Julian Assange – Thrown To The Wolves As An Example To Other Whistleblowers


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Obama tifa Greta: l’estasi della (non) cultura del piagnisteo

Roma, 17 giu – Nel 1993 Robert Hughes, eccellente scrittore e polemista australiano, scrisse un libro tanto acuto quanto tristemente profetico. Pubblicato in Italia da Adelphi, il titolo è già di per sé sufficiente a inquadrare al meglio l’attualità: “La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto”. Dai comportamenti al modo di parlare e di vestirsi, Hughes stroncava la pretesa dei benpensanti di essere sempre nel giusto. “In questo spirito – scriveva lo scrittore australiano – potremmo purgare il tennis dei suoi sottintesi elitari: basta abolire la rete”. Ecco, la nauseante esaltazione mediatica che divide il mondo in buoni e cattivi si traduce in un teatrino dell’assurdo, dove l’attore di turno indossa la maschera del manicheismo morale, convinto che la platea sia pronta a commuoversi di fronte alla banalità di una recita annichilente e goffamente sminuente.

Il dubbio non è di casa, esistono soltanto certezze incarnate da volti serafici e soltanto per questo incensati, idolatrati, invocati con toni fideistici e attese messianiche. Di fronte all’avanzata della presunta barbarie, in un mondo che non li vuole più, i megafoni dell’insindacabile correttezza umana plaudono così al deus ex machina, unico possibile agente frenante del loro lento declino, ideologico e politico. Lui c’è, non se n’è mai andato, si era solo eclissato per opportunità, forse opportunismo ma non guardiamo il capello, basta il riporto di un porto sicuro. Dunque eccolo il salvatore, è proprio lui, ma certo che è lui: il premio Nobel per la Pace (celar m’è dolce le guerre scatenate) Barack Obama.

Il potere dei più buoni

Yes we can, Greta. Sono fiducioso grazie a te e a tutti i giovani che stanno lottando per proteggere il pianeta. Continua a farlo”, ha cinguettato l’ex presidentissimo degli States. “Obama e Greta insieme per l’ambiente”, titola Repubblica in preda all’ascensione estatica. D’un tratto, è bastato un laconico endorsement su Twitter, e i ranghi dei buoni si sono rinsaldati. Dunque sì, certo che possiamo.

Dopo lo stordimento dell’America first, adesso squilla il corno della riscossa umanitaria dal ciuffo climatico. Obama ha vinto con quello slogan, perdinci, pazienza se il discepolo Veltroni non ha raccolto il testimone, è questa la chiave di volta per scardinare il populismo sovranista.Magari ecco, tentiamo di scongiurare il rischio che il tutto appaia come una parodia della parodia. Si alzino allora i gonfaloni dell’amazzone ecologista. E vade retro Frankenstein Junior.

Eugenio Palazzini

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Author: Il Primato Nazionale

Rimini, due turiste salvate da aggressione sessuale in spiaggia: arrestato un 36enne


Author: F. Q. Il Fatto Quotidiano

Due turiste tedesche, di 24 e 26 anni, sono state aggredite la scorsa notte sulla spiaggia di Rimini da un 36enne di origine romena. Poco dopo mezzanotte l’uomo, ubriaco, le ha molestate sessualmente. Le ragazze sono riuscite a divincolarsi e a scappare, ma sono state di nuovo raggiunte. Sono state salvate dall’arrivo di un ragazzo di origine senegalese, residente a Bergamo e in vacanza a Rimini, che ha chiamato i soccorsi e ha tentato di bloccare l’aggressore.

Sul posto sono arrivati i carabinieri: i militari sono  riusciti a identificare e ad arrestare l’aggressore, accusato di violenza sessuale e lesioni. È sotto choc la ragazza che ha subito maggiormente le molestie sessuali, mentre l’altra ragazza è rimasta ferita a una mano e ha riportato la frattura del metatarso.

