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Mafia Capitale. Venafro, ex braccio destro di Zingaretti, condannato a un anno in appello

Roma, 20 mag – Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ora nuovo leader del Partito Democratico, che in primo grado era stato assolto, è stato ora condannato in appello a un anno di carcere per turbativa d’asta.

Sentenza ribaltata in appello

È la condanna inflitta, con pena sospesa, nel procedimento legato a presunte irregolarità nell’appalto per l’acquisizione del servizio Cup e che si è radicato nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. In tale processo era imputato anche Mario Monge. Quest’ultimo, invece era presidente del consorzio della cooperativa Sol.Co: per lui il giudice ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi, corrispondente alla sentenza del primo giudizio.Nel processo di primo grado l’ex braccio destro di Nicola Zingaretti era stato assolto con formula piena “per non avere commesso il fatto”. Il 12 aprile il sostituto procuratore generale di Roma, Pietro Catalani, aveva chiesto la condanna ad un anno di reclusione. Nel capo di imputazione, l’ex capo di gabinetto di Zingaretti “avrebbe concorso a indirizzare l’aggiudicazione dell’appalto in un’ottica di spartizione tra cooperative vicine ad ambienti di destra e di sinistra”.Per Venafro è stato disposto anche il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per tutta la durata della pena.

Zingaretti e gli amici “scomodi”

La notizia arriva proprio nei giorni delle polemiche: è di poco fa la notizia cheTiziana Petucci è stata nominata proprio da Nicola Zingaretti a capo della Direzione regionale per lo Sviluppo Economico, le Attività Produttive e Lazio Creativo: peccato che sia anche imputata nell’ambito in un processo per truffa nei confronti del suo stesso ente, la Regione Lazio.La vicenda che coinvolge la Petucci è relativa all’inchiesta della Procura di Roma sulla truffa da 163 milioni di euro ai danni del sistema sanitario della Regione Lazio. Gli imputati sono Antonio Angelucci, deputato di Forza Italia e suo figlio Giampaolo. Ai fini di garantire l’impunità della casa di cura San Raffaele di Velletri (convenzionata con la Regione) i due e altri imputti avrebbero messo in piedi una vera organizzazione criminale: oltre ai due sono imputate altre 13 persone. Tra di essi, dirigenti della casa di cura e funzionari regionali. Tiziana Petucci è una di loro. La sentenza dovrebbe essere prevista per il prossimo 26 giugno.

Ilaria Paoletti

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Author: Il Primato Nazionale

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