Grammy 2020, tutte le nomination dei premi della musica

Author: Paolo Armelli Wired

Artisti come Lizzo, Billie Eilish e Lil Nas X si contendono il maggior numero di candidature, mentre popstar come Beyoncé e Lady Gaga si sfidano nelle colonne sonore

grammy, lizzo
(foto: Getty Images)

Sono state rivelate in queste ore le nomination per i Grammy Awards 2020, i più prestigiosi premi dell’industria discografica americana. A dominare le candidature di questa 62esima edizione c’è la rapper Lizzo, che potrebbe portarsi a casa otto premi, seguita dalla cantante Billie Eilish e dal rapper Lis Nas X, con sei nomination ciascuno. Fra gli altri a essersi distinti nelle varie categorie troviamo Ariana Grande, H.E.R., Lana Del Rey, Vampire Weekend e Thom Yorke, mentre popstar come Beyoncé e Lady Gaga gareggeranno quest’anno soprattutto per quanto riguarda le colonne sonore dei loro progetti filmici, rispettivamente per Il re leone e Homecoming e per A Star Is Born. Fra le colonne sonore si distinguono anche quelle di Avengers, Toy Story, Chernobyl e l’ultima stagione di Game of Thrones.

I Grammy saranno consegnati il prossimo 26 gennaio allo Staples Center di Los Angeles, in una cerimonia in diretta televisiva che sarà condotta ancora una volta da Alicia Keys, prima artista donna a guidare l’evento per due volte. Ecco una lista delle principali nomination (qui invece l’elenco completo):

Miglior incisione
Hey, Ma, Bon Iver
Bad Guy,  Billie Eilish
7 Rings, Ariana Grande
Hard Place, H.E.R.
Talk, Khalid
Old Town Road, Lil Nas X Featuring Billy Ray Cyrus
Truth Hurts, Lizzo
Sunflower, Post Malone & Swae Lee

Miglior album
I, I, Bon Iver
Norman F***ing Rockwell!, Lana Del Rey
When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, Billie Eilish
Thank U, Next, Ariana Grande
I Used To Know Her, H.E.R.
7, Lil Nas X
Cuz I Love You, Lizzo
Father of the Bride, Vampire Weekend

Miglior canzone
Always Remember Us This Way, Lady Gaga
Bad Guy, Billie Eilish
Bring My Flowers Now, Tanya Tucker
Hard Place, H.E.R.
Lover, Taylor Swift
Norman F***ing Rockwell, Lana Del Rey
Someone You Loved, Lewis Capaldi
Truth Hurts, Lizzo

Miglior artista emergente
Black Pumas
Billie Eilish
Lil Nas X
Lizzo
Maggie Rogers
Rosalía
Tank and the Bangas
Yola

Miglior perfomance pop
Spirit, Beyoncé
Bad Guy, Billie Eilish
7 Rings, Ariana Grande
Truth Hurts, Lizzo
You Need To Calm Down, Taylor Swift

Miglior duetto/gruppo pop
Boyfriend, Ariana Grande & Social House
Sucker, Jonas Brothers
Old Town Road, Lil Nas X & Billy Ray Cyrus
Señorita, Shawn Mendes & Camila Cabello

Miglior album pop tradizionale
, Andrea Bocelli
Love (Deluxe Edition), Michael Bublé
Look Now, Elvis Costello & The Imposters
A Legendary Christmas, John Legend
Walls, Barbra Streisand

Miglior album pop vocale
The Lion King: The Gift, Beyoncé
When We All Fall Asleep, Where Do We Go, Billie Eilish
Thank U, Next, Ariana Grande
No. 6 Collaborations Project, Ed Sheeran
Lover, Taylor SwifT

Miglior album dance/elettronico
LP5, Apparat
No Geography, The Chemical Brothers
Hi This Is Flume (Mixtape), Flume
Solace, Rüfüs Du Sol
Weather, Tycho

Miglior canzone rock
Fear Inoculum, Tool
Give Yourself A Try, The 1975
Harmony Hall, Vampire Weekend
History Repeats, Brittany Howard
This Land, Gary Clark Jr.

