La ciurma neo-negazionista all’arrembaggio

Author: Rosario Marcianò === Tanker Enemy ====✈

Togliersi qualche sassolino dalle scarpe, anzi qualche… massone.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità. (Matteo, 23, 27-28)

Viviamo tempi sempre più difficili e confusi: mentre l’opinione pubblica è frastornata dal teleromanzo la cui rocambolesca trama si riferisce alla formazione del nuovo governo – tema sui cui non indugiamo, poiché è sufficiente leggere le favole di Fedro per capire quali sono le vere dinamiche della “politica” – gli eventi prendono una brutta piega.

Come accennavamo, la decisione di Donald Trump, probabilmente assunta su consiglio del genero Jared Kushner, vera eminenza grigia del governo occulto, provvedimento con cui l’ambasciata statunitense è stata trasferita da Tel Aviv a Gerusalemme, è un fatto cruciale. Il trasferimento de facto e de iure implica che Gerusalemme è riconosciuta come capitale di Israele: ciò ha ed avrà delle conseguenze destabilizzanti.

Se scoppierà un Terzo conflitto mondiale, una guerra fortemente voluta dalle élites apolidi attive in ogni dove, la scintilla scoccherà in Medio Oriente, mentre gli attriti con la Corea del Nord sono soltanto fumo negli occhi.

Fumo negli occhi, caos sono all’ordine del giorno, complici i media di regime, ma anche tutta quell’accozzaglia di falsi ricercatori indipendenti, infiltrati, agenti doppiogiochisti, coadiutori temporali, pedine della disinformazione, alternativi senza alternative, moralisti senza morale… che, con il loro “attivismo” da operetta e la loro “divulgazione” pseudo-libera, intorbidano le acque, riuscendo a controllare ed a plagiare coloro che sfuggono al controllo ed al plagio ottenuto dagli organi di regime. L’esemplare più rappresentativo di questa compagnia di giro ci sembra il massone Albino Galuppini (nomen quasi omen) che, ad esempio, in un suo brogliaccio, denigra l’operazione “Rainmaker”. Le “argomentazioni” cui ricorre Galuppini sono davvero goffe e grottesche: scrive che, se gli ionizzatori funzionassero, gli Stati afflitti dalla siccità li avrebbero impiegati. In primo luogo, il nostro eroe dovrebbe sapere che i vari esecutivi non hanno alcun vero interesse a risolvere i problemi, perché ogni loro risoluzione per l’establishment è un grosso problema. Inoltre, pur assodato ciò, su scala locale gli ionizzatori sono adoperati e con successo, almeno negli Emirati Arabi Uniti ed in Australia. I dispositivi installati in Liguria e Piemonte sono efficaci o no? Non possiamo rispondere in modo categorico: fatto sta che i regimi pluviometrici sono migliorati e, se si eviterà un crollo dell’agricoltura e delle forniture idriche, il merito è di chi, invece di passare il tempo a calunniare ed a seminare discordia, si è adoperato per gli altri, a volte indegni.


Nella mappa ARPAL le zone con maggiori precipitazioni coincidono con l’ubicazione del “Rainmaker”

Per pudore non ci soffermiamo sulle “conferenze” organizzate da codesti guitti da commedia dell’arte: al confronto, i simposi organizzati dal famigerato C.I.C.A.P. non paiono altrettanto inquinati dall’ignoranza, dalla mistificazione e dall’ipocrisia. In ogni caso si notano inquietanti analogie, intrecci e collusioni tra il folkloristico mondo del C.I.C.A.P. e la ciurmaglia neo-negazionista.

Le priorità sono o dovrebbero essere ben altre: non promuovere iniziative che, se non sono atte a dividere ed a delegittimare, risultano spettacoli da circo di borgata. Bisognerebbe occuparsi della minaccia costituita dal 5 G, il nuovo protocollo che, irradiando onde millimetriche mai usate prima su larga scala, sistema implementato con una spaventosa moltiplicazione di apparati trasmittenti, rischia di mietere un numero enorme di vittime. Bisognerebbe occuparsi di mille altre questioni che nella geoingegneria clandestina o in altri crimini governativi trovano spesso il fulcro. Tuttavia lo capiamo: il campionato di calcio, il narcisismo e l’ego di certi omuncoli sono più importanti, un ego enorme, eppure piccolo piccolo.

