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Apple Watch SE 2 (GPS, 44mm), una Galassia al polso: prezzo affare

Author: Webnews

Se siete intenzionati ad acquistare un Apple Watch SE (GPS, 44mm) in questo momento avete la grande occasione per farlo risparmiando anche un bel gruzzoletto. Quello che a oggi è probabilmente lo smartwatch più desiderato sul mercato può diventare vostro con 299€ e quindi con un risparmio di ben il 11% rispetto al prezzo solito. Le spedizioni sono gratuite grazie ai servizi Prime.

Apple Watch SE (2ª gen.), sconto ok su Amazon

Apple Watch SE ha lo stesso ampio display Retina dei modelli Series 6, per vedere più cose con un solo sguardo. Ha anche sensori evoluti, per monitorare allenamenti e obiettivi di fitness, e funzioni potenti per la salute e la sicurezza. Rispondi a una telefonata da un sentiero di montagna, manda un messaggio di lavoro mentre sei in spiaggia e controlla le notifiche a colpo d’occhio. Paga i tuoi acquisti con Apple Pay, direttamente dal polso.

Con l’app Sonno ti aiuta a creare una routine per quando è ora di andare a letto e ti fa sapere come dormi. Con l’app Battito cardiaco puoi controllare il ritmo del tuo cuore ogni volta che vuoi. E ricevi notifiche in caso di frequenza troppo alta o troppo bassa. E puoi ricevere telefonate, messaggi e ascoltare musica direttamente sull’orologio. Insomma, un dispositivo che è  pronto a darti tantissimo, a meno di quello pensi.

Non pensarci su per troppo tempo, o rischi di perdere l’occasione di acquistare uno dei più versatili smartwatch che ci siano in circolazione a un prezzo ultra competitivo: ha un bel display, una cassa in alluminio, funzionalità top e un costo in questo momento semplicemente vantaggioso. Questo Apple Watch SE puoi farlo tuo con 299€ risparmiando ben il 11% in meno rispetto al prezzo solito, con le spedizioni rapide e sicure di Prime.

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Galaxy S23, S23+ o S23 Ultra: tutte le differenze per sapere quale scegliere

Author: Wired

Mercoledì 1 febbraio è stato il giorno dei nuovi smartphone Samsung Galaxy S23, S23+ e S23 Ultra: il più recente tris di dispositivi dell’azienda coreana che ne rappresenta anche l’offerta di punta per il 2023. Come di consueto per la serie Galaxy S, i tre telefoni appena presentati sfidano apertamente tutti i gadget più potenti e blasonati in circolazione – dagli avversari di sempre di Apple ai nuovi sfidanti di Oppo e Vivo.

Del confronto tra questi ultimi smartphone e i Galaxy S22 dell’anno scorso ci siamo già occupati; chi invece vuole capire cosa distingue Galaxy S23 da S23+ e S23 Ultra può trovare qui la nostra analisi, a partire dai tratti che accomunano i tre dispositivi fino alle differenze, specifica per specifica.

Cos’hanno in comune i nuovi Galaxy S23

Alla base dei tre gadget c’è innanzitutto la piattaforma hardware, basata sul recentissimo processore Snapdragon 8 Gen 2. Il cuore pulsante dei tre telefoni li rende più rapidi nell’elaborazione ma anche più versatili nella fotografia e nelle operazioni legate a machine learning e intelligenza artificiale. Dato che la piattaforma di base è la stessa, rimangono identiche per tutti gli S23 la capacità di collegarsi alle reti 5G, la ricarica wireless anche inversa (per ricaricare gli auricolari poggiati sulla scocca).

Il sensore fotografico frontale inoltre è il medesimo su tutti e tre i dispositivi, da 12 megapixel e con una forte vocazione video: le clip possono essere infatti riprese fino al formato 4k e a 60 fotogrammi al secondo. La scansione delle impronte digitali avviene a ultrasuoni, e l’intera scocca è protetta contro l’ingresso di acqua e polvere certificato IP68. Identica infine la versione del sistema operativo a bordo: Android 13, personalizzato da Samsung.