Miglior album rock
Amo, Bring Me The Horizon
Social Cues, Cage The Elephant
In The End, The Cranberries
Trauma, I Prevail
Feral Roots, Rival Sons

Miglior album alternativo
U.F.O.F., Big Theif
Assume Form, James Blake
i,i, Bon Iver
Father of the Bride, Vampire Weekend
Anima, Thom Yorke

Miglior canzone r’n’b:
Could’ve Been, H.E.R. Ft. Bryson Tiller
Look At Me Now, Emily King
No Guidance, Chris Brown Ft. Drake
Roll Some Mo, Lucky Daye
Say So, Pj Morton Ft. Jojo

Miglior album urban contemporaneo
Apollo XXI, Steve Lacy
Cuz I Love You (Deluxe), Lizzo
Overload, Georgia Anne Muldrow
Saturn, Nao
Being Human In Public, Jessie Reyez

Miglior album r’n’b
1123, BJ The Chicago Kid
Painted, Lucky Daye
Ella Mai, Ella Mai
Paul, PJ Morton
Venture, Anderson .Paak

Miglior canzone rap
Bad Idea, Ybn Cordae ft. Chance The Rapper
Gold Roses, Rick Ross ft. Drake
A Lot, 21 Savage ft. J. Cole
Racks In The Middle, Nipsey Hussle ft. Roddy Ricch & Hit-boy
Suge, Dababy

Miglior album rap
Revenge Of The Dreamers III, Dreamville
Championships, Meek Mill
i am > i was, 21 Savage
IGOR, Tyler, The Creator
The Lost Boy, YBN Cordae

Miglior album latino
Vida, Luis Fonsi
11:11, Maluma
Montaner, Ricardo Montaner
#ELDISCO, Alejandro Sanz
Fantasía, Sebastian Yatra

Miglior compilation colonna sonora
The Lion King: The Songs
Quentin Tarantino’s Once Upon A Time In Hollywood
Rocketman
Spider-Man: Into The Spider-Verse
A Star Is Born

Miglior colonna sonora
Avengers: Endgame, Alan Silvestri
Chernobyl, Hildur Guðnadóttir
Game Of Thrones: Season 8, Ramin Djawadi
The Lion King, Hans Zimmer
Mary Poppins Returns, Marc Shaiman

Miglior canzone colonna sonora
The Ballad Of The Lonesome Cowboy, Chris Stapleton (Toy Story 4)
Girl In The Movies, Dolly Parton (Dumplin)
I’ll Never Love Again, Lady Gaga & Bradley Cooper (A Star Is Born)
Spirit, Beyoncé (The Lion King)
Suspirium, Thom Yorke (Suspiria)

Miglior video musicale
We’ve Got To Try, The Chemical Brothers
This Land, Gary Clark Jr.
Cellophane, FKA twigs
Old Town Road (Official Movie), Lil Nas X & Billy Ray Cyrus
Glad He’s Gone, Tove Lo

Miglior film musicale
Homecoming, Beyoncé
Remember My Name, David Crosby
Birth Of The Cool, Miles Davis
Shangri-la, AA.VV.
Anima, Thom Yorke

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Snam punta 6,5 miliardi sul futuro del gas in Italia

Author: Michele Chicco Wired

La società guidata da Marco Alverà ha presentato il programma triennale: aumentano gli investimenti e viene rivisto al rialzo l’utile. Cresce il progetto SnamTec per il futuro dell’energia, tra biometano, mobilità sostenibile e idrogeno

Marco Alverà, ad di Snam, sostiene il valore dell'equità nelle aziende (Richard Hadley/Ted)

Un piano di investimenti da 6,5 miliardi di euro, per lo sviluppo del sistema energetico italiano. Snam ha presentato il suo programma triennale 2019-2023, nel quale ha aumentato il monte complessivo degli investimenti (+14% rispetto al precedente piano) e ha rivisto al rialzo le stime per l’utile per il 2019 (1,08 miliardi) e per il 2020 (1,1). Il budget per gli investimenti, è stato spiegato, prevede 5,3 miliardi destinati al potenziamento della rete di trasporto del gas in Italia, core business della società controllata Cassa depositi e prestiti; altri 800 milioni andranno a rendere più performante stoccaggio e rigassificazione e 400 milioni saranno destinati a nuove opportunità legate alla transizione energetica, tra cui gli investimenti green in comuni italiani come Taranto dove Snam è disponibile a destinare fino a 40 milioni di euro.

