Tribali, missionari e Hindutva

DI FARZANA VERSEY

counterpunch.org

Sebbene non ci siano elementi che provino che John Allen Chau, americano avventuroso entusiasta e amante di Dio, abbia raggiunto qualche successo o altresì costituito una minaccia nella sua opera di conversione, ciononostante viene raffigurato come un missionario che ha meritato di morire.

Secondo quanto riferito, il missionario sarebbe stato assassinato il 17 novembre da una tribù dell’isola di North Sentinal, al terzo tentativo di avvicinamento. L’isola che fa parte dell’arcipelago indiano delle Andamane e Nicobare, costituito da 29 isole, è tra le più protette e vulnerabili.

Il corpo del giovane non è stato rinvenuto, ma l’opinione pubblica indiana ha demonizzato il missionario cristiano, il quale sarebbe andato incontro alla propria morte. E questo funziona per i fondamentalisti indù. Questo improvviso interesse per la preservazione della cultura tribale altro non è che una strategia, che mira a giustificare il loro invito a ritornare alla purezza culturale indiana come una questione di urgenza nazionale.

Pochi sono stati i tentativi di descrivere il potenziale di Chau, quale uomo religioso medio in modo ragionevole. Per quale motivo avrebbe dovuto scegliere un gruppo di persone isolate per diffondere il proprio messaggio? Inoltre, non avendo alcuna esperienza con tribù indigene e non parlando la lingua dei Sentinelesi, come avrebbe potuto avvicinarli? E se anche fosse riuscito ad entrare in contatto, porgere loro copia della bibbia e magari ad ungerli, questo non basterebbe per renderli cristiani.

Sebbene il fervore dei gesuiti non possa essere ignorato, i quali hanno usato povertà e bisogno per diffondere la loro fede, vedere nel missionario la figura di un predatore, non fa che confermare gli attacchi di una minoranza che cerca di suscitare violenza contro di loro. Durante una notte d’inverno, 20 anni fa, Dara Singh, un’attivista di Bajrang Dal[1] insieme alla sua gang, diedero fuoco ad una station wagon all’interno della quale dormiva Graham Staines, missionario australiano che lavorava tra le tribù e i lebbrosi a Odisha, insieme ai due giovani figli. Morirono tutti e tre carbonizzati.

Alcuni gruppi induisti riferirono che stava convertendo la loro gente. L’idea che questo sia il fato a cui si è destinati per aver compiuto proselitismo, è una reazione non tribale bensì feudale. Se le tribù indigene non si sono rallegrate per le loro vittorie contro i missionari, i fondamentalisti indù cercano vendetta per crimini spesso immaginati, perpetrati contro la loro cultura.

L’appello “ salviamo le tribù dai missionari” non considera il fatto che negli ultimi anni gruppi indù, non solo hanno danneggiato chiese , ma hanno anche convertito cristiani in diversi territori tribali in nome di una “liberazione dai cristiani” denominata “ghar wapsi” ritorno alla casa d’origine.

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Le tribù hanno vissuto nelle isole per secoli senza alcun problema. I problemi hanno avuto inizio nel momento in cui sono venuti a contatto con popoli esterni. Le tribù delle isole non necessitano di estranei che li proteggano, l’unica cosa di cui hanno bisogno è essere lasciati in pace.” Questo è quanto ha dichiarato Madhumala Chattopadhyay, l’unica donna ad aver fatto visita all’isola di North Sentinel, in una recente intervista. Ha fatto parte del team dell’”Anthropological Survey of India”, che per primo si recò nell’isola nel 1991.

Discutere sul fatto di rendere le tribù più inclusive in un periodo nel quale molte società non sono limitate in termini geografici fa preoccupare. Inevitabilmente, l’opinione corrente è un concetto maggioritario. Varietà e molteplicità vengono viste dalla prospettiva del patrocinio di una minoranza sociale (numerica o altrimenti) piuttosto che accettare il loro innato diritto ad essere diverso.

Gli spazi tribali non sono diversi dai ghetti urbani. Questi vengono motivati dalla paura e creati da membri per preservare un’identità ed essere vicini a luoghi che sentono sicuri. Talvolta questi ghetti vengono a formarsi quando la maggioranza spinge le persone lontane dai gruppi che l’opinione corrente vuole appartengano, evidenziandone quindi la loro diversità.

Società come gli abitanti di North Sentinel respingono stranieri, non per preservare le loro tradizioni ma bensì per preservare la loro vita e la loro persona da interferenze esterne, che siano di matrice religiosa, politica o semplicemente o per pure curiosità.

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Il diario di John Chau altro non è che una cornucopia di miti. I suoi compagni di viaggio nell’isola erano pescatori, come del resto lo erano i compagni di Gesù nei primi anni di sermone. Il dono del pesce per le tribù hanno un significato mitico, in greco pesce è l’anagramma di Gesù. Chau scrisse nel suo diario dei primi tentativi di prendere contatto “Ho gridato – mi chiamo John, amo voi e Gesù ama voi”. Il secondo giorno, un giovane della tribù gli scagliò contro una freccia che andò a trafiggere copia della Bibbia che portava con se.

Ciononostante il martirio che alcuni gruppi di cristiani gli hanno attribuito, non corrisponde a Chau, in quanto patteggiò direttamente con dio: “ Se mi vuoi sparare o davvero uccidermi con una freccia, così sia. Anche se credo che potrei essere di maggior aiuto da vivo, ma a te Dio, rendo gloria qualsiasi cosa succeda. Non voglio morire”.

Sebbene il suo successivo appello di perdono “ a tutte quelle persone dell’isola che tentano di ucciderlo, e soprattutto perdonali qualora dovessero riuscire nel suo intento” possa far pensare a dichiarazioni di immortalità, probabilmente aveva un occhio molto attento ed era molto critico nei confronti della sua religione.

Viene spontaneo chiedersi: per quale motivo abbiamo un problema soltanto di fronte alle conversioni religiose? L’India è un paese pieno di saggi e ciarlatani. Continueremo ad essere vittime del colonialismo sociale fintanto che ci sarà una distribuzione iniqua della ricchezza e delle opportunità e la classe dirigente offrirà progresso con la promessa di uno stato di divinità.

FARZANA VERSEY

Fonte:  www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2018/12/18/tribals-missionaries-and-hindutva/

17.12.2018

Traduzione per www.comedonchisciotte.irg a cura di ELEBNA SCAPIN

[1] squadra di Bjrang – detto anche Hanuman – il piú devoto seguace di Rama

Author: Come Don Chisciotte

Tribali, missionari e Hindutva ultima modifica: 2019-01-14T15:00:07+00:00 da admin

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