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Pistole e minacce per rapinare i coetanei: in manette i rapper Baby Gang e Neima Ezza

Milano, 20 gen — In manette i rapper Zaccaria Mouhub, in arte Baby Gang , e Amine Ez Zaaraoui, in arte Neima Ezza. La Polizia di Stato e i carabinieri hanno arrestato i due «italiani di seconda generazione» più famosi della scena rap italica e un terzo ragazzo di 18 anni su ordine del gip di Milano perché accusati, a vario titolo, di 4 rapine commesse nei confronti di adolescenti a Milano e provincia. Evidentemente, non riuscendo a guadagnare con musica di scarsa qualità, ai due non rimaneva altro da fare che derubare i passanti.

Il Gip ha disposto la misura cautelare in carcere per Baby Gang; Neima Ezza e il diciottenne sono agli arresti domiciliari. Le indagini coordinate dal pm Leonardo Lesti hanno permesso di ricostruire le modalità con cui i tre mettevano a segno i numerosi colpi, preferendo avvicinare soggetti isolati, facendosi consegnare denaro, cellulari e gioielli, bloccandoli e colpendoli con pugni e schiaffi o minacciandoli con una pistola.

Baby Gang e Neima Ezza in manette

Baby Gang, già destinatario di numerosi provvedimenti giudiziari, era in regime di «sorveglianza speciale» su richiesta della Questura di Sondrio. Dalle oltre 300 pagine di atti in cui vengono elencate le accuse a suo carico, emerge che Zaccaria Mouhub è un rapper molto «seguito dai giovani sui vari social network» e ha «utilizzato la sua influenza per promuovere in zone aperte al pubblico delle riunioni non autorizzate che sono sfociate in scontri con le forze dell’ordine, creando in tal modo situazioni di serio pericolo per la sicurezza».

Una lunga serie di reati

Come quella del 10 aprile del 2021 a Milano, giorno in cui i due rapper avevano chiamato a raduno nella zona di San Siro circa 300 giovani, quasi tutti stranieri, per «registrare un videoclip». Episodio poi sfociato in scene di violenza e guerriglia urbana contro le forze dell’ordine. Tra il 2020 e il 2021, Baby Gang è stato deferito per i reati di diffamazione e violazione della proprietà intellettuale, istigazione a delinquere, porto abusivo di armi, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni e delle forze armate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Ha collezionato fogli di via da Lecco, Milano, Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Rimini e Bellaria Igea Marina.

Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip sottolinea come Neima Ezza abbia «la personalità di chi assume un ruolo di comando nel gruppo criminale», mentre Baby Gang ha un «profilo di pericolosità sociale» avendo utilizzato «un’arma» e «minacce gravi» per rapinare le proprie vittime. Entrambi sono «soggetti» abituati a compiere «reati contro il patrimonio» e che hanno una «particolare spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale».

Cristina Gauri


Author: Il Primato Nazionale

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