Per SnamTec 1,4 miliardi

Il nuovo piano della società di San Donato Milanese cavalca lo scenario “favorevole” del comparto gas, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà. A livello globale nel 2018 la domanda di gas è cresciuta del 4,9%, con un crollo dei prezzi all’ingrosso del 40% nel Regno Unito e del 33% negli altri principali mercati europei. In Italia per il 2019 si stima un aumento del consumo del 4,4% rispetto al 2018, un quadro complessivo – ha rivelato Alverà – che “ha meravigliato tutti in maniera positiva”.

Delle risorse messe a disposizione per gli investimenti, 1,4 miliardi di euro – il 20% del totale – sosterranno il progetto SnamTec (dove Tec sta per Tomorrow’s Energy Company). L’obiettivo è accelerare la capacità innovativa della società e cogliere le opportunità di sviluppo del sistema energetico, come la riduzione delle emissioni, la digitalizzazione della rete e la transizione energetica vera e propria, alla quale vengono destinati 400 milioni di euro (il doppio rispetto al precedente piano).

“L’incremento più significativo – ha spiegato Snam in una nota  – riguarda il settore del biometano da rifiuti organici, scarti agricoli e agro-industriali, che avrà un ruolo strategico nel percorso di decarbonizzazione”, con investimenti previsti per 250 milioni contro i 100 del piano precedente per realizzare impianti per una capacità installata superiore ai 40 megawatt. Poi spazio alla mobilità sostenibile, con la realizzazione di 150 stazioni di rifornimento di metano e biometano che costeranno 50 milioni di euro e interventi sull’efficientamento energetico per altri 50 milioni.

La scommessa di Snam sull’idrogeno

Alverà, presentando il piano, ha ribadito di credere nelle potenzialità dell’idrogeno, un mercato definito “di nicchia” che però già vale “100 miliardi di dollari” nel mondo. “È sempre stata considerata la soluzione a tutti i problemi energetici, ma una soluzione fino a oggi molto cara. Noi crediamo – ha spiegato – che rappresenti una grande scommessa per il futuro, grazie alle stime che prevedono per il prossimo decennio un crollo dei costi per la produzione e la manutenzione degli elettrolizzatori.

“Siamo convinti – ha sottolineato Alverà – che l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili darà un contributo determinante al raggiungimento degli obiettivi climatici. L’Europa e l’Italia potranno essere leader nello sviluppo della tecnologia: entro fine anno – ha annunciato l’ad – raddoppieremo la nostra sperimentazione nella rete di trasmissione, portando la miscela di idrogeno al 10%”.

Dividendo stabile, cedola a 0,23 euro per 2019

Per chi ha in portafoglio azioni Snam, la società va avanti con la sua politica dei dividendi, con la crescita della cedola prevista al 5% annuo al 2022, confermando il target precedente. Per l’esercizio 2019, nel dettaglio, si prevede per il 2020 la distribuzione di un dividendo complessivo pari a 0,2376 euro per azione (di cui il 40% a titolo di acconto a gennaio 2020 e il 60% a saldo a giugno 2020).

Sul fronte delle acquisizioni, invece, occhi puntati su nuove occasioni, ma senza rischiare. Guardiamo a opportunità di crescita inorganica – ha spiegato Alverà – rispettando i nostri criteri molto rigidi: vogliamo mantenere la nostra struttura di rating attuale, vogliamo avere un rendimento su base risk adjusted superiore rispetto a quello delle nostre attività regolate in Italia e vogliamo che ci sia un valore aggiunto industriale. Siamo molto restrittivi e selettivi”, ha chiosato l’ad. 

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Carlo Calenda entra in Azione ma a chi parla davvero?

