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Honor 50 sarà il clone di Huawei P50?

Author: Diego Barbera Wired

I render di entrambi gli smartphone propongono una soluzione a doppio oblò per l’alloggiamento della fotocamera posteriore

honor 50(Foto: @Zealer Weibo)

Ci sono tre significative ragioni per le quali il prossimo smartphone Honor si chiamerà Honor 50 e non 40 ovvero per scaramanzia, per pareggiare i conti con gli ormai non più cugini di Huawei e per segnare un salto netto col recente passato. C’è molta aspettativa sul prossimo top di gamma, visto che dovrebbe arrivare anche da noi in Europa e Italia con a bordo i servizi di Google.

Il numero 4 in Cina non porta bene, perché la pronuncia ricorda quella della parola “morte”: per questo motivo molti smartphone saltano la serie con il quattro che non si sposa bene con la scaramanzia orientale. Di certo il 4 non aveva portato troppo bene a Honor con i due modelli V40 e V40 Luxury Edition usciti solo in patria, ma passati piuttosto in sordina per via di caratteristiche tecniche non entusiasmanti, a partire dai chip Mediatek non di alto range a bordo.

Ed è qui che entra in scena il fantasma di Huawei: nato come brand giovane e acquistabile prettamente online, Honor ha venduto tanto e bene in Cina così come nel resto del mondo, puntando su un ottimo rapporto di qualità/prezzo. A bordo, tanta tecnologia e componenti prodotti dalla casa madre, a partire proprio dal processore Kirin, che però non sarà a bordo della prossima ammiraglia visto che Honor è stato venduto a un consorzio composto dall’azienda Digital China e da altre società supportate dallo Stato e dal governo della città di Shenzhen. L’ipotesi più papabile è che si punterà sulla gamma Mediatek Dimensity 1200 per il modello standard e Snapdragon 888 per quella Pro/Plus.

Tuttavia, i destini di Honor e Huawei sembrano ancora intrecciati. Il possibile nome Honor 50 andrebbe infatti a pareggiare i conti numerici con la linea Huawei P50 attesa a breve e al contempo il design dei due modelli risulta molto simile. Stesso alloggiamento ovale per le fotocamere posteriori con doppio oblò caratteristico. Rispetto a P50, Honor 50 avrebbe una fotocamera in meno, con il grande sensore principale in alto e subito sotto probabilmente una ultragrandangolare e un’ottica zoom. Non è escluso che la versione Pro o Plus possa pareggiare i conti delle fotocamere con Huawei, magari con un secondo zoom o un sensore per la profondità di campo tridimensionale.

Non resta che attendere la presentazione ufficiale, di sicuro la proposta di Honor rimane una delle novità più attese in campo tech del 2021, ecco le altre.

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Cosa sappiamo finora sulle riaperture previste dal 15 maggio

Author: Kevin Carboni Wired

In zona gialla riapriranno piscine all’aperto e centri commerciali nel weekend. Via libera all’ingresso dei turisti provenienti da altri paesi europei, Regno Unito e Israele senza quarantena.

Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi (foto: Palazzo Chigi)Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi (foto: Palazzo Chigi)

Piscine all’aperto e centri commerciali saranno le prime attività a tornare normalmente operative dal prossimo 15 maggio nelle zone gialle, nel secondo round di riaperture previsto dal governo all’interno delle zone gialle. E dalla stessa data cambieranno le regole per i viaggiatori in arrivo dai paesi europei, dal Regno Unito e da Israele che potranno entrare in Italia senza obbligo di quarantena. Per il 14 maggio, invece, è atteso il decreto del governo che dovrebbe fare luce su ulteriori allentamenti delle restrizioni.

Di certo c’è che con l’avanzare della campagna vaccinale e i buoni dati registrati rispetto alla diffusione dei contagi, che hanno portato tutta l’Italia fuori dalla zona rossa, le riaperture previste dal governo possono rispettare la tabella di marcia.