Le due turiste tedesche, una volta dimesse dall’ospedale, verranno ascoltate alla presenza di un interprete e uno psicologo. È già stato ascoltato il ragazzo testimone dell’aggressione. Il giovane, che lavora da anni come operaio nel bergamasco, ha raccontato ai militari di trovarsi in spiaggia per fumare una sigaretta prima di rientrare in hotel. Quando ha visto le due turiste in difficoltà ha pensato subito di chiamare il numero di emergenza e di soccorrere le ragazze, salvandole.

(Foto di archivio)

La TV russa manderà in onda la sua rivisitazione patriottica della vicenda di Chernobyl

DIANDREW ROTH

theguardian.com

La versione russa graviterà attorno al ruolo di un agente della CIA prima dell’incidente nucleare

La TV di Stato russa si appresta a mandare in onda la sua sceneggiata sul fatale disastro di Chernobyl del 1986 – ma a differenza della serie di HBO, che ha incantato gli spettatori di tutto il mondo, questa versione sosterrà che, per il peggior incidente nucleare della storia, vi era la presenza di una spia della CIA.

Chernobyl, che sarà mandato in onda sul canale russo NTV, sembra soddisfare la pretesa degli articolisti da tabloid e delle notizie della televisione di Stato, per una rivisitazione più patriottica della vicenda.

Craig Mazin, il creatore della serie di HBO, è ossessionato dai dettagli minori come i lacci delle scarpe e i telefoni, e ha adottato resoconti di prima mano dei sopravvissuti per ricreare autenticamente l’Unione Sovietica degli anni ’80.

Chernobyl di NTV, girato in Bielorussia, si prende molte più libertà. Una descrizione dello show dice che la trama gravita attorno a un agente della CIA, inviato a Pripyat per raccogliere informazioni sulla centrale nucleare di Chernobyl, e l’agente di controspionaggio russo inviato a scovarlo.

Se sembra finzione, è perché lo è. Ma il regista, Alexey Muradov, ha detto che la serie televisiva “racconterà agli spettatori ciò che è realmente accaduto a quei tempi”.

“C’è una teoria secondo la quale gli Americani si erano infiltrati nella centrale nucleare di Chernobyl e molti storici non negano che il giorno dell’esplosione un agente dei servizi segreti del nemico fosse presente all’impianto”, Muradov ha dichiarato al tabloid Komsomolskaya Pravda, il quale ha riferito che la serie televisiva “propone una visione alternativa sulla tragedia [avvenuta] a Pripyat”.

La televisione di Stato e i tabloid russi hanno accusato di faziosità la serie di HBO, insabbiando gli atti eroici degli operatori di emergenza sovietici, i cosiddetti “liquidatori”.

Chernobyl non ha mostrato la parte più importante – la nostra vittoria”, ha affermato un titolo di prima pagina sulla Komsomolskaya Pravda, il quotidiano più popolare del Paese.

Un altro articolo del noto inviato di guerra Dmitry Steshin, nello stesso giornale, sosteneva che la serie televisiva fosse stata girata, per sabotare le vendite all’estero della tecnologia nucleare, da parte della compagnia statale russa Rosatom.

La Russia onora i suoi veterani militari come fanno pochi altri Paesi, ma fin poca attenzione viene rivolta ai liquidatori di Chernobyl. Ilya Shepelin, un giornalista russo, ha scritto sul Moscow Times“il fatto che un canale televisivo americano, non uno russo, ci parli dei nostri eroi è fonte di vergogna che i media pro-Cremlino a quanto pare non sono in grado di sopportare”.

Andrew Roth

Fonte: https://www.theguardian.com/

Link:https://www.theguardian.com/world/2019/jun/07/chernobyl-hbo-russian-tv-remake

07.06.2019

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org daNICKAL88

Author: Come Don Chisciotte

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 18 Giugno: Salvini agli ordini di Trump. Bye bye Putin. Il capo leghista ufficializza il divorzio dalla Russia e sposa gli Usa


Author: RQuotidiano Il Fatto Quotidiano

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