Author: Simone Cosimi Wired

L’ex ministro lancia il suo partito, dedicato all'”Italia che lavora, che fatica, che studia”. Si vedranno le proposte ma il primo rischio è pestarsi i piedi nello stagno del centro-qualchecosa

(Foto Vincenzo Livieri/LaPresse)

Azione è un bel nome. Un po’ mazziniano, ovviamente, un po’ rosselliano e lamalfiano. La conosciamo bene la storia dei due Partiti d’Azione che abbiamo avuto nel nostro paese: il primo risorgimentale, il secondo nato a conflitto mondiale ancora in corso, nel 1942, con in mezzo il fondamentale apporto di Giustizia e Libertà. Carlo Calenda, europarlamentare fuoriuscito dal Pd ed ex competente ministro degli Affari europei e poi dello Sviluppo economico, si pone forse in quella prestigiosa scia? Azzardi e trapianti storici.

Su alcuni quotidiani, e sul sito azione.it (dalle tinte vagamente Ryanair, o anche M5S elezioni 2018), è stato pubblicato oggi il manifesto della nuova creatura dell’ex dirigente di Ferrari e Sky. Ed è davvero un manifesto visto che è un foglione tipograficamente molto faticoso che somiglia più alle pubblicazioni dei tribunali civili che alla brillantezza che serve a un partito che nasce, un “partito-scossa” come lo chiama Calenda in un’intervista al Messaggero. E quindi la scossa: Per una democrazia liberal-progressista. Poi il lancio in conferenza stampa alla Stampa estera e sabato al teatro Eliseo di Roma con un altro ex dem, Matteo Richetti, il Kevin Spacey di Sassuolo, non esattamente un ticket da jackpot, e l’elenco dei primi nomi che aderiscono al partito: Alberto Baban, ex presidente dei piccoli industriali, Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto superiore di sanità e oggi al vertice del Mission board of cancer, nominato anche all’Human Technopole, l’imprenditore ed ex deputato Luciano Cimmino di Carpisa e Yamamay, amministratori locali come Francesco Italia, sindaco di Siracusa, o il sindaco di Cinisi, Gianni Palazzolo, Valentina Grippo, consigliere regionale nel Lazio. E ancora il sociologo Stefano Allevi, il generale Vincenzo Camporini, la storica Emma Fattorini e altri.

Un altro partito che nasce contro?Siamo contro i riformisti che si sono rammolliti. E che si aggregano ai populisti e ai sovranisti – ha spiegato Calenda – questo vale sia per Pd e Italia Viva, che si sono messi al seguito dei 5 stelle, sia per Forza Italia ormai al rimorchio di Salvini. La subalternità dei presunti riformisti è uno dei problemi che affossano il nostro Paese. I sostenitori della democrazia liberale devono essere tosti e coraggiosi”. Noi tosti, voi rammolliti. Magari è pure vero, detto a questo Pd senza bussola. Quindi sì, un altro partito che nasce contro, cioè in opposizione a ciò che c’è, o non c’è, sulla piazza dell’offerta politica. Ma questo, forse, era inevitabile. I vuoti si riempiono sempre.

Un altro partito che punta al fantomatico centro? Stavolta la risposta sembra essere, per fortuna, negativa. Anche se la pratica e l’inconscio non potranno che partorire quella sentenza: “Il centro non esiste nella topografia politica – sostiene Calenda – e neppure userei le categorie moderatismo e moderati. Il discorso è un altro”. Il cuore è quel che si legge anche nel manifesto: Azione dev’essere “il luogo di mobilitazione dell’Italia che lavora, produce, studia e fatica. L’Italia stanca degli scontri inconcludenti tra tifoserie e degli slogan privi di contenuti”. Ma anche l’Italia che “non è in sicurezza” economica, il paese divenuto “profondamente ingiusto” e che deve tornare a rafforzarsi nei suoi pilastri fondamentali: scuola, sanità e sicurezza-giustizia e in cui la prima sia “presidio democratico”. Con una politica economica che investa, protegga e “liberi”. Contro ogni “decrescita (in)felice”.