Dal 15 maggioin zona gialla i centri commerciali saranno aperti anche durante il fine settimana, sempre seguendo le regole di distanziamento sociale, obbligo della mascherina e igienizzazione della mani seguite finora. Mentre le piscine all’aperto potranno ricominciare con la loro attività. In questo caso, per poter accedere alle strutture si dovrà prenotare in anticipo e i gestori saranno obbligati a provvedere alla misurazione della temperatura all’ingresso. Nelle vasche si dovrà mantenere una distanza di 7 metri tra una persona e l’altra, mentre all’esterno ogni ombrellone dovrà trovarsi a una distanza di 10 metri. I gestori delle strutture dovranno sempre assicurare postazioni igienizzanti e far mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone negli spazi comuni.

Inoltre, a seguito di un tavolo organizzativo tra i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Salute, Roberto Speranza, dal 15 maggio stop alla quarantena per i turisti in arrivo dagli altri paesi europei, dal Regno Unito e da Israele, se provvisti dell’attestato di vaccinazione completa, di tampone negativo effettuato nelle 48 precedenti all’arrivo o del certificato di guarigione dal Covid-19 relativo agli ultimi 6 mesi. Inoltre verranno potenziati i voli cosiddetti “Covid free” in arrivo dagli Stati Uniti con l’obiettivo di eliminare la quarantena.

Bisognerà però aspettare fino a venerdì 14 maggio per avere certezze su ulteriori riaperture o sul futuro del coprifuoco.

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L’uomo che sta ricreando la contea degli hobbit in Abruzzo

Author: Daniele Polidoro Wired

Un’intervista a Nicolas Gentile, il 37enne pasticciere amante della saga tolkieniana che ha deciso di costruire una vera contea di hobbit a pochi chilometri da Chieti. Affrontando anche il suo Smaug: la burocrazia italiana

Anche l’Italia ha la sua Terra di mezzo. Una regione fatta di monti, boschi e castelli: l’Abruzzo. E da qualche anno a Bucchianico, un paesino a pochi chilometri da Chieti, sta nascendo anche una contea di hobbit. L’idea è venuta a Nicolas Gentile, 37enne pasticcere con la passione per il fantasy e grande fan de Il Signore degli Anelli. Negli anni, Nicolas, ha realizzato molti eventi a tema nella sua comunità che conta poco più di 5mila abitanti. A un certo punto, però, ha capito che la sua vita in paese fatta di piccole abitudini, di una ritualità immersa nella natura e costituita più o meno sempre dalle stesse persone era sempre più simile a quella descritta da Tolkien. “Negli anni mi sono reso conto che gli hobbit non potevano che essere abruzzesi” – racconta Gentile – “lo stile di vita dei nostri paesini è molto simile alla vita hobbit. Vivo in un posto dove tutto muta molto lentamente, i miei parenti sono quasi tutti contadini, come gli hobbit. E anche io, che lavoro in una pasticceria, faccio un mestiere molto da hobbit. E quindi mi sono detto: anche io sono un hobbit”.

Per questo, Nicolas ha deciso di acquistare un terreno a Bucchianico, per costruire la sua casa hobbit. Si tratta di una sorta di bungalow, di circa venti metri quadrati, molto simile a quello di Bilbo Beggins. La sua idea iniziale era quella di utilizzare quel rifugio come il suo Locus amoenus, il luogo incantevole della letteratura latina, in cui trascorrere il tempo libero e rilassarsi magari leggendo e fumando l’Erba Pipa. Nicolas però non aveva capito che da quell’esatto momento, la sua Contea aveva già iniziato a prendere vita. Infatti, per festeggiare la costruzione della sua nuova dimora da uomo di Arda ha organizzato un evento intitolato “Buon compleanno Bilbo” e si è rivelato un grande successo. “Spesso quando organizzavo un evento in paese, dovevo pagare le tasse per il suolo pubblico al Comune” – spiega Gentile – “e anche per questo avevo deciso che comprare un terreno sarebbe stata la migliore soluzione per fare in modo di dar vita ad altri eventi e nello stesso tempo avere la mia isola felice. Tuttavia, dopo il primo evento nella mia nuova casa hobbit, ho ricevuto tantissimo affetto dalle persone. Per vedere la mia casa hobbit sono venuti da diverse regioni d’Italia, una coppia addirittura è partita dalla Francia. Lì ho capito che non poteva essere un qualcosa da tenere soltanto per me, ma doveva essere un qualcosa da condividere anche con altre persone”.