Nel video: come funziona il brevetto ATLANT sul cui principio si basa il “Rainmaker” messo a punto da Rosario Marcianò.

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Differenze tra “Cloud seeding imbrifero” e “Cloud seeding igroscopico”

Author: Rosario Marcianò === Tanker Enemy ====✈

Di recente qualche testata di regime ha pubblicato la notizia inerente alla decisione dei Cinesi di favorire le precipitazioni affidandosi alle “scie chimiche”. Possiamo affermare che su quest’argomento i media mainstream intenzionalmente confondono un po’ le acque. Chiariamo la situazione: in concomitanza dell’anniversario con cui si celebra la vittoria russa sulla Germania nazional-socialista, i cieli di Mosca erano infestati di scie. Erano le classiche scie usate per impedire le piogge. E’ vero che esistono tecniche finalizzate a procurare le precipitazioni, ma l’impiego dello ioduro d’argento è ormai raro. In sua vece si adoperano batteri modificati geneticamente, come l’Escherichia coli ed alcuni tipi di Pseudomonas. Il “cloud seeding classico” non ha quindi alcuna attinenza con il “cloud seeding igroscopico”, perché non è necessario impiegare squadriglie di aerei per scatenare un temporale e neppure velivoli di grandi dimensioni. E’ sufficiente l’impiego di piccoli apparecchi ad elica. Inoltre devono essere inseminati grossi cumulonembi. Di solito l’aereo deve disperdere lo ioduro d’argento o i batteri all’interno del cumulonembo, altrimenti non si consegue lo scopo.

Nel caso dell’inseminazione igroscopica delle nubi basse, invece, il bersaglio è costituito dai cumuli che devono essere dissolti, prima che evolvano in nubi temporalesche, cioè in cumulonembi: la dispersione di composti prosciuganti (tra questi il carbonato di calcio, presente nei combustibili per Jet-A1) deve essere compiuta di preferenza sotto le formazioni nuvolose, al fine di sfruttare le correnti ascensionali.

Sembra una discrepanza di poco conto, ma è qui il punto: i gazzettieri semmai accennano in modo farraginoso alle tecniche igroscopiche. Ricordiamo l’episodio del TG1 di qualche anno fa: ci si riferì alle solite parate moscovite e si accennò in modo del tutto sconclusionato ad azioni dissecanti, menzionando, però, volutamente ed in modo erroneo, lo ioduro d’argento che, come abbiamo visto, serve a far piovere e non ad impedire che piova! Così non si capisce mai uno iota e la gente continua a dormire.

Precisiamo che i metodi utili a produrre acquazzoni, senza l’ausilio di aerei furono affinati da uno scienziato francese, tale professor Dessens, sul finire degli anni ‘50 del XX secolo. Le ricerche di Dessens sfociarono nel Meteotron” che prevedeva l’uso di grandi fornaci disposte a cerchio su una vasta area. Le fornaci riscaldavano l’aria che salendo, a contatto con aria più fredda, determinava la formazione di nubi, quindi di precipitazioni. Non servivano composti tossici come lo ioduro d’argento o agenti biologici impiegati come nuclei di condensazione. Il ricercatore d’oltralpe escogitò il macchinario, studiando le invenzioni dei Sovietici che erano ricorsi ad un reattore per aviogetti militari riadattato. Tale apparato sfruttava lo stesso principio spiegato sopra. Il dispositivo fu venduto agli Stati Uniti d’America (sì, durante la Guerra fredda Sovietici e Statunitensi collaborarono spesso, come oggi di là dall’apparente rivalità). Gli Statunitensi lo portarono ai massimi livelli di efficienza, impiegando il propulsore principale dello Shuttle che, in pochi minuti, è in grado di generare rovesci di notevole portata. [1]

In Australia usano ionizzare l’atmosfera. Parimenti anche noi di Tanker enemy stiamo sperimentando questo approccio e – bisogna riconoscerlo – con un certo successo. Infatti diversi “Rainmakers” sono ormai distribuiti sul territorio nazionale per contrastare la desertificazione perpetrata con la geoingegneria clandestina. E’ un dato di fatto che i regimi pluviometrici sono migliorati in alcune regioni, proprio da quando si è cominciato ad installare congegni ad hoc.

