LA PAURA

​La paura è una tra le emozioni primarie che caratterizzano l’essere umano . La paura in molte circostanze ci salva la vita ma se la paura non è giustificata e si radica in noi diventa un disturbo fobico che limita le nostre azioni.Per superare i momenti di paura adottiamo delle azioni  e dei pensieri che in molte circostanze peggiorano la situazione
Un esempio semplice può essere dato da una persona che deve parlare di fronte ad un pubblico.  Avere una leggera sensazione di paura è normale perché ci consente di essere più reattivi a ciò che andiamo a fare.

Cercando di nascondere la paura portando il  CONTROLLO sulle sensazioni che proviamo come ad esempio controllare il respiro e i pensieri. Se però questo controllo deve gestire una paura molto intensa alla fine della  nostra esperienza avremo sicuramente dei RICORDI NEGATIVI.Un altro modo per gestire la paura  è EVITARLA.
Dopo l’esperienza fatta ed avere un ricordo negativo sicuramente cercheremo di evitare di trovarci nuovamente nella situazione di dover parlare in pubblico. Questa azione sicuramente ci terrà lontano dalla paura perché l’abbiamo evitata ma sicuramente non superata.Infine per gestire la paura possiamo cercare RASSICURAZIONE e PROTEZIONE in altre persone o facendoci accompagnare oppure addirittura facendoci sostituire.
Anche in questo caso abbiamo evitato la paura ma non l’abbiamo superata.

Comportandoci sempre in questo modo per diversi mesi alla fine consolideremo in noi un disturbo fobico e saremo panicanti  della paura.

Abbiamo tre SOLUZIONI per poter superare i momenti di paura:
il primo è quello di usare la tecnica dello scalatore.
Lo scalatore quando traccia il percorso per salire sulla cima della montagna parte dalla cima e va aritroso fino a terra. In questo modo riesce a stabilire bene tutti gli appigli senza trovarsi in un punto cieco.
Tornando quindi al parallelo del parlare in pubblico dovremmo in pratica pensare di essere alla fine della nostra presentazione e tornare indietro nel tempo stabilendo tutti i passi necessari per arrivarci
Si potrebbe pensare di fare  esercizi respiratori,  concentrarsi sul discorso e non su ciò che ci accade intorno ed aver speso del tempo nel prepararci sull argomento che andiamo a discutere .
Stabiliti tutti i passi da fare sarà quindi più semplice superare la paura di questa esperienza perche conosciamo bene  cio che ci aspetta.

Abbiamo poi la tecnica dello scenario al di là del problema:
Dobbiamo immaginarci  già al di là del problema e annotarci tutte le sensazioni positive che avremmo dopo la presentazione.
Riportare poi mentalmente una ad una le sensazioni allo stato attuale in modo tale da avere le sensazioni  positive ed un atteggiamento propositivo  a ciò che dobbiamo fare.

La terza tecnica e definita “come peggiorare
Paradossalmente dobbiamo pensare a tutte le azioni che ci possono condurre al fallimento.
L’ annotarci  questi comportamenti  fara sì che durante l’ azione si eviteranno  e saremo portati a porci in una situazione creativa.

Tutto questo percorso TRASFORMA la paura iniziale in uno stato di cambiamento, e rende la mente flessibile e consente il miglioramento continuo -.

Che cosa c’entra tutto questo con il training?

.Spesso e volentieri la paura  durante un trade puo offuscare la realta e indurre sensazioni negative che  la volta successiva condizioneranno il trader a rimanere immobile senza fare nulla. portandolo  poi a cercare aiuto sul da farsi .
Delegando  ad altri il compito del proprio lavoro e conseguentemente a scaricare le colpe su di lui :-)  in casi di fallimento

Tutte queste tentate soluzioni alla paura si alimentano tra di loro e col tempo non consentono al trader   di risultare vincente.

Andando  ad applicare  la prima soluzione strategica e cioè quello dello scalatore.
Vanno analizzate le azioni da fare per un trade  vincente andando aritroso in  tutte le azioni necessarie per arrivarci.

Iniziando quindi dalla chiusura del trade ,
vedendo dove era posizionato il target,
lo stop loss,
poi l’ingresso,
poi l’analisi che ha  condotto a stabilire i livelli
ed  il minuto di pausa per poter assumere un atteggiamento  mentale idoneo al lavoro .
Tutte azioni precedute  necessariamente da un’analisi più ampia dei diversi mercati.

Non mi dilungo a descrivere anche gli altri due modelli di strategia perché Cortana potrebbe stancarsi di farmi da segretaria :-)

Penso che sia utile e assolutamente necessario oltre ad  avere un buon computer ,una buona linea ADSL ,un buon broker avere una buona conoscenza della propria mente.

