Roberto Fico – Commemorazione Maresciallo Maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro


La commemorazione del Maresciallo Maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro alla Camera dei Deputati durante la seduta del 17-04-2019. Segui le attività del M5S in Parlamento: http://www.parlamentari5stelle.it Seguici sui social
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Una panoramica della Shared Mobility

Author: beppegrillo.it Il Blog di Beppe Grillo

di Salvatore Moccia – Di recente, alcuni ricercatori della Escola Politécnica da Universidad de São Paulo, Claudia Soares, Nicolas de Salles, Fernando Tobal, José Quintanilha, hanno pubblicato un articolo sulla rivista accademica “Sustainability” sulla Shared Mobility, ovvero la mobilità condivisa. Nell’articolo, i ricercatori, forniscono una revisione aggiornata e ben strutturata sulla tematica della Shared Mobility valida sia per i ricercatori che per gli operatori del settore dei trasporti. Qui è possibile trovare alcune delle problematiche chiave.

In termini generali, la mobilità condivisa può essere definita come alternativa di viaggio che mira a massimizzare l’utilizzo delle risorse di mobilità che una società può permettersi pragmaticamente, disconnettendo il loro utilizzo dalla proprietà. Quindi, la mobilità condivisa è l’utilizzo di breve termine dei veicoli condivisi, in base alle esigenze e alla convenienza dell’utente.

L’attuale letteratura in materia di modi di trasporto condivisi ha scoperto che la loro introduzione non basterà a risolvere i problemi di trasporto nelle grandi città con tassi di motorizzazione elevati e in continuo aumento. Tuttavia, può rientrare tra le strategie utilizzate per alleviare i problemi causati dagli ingorghi e dall’inquinamento riducendo il numero di veicoli in circolazione, le congestioni e le emissioni urbane di gas inquinanti. Pertanto, l’attuazione di schemi di mobilità condivisa offre il potenziale per migliorare l’efficienza, la competitività, l’equità sociale e la qualità della vita nelle città.

Il futuro della mobilità urbana è l’integrazione di servizi multimodali on-demand che possono essere abilitati e resi accessibili tramite piattaforme digitali che sopprimono la necessità di diversi ticket e pagamenti, ottimizzano le scelte di trasporto e forniscono accesso alle informazioni di viaggio in tempo reale e alle condizioni meteorologiche.

Secondo l’Habitat III dell’ONU, i veicoli privati ​​rimangono parcheggiati circa il 95% del tempo e, quando si spostano, il loro tasso di occupazione medio è ben inferiore a 2 persone per auto, nonostante il fatto che le auto private in generale abbiano 4 posti per i passeggeri più l’autista. Nel 2007, il tasso medio di occupazione era di 1,8 persone per auto nei paesi dell’Europa orientale e di 1,54 nei paesi occidentali. Nel 2017, negli Stati Uniti il ​​tasso di occupazione medio era di circa 1,5 persone per auto.

Iniziative di mobilità innovative come l’elettromobilità, i veicoli autonomi e connessi e le modalità condivise possono trasformare il settore dei trasporti, fornire le basi per una crescita sostenibile e diventare a misura di viaggio urbano, resistente ai cambiamenti e conveniente in termini economici.

La recente popolarità dei servizi di mobilità condivisa è dovuta ai progressi tecnologici (principalmente smartphone, sistemi di posizionamento e pagamenti mobili), ai cambiamenti economici e alle preoccupazioni sociali e ambientali legate alla proprietà dei veicoli e alla vita urbana.