Ricapitoliamo.

Operazioni imbrifere: in genere causano le piogge. Si avvalgono di batteri o talora dello ioduro d’argento.

Operazioni igroscopiche (anche senza produzione di scie visibili): distruggono le nubi, portando all’aridità e ad un crollo dei valori di umidità atmosferica. Sono costituite da una serie di composti disseccanti, spesso assai tossici per gli ecosistemi.

[1] La disastrosa RAI, sotto l’egida del tandem Boldrini-Fedeli, inasprisce la sua crociata contro l’informazione indipendente. In un recente servizio con infinita improntitudine osa bollare come “fake news” (notizia priva di fondamento) e “disinformazione” un fatto incontestabile, ossia l’esistenza della macchina della pioggia, impiegata dalla N.A.S.A., ma basata su un brevetto sovietico. Anche fonti ufficiali lo dimostrano! Il video testimonia che la RAI ed il negazionismo partoriscono fandonie senza sosta: la verità è SEMPRE il contrario di quanto i media di regime affermano. Se conosci il negazionismo, lo eviti…

ORIGINE del progetto Taurus Molecolar Cloud

Negli anni sessanta dello scorso Secolo, sulla rivista scientifica “Popular science” fu pubblicato un ampio resoconto sul “Meteotron”, la macchina della pioggia. Qui il documento.

La rivista “Popular Science” riporta gli studi del professor Henri Dessens, sul n° 181 del febbraio 1964. Il titolo è “Meteotron: scatenare un temporale” e vi leggiamo:

-Il problema con l’inseminazione delle nubi con prodotti chimici è che bisogna avere le nuvole. Henri Dessens, meteorologo francese, riesce ad averne di nuove creandole con il calore. Usando un quadrato di 122 metri per 122 metri di bruciatori di petrolio che egli chiama «meteotron», mette in moto una rombante fornace che spinge una colonna d’aria calda nell’atmosfera dove si raffredda, condensa ed in quindici minuti diventa così pesante di gocce d’acqua da scatenare una pioggia di diverse ore. Il “meteotron”, afferma Dessens, può anche scatenare venti, disperdere la nebbia, prevenire le gelate notturne ed occasionalmente, in modo fino ad ora imprevedibile, creare un tornado. L’intento principale adesso, è quello di usare il potere scatenato del “meteotron” per controllare la pioggia e la grandine, ripulire l’aria dall’inquinamento, dissipare le fuoriuscite radioattive ed aiutare la ricerca meteorologica-.

Il modello del Meteotron, originariamente costituito da 4 turboreattori “rd-zm” fu congegnato da un gruppo di tecnici del laboratorio di Riga, guidato dall’ingegner Pojarnov, basandosi sulle indicazioni tecniche dell’Istituto di geofisica applicata. L’apparecchiatura fu sperimentata a Riga, tra il 1965 ed il 1966. Da qui l’idea del Taurus Molecular Cloud – TMC-65. Il “TMC-65” o “Meteotron” o come diavolo intendiamo chiamarlo, è dunque inconfutabile realtà. Qui il documento russo che descrive il generatore di piogge ricavato da una serie di reattori.

Anche il Pentagono si mostra subito molto interessato al «meteotron» e, nonostante il professor Dessens auspichi un impiego civile e benevolo della sua invenzione, così non è stato, evidentemente. Lo abbiamo potuto verificare in questo ultimo ventennio di guerra climatica.

N.A.S.A. makes tornadoes in Mississipi: VIDEO.

Per approfondire la questione, leggi l’articolo pubblicato da Tanker enemy nel 2014 dal titolo: “Meteotron“, il macchinario dei nubifragi artificiali – All’origine delle celle autorigeneranti gli studi del professor Henri Dessens – LINK

Presentato il “Decalogo” della Boldrini contro le “fake news”: prepariamoci a difendere la libertà d’espressione su internet: LINK.