(courtesy Nicolas Gentile)

E così, è nato il progetto della Contea Gentile. Nel giro di un anno, la pagina Instagram di Nicolas (@_myhobbitlife_) ha ottenuto quasi 15mila follower: lì racconta la sua vita da hobbit e lì le persone sostengono la sua iniziativa. L’obiettivo di Nicolas si è quindi trasformato nel tempo: da una casetta in campagna, ora la sua idea è quella di realizzare un vero villaggio con una ventina di case hobbit. Ovviamente, Nicolas ha dovuto affrontare anche il suo Smaug, in questo caso rappresentato dalla burocrazia: “Mi è capitato di presentare questo progetto, articolato nel dettaglio, per ricevere dei fondi e finanziare il progetto ma mi è stato risposto che non era interessante”. Ma gli hobbit, come sottolineato più volte dallo stesso Tolkien, sono forti e coraggiosi, un po’ come gli abruzzesi, forti e gentili. Per questo Nicolas non si è arreso e la sua contea prenderà vita: “A settembre lancerò il crowdfunding per la costruzione della Contea Gentile“– dice – “per la burocrazia verrà inquadrato come una sorta di agriturismo fantasy, ma a me non interessa più di tanto il risvolto economico di questo villaggio. Mi interessa che le persone vivano bene l’esperienza della vita hobbit, magari apprezzando di più anche le risorse che può offrire una regione come l’Abruzzo”.

Quella che fino a pochi mesi fa era un’idea molto interessante ora è stata messa nero su bianco e a guardare i disegni e le proiezioni di quello che diventerà la Contea Gentile sembra di essere davvero nei film di Peter Jackson: “C’è un progetto architettonico che si aggira sui 100mila euro” – spiega Nicolas – “un costo importante che non posso sostenere da solo e che sarà finanziato attraverso un crowdfunding. Inoltre, grazie a una recente variazione del piano regolatore, quel terreno agricolo dovrebbe presto diventare un terreno a uso turistico con un margine di 400 ettari per costruire. Con la collaborazione di un architetto sto realizzando la Casa madre degli hobbit, mentre per le case piccole mi affiderò a una ditta abruzzese che realizza proprio case hobbit. Ogni bungalow sarà costruito sul terreno e poi ricoperte dal terreno”. Qui si potrà dormire, godersi la campagna e ovviamente mangiare: “Ci saranno tutti i servizi, anche il wi-fi” – prosegue – “anche se alcuni mi hanno contestato che è molto poco hobbit, credo che la vera natura degli hobbit sia quella di avere ogni tipo di comodità, noi siamo hobbit moderni e creerò case saranno dotate di tutto. Starà poi alle persone decidere se passare tutto il tempo al cellulare o godersi la comunità della contea”.

(courtesy: Nicolas Gentile)

Nonostante, la Contea Gentile stia assumendo sempre più le sembianze di un progetto imprenditoriale a tutti gli effetti, Nicolas ci tiene a precisare che il tornaconto economico non sarà l’obiettivo principale dietro al suo villaggio hobbit abruzzese: “Circa una quindicina di persone da tutta Italia mi hanno chiesto di acquistare una parte del terreno per costruire una casa hobbit e viverci“ – dice – ”ma ho sempre detto di no, e non solo perché non si tratta di un terreno adibito alla costruzione residenziale. Avrei detto di no a prescindere, anche se questo mi avrebbe fatto perdere della liquidità immediata. La mia idea però è che tutti possano vivere l’esperienza della contea, e non solo alcuni. Il prezzo sarà quello di normale Bed&Breakfast”.