Autore: Finanza.com Blog Network Posts

Tutti in attesa dei meeting FED e BCE di dicembre

bce-fed-banche-centraliIntanto però attenzione alla volatilità. I segnali in arrivo dai mercati ci illustrano il rischio di un aumento della stessa.

Il mercato oggi è in stand by, quasi ingessato soprattutto per il giorno festivo negli USA. E se gli americani si mangiano il tacchino, qui in Europa restiamo in attesa anche perché è chiaro che il mercato, tranne scenari particolari che vanno a sconvolgere le logiche e gli equilibri attuali, ha ormai rivolto l’attenzione a dicembre, in particolar modo sulle date del tre, giorno del famosi Meeting BCE di cui tanto abbiamo parlato nei giorni scorsi (cliccate QUI)

bce-meeting…e sui giorni 15-16 dicembre, quando la FED dovrebbe cominciare ad alzare i tassi di interesse.
Siamo onesti, visto che FED e BCE sono entrambe provviste di telefono, ritengo certo il fatto che Draghi e Yellen si sentano e decidano una strategia che possa essere non dico comune, ma presa “in concerto”.
Entrambi hanno delle finalità che alla fine convergono: inflazione, crescita economica, mantenimento dello status quo del mercato, alto tenore del sentiment.
Quindi, per entrambi, obiettivo fondamentale è, tra i tanti, quello di mantenere BASSA la volatilità. Ce la faranno?

Volatilità: al momento bassa, però…

CVIX Index (Deutsche Bank FX Vol 2015-11-26 08-18-39Se guardiamo il grafico qui sotto, vedete che i nostri tre indicatori della volatilità non sono preoccupanti.
Qui trovate la volatilità dei seguenti mercati:

a) Azionario Usa in azzurro
b) Valutario in bianco
c) Obbligazionario in arancione
d) Petrolio in rosso

E’ evidente che il petrolio è il più volatile ma dal suo prezzo dipenderanno molte cose, nel 2016. Mentre invece, al momento, il mercato dei bond è tranquillo come anche quello delle valute. Invece il VIX (azionario) ha fatto degli spikes ad agosto (vedi la freccia) abbastanza anomali.
Questa mattina ne parlavo con un collega che lavora a Londra, il quale mi diceva che secondo il loro punto di vista, la volatilità è facilmente prevedibile in crescita per il 2016. Quello spike di agosto (segnato con la freccia) sembra l’antipasto di quanto si vedrà l’anno prossimo.

volatilità-media-vix
Se poi infatti andiamo a prendere questo grafico di Bloomberg scopriamo una cosa interessante. Come nel 2006, stiamo uscendo da una fase di bassissima volatilità. Il problema è che un aumento della stessa, rischia di portare anche delle correzioni.
Comunque vada, credo che nel 2016 sia più che normale e naturale aspettarsi un aumento della volatilità, quantomeno a causa della defezione della FED dal “club degli espansivi”.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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Eurodollaro : la parità è vicina

parita

Mancano pochi giorni all’ultimo meeting della Bce, e i mercati attendono di sapere cosa dirà Mario Draghi nell’ultima conferenza del 2015 di Giovedì 3 Dicembre.

Ieri mattina è stato pubblicato il Financial Stability Review, un rapporto che la Banca di Francoforte stilla due volte l’anno in marzo e novembre. E’ bastata un intervista rilasciata a Bloomberg del vice presidente Victor Constancio che ha “implicitamente confermato ” l’ipotesi di un ampliamento del quantitative easing a far scattare gli acquisti sui mercati Europei e le contemporanee vendite sulla moneta unica.

25 novembre – Mercati europei ed Euro dopo l’apertura

In una situazione caratterizzata da incertezza economica e addirittura da venti di guerra, è bastato questo a far salire i mercati. Certo che l’abbattimento volontario di un caccia Russo da parte della Turchia non è proprio uno scherzo. Ma tant’è. Nulla ha più importanza per i mercati che le promesse di una banca centrale.

Quello che vuole il mercato è chiaro, espansione monetaria ad oltranza, ma quali sono le opzioni, cosa potrebbe realmente annunciare Draghi il 3 dicembre?

Le manovre ipotizzabili sono sostanzialmente quattro : un ulteriore taglio del tasso sui depositi, un allungamento temporale del QE, un incremento nel quantum del programma di acquisto di bond, e una estensione degli acquisti ad altre asset class.

In effetti Draghi ha più volte fatto capire che la presunta fine del QE a settembre 2016 non è assolutamente tassativa, e considerando l’attuale distanza dal target di inflazione cui il programma mira, dovrebbe essere scontato un allungamento temporale del programma, che d’altra parte una durata definita non l’ha mai avuta.

