Assetto Corsa Competizione guarda all’E3 con un primo teaser

Author: Andrea Guerriero Tom’s Hardware

Assetto Corsa Competizione, il nuovo videogioco con licenza ufficiale Blancpain GT Series, sviluppato da Kunos Simulazioni e pubblicato da 505 Games, verrà mostrato in anteprima a Los Angeles, durante l’E3 2018, presso lo stand di Thrustmaster.

Sarà infatti possibile provare la versione pre-alpha di Assetto Corsa Competizione avvalendosi dei più recenti prodotti Thrustmaster con licenza ufficiale Ferrari e Sparco. La modalità di gara sarà basata su hotlap e permetterà ai più veloci di accedere a una gara in modalità endurance su un simulatore professionale dell’azienda californiana VRX. Assetto Corsa Competizione potrà essere provato su diversi circuiti e con due diverse auto, il gameplay sarà caratterizzato dalla presenza del ciclo giorno/notte e della pioggia e darà un primo assaggio delle incredibili potenzialità del motore grafico Unreal Engine 4 applicato a un simulatore di guida.

Grazie a Thrustmaster i piloti virtuali si immergeranno in Assetto Corsa Competizione percependo gli effetti di ogni singolo cordolo dato che la servo-base utilizzata sarà la TS-XW, con motore brushless a doppia cinghia. I giocatori potranno testare questo equipaggiamento con gli add-on Ferrari 488 GT3 e Sparco P310, che replicano fedelmente le controparti reali dei relativi volanti racing, e avranno la possibilità di vincere dei premi.

Leggi anche: E3 2018: tutto quel che c’è da sapere su ogni conferenza

Lasciadovi al primo teaser trailer di Assetto Corsa Competizione, vi ricordiamo che potete seguire E3 2018 comodamente dalla nostra pagina evento, sulla pagina Facebook di Game Division oppure dal profilo di Yuri Polverino, il nostro inviato che ci porterà nel backstage della fiera videoludica più importante al mondo!


Tom’s Consiglia

Potete correre sulle piste di Assetto Corsa – Ultimate approfittando di questa offerta.

Giornata di formazione MMT: Udine sabato 9 giugno

Author: Redazione Rete MMT

Rete MMT Friuli Venezia Giulia organizza una giornata di formazione sulla MMT aperta a tutti.

Il rapporto tra sistema monetario ed economia reale. Strumenti per leggere politica e società oltre la narrazione giornalistica

Udine, sabato 9 giugno, sala conferenze del Centro Servizi Volontariato del Friuli V.G. (CSV FVG) in Viale Venezia, 281.

Relatore: Ivan Invernizzi – gruppo economico Rete MMT

Programma:

  • 9.15 registrazione partecipanti
  • 9.30 – 12.30
    • come la valuta viene creata e distrutta
    • cosa crea la disoccupazione e come raggiungere la piena occupazione
    • Implicazioni dei Trattati UE
  • 14.30 – 17.30
    • uscire dall’Euro? E come?
    • come disciplinare il sistema bancario
    • come gestire i rapporti con le economie estere
    • costruire un mercato del lavoro senza povertà
    • le premesse dello sviluppo economico

Ingresso libero e gratuito, è consigliata la prenotazione.

E-mail: fvg@retemmt.it, Cellulare: 346 822 6025.

Leggete Karl Marx! – Una conversazione con Immanuel Wallenstein

Author: Bosque Primario Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

Il ritorno a Marx non è essenziale solo per comprendere la logica e la dinamica del capitalismo, ma è anche uno strumento molto utile che procedere ad un esame rigoroso capace di spiegare il perché siano falliti gli esperimenti socio-economici del passato che hanno tentato di sostituire il capitalismo con un altro sistema produttivo. Spiegarci questi fallimenti è condizione fondamentale per ricercare, oggi, una alternativa al capitalismo.

Immanuel Wallerstein (www.iwallerstein.com), Senior Research Scholar alla Yale University, New Haven – USA, è uno dei più grandi sociologi viventi e uno degli studiosi più preparati per discutere sull’importanza di Marx oggi. Ha insegnato Marx per molti anni e tutto il suo lavoro è stato influenzato dalle teorie del rivoluzionario, nato a Treviri, il 5 maggio 1818. Wallerstein ha scritto più di 30 libri – tradotti in diverse lingue – tra cui il famoso The Modern World-System, pubblicato in quattro volumi tra il 1974 e il 2011.