Sono le parole d’ordine di Calenda, non molto di nuovo per chi lo segua almeno da un certo periodo di tempo e spesso profondamente condivisibili. Quelle con cui in questi mesi ha provato – o forse si è illuso, dopo l’eccezionale riscontro alle europee con 275mila voti al Nord-Est – di poter cambiare o almeno orientare il Pd, su tutti trattenendolo dall’abbraccio mortale dell’esecutivo Conte Bis con i grillini. Un esecutivo in stallo, quello giallorosso, che in effetti gli sta dando ragione. Nonostante il burionismo che di tanto in tanto lo sfiora.

Il rischio è tuttavia che il movimento dell’ex ministro esca un po’ come un partito degli imprenditori, un partito sì della società civile ma quella delle aziende, delle imprese e dei professionisti, dei Parioli insomma. Che dà lavoro e ovviamente dev’essere sostenuta, che fa sfoggio di grande serietà e buonsenso, ma che è giocoforza incompleta in termini di rappresentanza. La sfida sarà ampliare quell’ombrello, “l’Italia che lavora, che fatica, che studia” a fasce sempre più ampie di popolazione con punti precisi, cercando di influenzare l’agenda delle priorità, semmai si schioderà dal fatidico 1,niente per cento a cui sono condannati i partitini di centro-qualchecosa in Italia.

Il primo equilibrismo sarà evitare di pestarsi i piedi con Italia Viva di Matteo Renzi, che in fondo sta già pasturando da qualche settimana sempre dallo stesso stagno di elettori, come +Europa e alcuni altri lillipuziani, a dire il vero senza grande successo: quello della Forza Italia in putrefazione, delle frange del Pd stufe di meline senza direzione e dei governi con Di Maio, dei disillusi dall’incompetenza che puntino ad affidarsi a chi, per lo meno, sa quel che dice. O almeno fa finta di saperlo. Buona fortuna.

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La mini moto che celebra il Maggiolino

Author: Alessio Caprodossi Wired

Un inventore americano ha creato un mezzo inedito assemblando pezzi dell’iconica Beetle: e sono immediatamente arrivate le offerte degli appassionati per accaparrarsi una delle due moto

Un tuffo nel passato per omaggiare uno delle automobili più iconiche della storia. Così è nata Volkspod, la mini moto realizzata reinventando alcuni pezzi del Beetle Volkswagen. A metà tra un’operazione nostalgia e pura filosofia del riciclo, l’inventore americano Brent Walter è riuscito a soddisfare un desiderio di lunga data, grazie anche alle sue doti manuali, riprendendo i parafanghi del Maggiolino per creare un mezzo inedito da sfoggiare con gli amici e sui social network (chi è curioso può rivedere il processo di assemblaggio sul profilo Instagram dell’autore).

Due sono state le mini moto realizzate per l’occasione che, oltre per la forma e per il manubrio ripescato da vecchi modelli di biciclette, spiccano anche per le colorazioni verde acqua e azzurra. La prima è meno potente della seconda (motore da 79 cc e 212 cc) ma entrambi sono un pezzo di storia che hanno già richiamato l’attenzione di appassionati pronti a fare la propria offerta per assicurarsi una moto in stile Beetle.

(fonte: Yanko Design)

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Cosa impareremo da una spedizione di sole donne in Antartide

Author: Emanuela Barbiroglio Wired

Per sensibilizzare il mondo sulla disparità di genere nella scienza e promuovere la diplomazia scientifica, la spagnola Marga Gual Soler porterà al Polo Sud 100 donne provenienti da 33 paesi. L’abbiamo intervistata

(foto: Monaco Palace via Getty Images)

Secondo i dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, le temperature a Maiorca tra il 2000 e il 2018 sono state superiori a quelle registrate in tutto il Ventesimo secolo di 0.7°C. Il numero di giorni caldi (cioè sopra i 27°C) è passato da uno all’anno nel secolo scorso, a oltre 10 nel primo decennio degli anni 2000.

Marga Gual Soler è cresciuta sull’isola nel bel mezzo del Mediterraneo, appassionandosi fin da piccola all’ambiente che la circondava, e ben presto alla sua salvaguardia. Così, durante gli studi in biologia e scienze molecolari, ha iniziato a osservare il cambiamento climatico con gli occhi di un’esperta. All’epoca del suo dottorato di ricerca nel Queensland, in Australia, la passione per le immersioni subacquee è arrivata insieme alla consapevolezza che la barriera corallina si stava già visibilmente sbiancando. Per migliorare le cose, tra poco prenderà parte a una spedizione record: sarà fatta esclusivamente di donne e avrà come meta il posto più simbolico del mondo, l’Antartide.

