Beppe grillo ad Acireale

Autore: Blog di Beppe Grillo

acireale.jpg “Grande tripudio di gente per l’incontro con Beppe Grillo ad Acireale, in provincia di Catania, per la campagna elettorale delle regionali Siciliane che si terranno il 28 ottobre 2012. Un fiume di persone ha occupato la grande piazza e le strade antistanti il Duomo per ascoltare le parole di Grillo e per conoscere il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana del M5S,Giancarlo Cancelleri. Dopo aver visto il video date uno sguardo a questo sito per rendervi conto quanto vale l’informazione fatta dai giornalai organi di stampa di regime.” Beppe Mammino

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Renzi e l’invidia penis

Autore: Blog di Beppe Grillo

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Renzi soffre di invidia penis. Sente profondamente la mancanza di un programma elettorale del Pdmenoelle di egual valore a quello del MoVimento 5 Stelle. Per questo si considera intimamente inferiore. Questa situazione lo manda in bestia. Vorrebbe essere come il MoVimento 5 Stelle, ma deve accontentarsi di essere del pdmenoelle. Un trauma. La sua invidia penis è il motivo principale di un certo numero di reazioni, caratteristiche di un disagio non più comprimibile che lo porta, inconsapevolmente, a fare propaganda per il M5S. Secondo Matteo Renzi, il M5S “Scenderebbe al 2% se le cose che dice, le dicesse il Pd … quando dice che non vuole condannati in Parlamento dice cose giuste: se le dicesse il Pd lui scenderebbe al 2% e noi vinceremmo le elezioni senza fatica“. Se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram e se il Pdmenoelle adottasse il programma del M5S Renzi non sarebbe candidabile. Per due motivi. Il primo è che dovrebbe occuparsi dell’amministrazione della città di Firenze, carica per cui è stato eletto, e viene pagato, dai suoi concittadini, e non girare per l’Italia con un camper presidenziale stile Air Force One. Il secondo è che il M5S prevede un massimo di due mandati (la politica non è una professione) e Renzi sarebbe quindi già arrivato a fine corsa dopo la presidenza della Provincia di Firenze e l’attuale carica di sindaco. I rimborsi elettorali di centinaia di milioni intascati in questi anni dal suo partito nonostante un referendum contrario e quelli che verranno dopo le elezioni del 2013 Renzi vorrebbe tenerli o lasciarli? Il M5S non vuole alcun rimborso elettorale. Lo ha già dimostrato con i fatti e i probabili 100 milioni di euro che gli spetterebbero dopo le politiche li lascerà allo Stato. Renzi vuol fare altrettanto con i soldi che si intascherà il pdmenoelle? Chi pagherà la campagna elettorale, le feste di partito e le convescìon? Renzi è un ebetino inconsapevole, il compagno di banco che ti copia il compito ma non sa spiegarlo alla maestra, un succhiaruote della politica, un sindaco a zonzo, un aspirante D’Alema, un vuoto con il buco intorno. Però è gggiovane e tanto a modino. Se si comporta bene valuterò la sua iscrizione al M5S come attivista. Si sentirà bene, si sentirà a casa con un vero programma che farà scendere il pdmenoelle al 2%. Tra una brutta copia e l’originale, sempre meglio l’originale. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

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Ciuf ciuf

Autore: Blog di Beppe Grillo

ciufciuf.jpg “Il treno “Grillo” contro i treni “Lumaca“. Oggi il tour elettorale siciliano sale in treno. Il comizio-viaggio, al quale sono invitati i cittadini, gli attivisti e gli organi di stampa, si terrà proprio sul convoglio che partirà dalla stazione ferroviaria di Scordia, piccolo comune catanese alle ore 14.12, per approdare alla stazione di Vizzini. Con tale iniziativa Cancelleri e Grillo vogliono sottolineare l’ennesimo anacronismo siciliano di una rete ferroviaria vetusta sgangherata, palese risultato di una scarsa attenzione degli organi politici che sino ad oggi hanno governato la Sicilia, ed ovviamente richiamando l’attenzione di Trenitalia che gestisce la rete.”

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La rivoluzione delle facce

Autore: Blog di Beppe Grillo

facce.jpg La rivoluzione parte dalle facce. Guardate le facce: sono cambiate! Meglio un salto nel buio con questi ragazzi che un suicidio assistito con i soliti noti. Il 28 ottobre potete tornare a votare! Votate per Voi!

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fallimento delle imprese minuto per minuto

Autore: Blog di Beppe Grillo

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Le piccole e medie imprese sono vicine al collasso. E’ una questione di mesi. Il tessuto produttivo del Paese si sta sfaldando. Le banche, impegnate a comprare titoli di Stato sul mercato internazionale e di nuova emissione, non concedono più crediti alle aziende. i prestiti sono in continua contrazione. Il Governo non paga i debiti della PA di 80 miliardi che Rigor Montis ha rinviato al prossimo esecutivo, dopo le elezioni del 2013. Nel frattempo le imprese sono strangolate dalle tasse più alte dell’area UE e dagli interessi di Equitalia quando non riescono a far fronte ai pagamenti. Ogni giorno falliscono 35 imprese. Nel 2011 sono state 11.600, il peggiore dato dall’inizio della crisi. La previsione per il 2012 è di 13.000 nuovi fallimenti, più di mille al mese. Questa è la vera emergenza nazionale. Tutto il resto, anche il paradiso, può attendere. La cura di Rigor Montis ha l’obiettivo di salvare le banche ed evitare la svalutazione dei nostri titoli pubblici, nel frattempo però il Paese muore. Un’impresa su quattro chiude entro i primi tre anni di vita. Lo Stato è totalmente assente nello svezzamento delle imprese, anzi, se può, ne aiuta la morte in culla con una burocrazia folle e tasse su redditi presunti. Se aprire un’azienda è quasi impossibile in Italia, farla chiudere è un attimo. Un’impresa che chiude lascia in mezzo alla strada i suoi dipendenti con le loro famiglie. Nella ricca Lombardia ben 2.613 aziende hanno chiuso nel 2011. Un imprenditore che si stanca di questo Stato baronesco e feudale, cialtrone e vessatorio, se può lascia l’Italia per Paesi più civili, come la Slovenia, la Carinzia, la Svizzera che lo accolgono a braccia aperte. Paesi dove i servizi, come la connettività e le poste per fare un esempio, costano meno e funzionano. La parola “funzionare” dovrebbe essere scritta dai ministri su una lavagna cento volte al giorno per prendere coscienza dello sfascio in cui, insieme a Rigor Montis, ci stanno trascinando. Un Paese non può “funzionare” senza le imprese. Si crede veramente che si possa vivere soltanto di servizi, pensioni e Pubblica Amministrazione. Chi paga il conto? L’ovetto Kinder Passera? Un’impresa che chiude è un fallimento per il Paese. L’idrovora di Stato sta succhiando la linfa delle piccole e medie imprese come un immenso parassita. Quando il gettito fiscale di impresa, e dei suoi dipendenti, verrà meno (è una questione di tempo) lo Stato chiuderà i battenti. Dove fanno il deserto, la chiamano crescita.

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