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Lo Stato intende definitivamente mettere il bavaglio ai fratelli Marcianò, attraverso l’impiego illegittimo di volgari azioni di “Giustizia”, laddove le “parti offese” sono i negazionisti affiliati al C.I.C.A.P. Questo vile attacco ha portato alla prima incredibile condanna nel mese di dicembre 2017, alla quale è seguita una seconda, nell’aprile 2018 e ne seguiranno altre! In tutti i casi quali le “parti lese” sono famigerati disinformatori, impegnati in opera di discredito a nostro danno ma paradossalmente attori di processi penali contro di noi. Tutto ciò implica spese enormi per difendersi e da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno del Tuo sostegno, anche piccolo. E’ una battaglia per la libertà. Aiutaci. Grazie!

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Prelievo di liquido dal piano inferiore della fusoliera di un velivolo commerciale

Author: Rosario Marcianò === Tanker Enemy ====✈

Siamo in grado di mostrarvi le fasi del prelievo del liquido giallognolo che sgocciolava dalla parte inferiore della fusoliera di un A-320, in sosta presso l’aeroporto di Milano Malpensa.

Il composto chimico fu poi analizzato (con il metodo dei reagenti Osumex) e furono rilevati zinco, piombo, rame, cadmio, cobalto, mercurio. Il composto, che formava formato un deposito sul fondo della provetta, si presentava alla vista di colore giallognolo e risultava essere di media densità. Sprigionava inoltre un inconfondibile odore di uova marce. Zolfo? Al fine di evidenziare nella composizione chimica del liquido altri elementi (metalli pesanti e no), è auspicabile un ulteriore esame presso un laboratorio francese di nostra fiducia.

Il prelievo fu eseguito, raccogliendo quanto ricadeva da uno dei tre fori, di cui uno è visibile nel filmato, realizzato dal nostro amico Enrico Gianini che, di recente, ha concesso una dirompente intervista a Tommaso Minniti.

I tre ugelli sono situati appena dietro la stiva centrale dell’A-320, nella zona inferiore della carlinga. Il dispositivo è implementato su diversi aeromobili, in special modo A-320 ed A-319.

Ciò significa che sempre più le attività volte alla contaminazione della biosfera si avvalgono oltre che di carburanti ad hoc, di apparati installati sugli aeromobili o di modifiche ai dispositivi di fabbrica: il tutto è finalizzato alla dispersione di veleni per lo più elettroconduttivi e/o igroscopici, ossia capaci di catturare l’umidità atmosferica così da trasformare un bel cielo foriero di piogge in una poltiglia maleodorante e letale. E’ ciò che accade quasi sempre.

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Caso Bencivelli vs Marcianò: è in atto un piano di discredito al fine di stroncare la lotta contro la guerra del clima

Author: Rosario Marcianò === Tanker Enemy ====✈

Silvia Bencivelli, protagonista di un piano di discredito concertato ai
danni di Rosario Marcianò in accordo con magistratura deviata e difensore d’ufficio corrotto.

PROCESSO BENCIVELLI VS MARCIANO’ – SENTENZA ILLEGALE ED ILLEGITTIMA IN VIOLAZIONE DEGLI art. 416, 415-bis , comma 3., art. 420 bis c.p.p., art. 420 quater c.p.p.

IN MERITO AI DIRITTI DELL’IMPUTATO ASSENTE PER MANCATA NOTIFICA DELLA DATA DELL’UDIENZA nonché per omissione dell’interrogatorio di garanzia (richiesto, ma rigettato), dell’udienza preliminare (art. 421 c.p.p.). art. 420 bis c.p.p., art. 420 quater c.p.p. IN MERITO AI DIRITTI DELL’IMPUTATO ASSENTE PER MANCATA NOTIFICA DELLA DATA DELL’UDIENZA nonché per omissione dell’udienza preliminare (art. 421 c.p.p.). Quest’ultima poteva essere saltata solo su espressa richiesta dell’imputato o nel caso di procedimenti speciali.

In particolare, il “nuovo” art. 420 bis c.p.p. prevede che il processo possa essere regolarmente celebrato in assenza dell’interessato solo quando:

– vi sia l’accertata conoscenza del procedimento da parte dell’imputato;
– o l’accertata volontaria sottrazione dello stesso alla conoscenza del processo a suo carico o ad atti di esso.