Come saranno le dimore della contea (courtesy: NIcolas Gentile)

La Contea, dunque, non sarà solo un villaggio, ma una vera e propria esperienza di vita a metà tra la cultura hobbit e quella abruzzese, che nasce da una consapevolezza che Nicolas ha maturato col tempo: “In un periodo della mia vita sono stato male e ho dovuto affrontare la leucemia” – racconta – “da quel momento ho capito che la mia vita volevo viverla in modo diverso. Può sembrare strano o retorico, ma lì ho capito che nel tempo che ho voglio pensare a stare bene io, a far star bene la mia famiglia e a far star bene le persone che verranno nella contea. La mia idea è quella di cambiare la concezione attuale del nostro futuro. Io non sono un eremita, anzi, voglio che le persone vengano qui per poi tornare nel loro modo con una visione diversa del mondo. La contea non è un posto, la contea è una speranza”.

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Quasi tutta Italia in zona gialla: i colori delle Regioni dal 10 maggio

Author: Kevin Carboni Wired

La Valle d’Aosta esce dalla zona rossa e passa in arancione, insieme a Sicilia e Sardegna. Calabria, Basilicata e Puglia passano in giallo, aggiungendosi al resto delle regioni

(Foto: Massimo Di Vita/Getty Images)

Da lunedì 10 maggio, sulla base dei dati del monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità (Iss), e come confermato nell’ordinanza firmata dal ministro della salute Roberto Speranza anche la Valle d’Aosta tornerà in zona arancione, aggiungendosi a Sicilia e Sardegna e portando tutta l’Italia fuori dalla zona rossa. Calabria, Basilicata e Puglia passeranno invece in zona gialla, aggiungendosi ad Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.

Coprifuoco

Ancora in vigore il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del mattino, ma dopo le lunghe trattative interne al governo, e sotto la spinta delle regioni, dal 14 maggio potrebbe essere posticipato alle 23:00, se i dati del contagio dovessero continuare a rimanere bassi.

Di seguito le regole nel dettaglio per ogni zona.

Regole per le zone gialle

Tra le regioni gialle e bianche non ci sono limitazioni di viaggio, mentre da e verso le zone arancioni e rosse, saranno consentiti tramite la cosiddetta “certificazione verde”. Consentiti anche tutti gli altri spostamenti sul territorio regionale, comprese le visite a parenti, partner e amici, una volta al giorno, per massimo 4 persone oltre ai minori di 14 anni, tra le 22:00 e le 5:00.

Nidi, asili, elementari e medie riprenderanno la didattica in presenza al 100%. Le scuole superiori, invece, dovranno garantire la didattica in presenza dal 70% al 100% della popolazione studentesca. I presidenti di regione potranno intervenire con ordinanze che sospendono la didattica in presenza solo in caso di rischio estremamente elevato di contagio. Le università garantiranno la regolare attività formativa per tutti gli anni di corso. Sono aperte biblioteche e aule studio.

Si può tornare a consumare al tavolo nei bar e nei ristoranti, ma solo negli spazi all’aperto e entro gli orari stabiliti dal coprifuoco.

È possibile andare al cinema e assistere a spettacoli teatrali e concerti, sia all’aperto che al chiuso, prenotando il biglietto in anticipo, per evitare file ai botteghini. La capienza al chiuso sarà ridotta al 50%, per un massimo di 500 persone, mentre all’aperto sarà consentita la presenza di un numero non superiore alle mille persone. Deve essere garantita la distanza di un metro tra un posto e l’altro, a meno che gli spettatori non siano conviventi.

È consentito praticare qualsiasi tipo attività sportiva, all’aperto, comprese le attività di contatto e di squadra.

Regole per le zone arancione

Consentititi gli spostamenti tra altre regioni e province per le persone munite di “certificazione verde”. Consentiti tutti gli spostamenti all’interno del territorio comunale, anche per visite a parenti, partner e amici, una volta al giorno, per massimo 4 persone oltre ai minori di 14 anni, tra le 22 e le 5. Si può uscire dal proprio comune in caso di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi sospesi o non presenti nel proprio comune. Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri, ad esclusione dei capoluoghi di provincia.

Per scuole e università vigono le stesse regole previste per la zona gialla.

L’attività fisica è consentita solo all’interno del proprio comune, in forma individuale. Mostre, musei e altri luoghi della cultura seguono le stesse regole previste per la zona rossa. Sono aperti tutti i negozi, compresi i centri commerciali, che però restano chiusi durante il fine settimana e nei giorni festivi. Per i bar e i ristoranti vigono le stesse regole previste per la zona rossa.

