Xiaomi parla della strategia aziendale per i prossimi 5 anni

Author: IlSoftware.it

Xiaomi, ad appena 6 mesi di distanza dal debutto in Italia, è divenuta il quarto produttore di smartphone per numero di smartphone venduti.
Lei Jun, fondatore, presidente e CEO dell’azienda cinese, ha annunciato la strategia di Xiaomi per i prossimi cinque anni. Grande attenzione sarà concentrata su due segmenti di mercato ritenuti di fondamentale importanza: smartphone e AIoT con quest’ultimo acronimo traducibile in All-in-IoT.

Xiaomi parla della strategia aziendale per i prossimi 5 anni

Ai più Xiaomi è conosciuta come un’azienda che progetta e produce smartphone di qualità a prezzi decisamente abbordabili ma è da circa 5 anni che la società è impegnata nel mercato dei dispositivi per l’Internet delle Cose, IoT appunto.
Il focus sarà sempre sugli smartphone ma Xiaomi intende cavalcare ancor più il business IoT fornendo gli strumenti per interconnettere i dispositivi intelligenti.
La recente collaborazione strategica di Xiaomi con TCL Corp. rafforzerà ulteriormente il business degli elettrodomestici di Xiaomi nei mercati della supply chain e OEM, soprattutto per quanto riguarda condizionatori d’aria e lavatrici“, si legge in un comunicato della società.

Sul versante smartphone, confermata la separazione del marchio Redmi: il brand Mi verrà utilizzato per presentare i prodotti fascia medio-alta e sui nuovi canali di vendita al dettaglio mentre Redmi – come peraltro accaduto in passato – continuerà a concentrarsi sulla ricerca e lo sviluppo di smartphone estremamente convenienti con una qualità superiore contribuendo ad accelerare il ritmo dell’espansione globale. Inutile dire che gli smartphone di fascia medio-bassa rivestono un ruolo essenziale nell’espansione delle quote di mercato di un’azienda.
Xiaomi continuerà a portare avanti una strategia multi-brand che include anche le linee Black Shark, POCO e Meitu così da soddisfare le esigenze delle varie tipologie di utenza.Nel terzo trimestre del 2018, le entrate internazionali di Xiaomi hanno rappresentato il 43,9% delle entrate totali.

Batterie di iPhone: Apple ne ha cambiate 11 milioni nel 2018

Author: Le news di Hardware Upgrade

Battery Gate è il nome altisonante utilizzato per il caso che ha visto Apple al centro dell’attenzione per quanto riguarda le batterie di iPhone. La campagna di sostituzione che è stata annunciata a fine 2017 e che è terminata a fine 2018, ha avuto i suoi effetti incoraggiando gli utenti a usufruirne.

Batterie di iPhone

Secondo quanto riportato dai dati riguardanti le sostituzioni delle batterie di iPhone, sarebbero state cambiate ben 11 milioni di unità a un prezzo “fissato” a 29 dollari (in Italia pari a 29 euro).

I dati riguardanti l’adesione alla campagna sono stati diffusi da John Gruber di Daring Fireball e sono stati forniti da una fonte anonima che ha ascoltato le conversazioni durante una riunione di Tim Cook (CEO di Apple).

Negli anni passati, in cui non era attiva nessuna campagna di sostituzione a prezzo conveniente, le batterie di iPhone sostituite da Apple arrivavano a un totale di uno o due milioni di unità. Questo significa che nel 2018 ne sono state sostituite ben nove o dieci milioni in più.

Il programma di sostituzione delle batterie sarebbe una delle motivazioni per cui le stime del Q1 2019 sono state riviste al ribasso fino a 84 miliardi di dollari (dalle previsioni iniziali che invece erano comprese tra 89 miliardi di dollari e 93 miliardi di dollari).

Cambiando le batterie e rilasciando nuovi modelli che non hanno convinto gli utenti a sostituire i propri smartphone (soprattutto in nazioni chiave come Cina e India), Apple si è trovata in una situazione che ha poi portato alla ben nota revisione al ribasso delle stime e perdita di valore azionario.

I nuovi server gaming OVH con CPU Intel con overclock

Author: Valerio Porcu Tom's Hardware

OVH, azienda francese numero uno in Europa nei servizi di hosting e di cloud hyperscal, propone una nuova gamma di server dedicati ai videogiochi. La proposta è indirizzata a rivenditori professionali, sviluppatori di videogiochi e anche a community di appassionati che desiderano controllare i server di gioco per i titoli più popolari.

Le macchine proposte da OVH sono infatti già ottimizzate e pronte per giochi come CS:GO, Rust, DayZ, Starbound, Space Engineers e molti altri. Nonché per software di comunicazione VoIP come Mumble e Teamspeak. Si presentano quindi come una soluzione pronta all’uso per la realizzazione di infrastrutture dedicate.

Considerate le esigenze di prestazioni e stabilità, poi, OVH ha dotato i suoi server di protezione Anti-DDoS Game, “inclusa e attiva in modo permanente su tutti i modelli della gamma e la più affidabile sul mercato grazie alla mitigazione bidirezionale (in entrata e in uscita) che garantisce la massima sicurezza ai giocatori in caso di attacchi esterni”.

OVH ha deciso poi di affidarsi ai processori Intel Core i7-6700K (GAME-32) e Intel Core i7-7700K (GAME-64). I server GAME-64-OC, poi, vantano il Core i7-7700K in versione overcloccata a 5 GHz, per offrire prestazioni ancora più alte.

A bordo dei server troviamo poi 32 o 64 GB di RAM secondo la versione, e due sistemi RAID, il primo composto da SSD e il secondo da hard drive magnetici. Per i server GAME-32 troviamo un SoftRaid con due SSD da 480 GB, mentre sulle versioni GAME-64 si passa a due NVMe da 450 GB. Tutti i modelli hanno una banda passante da 250 Mbps. Al momento dell’ordine si potrà scegliere tra diverse collocazioni del server in Europa o America del Nord, secondo le proprie necessità.

Contestualmente, OVH comunica l’apertura di un nuovo centro di ricerca e sviluppo presso Croix. Uno spazio di 14.000 metri quadrati che “consentirà di semplificare e snellire i team di lavoro, offrendo le condizioni ideali per accelerare l’innovazione e migliorare il processo di sviluppo delle soluzioni OVH. All’interno operano tecnici e ingegneri in cinque laboratori: hardware – dedicato alle prestazioni dei componenti e dei server assemblati; software – per verificare l’integrazione nel sistema informatico e gli aggiornamenti in tutto il parco server; il laboratorio di raffreddamento – dedicato ai server operativi a temperature estreme; il mini laboratorio di datacenter – per testare le varie soluzioni meccaniche, termiche e strutturali, e il laboratorio di industrializzazione, per lo sviluppo di nuovi prodotti e che saranno aperti a progetti di innovazione condivisa”.

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