I 10 grandi film che hanno affermato la loro versione della Storia

Author: Gabriele Niola Wired


Il cinema è stato l’arte di massa del Novecento, il mezzo con il quale è stata riscritta la storia, cioè tramite il quale è stata raccontata e quindi tramandata. Insomma se qualcuno ha dovuto fare la storia come la fanno i vincitori, cioè raccontandola dal proprio punto di vista, l’ha fatto tramite il cinema, con film documentati ma soprattutto spettacolari che fissino nella memoria collettiva eventi importanti in una certa maniera.

Non fa eccezione 12 Soldiers, uscito a metà luglio, che racconta della prima spedizione in Afghanistan dell’esercito americano dopo l’11 settembre. La storia è quella dei 12 soldati poi insigniti di medaglie e onori, che per primi hanno combattuto contro i talebani, arrivando quasi a sgominarli (questo dice il film) in un ambiente che non conoscevano, su cui avevano scarse informazioni e grazie alla collaborazioni di altre fazioni locali opposte ai talebani. L’immagine dei soldati statunitensi armati ma a cavallo contro i carri armati dice tutto in questo senso.

Non sempre i film che cercando di raccontare e quindi tramandare la storia per i posteri in una certa maniera hanno successo, ma quando capita associano ad un nome o ad un evento un certo sentimento e certe caratteristiche, creano insomma dalla realtà il mito, che inevitabilmente è ciò che sopravvive.
I 10 film più importanti della storia del cinema ad averlo fatto raccontano quindi il novecento dal punto di vista di chi ha vinto.

10. The Iron Lady
Nella storia britannica poche figure sono discusse come la Thatcher. Nemico per i laburisti e mito per i conservatori, inizio della decadenza per molti ed esempio di rinascita britannica per altri. I suoi anni come primo ministro sono rimasti nella storia per un atteggiamento che molti consideravano “da donna di casa” e altri invece vedevano come lungimirante e fermo. La cosa incredibile di questo film, girato e scritto da qualcuno che si intuisce non ami la Thatcher, è il ritratto che esce di lei. Donna dalle idee forse non condivisibili ma che si è battuta in un mondo che non la voleva per essere invece quel che desiderava.

9. Frost/Nixon
Scampoli di Watergate. Il film di Ron Howard, scritto da quel diavolo della sceneggiatura che è Peter Morgan, ricostruisce la nota intervista che l’ex presidente diede al giornalista e conduttore David Frost. Quindi ad essere qui ricostruita è una trasmissione televisiva in cui c’era un processo mediatico che si sostituiva a quello reale mai subito da Nixon. Nella maniera in cui l’ex presidente (interpretato da Frank Langella) dà la sua versione dei fatti, si difende e dialoga c’è un mondo intero, pensato, scritto e diretto per dare una visione dello scandalo e di come sia potuto accadere.

8. Munich
Spielberg racconta le persone scelte per cacciare ed eliminare gli attentatori delle Olimpiadi di Monaco. Israeliani che devono venire a patti con il loro compito. Anche qui la Storia con la s maiuscola è presa di rinterzo: raccontando quel che viene dopo l’attentato si cerca di spiegare non come si sia svolto quell’evento ma cosa abbia significato. Tutto è tratto da veri resoconti, ovviamente, ma il feeling che un film riesce ad appiccicare ad una vera storia è esattamente quello che fa la differenza nell’adesione del pubblico ad una o all’altra parte.

7. The Queen
Di tutto il regno di Elisabetta II il film che ha consacrato lo sceneggiatore Peter Morgan (di nuovo!) si concentra sui giorni della morte di Lady Diana. L’obiettivo era in realtà raccontare Tony Blair, in una trilogia a lui dedicata che comprende anche The Deal e I Due Presidenti, ma alla fine ad uscirne fuori è uno dei ritratti più memorabili della regina d’Inghilterra. Pieno di rispetto, il film fa il punto sull’atteggiamento della casa reale in un momento storico determinante per il rapporto che oggi ha con i sudditi. Di fatto è l’opera che spiega al mondo come mai la monarchia si è comportata come si è comportata, cercando di fargli comprendere le sue ragioni.