Il percorso che l’ha portata fino a intraprendere questa avventura è iniziato sette anni fa. Gual Soler lavorava come biologa, quando ha deciso di dare una svolta alla sua carriera. “Mi sono accorta del profondo divario tra la comunità scientifica e quella della politica internazionale, così ho deciso di dedicare la mia carriera a costruire un ponte tra le due”, ci racconta in un’intervista. Da allora, ha lavorato come diplomatica scientifica per avvicinare la scienza alla società e fare le veci del clima nella diplomazia internazionale.

La diplomazia scientifica consiste nell’uso della collaborazione scientifica internazionale per migliorare le relazioni e creare partenariati costruttivi tra paesi e società”, spiega Gual Soler. “La scienza è un linguaggio universale: è stata usata nel corso della storia per costruire legami e gli scienziati hanno continuato a collaborare con i loro colleghi in tutto il mondo, anche quando altri canali erano chiusi”. Mentre questa pratica esiste da secoli e ci sono esempi recenti molto noti – come il Trattato Antartico o la Stazione spaziale internazionale – la diplomazia scientifica è stata riconosciuta come materia a sé soltanto nel 2010 con un rapporto congiunto pubblicato l’American Association of the Advancement of Science (Aaas) e dalla Royal Society.

Gual Soler ha lavorato per cinque anni al Center for Science Diplomacy, ed è parte integrante dei progetti Horizon 2020, di Inventing a Shared Science Diplomacy for Europe (InsSciDE) e di Science Diplomacy for Global Challenges (S4D4C).

Marga Gual Soler parla alla March for Science del 2018

Ma il più grande risultato è stato supervisionare la partnership tra gli Stati Uniti e Cuba su scienze ambientali e salute, un accordo storico per due paesi ostili da 50 anni. “È uno dei progetti di cui vado più fiera, perché ho potuto mettere alla prova la diplomazia scientifica sul campo ed è stato molto soddisfacente”.

Il suo approccio si basa sull’educazione e la formazione dei leader futuri, prendendo spunto dalla cultura anglosassone che incoraggia questo aspetto della ricerca. “Negli Stati Uniti e nel Regno Unito ci sono meccanismi molto avanzati per connettere accademici e decisori politici. Per esempio gli studenti di dottorato possono trascorrere un paio di mesi in un ufficio governativo o parlamentare”, spiega Gual Soler. “Nella maggior parte dei paesi del mondo, c’è invece molta resistenza all’idea che uno scienziato possa funzionare in altre sezioni della società che non siano il suo laboratorio o una scrivania. Quindi finisce che manca una politica basata sui fatti scientifici e il ministro della ricerca non parla nemmeno con quello degli esteri”.

E di una cosa è convinta: “Dobbiamo rendere il dialogo la norma, incentivarlo per gli scienziati anche dal punto di vista della loro carriera, perché la comprensione della scienza da parte della società è cruciale”.

Creare queste connessioni richiede tempo ed è specialmente complicato se si è una giovane donna. “Puoi venire ignorata, puoi ricevere un sacco di mansplaining, ma questo è semplicemente essere una donna nel mondo. In certe sfere, non è nemmeno accettato che persone giovani occupino le posizioni più alte”. Il suo prossimo passo sarà non per niente quello di aderire a Homeward Bound, insieme ad altre 100 donne provenienti da 33 paesi diversi e 25 discipline diverse. Il gruppo partirà da Ushuaia in Argentina il prossimo 22 novembre e visiterà fino a 10 basi e stazioni di ricerca in tre settimane, ma il lavoro diplomatico che porta avanti è iniziato circa un anno fa.