***

Marcello Musto: Professor Wallerstein, a 30 anni dalla fine del cosiddetto “socialismo reale”, continuano ad esserci pubblicazioni, dibattiti e conferenze in tutto il mondo sulla attualità di Karl Marx per spiegarci i fatti di oggi. È una cosa che la sorprende? O lei crede che le idee di Marx continueranno ad essere importanti per chi è alla ricerca di un’alternativa al capitalismo?

Immanuel Wallerstein: C’è una vecchia storia su Marx: pare che se si prova a buttarlo fuori dalla porta principale, lui rientra dalla finestra di dietro. Questo è quanto che è successo un’altra volta. Marx è importante perché noi dobbiamo confrontarci con delle questioni su cui c’è ancora molto da dire e perché quello che disse Marx è diverso da quello che altri autori hanno sostenuto sul capitalismo. Molti giornalisti e studiosi – non solo io – trovano Marx estremamente utile e oggi, vive una nuova fase di popolarità, malgrado quando si era previsto nel 1989.

Marcello Musto:  La caduta del muro di Berlino ha liberato Marx dalle catene di un’ideologia che aveva poco a che vedere con la sua concezione della società. Il panorama politico che seguì l’implosione dell’Unione Sovietica ha contribuito a liberare Marx dal ruolo di prestanome  di un apparato statale. Cosa c’è nell’interpretazione del mondo di Marx che continua a raccogliere la nostra attenzione?

Immanuel Wallerstein: Credo che quando si pensa all’interpretazione del mondo di Marx ci si limiti al concetto di “lotta di classe”. Quando rileggo Marx alla luce dei problemi attuali, per me lotta di classe significa “lotta necessaria di una Sinistra Globale (che credo possa rappresentare, come reddito,  l’80% della popolazione mondiale) contro una Destra Globale” (che rappresenta forse l’1% della popolazione). La lotta quindi è sul restante 19% per attirarli da una parte o dall’altra.

Viviamo in un’era di crisi strutturale del sistema mondiale. L’attuale sistema capitalista non può sopravvivere, ma nessuno può sapere con certezza che cosa lo sostituirà. Sono convinto che ci siano due possibilità: una è quella che io chiamo “Spirit of Davos”. L’obiettivo del World Economic Forum di Davos, che è trovare un sistema che mantenga  vive le peggiori caratteristiche del capitalismo: gerarchia sociale, sfruttamento e, soprattutto, polarizzazione della ricchezza. L’altra è un sistema che dovrà essere più democratico e più egualitario. La lotta di classe è il tentativo fondamentale per influenzare il futuro di ciò che sostituirà il capitalismo.

Marcello Musto: La sua riflessione sulla classe media mi ricorda tanto l’idea di egemonia di Antonio Gramsci, ma penso che il punto sia anche comprendere come motivare la massa – l’80% di cui parlava – a partecipare alla politica. Questo è particolarmente pressante nel cosiddetto Sud globale, dove si concentra la maggioranza della popolazione mondiale e dove, in passato, malgrado il drammatico aumento della disuguaglianza prodotta dal capitalismo, i movimenti  sono diventati molto più deboli di quanto fossero precedentemente. In queste regioni, l’opposizione alla globalizzazione neo-liberale è stata spesso sostenuta da fondamentalismi religiosi e da partiti xenofobi. Stiamo assistendo sempre più a questo fenomeno anche in Europa.

La domanda è: Marx ci può aiutare a comprendere questo nuovo scenario? Studi recentemente pubblicati hanno offerto nuove interpretazioni di Marx che potrebbero aiutarci ad aprire quelle “finestre di dietro”, per usare la sua espressione e rivelano un autore che ha spinto il suo esame sulle contraddizioni della società capitalista, ben oltre il conflitto tra capitale e lavoro, esplorando altri campi. In effetti, Marx dedicò molto del suo tempo allo studio delle società non europee e al ruolo distruttivo che ebbe il colonialismo alla periferia del capitalismo. Infatti, contrariamente alle interpretazioni che associano la concezione di Marx del socialismo allo sviluppo di forze produttive, le sue considerazioni sull’ecologia  figuravano in primo piano nel suo lavoro.