Regole per le zone rosse

Consentititi gli spostamenti tra altre regioni e province per le persone munite di “certificazione verde”. Vietati gli spostamenti all’interno della regione o del comune, salvo per esigenze lavorative o situazioni di necessità. È consentito il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza.

Come da decreto nidi, asili, elementari e medie riprendono la didattica in presenza al 100%. Le scuole superiori, invece, garantiscono la didattica in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca. I presidenti di regione potranno intervenire con ordinanze che sospendono la didattica in presenza solo in caso di rischio estremamente elevato di contagio. Le università garantiscono la regolare attività formativa solo per le matricole. Sono aperte biblioteche e aule studio.

L’attività fisica è consentita in forma individuale, solo nei pressi della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, con obbligo di utilizzo delle mascherine.

Sono chiusi musei, mostre e altri istituti o luoghi di cultura ad eccezione delle biblioteche, i cui servizi sono offerti su prenotazione. Sono sospesi tutti gli spettacoli aperti al pubblico in cinema, teatri, sale da concerto e in altri locali o spazi, anche all’aperto.

Sono chiuse anche tutte le attività commerciali, compresi anche barbieri, estetisti e parrucchieri, eccetto i negozi di generi alimentari e di prima necessità. L’accesso è limitato a un solo componente per famiglia. Restano aperti i mercati solo per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e vivaistici. Edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie possono tenere aperto.

Sono sospesi i servizi di ristorazione con consumazione al tavolo (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita, senza limiti di orario, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. L’asporto di cibi e bevande è consentito fino alle 22, mentre la consegna a domicilio è sempre permessa.

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Muppets Haunted Mansion è il nuovo show dei Muppets

Author: Paolo Armelli Wired

S’intitola così perché s’ispira alla Haunted Mansion, la raccapricciante attrazione dei parchi di divertimento Disney. Si tratta di un vero e proprio speciale per Halloween, ambientato la notte del 31 dicembre. Protagonista assoluto: il povero Gonzo

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Fra un fulmine e l’altro, ecco arrivare l’annuncio che tutti i fan dei pupazzi più famosi del mondo dello spettacolo stavano attendendo: i Muppets ritorneranno il prossimo autunno con il loro primo speciale di Halloween. Lo show, che sarà diffuso sulla piattaforma streaming Disney+, s’intitolerà Muppets Haunted Mansion e sfrutterà proprio la sinergia fra due properties di casa Disney: da una parte, appunto, gli irriverenti pupazzi parlanti e dell’altra la famosa attrazione che rappresenta un’inquietante casa infestata dai fantasmi. Ma il risultato, c’è da scommetterci, non sarà raccapricciante bensì parecchio buffo e divertente.

Nella nuova avventura il povero Gonzo, lo stuntman lunatico simile a un pollo blu, accetterà la sfida di passare un’intera notte, quella del 31 ottobre, all’interno della Haunted Mansion. Insieme alle sue vicende vedremo anche il coinvolgimento del resto del cast di pupazzi e tante celebrità; senza contare i momenti musicali. Non è un caso che questa produzione sia stata annunciata proprio oggi, quando nei parchi Disney di mezzo mondo viene lanciata l’iniziativa Halfway to Halloween, una specie di countdown da qui alla fine di ottobre, notoriamente uno dei periodi di maggior pubblico (pandemia permettendo) per i parchi di divertimento.

Non è la prima volta che Disney utilizza le giostre più famose dei suoi parchi per trasformarle in veri e propri franchise mediatici (basti pensare aiPirati dei Caraibi). La Casa dei fantasmi, in particolare, era già stata oggetto di un adattamento cinematografico con l’uscita del film del 2003 con protagonista Eddie Murphy. Ora, appunto, ci sarà anche questo speciale con ii Muppets; ma nei mesi scorsi è stato annunciato persino unnuovo film ambientato nei dintorni della stessa attrazione: a occuparsene sarà Justin Simien, il creatore della serie Netflix contro il razzismo Dear White People.

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