Le differenze tra Galaxy S23, 23+ e 23 Ultra

Dove differiscono i tre gadget è principalmente nel design, nelle dimensioni, nella tipologia di schermo utilizzato, nei tagli di memoria a disposizione, nel supporto al pennino S-Pen (esclusivo per la variante Ultra) e soprattutto nell’offerta fotografica.

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Borsa in feltro: bella, elegante e altamente protettiva per iPad, Galaxy Tab e laptop 13.3″

Author: Webnews

Se siete alla ricerca di una comoda quanto bella custodia/borsa per il vostro dispositivo, siete capitati sulla pagina giusta. Su Amazon trovi in questo momento un in feltro con quattro scomparti  a soli 13 euro grazie allo sconto del 50% applicato sul prodotto. Compatibile con laptop e tablet da 13-13,3 pollici, perfettamente progettato per New MacBook Pro 2016-2019, MacBook Pro Retina Late 2012-Early 2016, MacBook Air 2017-2019 e 12.9″ iPad Pro, 13″ Dell XPS, Samsung Notebook 9 Pen/9 sempre 13.3″, HP/Lenovo/Acer/Asus e altri portatili da 13-13.3″.

Elegante borsa porta PC: utile e bella

Questa custodia morbida è davvero bella a vedersi e anche ben fatta: il feltro di alta qualità assorbe gli urti e fornisce la protezione più completa per la tua attrezzatura. Una striscia protettiva all’apertura impedisce alla cerniera di graffiare il device. L’imbottitura sui lati protegge i quattro angoli del tuo laptop. L’interno in morbido e spesso pile rende la custodia resistente a graffi, polvere e urti.

La custodia per tablet offre uno scomparto principale per un laptop fino a 13,3″, uno scomparto anteriore più piccolo per tablet, riviste, libri, lettori di e-book, cavi e altro, due tasche posteriori per telefoni cellulari, auricolari, portafogli e altro. Tutti gli scomparti sono foderati in pelle scamosciata. C’è anche una piccola tasca in feltro per mouse, caricabatterie o altri oggetti. La borsa ha inoltre solo 260g di peso e un design sottile.

L’aspetto professionale ed elegante della custodia si abbina perfettamente al tuo laptop. Un compagno ideale per il tuo dispositivo, degno del  Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam. Prendilo ora con lo sconto della metà a soli 13 euro con le spese di spedizione gratuite

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Autonomia differenziata, in cosa consiste il progetto del ministro Calderoli

Author: Wired

Il disegno di legge, fortemente sostenuto dal presidente leghista del Veneto Luca Zaia, è stato anche definito dal Fatto Quotidiano come la secessione dei ricchi, perché potrebbe assicurare molti più finanziamenti alle regioni del Nord, che già dispongono di maggiori risorse rispetto a quelle del Sud.

Una donna con in mano un blister di pillole contraccettiveIl Lazio e le altre regioni in cui la pillola anticoncezionale è gratuita

Da febbraio il contraccettivo ormonale sarà disponibile gratuitamente nei consultori del Lazio. La regione però non è l’unica – né la prima – ad aver introdotto questa norma 

I livelli essenziali di prestazione

Uno dei punti più contestati della proposta, infatti, è quello relativo al finanziamento dei livelli essenziali di prestazione che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, conosciuti come Lep, che in base alla Costituzione tutelano i “diritti civili e sociali” di cittadine e cittadini. L’entità di questi finanziamenti andrebbe stabilita prima delle richieste di autonomia, in modo tale da avere chiaro di quante risorse ha bisogno ogni regione richiedente.

Ma secondo il disegno di legge, che da al governo un anno di tempo per decidere i Lep, le regioni potranno formulare un’intesa anche senza il decreto del presidente del Consiglio che dovrebbe stabilire l’entità dei Lep, distribuendo così i finanziamenti in base alla spesa storica della regione nell’ambito specifico in cui chiede l’autonomia.

Ed è questo il punto al centro delle contestazioni, e che giustifica il termine di “secessione dei ricchi”, perché assicurerebbe maggiori finanziamenti alle regioni del Nord, in quanto hanno più risorse e una spesa storica più alta, e meno a quelle del Sud, dove ci sono meno risorse e quindi una spesa storica più bassa. In questo modo, si accentuerebbero ancora di più le disuguaglianze tra i due poli del paese.