Inoltre, Marx si interessò a molti altri argomenti che gli studiosi tendono ad ignorare quando parlano di lui. Tra questi argomenti troviamo il potenziale della tecnologia, la critica del nazionalismo, la ricerca di forme collettive di proprietà non controllate dallo stato ed il bisogno di libertà individuale nella società contemporanea: tutte questioni fondamentali dei nostri tempi. Ma accanto a questi nuovi volti di Marx – che possono spiegare il rinnovato interesse intorno al suo pensiero, come fenomeno di questi ultimi anni – ci potrebbe indicare tre idee fondamentali di Marx che, secondo Lei,  oggi dovrebbero essere riconsiderate?

Immanuel Wallerstein:  Prima di tutto, Marx ci ha spiegato meglio di chiunque altro che il capitalismo non è il modo naturale di organizzare la società. In Miseria della filosofia, pubblicato quando aveva solo 29 anni, già sfidava gli economisti politici borghesi che sostenevano che le relazioni capitalistiche “sono leggi sono naturali, indipendenti dall’influenza del tempo”. Marx scrisse per questi economisti che “era passato del tempo da quando si viveva sotto il feudalesimo a quando si erano creati quei rapporti di produzione tanto diversi nella società borghese”  ma che quegli economisti non avevano tenuto conto della storia che era passata mentre pensavano al loro modulo produttivo. Economisti che rappresentano il capitalismo “come un sistema naturale ed eterno”. Nel mio libro Historical Capitalism, ho cercato di dimostrare che il capitalismo è solo quello che è accaduto storicamente, contrariamente a quell’idea vaga e poco chiara esposta da diversi economisti politici tradizionali. Ho sostenuto più volte che non esiste un capitalismo che non sia capitalismo storico. Mi sembra molto semplice e dobbiamo molto a Marx.

In secondo luogo, voglio sottolineare l’importanza del concetto di “accumulazione primitiva”, che significa “espropriazione della terra dei contadini”, concetto alla base del capitalismo. Marx comprese molto bene che quello era un processo chiave per la costituzione del dominio della borghesia. Era un concetto all’inizio del capitalismo ed è un concetto che esiste ancora oggi.

Infine, vorrei invitare ad una maggior riflessione sull’argomento “proprietà privata e comunismo”. Nel sistema introdotto in Unione Sovietica – in particolare sotto Stalin – lo stato possedeva la proprietà, ma questo non significava che la gente non continuasse ad essere sfruttata o oppressa. Lo restarono comunque. Quando Stalin parlava di socialismo, questo non serviva a farlo entrare nella testa della gente, Marx incluso. La proprietà pubblica dei mezzi di produzione è una possibilità, ma può esistere anche la proprietà cooperativa ed essenzialmente dobbiamo sapere chi è che sta producendo e chi sta beneficiando del plusvalore, se vogliamo arrivare ad una società migliore. E’ questo punto che deve essere completamente riorganizzato, rispetto al capitalismo. Per me, è questa la domanda chiave.

Marcello Musto:  Il 2018 nel bicentenario della nascita di Marx sono stati dedicati alla sua vita nuovi libri e nuovi film. C’è un periodo della sua biografia che trova più interessante?

Immanuel Wallerstein: Marx ebbe una vita molto difficile, lottò contro una grave povertà personale e fu fortunato ad avere un compagno come Friedrich Engels che lo aiutò a sopravvivere. Marx non ebbe vita facile nemmeno a livello emotivo e la sua persistenza nel cercare di fare quello che credeva essere il lavoro della sua vita – la comprensione di come funziona il capitalismo – fu ammirevole. Questo è quello che era convinto di dover fare. Marx non voleva spiegare il passato e nemmeno definire come sarebbe stato il socialismo nel futuro. Non era questo il compito che si era dato, voleva solo comprendere il mondo capitalista in cui viveva.

Marcello Musto: Per tutta la sua vita, Marx non fu semplicemente uno studioso estraniato dal mondo, chiuso tra i libri del British Museum di Londra, ma fu sempre un militante rivoluzionario coinvolto nelle lotte della sua epoca. A causa del suo attivismo, in gioventù fu espulso da Francia, Belgio e Germania e fu anche costretto ad andare in esilio in Inghilterra quando furono sconfitte le rivoluzioni del 1848. Appoggiò giornali e riviste e sostenne sempre in tutti i modi possibili i movimenti sindacali. Successivamente, dal 1864 al 1872, divenne il capo della International Working Men’s Association, la prima organizzazione transnazionale della classe operaia e, nel 1871, difese la Comune di Parigi, il primo esperimento socialista della storia.