Pertanto un annuncio “solo” in tal senso raffredderebbe molto gli entusiasmi dei mercati in un contesto di decrescita economica globale e di forti tensioni geo politiche.

Il taglio del tasso sui depositi è una manovra probabile ma che da sola non sarebbe apprezzata, restano dunque le due ipotesi di un aumento dell’ammontare di acquisti e di una sua estensione ad altri asset.

Quale effetto per l’euro? Quella parità che la maggior parte degli analisti danno per scontata nel primo trimestre 2016, potrebbe invece arrivare entro la fine dell’anno?

Eur/Usd - Grafico Daily

Eur/Usd – Grafico Daily

Siamo molto vicini al supporto di un’area di congestione trimestrale dei prezzi, poco sopra il doppio minimo fatto registrare il 14 marzo e un mese dopo il 13 aprile. La parità è a portata di swing, e un cedimento del livello di 1,05 ha come target la proiezione del massimo relativo del 15 ottobre, sotto la parità a 0,95. Considerando la velocità di discesa dall’ultimo massimo, la possibilità di arrivare alla parità entro fine anno, è da prendere in considerazione.

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Regali Natale 2015: consigli per l’acquisto in Rete

regalo internet

Come comprare in rete e sentirsi sicuri: guida all’acquisto del regalo di Natale 2015 senza problemi

Il Natale è ormai alle porte e anche quest’anno si confermerà come uno dei periodi con il maggior numero di acquisti online, con un incremento del 15% rispetto al 2014 (dati eMarketer), in linea con il trend di crescita registrata quest’anno.

Il 2015 infatti è stato un anno estremamente positivo per l’e-commerce, i web shopper superano i 17 milioni (+11% rispetto al 2014) e rappresentano la metà degli internauti, mentre il valore dell’e-commerce ha toccato quota 16,6 miliardi di Euro con un incremento in valore assoluto di oltre 2,2 miliardi di Euro (+ 16%) rispetto al 2014.
L’acquisto online di prodotti è cresciuto a un tasso più elevato (+21%) rispetto all’acquisto di servizi (+12%).

Ai primi posti per quanto riguarda i prodotti troviamo i settori dell’informatica, elettronica e abbigliamento (rispettivamente 13% e 9%) mentre per i servizi spicca il turismo con il 47% degli introiti. Non c’è dubbio che questa tendenza troverà conferma anche nell’acquisto dei regali di Natale e viaggi in occasione delle festività.

Anche i brand non si sono dimostrati indifferenti a questo trend, infatti negli investimenti di quest’anno assume importanza l’omnicanalità: il 22% ha infatti sviluppato o potenziato il sito eCommerce, il 29% ha sviluppato l’app o mobile site e il 18% ha implementato programmi social. (Dati Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm).

E proprio app e siti mobile saranno di cruciale importanza questo Natale e nel prossimo futuro. Google ha infatti rivelato che il 54% degli utenti farà shopping online natalizio dal proprio smartphone, una tendenza che va di pari passo con il cambiamento indotto dalla sempre maggiore penetrazione dei dispositivi mobili nella vita dei consumatori e dal loro sempre più variegato utilizzo. Nel 2014 si contavano 45 milioni di smartphone e 11 milioni di tablet attivi nel nostro Paese, e si stima che alla fine di quest’anno saranno rispettivamente 52 e 14 milioni. Le vendite online tramite Smartphone sono salite all’11% nel 2015, quota che tocca il 22% se si considerano anche le vendite attraverso Tablet.
L’utilizzo dei dispositivi mobile entrerà in tutte le fasi dello shopping natalizio: dalla ricerca di idee, la verifica dei prezzi, fino all’acquisto vero e proprio.

A guidare lo shopping online natalizio saranno soprattutto i millennials, i giovani nati tra gli anni ’80 e gli anni 2000, che in Italia sono circa 11 milioni. Infatti ben l’81% degli appartenenti a questo target afferma di ritenere internet una risorsa fondamentale per gli acquisti e viene usato principalmente per verificare prezzi e cercare promozioni e sconti. Inoltre questo Natale saranno i gadget tecnologici, molto amati dai millennials, la scelta preferita degli e-shopper, grazie al risparmio di tempo, denaro ealla praticità che i canali online consentono.
Tuttavia, a causa della portata globale di internet e dell’incremento dell’e-commerce, i canali digitali non sono tutti rosa e fiori. La ricerca compulsiva di sconti e offerte dei consumatori da una parte, unita all’abilità sempre maggiore dei cyber truffatori dall’altra, rischiano di trasformare questo Natale in un’amara delusione.
Per destreggiarsi tra la giungla di siti, nuovi nomi a dominio e contraffattori sempre più esperti, MarkMonitor, azienda specializzata nella protezione del brand online, ha stilato alcuni consigli utili sia per i brand che per i consumatori:

1. Fare attenzione al sito
Prima di tutto è opportuno accertarsi che l’indirizzo del sito cominci con https://, la “s” infatti conferma che il sito è sicuro. I truffatori utilizzano spesso una pratica nota come “typosquatting che consiste nel registrare un indirizzo URL errato, per trarre in inganno i consumatori. Inoltre è importante che il sito web sia curato, senza errori di errori di ortografia. Per un sito ufficiale è vitale prestare attenzione alle pagine FAQ e Informativa sulla privacy che devono essere dettagliate e professionali, poiché una pratica molto diffusa dai truffatori consiste nel creare copie dei sitiautorizzati, utilizzando anche le campagne di marketing e fotografie originali del brand, tralasciando però spesso queste sezioni. I brand dovrebbero inoltre effettuare periodicamente check sull’usabilità del sito e-commerce e sulla velocità di caricamento delle pagine e intensificare quindi questi controlli nel periodo natalizio.

2. Importanza delle opzioni di pagamento
Prima di tutto, quando si inseriscono i dettagli del pagamento, è bene controllare che sia presente il segno del lucchetto sullapagina. E’ importante poi non inserire mai il numero di carta di credito nei pop-up che appaiono sullo schermo, dal momento che si tratta di uno degli strumenti prediletto dai truffatori per raccogliere informazioni. I venditori regolari devono sempre richiedere di creare e accedere a un account per comunicare con il consumatore. Successivamente bisogna prestare attenzione ai messaggi di posta elettronica che presentano collegamenti a informazioni sulla spedizione. Bisogna sempre salvare i numeri dei propri ordini online in modo da poterli confrontare con l’e-mail. Se non corrispondono, si tratta di una truffa.

3. Informarsi e cercare il prezzo consigliato del prodotto.
Se il prezzo online è inferiore al 50% del prezzo consigliato c’è una buona probabilità che il prodotto sia un falso. Inoltre è bene informarsi sulla reputazione del venditori tramite una ricerca online e cercare le recensioni e opinioni di altri acquirenti. E’ comunque sicuramente meglio utilizzare piattaforme online, siti di aste conosciuti e dal sito ufficiale del brand.

4. Attenzione ai termini di ricerca
Bisogna prestare molta attenzione quando si cercano sconti o occasioni online. I falsari e altri brandjackers utilizzano spesso nomi di dominio come “brandoutletstore.com” o “discountbrand.com”, conducendo i consumatori su siti che vendono merce contraffatta e rubando così traffico e clienti al marchio originale. Per tutelare i consumatori è importante che i brand acquistino domini con termini come “sconto”, “outlet” e altri termini correlati alla ricerca di occasioni, anche se si è un brand di lusso e quindi progettare pagine web apposite per indirizzare i consumatori, in cerca di occasioni, ai prodotti scontati o verso adeguati rivenditori accreditati. I brand al giorno d’oggi devono anche considerare l’effetto che il namespace ampliato di Internet avrà sulla vendita al dettaglio e sulle categorie di abbigliamento con i nuovi gTLD (generic Top-Level Domains) e prepararsi quindi all’avvento di queste nuove estensioni (come .brand, .abbigliamento ecc.).

5. Mobile e Social
Avere un sito responsive e pagine social ufficiali contribuisce a creare una forte brand identity ma è anche parte integrante della protezione del brand, poiché una tecnica che i truffatori usano per trarre in inganno i clienti consiste nel creare pagine su popolari social media che rappresentano alla perfezione il look e il feel del brand di una legittima azienda. Dopo aver attratto un significativo numero di follower, i truffatori intervallano post rilevanti con siti di phising elink a prodotti contraffatti. I consumatori devono alzare le difese quando acquistano tramite smartphone e tablet e utilizzano siti di social media, d’altra parte anche i brand devono fornire un esperienza tramite mobile e social sicura e efficacie ai propri cliente, stabilendo delle linee guida per i social che valgano anche per i propri partner. Strategie quali, ad esempio, integrare i bottoni social all’interno delle singole pagine di prodotto, specie se riportano il numero di like e condivisioni ottenuti, non solo aumenterà il traffico sul sito del brand ma incrementerà la fiducia dei clienti.

6. Usare il buonsenso
Non fa mai male prendersi del tempo per esaminare il sito dove si sta per acquistare. Non bisogna avere fretta di rispondere alle e-mail con offerte che promettono occasioni “solo per oggi” e avvertono che il tempo sta per scadere. I contraffattori sono diventati più sofisticati nelle loro tecniche di pricing, e convincono ignari consumatori con la promessa del migliore affare di sempre. Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è.

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