La scuola

Su Repubblica, Luca Bianchi, il direttore del centro di ricerca Svimez sul divario regionale, ha criticato il disegno di legge di Calderoli proprio sostenendo come la definizione dei Lep si attende da “oltre venti anni” e fino a oggi hanno “cristallizzato i divari di servizi nel nostro paese”. Inoltre, sempre secondo Bianchi, l’autonomia colpirebbe gravemente il sistema scolastico con “un vero processo separatista in cui si avrebbero “programmi diversi a livello regionale, sistemi di reclutamento territoriale e funzionamenti differenziati”.

Critica sostenuta anche dalla sociologa Chiara Saraceno sulla Stampa, secondo cui “nei decenni trascorsi dalla riforma costituzionale che ha introdotto l’autonomia regionale non si è ancora riusciti a definire i Lep”. Mentre in ambito scolastico non sarebbe “possibile lasciare l’attuazione del compito costituzionale della scuola alle diverse disponibilità e scelte locali”, perché già ora “esiste una differenziazione ingiusta delle risorse educative pubbliche offerte sul territorio nazionale, non solo tra regioni, ma anche all’interno delle stesse regioni e città”. Differenze che “si sovrappongono alle diseguaglianze sociali e di contesto, invece di compensarle”.

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Il ministro Valditara vuole aumentare gli stipendi agli insegnanti che lavorano dove il costo della vita è più alto, tramite finanziamenti privati. Per i critici è un modo per accrescere le disuguaglianze e penalizzare i docenti che lavorano in contesti difficili

I requisiti

Un altro punto al centro delle contestazioni, esplicitato dal docente di economia Paolo Balduzzi su Lavoce.info, è che nel disegno di legge non viene richiesto alle regioni di avere “i conti in ordine” o di non essere stata commissariata in precedenza per la gestione delle materie di cui fa richiesta”. E tra queste si trovano l’istruzione, la sanità, la produzione di energia e la tutela dell’ambiente, tutti ambiti particolarmente delicati e a rischio.

L’approvazione

Infine, il disegno di legge non specifica nemmeno le modalità con cui attivare le richieste di autonomia, lasciando al governo il compito di elaborare l’intesa tra Stato e regione, per poi inviarla alla regione in questione per essere approvata. Dopodiché, sempre in base alla proposta di Calderoli, il Parlamento non avrebbe alcuna voce in merito, perché il Consiglio dei ministri dovrebbe presentare alle camere solo un disegno di legge per approvare l’intesa, sul quale deputati e senatori non avrebbero possibilità di proporre modifiche, di fatto esautorando l’organo legislativo.

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Come guardare MasterChef Italia 12 con Sky Q a soli 9 euro

Author: Webnews

MasterChef Italia è indubbiamente una delle trasmissioni italiane più amate del nostro paese: per questo la ricerca su come guardare le puntate in diretta per evitare gli spoiler dei social network si fa sempre intensa e spasmodica. Per fortuna, la nuova offerta di Sky Q ti permette di guardare MasterChef Italia 12 e non solo sborsando soltanto 9 euro. Come funziona? In maniera molto semplice.

Guarda MasterChef Italia 12 con la prova Sky Q a 9 euro

Per usufruire di questa fantastica offerta non devi far altro che aprire il sito ufficiale, acquistare la Prova Sky Q e attendere che il decoder di venga consegnato direttamente a casa nei prossimi giorni.

Dopo, configura il decoder collegandolo alla tua connessione internet seguendo le istruzioni passo per passo che troverai nella confezione. In questo modo sarai subito pronto per goderti 30 giorni di contenuti con tutta l’esperienza di Sky Q.

Prova Sky Q a 9 euro 30 giorni

Una volta superati i 30 giorni potrai decidere se abbonarti scegliendo l’offerta più adatta alle tue esigenze oppure restituire tutto senza costi aggiuntivi. L’unica cosa che pagherai saranno i 9 euro per accedere alla prova.

Con Sky Q puoi scoprire un decoder multimediale senza parabola che ti permette di accedere all’intero pacchetto Sky TV, che include appunto MasterChef Italia 12 ma anche serie TV di successo come The Last of Us, insieme a Netflix, Sky Cinema, Sky Calcio e Sky Sport. Insomma, hai veramente tutto. Non ti rimane che provarlo.

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