 Immanuel Wallerstein: Sì, è vero. È essenziale ricordare la militanza di Marx. Come lei ha sottolineato recentemente nel volume  Workers Unite!   svolse un ruolo straordinario nell’Internazionale, un’organizzazione di persone fisicamente distanti tra loro, in un momento in cui non esistevano meccanismi di facile comunicazione. L’attività politica di Marx si rivolse anche al giornalismo, attività che seguì per tutta la sua vita, come modo di comunicare ad un pubblico più ampio. Lavorò come giornalista per guadagnarsi uno stipendio, ma si impegnò nella attività politica. Per lui non aveva nessun senso essere neutrale. Fu sempre giornalista impegnato.

Marcello Musto: Nel 2017, in occasione del centenario della rivoluzione russa, alcuni studiosi sono tornati al contrasto tra Marx e alcuni dei suoi sedicenti seguaci che furono al potere durante il XX secolo. Quale fu la principale differenza tra Marx e loro?

 Immanuel Wallerstein: Gli scritti di Marx sono illuminanti e molto più sottili e variegati di alcune interpretazioni semplicistiche delle sue idee. È sempre bello ricordare la famosa boutade in cui Marx disse: “Se questo è il marxismo, è chiaro che io non sono marxista”. Marx fu sempre pronto ad affrontare la realtà del mondo, non come molti altri che imposero dogmaticamente le loro opinioni. Marx cambiò idea spesso. Era costantemente alla ricerca di soluzioni per i problemi che vedeva che si presentavano al mondo. Questo è il motivo per cui è ancora una guida utile e di grande ausilio.

Marcello Musto: Concludendo, cosa vorrebbe dire alle nuove generazioni che ancora non conoscono Marx?

Immanuel Wallerstein: La prima cosa che devo dire ai giovani è che devono leggerlo. Non leggere le storie che raccontano su di lui, ma leggere Marx. Sono poche le persone – in confronto con quanti ne parlano – che hanno veramente letto Marx, ma questo vale anche per Adam Smith. In generale, si legge solo quello che si scrive su questi classici. La gente impara a conoscerli con i riassunti fatti da altra gente. Si vuole risparmiare tempo, ma è una vera  perdita di tempo! Bisogna leggere autori interessanti e Marx è stato lo studioso più interessante del XIX e XX secolo. Non c’è dubbio su questo e nessuno lo eguaglia né in termini di quantità di cose scritte, né per la qualità della sua analisi. Quindi, il mio messaggio alla nuova generazione è che Marx è davvero degno di essere scoperto, ma bisogna leggerlo, bisogna leggere le sue parole. Leggere Karl Marx!

Marcello Musto  è Associate Professor di Sociological Theory at York University, Toronto – Canada. Ha scritto parecchi libri su Marx, tra cui  Karl Marx’s Grundrisse (Routledge, 2008)Marx for Today (Routledge, 2012); Workers Unite! (Bloomsbury, 2014) e l’ultimo Another Marx (Bloomsbury, 2018)www.marcellomusto.org

Fonte:  https://marx200.org

Link : https://marx200.org/en/blog/read-karl-marx-conversation-immanuel-wallerstein

10.04.2018

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

We May Not Need ‘Planet 9’ to Explain Unusual Orbits in Outer Solar System

Author: Joel Hruska ExtremeTechExtremeTech

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A bit more than two years ago, a pair of astronomers made waves when they suggested that the orbits of a group of trans-Neptunian Objects, or TNOs, might be evidence for the existence of an undiscovered planet in our own solar system. This hypothesized world, dubbed Planet 9, would be approximately 10x the mass of Earth, 2-4x its diameter, and would have an elongated orbit that takes as much as 15,000 years to travel once around the sun. Now, however, a different group of researchers has put forward a theory that doesn’t require Planet 9 to exist at all. Instead, they posit that a dense enough group of trans-Neptunian Objects (TNOs) may have collectively created some of the same orbits we see today, without the need for a Planet 9.

To review: The primary evidence for the existence of Planet 9 is the large number of TNOs with highly unusual orbits within our solar system. The image below shows the orbits of a number of these TNOs, with the hypothetical orbit of Planet 9 in gold.

