Craig Federighi «Il file system APFS presto supporterà Fusion Drive»

Author: Daniele Piccinelli Macitynet.it

APFS

Sicuro, stabile e a prova di futuro ma il nuovo file system APFS di Apple finora funziona solo con gli SSD. Craig Federighi, responsabile dei sistemi operativi di Cupertino, anticipa che presto il supporto sarà esteso

Craig Federighi anticipa che presto il file system APFS di ultima generazione di Apple amplierà il supporto per funzionare anche sulle unità Fusion Drive. Non si tratta di un annuncio ufficiale perché il dirigente, Senior Vice President Software Engineering di Apple responsabile di iOS e macOS, non ha rilasciato la dichiarazione in una intervista o in un comunicato stampa, bensì in risposta a una mail di un utente.

Da quando è stato rilasciato nel 2017 all’interno di macOS 10.13 High Sierra, il moderno, sicuro, stabile e a prova di futuro APFS funziona esclusivamente con le unità SSD interne ed esterne dei Mac, oltre che con gli altri dispositivi Apple 100% Flash.

craig federighi apfs, foto utility disco con unità APFS

craig federighi apfs, foto utility disco con unità APFS

In realtà Craig Federighi aveva dichiarato che APFS su Fusion Drive era uno sviluppo già previsto da Apple a settembre dello scorso anno. Così un utente di nome Jonathan ha pensato bene di chiedere delucidazioni alla fonte: d’altronde chi meglio di Craig Federighi può conoscere gli sviluppi futuri di APFS?

Il dirigente Apple ha risposto alla mail con un messaggio sintetico ma inequivocabile «Hi Jonathan, we intend to adress this question very soon… Thanks – Craig». Letteralmente: Apple risponderà alla domanda molto presto. Così senza dichiararlo esplicitamente Craig Federighi anticipa che il supporto APFS sarà presto esteso anche alle unità Fusion Drive.

craig federighi apfs, foto Craig Federighi

craig federighi apfs, foto Craig Federighi

Impiegate su iMac e anche Mac mini Fusion Drive abbina una memoria Flash, come quelle impiegate nelle unità SSD, a un disco fisso tradizionale per offrire un sistema di memorizzazione veloce come gli SSD ma capiente e con costi più abbordabili come i dischi fissi tradizionali.

Ora però considerando il «Molto presto» di Craig Federighi per APFS su Fusion Drive sembra lecito attendere la novità in occasione della WWDC 2018 quando Apple svelerà tutte le nuove versioni dei suoi sistemi operativi, incluso macOS 10.14. Per tutte le novità attese nel prossimo macOS, inclusa la fine delle app a 32bit, la modalità Dark, lo sviluppo unificato tra macOS e iOS e molto altro ancora rimandiamo i lettori a questo articolo.

In Apple la pratica di offrire alcune anticipazioni via mail non è nuova. Ai tempi di Steve Jobs le novità da Cupertino in alcuni casi arrivavano in anticipo tramite email brevissime e laconiche che periodicamente il leggendario Ceo inviava in risposta ai quesiti di utenti e appassionati. Una piacevole consuetudine fortunatamente mantenuta anche dagli altri dirigenti di Cupertino.

Come ripulire la libreria foto di iOS in un lampo con Gemini Photos

Author: Yuri Di Prodo Macitynet.it

Ripulire la libreria foto di iOS in un lampo con Gemini Photos

L’app (è gratis) usa l’Intelligenza Artificiale per scovare e cancellare foto simili, screenshot, immagini potenzialmente inutili e molto altro

«Ti ricordi le 20 foto che hai scattato per averne una perfetta? Sono ancora sul tuo iPhone e occupano spazio prezioso». E’ con questa frase che MacPaw presenta Gemini Photos, la sua prima app per iOS che alla stregua di quanto offre la controparte per Mac promette di ripulire la libreria foto in un click.

Il software sfrutta un algoritmo proprietario di apprendimento automatico capace di raggruppare le foto che ritiene essere molto simili scegliendo la migliore ed eliminando le altre copie.

L’app analizza anche le immagini presenti nel rullino per scovare quelle sfocate, gli screenshot e immagini testuali che probabilmente sono state scattate in precedenza come promemoria e che potrebbero non essere più utili.

Dopo un’attenta scansione, il sistema permette di rivedere la selezione fatta dall’algoritmo ed eventualmente rimuovere dalla lista le immagini che si desidera mantenere, eliminando in un sol colpo tutte le altre.

Ripulire la libreria foto di iOS in un lampo con Gemini Photos

Ripulire la libreria foto di iOS in un lampo con Gemini Photos

C’è anche un’opzione che permette di cancellare l’intera libreria con un click, utile quando si è certi di aver fatto il backup su un disco esterno o su un servizio cloud e si desidera fare spazio sulla memoria del telefono.