Fuori da questi casi – che presuppongono tutti la consapevolezza e la libera scelta dell’imputato – il processo in assenza del medesimo non è consentito ed il dibattimento (o la celebrazione dell’udienza preliminare – peraltro omessa – ndr) sarà sospeso così come sarà sospeso anche il termine di prescrizione del reato.

In assenza di udienza preliminare ed addirittura di fronte ad un’immediata sentenza di condanna al termine della prima ed unica udienza dibattimentale in assenza dell’imputato per mancata notifica, siamo di fronte ad un atto violento ed inaccettabile, per cui impugneremo il dispositivo ed agiremo contro il Giudice Massimiliano Botti ed il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo che si sono resi protagonisti di questo scempio giuridico.

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Caso Bencivelli vs Marcianò: la documentazione di “prova” è stata contraffatta

Author: Rosario Marcianò === Tanker Enemy ====✈

Forse alcuni di voi non sono al corrente delle ultime gesta della magistratura imperiese. Vi aggiorno: grazie alla manipolazione di “prove” a carico di chi scrive, è fioccata la seconda condanna nell’arco di quattro mesi a danno di Rosario Marcianò. Per ulteriori particolari, leggete l’articolo dedicato. Casualmente abbiamo scoperto come si sia stati in grado di pronunciare una sentenza ad otto mesi di reclusione in una sola udienza, in totale spregio del diritto alla difesa dell'”imputato”. In poche parole la “parte lesa”, grazie alla collaborazione della solita cricca del C.I.C.A.P., ha fornito materiale manipolato che, il Pubblico Ministero prima ed il Giudice dopo, hanno considerato “prove schiaccianti”, pur consapevoli che “elementi di prova” siffatti devono essere validati da un notaio [1]. Cosa impossibile, visto che si tratta di falsi. Ma tant’è… così funziona dalle parti della Procura di Imperia. Precisiamo la questione. Le conferme ci arrivano dalla Dott.sa Bencivelli in persona, molto attiva in questi ultimi cinque anni nel riferire, con patetici atteggiamenti da vittima, su quanto ha… “subito” dai cattivi “sciachimisti” e soprattutto dal loro “capobranco” (così ama definire Rosario Marcianò). Ella mostra una documentazione fraudolenta con una naturalezza incredibile e possiamo ben immaginare come sia riuscita a commuovere i togati imperiesi, magari facendo pure scorrere qualche lacrima. Si sa… la Boldrini insegna.

Qui Silvia Bencivelli usa un fotomontaggio nel quale compare lo stesso “screenshot” manipolato da Federico De Massis (alias Task Force Butler) ed acquisito dalla Procura imperiese (PM Dott.sa Maria Paola Marrali) per scovare un pretesto atto a rinviare a giudizio Rosario ed Antonio Marcianò nel processo “Class meteo”, dove la “parte offesa” è la meteorologa Serena Giacomin. In questo caso lo stesso commento, fotomontato al di sotto di due interventi Facebook, è adoperato per far credere al pubblico che sia riferito alla Bencivelli. Ella stessa apre una veloce ed imbarazzata parentesi, cercando di giustificare l’anomalia sulla data. Infatti quella supposta glossa è datata febbraio 2013, mentre gli eventi sui cui si sofferma la giornalista scientifica risalgono al settembre 2013. Quindi vediamo come sia la Procura di Imperia sia le parti “lese” in due differenti procedimenti assumono lo stesso scritto come “casus belli” per accusare Marcianò di diffamazione con l’aggravante del mezzo della stampa. Nel caso Bencivelli il PM è il Dott. Alessandro Bogliolo.

Qui manipola un file audio per ottenere il medesimo risultato: la condanna ad otto mesi di reclusione ai danni di Rosario Marcianò.

Ovviamente i togati imperiesi non pare che siano degli ingenui, bensì complici di una serie di falsificazioni e per questo saranno denunciati, così come sarà querelata Silvia Bencivelli per calunnia e diffamazione.

[1] Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2912/94, ha chiarito che, ai fini probatori, non basta produrre la mera stampa della pagina web, bensì è necessario depositarne copia autenticata per cui è cruciale l’intervento di un notaio.

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