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Censura e bavagli, ormai la sinistra è innamorata delle multinazionali

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Roma, 7 apr – La censura patita dal Primato Nazionale e operata da Facebook in assenza di motivazioni oggettive che possano in qualche modo connettersi al codice comportamentale del social network, risulta grottesca non solo per il danno e per la violenza che una testata giornalistica correttamente registrata in tribunale ha subito, ma per lo sghignazzare che riecheggia nella mai sazia sinistra. La pagina Facebook è poi stata riattivata ieri, il giorno dopo la rimozione, ma resta la reazione pessima di certi commentatori.

La sinistra e la censura

Non vi sarà una censura di troppo o che induca il mondo liberal a destarsi per aprire gli occhi e comprendere la gravità dell’accaduto: la censura degli altri, lo spionaggio metodico nelle loro menti, la pervicace convinzione sulla necessità di abolire le idee difformi resteranno per sempre tratti caratteristici della sinistra. La quale è post comunista solo sulla carta, poiché nei fatti si mantiene sul filone di pensiero secondo il quale l’avversario non va battuto ma annientato con tutti i mezzi a disposizione, finanche quelli sulla cui legittimità potremmo discutere a lungo. Raccontando la panzana della pericolosità di talune idee o certe inclinazioni che non potranno mai essere laiche poiché è nella loro intrinseca natura la predisposizione alla violenza e all’intolleranza. Sono talmente accecati da queste convinzioni balorde e dal loro senso di malsana superiorità morale da non accorgersi che i violenti e gli intolleranti sono divenuti proprio loro, mentre i supposti fascisti subiscono quotidianamente le angherie dei sinceramente democratici.

La sinistra adora capitalismo e multinazionali

È difatti impressionante notare come sul web stiano impazzando, tutti stralunati, questi signorini del perbenismo antifascista, questi chierichetti della sinistra salottiera occupati a brindare per l’ennesima esecuzione, proprio come quando, decenni fa, brindavano alla notizia dell’Indro Montanelli gambizzato dalle Brigate rosse. Colpirne uno per educarne cento. Oggi addirittura lasciano che delle società multinazionali straniere entrino a gamba tesa nel dibattito pubblico italiano scavalcando norme e codici per silenziare chi si è guadagnato il diritto ad esprimersi. Da non credere. Zuckemberg fattura miliardi di dollari, rappresenta il capitalismo più rampante, e la sinistra italiana se lo coccola leccandogli con non poca frequenza il didietro in segno di riconoscenza per l’ennesima censura operata ai danni dei nemici del popolo.

Lorenzo Zuppini


Author: Il Primato Nazionale

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