6. JFK – Un caso ancora aperto
Nulla c’è di più complottista nella storia del complottismo americano dell’omicidio Kennedy. Mai ben chiarito, risolto troppo in fretta con un colpevole poi ucciso che in molti non ritengono possa davvero aver sparato al presidente, quell’intrigo ha avuto diverse versioni cinematografiche tra cui quella di Oliver Stone è la più analitica e completa. Per quanto per molti sia insoddisfacente e fallata di fatto è con questo film che la maggior parte delle persone ha imparato e conosciuto i problemi e i gangli dell’omicidio Kennedy.

5. La Battaglia di Algeri
Caso quasi unico nella storia del cinema di film che nasceva a tesi, per mostrare cosa stava accadendo ad Algeri tra indipendentisti algerini e esercito colonialista francese, il film di Gillo Pontecorvo è invece perfettamente in equilibrio tra ragioni di una e dell’altra parte, al di là delle intenzioni del suo autore. Opera impeccabile è involontariamente riuscita nell’intento di raccontare quella situazione (e più in grande qualsiasi situazione di dominazione da fine del colonialismo) con l’equilibrio che merita la vera Storia.

4. Zero Dark Thirty
Ci voleva la tenacia di Kathryn Bigelow per raccontare la tenacia della donna che più si è battuta per la cattura di Osama Bin Laden. I 10 anni tra il 2001 e il 2011 in cui una donna si è battuta senza sosta per sgominare al Qaeda decapitandola del suo leader diventano qui il resoconto di una lotta tra il futile e l’indispensabile. Tra diversi anni spiegherà benissimo cosa sia stato quel periodo per la politica e il costume americani.

3. Il caso Mattei
Fu un caso che occupò giornali e opinione pubblica per molto tempo ma che terminati quegli anni è stato per tanti versi dimenticato. Non ci fosse l’ottimo il film di Rosi con Volontè a mantenerne la memoria e a spiegarne le implicazioni, la storia di Enrico Mattei, morto in un attentato aereo quando da presidente dell’Eni stava portando l’azienda a rivaleggiare con le grandi società petrolifere, sarebbe dimenticata. Invece un caso mai pienamente risolto viene qui tramandato con la cura della ricostruzione di Rosi e l’epica coinvolgente del cinema.

2. Tutti gli Uomini del Presidente
Il film di ricostruzione per antonomasia. Per mettere in scena uno dei casi più clamorosi in assoluto della storia politica statunitense, è stato scelto di lavorare sulla stampa, cioè di raccontare come è stato raccontato, cosa ci sia voluto per scoprirlo, metterlo in pagina e raccogliere tutte le informazioni con il grado di certezza indispensabile per la madre di tutte le notizie. E il film è così chiaro, epico e coinvolgente che il Watergate nella memoria collettiva, non solo americana, è quello che si vede in Tutti Gli Uomini Del Presidente.

1. Lawrence D’Arabia
Come si può mettere un uomo in un film? Come si può ridurre qualcosa di molto complesso come l’animo e la personalità umane in quella che inevitabilmente è una maschera interpretata da una attore che recita battute scritte da uno sceneggiatore? Impossibile. Qualsiasi film biografico è realtà romanzata, ma i migliori creano un allure e un’epica, una mitologia e una storia tali da non raccontare l’uomo ma le sue gesta. Lawrence D’Arabia non si cura molto del vero Lawrence, indugia sul fatto che fosse un masochista, preme sul pedale delle decisioni incredibili e dei gesti eclatanti, trascura il privato ed esalta lo storico nello splendore della pellicola a 70mm. Il film è una bomba immortale che ha dato al suo protagonista una fama che altrimenti difficilmente avrebbe avuto.

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I 10 grandi film che hanno affermato la loro versione della Storia ultima modifica: 2018-07-14T08:00:07+00:00 da admin

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