The highly unusual (and yet, oddly similar) orbits of a number of Kuiper Belt Objects. Image by Caltech

The basic argument for Planet 9 is that the similarly unusual (or unusually similar) orbits of this (relatively) massive group of objects implies they’ve been acted upon by a still-larger object. But Ann-Marie Madigan, an assistant professor in the Department of Astrophysical and Planetary Sciences at the University of Colorado Boulder, has a different argument. Some of the larger TNOs, including Sedna, are considered “detached objects,” meaning they do not have a strong gravitational interaction with Neptune or any other body in the solar system. The abstract from Professor Madigan’s paper reads:

[O]bservations suggest that there is a large population of detached TNOs that have a dynamical history different than that of the objects scattered by Neptune. The physical mechanism by which these massive minor planets become detached is currently unknown. However, we have discovered a phenomenon, driven by differential precession between TNOs of different masses and mutual secular gravitational torques, that naturally detach massive minor planets. This mechanism could have notable consequences for the outer Solar System and may shed some light on the origin of the detached population of minor planets near the Scattered Disk.

The smaller TNOs may move much more quickly than the handful of large TNOs, according to Space.com, causing them to bunch together. This bunching effect would then reshape the paths of the larger TNOs as those bodies approach. Over time, this could have caused the larger TNOs with their unusual, highly elliptical orbits, to “detach” from the rest of the solar system. The reason this potential explanation hasn’t been explored much before now is that attempting to model the gravitational interactions of hundreds of TNOs, across millions to billions of years, tends to be computationally intensive and unnecessary when considering the overall evolution of the primary solar system.

Madigan does note that her own theory isn’t as good a fit for all of the observed conditions as Planet 9 is. There’s no explanation for why the orbits of the various detached TNOs all tilt the same way, for example. Planet 9, on the other hand, would explain this. And her own theory requires the existence of a much larger number of small TNOs than we’ve historically observed, though our own limited telescopes may explain this discrepancy. Sedna itself was only discovered in 2003, while the second-largest (by volume) and most massive dwarf planet, Eris, was found in 2005. We’re still researching the farthest reaches of the solar system — and still hunting for Planet 9, if it’s out there to start with.

I nuovi auricolari Xiaomi Bluetooth con cancellazione del rumore, supporto AAC e APT-X

Author: IlSoftware.it

I nuovi auricolari Xiaomi Bluetooth con cancellazione del rumore, supporto AAC e APT-X

Cafago presenta i nuovi auricolari wireless comodissimi da indossare e capaci di garantire un’esperienza d’ascolto senza eguali.

Il famoso negozio online Cafago propone ai lettori de IlSoftware.it i nuovi auricolari wireless Bluetooth Xiaomi a un prezzo davvero speciale.
Si tratta di un prodotto di qualità, realizzato da quella stessa azienda che è ormai divenuta quarto produttore al mondo di smartphone per numero di dispositivi venduti.

Gli auricolari Xiaomi Mi Bluetooth del 2018 sono realizzati in materiale elastico e sono comodissimi da indossare grazie anche al peso ridotto ai minimi termini: appena 40 grammi.

I nuovi auricolari Xiaomi Bluetooth con cancellazione del rumore, supporto AAC e APT-X

Questi auricolari sono particolarmente validi perché dispongono di un esclusivo collare morbido da tenere sul collo. Esso consente di mantenere gli auricolari nella loro posizione anche per lunghi periodi, ad esempio durante una passeggiata all’aria aperta o l’attività sportiva.
Gli auricolari Xiaomi uniscono la qualità dell’audio AAC con l’utilizzo del codec APT-X lossless che ottimizza la trasmissione del segnale in modalità wireless via Bluetooth. Il device è anche in grado di ridurre il rumore esterno in modo intelligente ed efficace.
Per quanto riguarda l’autonomia, gli auricolari Bluetooth Xiaomi sono equipaggiati con una batteria da 137 mAh che garantisce, secondo il produttore, fino a 8 ore di utilizzo continuo o fino a 200 ore in modalità stand-by.Dopo aver accoppiato il proprio smartphone, di qualunque marca, con gli auricolari Xiaomi sarà possibile effettuare chiamate e rispondere a quelle in arrivo senza usare le mani.
Infine, la presenza di appositi pulsanti consente di ridurre o aumentare istantaneamente il volume nonché controllare le tracce audio che vengono di volta in volta riprodotte.
I nuovi auricolari Xiaomi Mi Bluetooth 4.1 sono in offerta su Cafago sino al 30 giugno prossimo a soli 43,32 euro digitando il codice coupon AMAE01 al momento dell’ordine.