Di seguito riportiamo i termini di prova gratuita riportati dall’azienda sulla scheda iTunes dell’app:

Una prova gratuita dell’abbonamento mensile di Gemini Photos consente l’accesso illimitato per rimuovere foto simili per 3 giorni. Il rinnovo verrà addebitato al tuo account, in conformità con il tuo piano per $ 1,99 al mese, entro 24 ore prima della fine del periodo di prova di 3 giorni.

*** Puoi annullare il tuo abbonamento in qualsiasi momento ***

Il rinnovo dell’abbonamento mensile è automatico.

Puoi annullare questo rinnovo automatico in qualsiasi momento, almeno 24 ore prima della fine del periodo di abbonamento corrente. Qualsiasi parte non utilizzata di un periodo di prova gratuito verrà annullata quando si effettua un acquisto di un abbonamento di rinnovo automatico.

Gemini Photos per iPhone è gratis in tutte le sue funzioni tranne che l’uso dell’algoritmo per la ricerca delle foto simili. Questa opzione può essere testata per i primi tre giorni: per utilizzarla oltre il periodo di prova gratuita sarà necessario acquistare l’accesso illimitato al costo di 14,99 dollari una tantum oppure tramite abbonamento mensile (1,99 dollari) o annuale (11,99 dollari).

Confermata la diretta video del keynote WWDC del 4 giugno

Author: Mauro Notarianni Macitynet.it

WWDC 2018

Come da tradizione, Apple ha confermato la possibilità di vedere in diretta streaming il keynote di presentazione in concomitanza della 29a edizione dell’annuale Worldwide Developers Conference (WWDC) che si svolgerà a San Jose dal 4 all’8 giugno.

Sula sezione del suo sito web dedicato agli eventi, Apple ha indicato la possibilità di vedere in live streaming il keynote di presentazione in concomitanza della 29a edizione dell’annuale Worldwide Developers Conference (WWDC) che, lo ricordiamo, si svolgerà a San Jose dal 4 all’8 giugno.

La Casa di Cupertino indica che il keynote sarà visibile il 4 giugno dalle ore 10 PDT (fuso orario del Pacifico) e quindi le ore 19 in Italia.

L’evento si svolge presso il McEnery Convention Center, luogo scelto per ospitare la comunità di sviluppatori che si riuniscono ogni anno per condividere le loro prospettive e scoprire il futuro di prodotti e servizi Apple.

Apple ha invitato media e giornalisti per un evento che si annuncia come sempre molto ricco. Tra le novità che dovremmo vedere l’anteprima delle nuove versioni di iOS, macOS, watchOS e tvOS.

www 2018 avrà ancora come protagonista del keynote Tim Cook

Il CEO di Apple Tim Cook. Nel 2017 la WWDC ha riunito sviluppatori da 75 Paesi in laboratori pratici, keynote, eventi e incontri con relatori d’eccezione.

Per tutte le informazioni e i dettagli sulla WWDC 2018 e anche per consultare l’elenco completo di tutte le possibili novità hardware e software attese nel keynote Apple del 4 giugno rimandiamo i lettori a questo approfondimento.

Nella pagina web di Apple che annuncia lo streaming, per la visione si consiglia un iPhone, iPad, o iPod touch con Safari su iOS 10 o seguenti, oppure un Mac con Safari su macOS Sierra 10.12 o seguenti, o ancora un PC con Windows 10 e il browser Microsoft Edge. Per lo streaming su Apple TV con AirPlay è richiesta una Apple TV di 2a generazione o seguenti, con l’ultima versione di tvOS. È possibile accedere allo streaming con altre piattaforme usando recenti versioni di Chrome, Firefox o altri browser che supportino MSE (Media Source Extensions) e il formato di compressione video/audio H.264 e AAC.

IO: nasce l’app per gestire il rapporto con la Pubblica Amministrazione


Author: HDblog.it Apple HDblog

IO è il nome dell’app sperimentale promossa dal Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che consentirà ai cittadini di gestire il rapporto con la Pubblica Amministrazione direttamente dal proprio smartphone.

Il progetto – condotto in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale – semplificherà l’accesso ai servizi pubblici e permetterà di avere a disposizione (e di conservare) documenti e certificati, effettuare pagamenti, ricevere messaggi, avvisi e comunicazioni da parte della PA.

Al momento l’app è ancora in versione closed beta – dunque non è ancora disponibile su Play Store e App Store. Non manca però molto tempo prima che possa essere scaricata, considerando il fatto che da questa estate diversi servizi locali e nazionali saranno già erogati anche tramite IO. I cittadini verranno poi coinvolti in una fase di test per implementare le funzionalità.