I principali motivi per cui gli utenti adottano schemi di mobilità condivisa:
  • Ragioni finanziarie: il servizio di mobilità condivisa è più economico per gli utenti perché è meno costoso rispetto all’acquisto e alla manutenzione di un veicolo. L’utilizzo delle modalità di trasporto condiviso consente di risparmiare denaro per altre attività a causa dei prezzi equi e, di solito, del parcheggio gratuito.
  • Convenienza: facilità d’uso e comodo accesso al servizio. I servizi mirano a facilitare la routine quotidiana e offrono maggiori spazi di parcheggio, uso flessibile del veicolo, responsabilità ridotta e modelli tariffari semplificati.
  • Stile di vita: questo servizio associa il piacere intrinseco di utilizzare un veicolo privato con la sensazione di essere coinvolto in una comunità con altri utenti. Simboli di facile comprensione associati a modalità condivise, come una flotta di veicoli uniforme (preferibilmente elettrica) identificata da pitture o adesivi speciali, possono generare un senso di appartenenza. Pertanto, gli utenti desiderano avere un contatto con gli altri e contemporaneamente differenziarsi.
  • Sostenibilità: le preoccupazioni ambientali (servizio eco-compatibile) sono considerate importanti per migliorare la qualità della vita.
Considerazioni finali

Negli ultimi anni, si sono create molte controversie in termini di regolamentazione delle tecnologie e dei servizi relativi alle modalità di mobilità condivisa, in particolare sulle società di reti di trasporto (o servizi di guida su richiesta) che operano servizi di risorse e/o servizi di condivisione del viaggio.

Tali problematiche emergono a causa di un crescente divario temporale tra lo sviluppo dell’innovazione e le risposte normative, che spingono i politici e le autorità locali a trovare un punto di equilibrio tra amministrazione, regolamentazione e controllo che consenta l’integrazione di innovazioni nella mobilità urbana con i sistemi di trasporto.

A loro volta, gli utenti dei trasporti sono sempre più esigenti in termini di affidabilità, flessibilità, disponibilità, comfort e costo delle loro scelte di modalità di trasporto.

Nonostante il fatto che i servizi di guida su richiesta siano il modo di mobilità condivisa che genera la maggior parte dell’attenzione dei media, ciò non significa che altre modalità condivise siano irrilevanti. Al contrario, nei grandi centri urbani c’è spazio per molte opzioni di mobilità, che possono operare in modo complementare piuttosto che come concorrenti, migliorando l’offerta di trasporto e ampliando la gamma di scelta degli utenti.

Gioco d’azzardo: a Torino in due anni 33 milioni di perdite in meno

Author: beppegrillo.it Il Blog di Beppe Grillo

di Chiara Appendino – La lotta al gioco d’azzardo patologico portata avanti a Torino da i suoi risultati, con l’importante cifra di 33 milioni di euro persi in meno in due anni.

Sono dati che arrivano dal report della Società Italiana Tossicodipendenze Regione Piemonte e dall’ALEA – Associazione per lo Studio del Gioco d’Azzardo e dei Comportamenti a rischio. Di essi ha già parlato qualche settimana fa il dott. Paolo Jarre, direttore del dipartimento “Patologia delle dipendenze” dell’ASL TO3.

Che confermano i dati parziali di qualche mese fa.

Il report prende in esame gli ultimi due anni, dal 2016 al 2018, dando evidenza di alcuni importanti progressi.

Vediamo insieme i numeri.

Il 77% di locali in meno a Torino ospita slot machines
In premessa facciamo chiarezza sui termini che utilizzeremo.

Con AWP intendiamo le New Slot, ovvero le classiche slot presenti in locali quali bar e tabacchi (oltre alle sale dedicate), interessate dall’applicazione del cosiddetto “distanziometro” a partire dal 20 novembre 2017.

Intendiamo invece con VLT le videolottery presenti solo nelle sale dedicate, per le quali il provvedimento succitato varrà invece a far data dal 20 maggio 2019.

Dal giugno 2016 al dicembre 2018 il numero totale delle new slot in Città è diminuito del 66%. Passando da un totale di 6689 a 2262.

Nello stesso periodo è diminuito drasticamente anche il numero di locali che ospitano le cosiddette “macchinette”, passando dai 1418 del giugno 2016 ai 329 del dicembre 2018. Un crollo del 77%.

Merita attenzione il caso dei tabacchi che in un anno (dicembre 2017-2018) vedono passare da 210 a “soli” 17 quelli che ospitano slot machines.

33 milioni in meno di perdite e 94 milioni in meno di giocate
Negli ultimi due anni sono calate anche le perdite da gioco d’azzardo lecito passando dai 309,7 milioni del 2016 a 276,4 milioni del 2018. Ovvero poco più di 33 milioni di perdite in meno.

