Non dovremmo smettere di combattere (titolo originale – We should not abandon the fight)”. Eppure, sorprendentemente, i media liberali erano in consenso contro il piano di Trump di ritirarsi. Fox News non era migliore. Sostenevano che Trump stesse ripetendo l’errore di Obama lasciando la Siria. Ho scavato tra quelle che sono verosimilmente le cinque fonti di informazione in America, alle quali è accordata più fiducia, e nessuna di loro ha espresso un’opinione che supportasse il piano del Presidente di lasciare la Siria.

Quel che rimane, nel peggiore dei casi, è troppo coinvolto nei dettagli di questi blackout. La tempistica dell’attacco con le armi chimiche è ovviamente piuttosto curiosa. Perché Assad avrebbe usato armi chimiche subito dopo che Trump aveva detto di voler lasciare la Siria? E perché la stessa sequenza si è verificata un anno fa? Il 30 marzo 2017 Trump si è ammorbidito a proposito della Siria. Il 4 aprile 2017 si è verificato un attacco di armi chimiche. I segni fanno supporre che gli Stati Uniti e i loro amici sono dietro questi attacchi, se osserviamo rigorosamente la tempistica. Ma ciò è piuttosto dubbio. Questi attacchi si sono verificati entrambi intorno al primo di aprile, e nessuno lo avrebbe mai desunto. Ora forse Assad sa che la presenza degli Stati Uniti è essenziale per la destabilizzazione della regione. O forse, Assad non ha niente a che fare con gli attacchi. Mi propongo sempre di incolpare gli Stati Uniti, ma anche la presenza della Russia in Siria è stata brutale. Non lo sappiamo. Quindi affrettare il giudizio, per non parlare dell’intervento militare, sembra assurdo. Non importa che chi sia “emotivo”, sia responsabile. Tutto ciò presuppone anche che l’intervento militare sarebbe di aiuto anche se conoscessimo i dettagli. In precedenza, non è stato così e non lo sarà qui.

È importante ricordare però, anche se non possiamo desumerne i dettagli, che i media degli Stati Uniti erano contrari al ritiro dalla Siria ancora prima di questi attacchi. Ora è davvero utile proclamare di essere eroi. Ma, in primo luogo, i media non hanno dato alcuna possibilità alla Siria. Con o senza questi attacchi chimici, gli Stati Uniti volevano guerra.

Ora gli Stati Uniti saranno in Siria per molto più tempo, uccidendo i civili a un ritmo senza precedenti. I media liberali ne sono ora contenti? Chi sapeva che Donald Trump avrebbe dovuto dimostrarvi che non era una femminuccia, trattandosi di guerra? Quanti danni volete che faccia ancora?

Perché presumono che Donald Trump, l’uomo più ignorante, arrogante, reazionario, irascibile, affamato di potere (parole loro che condivido) sia ora in grado di decidere il destino della Siria? Hanno considerato come sta gestendo il nostro Paese? Certo che sì. E a loro non piace. Ma dicono che può gestire la Siria. Chiunque può gestire quel “merdaio”. Non riconoscono che il caos in Siria non è una questione di incompetenza da parte della loro gente, si tratta di un crudele ordine mondiale che li ha messi in fondo. Con il cambiamento climatico che trasforma le cose da male in peggio.

Donald Trump è un animale. Uccide i civili senza pensarci due volte. È una creatura rigorosamente reazionaria, mossa da mostri e dalle loro vittime. La sua visione del mondo è semplicistica. Non ha riguardo per la vita umana. Non è nemmeno assetato di sangue in sé, ma svilisce tutto. È un completo idiota. È una cosa più grande di lui. Manca di empatia, coraggio e intuizione. Il mondo intero è sempre stato nelle sue mani e a lui importa poco chi agisce in tale ambito. Crede di poter farla franca in qualsiasi cosa. Non c’è moralità, curiosità o carità all’interno di questa creatura decrepita. Pensa solo a vincere. Perché mai lo vogliamo attivo in Siria? Una cosa è insistere su uno psicopatico premuroso come Barack Obama, ma insistere su questa bestia sembra completamente da irresponsabili. Tali sono le contraddizioni dei media liberali. Pensano che, mentre Trump non è adatto a questo Paese, è perfettamente idoneo per quella distopia che è la Siria. I liberali, come Trump, vedono i mostri laggiù e qui i salvatori. Le élite, a prescindere dalle loro differenze culturali e dalle loro controversie, possono sempre fare comunella per la rovina dei poveri. In effetti, la loro esistenza dipende da ciò.

Nick Pemberton è studente presso il Gustavus Adolphus College. È attualmente impiegato presso Gustavus Dining Services. Nick è nato e cresciuto a St. Paul, Minnesota. È raggiungibile su [email protected]

Fonte: www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2018/04/10/donald-the-animal-stays-in-syria/

10/04/2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

Nota a cura del traduttore

  • Op-ed – Nel giornalismo anglosassone, con op-ed si intende un singolo articolo, o una raccolta di articoli, a firma di opinionisti esterni alla redazione del giornale su cui avviene la pubblicazione, i cui contenuti non sono necessariamente in linea (eventualmente, in qualche misura, in disaccordo) con le tendenze del giornale stesso.

Il nome deriva dalla locuzione opposite the editorial page, che indica la pagina interna del giornale prospiciente la pagina degli editoriali, ossia di quei commenti – spesso non firmati – che invece esprimono direttamente il pensiero del comitato editoriale del giornale; è infatti proprio su tale pagina che di solito, nella tradizione anglosassone, erano e sono tuttora pubblicati i commenti degli ospiti.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Op-ed

Donald “l’animale” rimane in Siria ultima modifica: 2018-04-17T02:04:40+00:00 da admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.