“L’app permetterà di ridurre drasticamente i tempi degli adempimenti del cittadino verso la Pubblica Amministrazione”, spiega Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. “Con un sistema di notifiche, pagamenti e scadenze, in pochi minuti si potranno svolgere operazioni che prima richiedevano molto più tempo”.

Con IO si riceveranno messaggi da qualunque ente pubblico anche in modalità di notifica push, si potranno effettuare pagamenti associando la propria carta di credito e il conto corrente (ma saranno supportati anche PayPal e Satispay) e sarà disponibile il codice QR per pagare gli avvisi cartacei. Interessante anche la possibilità di avere i documenti sempre a portata di mano, con l’opzione di condivisione con i propri contatti o la PA. Cliccando su “Richiedi un documento” si potrà inoltre ricevere ciò di cui si necessita in modo istantaneo.

L’app rappresenta un’integrazione di sistemi già esistenti e disponibili (inclusi PagoPA, ANPR e SPID): in pratica, diversi servizi e funzionalità saranno fruibili in un unico luogo virtuale – IO. Come afferma Piacentini,

Stiamo lavorando alle piattaforme abilitanti, quei componenti necessari, ma non sufficienti, per rendere l’app completamente operativa. L’anagrafe unica ANPR permetterà di sincronizzare tutti i dati dei cittadini che a oggi sono sparsi in circa 8000 anagrafi diverse, SPID ne garantirà un accesso sicuro e unico, il nodo dei pagamenti PagoPA diventerà il motore del borsellino digitale dell’app.

IO è un progetto realizzato con una logica open source pensato e sviluppato per semplificare la vita non solo dei cittadini, ma anche di coloro che operano presso la PA. Dal punto di vista della privacy, l’accesso si effettua con SPID impostando un PIN o utilizzando l’impronta digitale. I dati – viene spiegato – sono gestiti nel pieno rispetto della normativa GDPR.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale a QUESTO LINK.

Il tablet Digital Paper Sony con e-ink ora è più piccolo e costa quasi la metà

Author: Yuri Di Prodo Macitynet.it

Digital Paper di Sony ora è più piccolo e costa quasi la metà
Digital Paper di Sony ora è più piccolo e costa quasi la metà

Nuova versione da 10.3 pollici ad un prezzo che vuole invogliarne l’acquisto

Ve lo ricordate Digital Paper, il tablet e-ink lanciato da Sony nel 2014? Il dispositivo, pensato per leggere documenti e PDF e prenderci sopra gli appunti con lo stilo, si presentava un po’ come la svolta per studenti e docenti che volgono lo sguardo al digitale ma non riescono ad abbandonare completamente la praticità e la produttività del cartaceo.

L’idea è ottima ma il prezzo di 1.100 dollari ha probabilmente frenato molti potenziali acquirenti, soprattutto se pensiamo che oggi possiamo fare le stesse cose con un qualsiasi tablet e una buona app. Sony non ha però mollato l’idea e sta provando a dare una spinta a questa categoria di prodotto lanciando una nuova versione.

Nome in codice DPT-CP1, è lo stesso identico tablet solo che ha uno schermo da 10.3 pollici e costa 600 dollari, quasi la metà rispetto al primo modello che propone invece un display da 13.3’’. Il prezzo (circa 500 euro col cambio attuale) è ancora un po’ alto se lo si paragona al nuovo iPad 9.7’’ (a partire da 359 euro) che, se combinato ad Apple Pencil (99 euro), circa allo stesso prezzo non solo offre le stesse caratteristiche ma permette di fare anche molto di più.

digital paper sony, Digital Paper di Sony ora è più piccolo e costa quasi la metà

digital paper sony, Digital Paper di Sony ora è più piccolo e costa quasi la metà

Certo il confronto è un po’ forzato perché Digital Paper fa uso di uno schermo E-Ink che gode di una visibilità alla luce del giorno senza paragone (ma è in bianco e nero) ed è pensato unicamente per leggere libri, file PDF e lavorare sui documenti come se fossimo con carta e penna. La batteria poi dura tre settimane e il nuovo modello è anche in grado di comunicare con i dispositivi iOS e Android tramite app per velocizzare la condivisione dei documenti, magari ricevuti proprio un attimo prima tramite email.

Resta ad ogni modo un dispositivo circoscritto ad una limitata categoria di utenti e che può effettivamente risultare migliore di un tablet se usato unicamente per lo scopo per cui nasce. La maggiore portabilità e l’importante taglio di prezzo del nuovo modello potrebbero favorirne le vendite? Lo scopriremo nei prossimi mesi.