La diminuzione si può considerare assoluta poiché a un crollo delle perdite legate ai giochi con gli apparecchi di 48 milioni (175 milioni nel 2015 passati a 127,6 milioni nel 2018), le perdite negli altri giochi sono incrementate “solo” – anche qui le virgolette sono d’obbligo – di 9 milioni. Un andamento in linea con il resto del Paese.

Ciò significa che solo una piccola parte di chi ha abbandonato gli apparecchi si è rivolto poi ad altri giochi d’azzardo.

A Torino il gioco online cresce meno che altrove
Che ci sia ancora da lavorare è indubbio. Tra i vari fronti vi è il gioco, cosiddetto, a distanza. Parliamo di casinò online, slot online e scommesse virtuali.

A Torino infatti le perdite in questo settore sono cresciute del 39%. Un dato che comunque rimane sensibilmente inferiore ad altre aree. In particolare +61% nella Regione Piemonte e +44% nel resto d’Italia.

Quindi si dimostra che la contrazione dell’offerta di gioco offline non determina un passaggio al gioco online come paventato dalla filiera commerciale del gioco.

Conclusioni

Riporto qui testualmente le conclusioni del report:

A Torino si può dare per avviato e a buon punto il processo di limitazione dei danni promosso dalla Legge Regionale.

I punti di erogazione del gioco con i dispositivi tra i più aggressivi (AWP) sono scesi da 1418 a 329 ed in particolare è quasi cessata l’erogazione di gioco con apparecchi nelle tabaccherie e fortemente ridotta quella nei bar.

La riduzione complessiva delle perdite al gioco tra il 2016 (anno in cui da ottobre è entrata in vigore l’Ordinanza limitativa degli orari di funzionamento degli apparecchi) e il 2018 (primo anno di piena applicazione della stessa Ordinanza e del cosiddetto “distanziometro” per gli esercizi generalisti) è di oltre 33 milioni di Euro.

Quindi in due anni a Torino 94 milioni giocati in meno e 33 milioni persi in meno.

Ulteriori progressi potranno essere misurati nel 2019 dal momento che dal 20 maggio il “distanziometro” sarà applicato anche alle sale giochi e agli altri esercizi dedicati.

Considerazioni ulteriori in sintesi

Si può affermare con certezza che la contrazione dell’offerta di gioco con apparecchi NON ha determinato:

  • una mera migrazione in locali muniti dei dispositivi per proseguire lo stesso gioco (es. sale slot);
  • uno spostamento sensibile verso altre modalità di gioco offline;
  • una crescita oltre a quella in corso nel resto del Paese del gioco online che invece a Torino cresce meno che nel resto della Regione e d’Italia.
  • Proseguiremo la lotta al gioco d’azzardo patologico con tutti i mezzi a disposizione, a tutela delle tante persone che ne sono state colpite, delle loro famiglie e di tutta la comunità.

Come sempre, ribadisco come questa battaglia si può vincere solo con la collaborazione delle Istituzioni a ogni livello. Dal Governo alle Forze dell’Ordine, fino alla Polizia Municipale. Queste ultime sempre fortemente impegnate in controlli, di cui l’ultimo in ordine di tempo proprio questa mattina.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte e tutti coloro che si impegnano su questo fronte.

Arigatou Giappone!

Author: beppegrillo.it Il Blog di Beppe Grillo

di Beppe Grillo – Sono stordito. Ero già stato in Giappone per fare “Te lo do io il Giappone”. Rivengo dopo 30 anni e continuo, come allora, a non capire, se non questa estrema gentilezza, questo darsi agli altri, questo rispetto per gli altri, questa pulizia, i mezzi di trasporto eccellenti, è un mondo diverso.

In questo video una breve sintesi del mio viaggio. A breve sul mio Blog gli altri video!

Fabiana Dadone – Replica a risposta Sottosegretario Cioffi


La replica della nostra Fabiana Dadone alla risposta del Sottosegretario Cioffi alla Camera dei Deputati il 16-04-2019. Segui le attività del M5S in Parlamento: http://www.parlamentari5stelle.it Seguici sui social
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