Homeward Bound si basa sull’idea che la crisi climatica non sia riducibile a un problema ambientale, economico o politico: le donne coinvolte sono convinte che il vero problema sia fondamentalmente una crisi di leadership a tutti i livelli e in tutti i settori della società. “E uno dei modi per affrontare questo problema è costruire strutture di leadership più diversificate e inclusive a tutti i livelli. Per quanto mi riguarda, guardo il livello macro, il quadro globale – ed è una sfida per la diplomazia e il modo in cui i paesi scelgono di collaborare oppure di competere tra loro”. Ecco perché occorre ristabilire l’importanza della scienza: “Non esiste soluzione alla crisi climatica se i nostri processi decisionali e le politiche pubbliche non sono informati dalla migliore scienza disponibile”.

Perché proprio in Antartide? “In fondo è il luogo simbolo della diplomazia scientifica, una sentinella per i cambiamenti climatici. Nessuno possiede l’Antartide, appartiene a tutti noi, che dobbiamo parlare per questa terra che non ha popoli indigeni. Sono molto entusiasta di essere lì per celebrare il 60° anniversario del Trattato antartico il 1° dicembre”.

C’è un motivo anche dietro alla scelta di promuovere il lavoro e l’esperienza delle donne in una forma di ‘discriminazione positiva’. “Abbiamo bisogno di più donne con background scientifici che guidino il futuro del nostro pianeta”, sostiene Gual Soler. “Le donne sono influenzate in modo sproporzionato dai cambiamenti climatici e dalle sue conseguenze, ma le loro voci non sono sempre ascoltate a causa della mancanza di rappresentanza nel processo decisionale. Migliorare la partecipazione e la leadership delle donne è fondamentale per un futuro sostenibile per tutti. Lo stile di leadership femminile (collaborativo, a lungo termine, inclusivo) fa bene al pianeta!”.

Eppure secondo l’ultimo rapporto Unesco, a livello globale il 72 percento dei ricercatori scientifici sono uomini. Soltanto un paese su cinque raggiunge quella che viene classificata come parità di genere laddove le donne costituiscono il 45-55 percento dei ricercatori. In Europa le donne costituiscono ancora soltanto il 41 percento di scienziati e ingegneri.

Oltre al noto pay-gap, le donne nel mondo Stem (ovvero le quattro discipline di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) soffrono di una sorta di fundraising gap. Il sesso costituisce una differenza del 10 percento nei guadagni delle donne che raccolgono fondi rispetto ai loro colleghi, secondo una ricerca pubblicata dall’Associazione dei professionisti della raccolta fondi (Afp). Una ricerca di Crunchbase mostra che le società avviate da donne hanno ricevuto solo il 3 percento del capitale investito in tutto il mondo i primi sei mesi del 2019.

Per questo, le partecipanti di Homeward Bound ricevono una borsa di studio, ma sono anche chiamate a fare crowdfunding per ottenere più sponsor e raggiungere i 17mila dollari necessari a testa. “Questa campagna vuole metterci nella posizione di promuovere noi stesse come fanno continuamente gli uomini della Silicon Valley di fronte a un pubblico di investitori milionari”, dice a Wired Gual Soler. 

Lo scopo della spedizione è innanzitutto la sensibilizzazione. “Penso che ci sia una confusione diffusa sul perché le donne non riescono a raggiungere certi obiettivi, che le colpevolizza insistendo sul fatto che non fanno abbastanza e dovrebbero fare di più. Io proprio non voglio appoggiare questo messaggio: le donne non sono meno sicure di sé degli uomini: sono la struttura della nostra società e gli input che ricevono a costituire una barriera”.

Gual Soler e le sue compagne faranno ritorno a metà dicembre, proprio quando COP25 a Madrid entrerà nel vivo dei suoi ultimi frenetici negoziati, e loro saranno pronte per condividere i risultati della spedizione (le cui emissioni di CO2 saranno completamente compensate) con tutti gli uomini e le donne rimasti a casa.

Mentre i sentimenti populisti e anti-scienza crescono in molti paesi, le minacce all’Europa unita sono anche minacce alla ricerca scientifica, e le minacce a una ricerca scientifica libera e aperta costituiscono una minaccia per l’Europa”, ha detto Gual Soler durante il suo discorso per i Research and Innovation Days a Bruxelles. “Quindi dobbiamo addestrare i nostri futuri leader a essere operatori di pace e agenti del cambiamento di domani”.

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