Scoperta la galassia Frankestein da un gruppo di ricerca guidato da studenti

È stato un gruppo di ricerca di studenti a a scoprire che la galassia UGC 1382 è una sorta di collage cosmico. O meglio una sorta di collage di galassie Frankenstein a 250 milioni di anni luce dalla Terra che si mantiene insieme grazie a un fragile equilibrio. La scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal dimostra anche che la galassia è 10 volte più grande di quanto si stimasse finora. 

Il team di ricerca guidato dagli studenti Seibert e Lea Hagen, dell’università Pennsylvania State,  analizzando le immagini scattate da telescopi differenti e vista a varie lunghezze d’onda ha scoperto la vera natura del “mostro cosmico”. Studiando la sua immagine ai raggi ultravioletti i ricercatori hanno casualmente scoperto l’esistenza di alcuni bracci a spirale estendersi ben oltre quelli che erano ritenuti i confini di questa galassia. Approfondendo l’indagine a varie lunghezze d’onda hanno poi scoperto che la galassia aveva alcune anomalie e che la sua estensione complessiva risulta essere ben maggiore quanto ritenuto fino a quel momento. Addirittura la terza galassia più estesa mai osservata, sette volte più grande della Via Lattea.

Ma la caratteristica più strana di UGC 1382, per cui è stata ribattezzata Frankenstein, è la sua composizione, un collage tra galassie di vario tipo. “È vecchia all’esterno e giovane all’interno” ha spiegato Mark Seibert, uno degli autori dello studio. “È come trovare un albero – ha proseguito – dove gli anelli più interni sono più giovani di quelli esterni”. Secondo i ricercatori l’unica spiegazione di questa anomalia sarebbe che la galassia è il frutto della fusione di entità distinte, con caratteristiche ed età diverse, che si sarebbero unite in una sola struttura.

Image credit: NASA/JPL/Caltech/SDSS/NRAO

Autore: Il Fatto Quotidiano

La scomparsa dell’industria nazionale

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di MoVimento 5 Stelle

La produzione industriale, principale indicatore di salute di un’economia, torna in negativo. A maggio segna un -0,6% sia rispetto ad aprile sia rispetto al maggio del 2015. Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attività estrattiva (-13,5%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,7%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,5%). Il Bomba racconta da mesi una bella favola agli italiani: parla di ripresa, di meraviglie del Jobs Act e di crescita. La realtà è molto diversa. Nel 2015 l’Italia ha beneficiato di condizioni esterne molto favorevoli che, mentre evaporano, lasciano sotto gli occhi di tutti i fallimenti del Governo. Basti pensare che lo scorso anno il prezzo del petrolio è calato molto più del previsto, la Bce ha iniettato liquidità nel sistema e l’euro, di conseguenza, si è svalutato. Tre fattori che hanno favorito l’economia italiana indipendentemente dall’azione di Governo. È lecito pensare che senza la spinta esterna anche il 2015 si sarebbe chiuso in recessione, dato che il Pil è cresciuto comunque di un misero zerovirgola.
Il 2016 costringerà il Bomba a gettare la maschera. Tra Brexit, rallentamento cinese e sofferenze bancarie la spinta esterna non verrà più in soccorso del Governo. Basti pensare che secondo le previsioni governative di ottobre il Pil 2016 sarebbe dovuto crescere del +1,6%. Già nei primi mesi dell’anno, però, i maggiori istituti statistici nazionali e internazionali rivedevano la stima al ribasso e l’Istat a maggio la abbassava di 0,5 punti, all’1,1%. Altri due mesi e la stima scende ancora. Prometeia ha corretto il Pil 2016 al +0,8%, la metà esatta della stima del Governo, e siamo appena a luglio. Il pessimismo, tra l’altro, si estende anche agli anni successivi. Secondo un’altra società di ricerca, Ubs, solo la Brexit potrebbe costare agli italiani lo 0,7% del Pil di qui al 2019, vale a dire circa 10 miliardi di euro di ricchezza. Scenari che non considerano il fallimento di una grande banca italiana come Mps, che è invece nell’ordine delle cose, anche perché il Governo, stretto nella morsa europea dell’austerità, non può e non vuole reagire come si dovrebbe.
Queste ampie oscillazioni del Pil stimato sono il prezzo della globalizzazione. L’economia italiana si è aperta sempre più all’integrazione commerciale e finanziaria e ha partecipato ad una competizione nella quale può solo uscirne malissimo, rinunciando a fondamentali strumenti economici e monetari. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: salari fermi, rapporto debito/Pil in costante crescita, profitti e produttività in calo, svendita delle imprese strategiche nazionali pubbliche e private, smantellamento dello Stato sociale e tagli indiscriminati a Sanità, Istruzione ed Enti locali.
È ovvio che la produzione industriale ristagni, che il personale qualificato emigri e che il sistema bancario rischi di crollare sotto una montagna di sofferenze prodotte dal fallimento dei debitori (famiglie e imprese). L’Italia si sta lentamente ma inesorabilmente de-industrializzando; il pilota automatico inserito dalle élite europee e sorvegliato a distanza dal Bomba non cambierà direzione di marcia. Sta a noi farlo.

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12 Lug 2016, 17:06 | Scrivi | Commenti (0) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: disoccupazione, economia, industrializzazione, M5S, MoVimento 5 Stelle

Autore: Blog di Beppe Grillo

L’industria italiana e l’efficienza energetica, tra diagnosi, opportunità e barriere

Che propensione hanno le aziende italiane a fare investimenti in efficienza energetica? Su che orizzonte temporale ragionano? Quali ostacoli impediscono alle imprese di cogliere il potenziale del risparmio energetico? Proviamo a rispondere con alcuni dati forniti da un’indagine ENEA.

Come disposto dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 102/2014, entro il 5 dicembre 2012 le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia erano obbligate a presentare una diagnosi energetica. Sono quasi 11mila le diagnosi inviate all’ENEA e l’ente …

Autore: QualEnergia.it – Il portale dell’energia sostenibile che analizza mercati e scenari

Il futuro di Acer passa attraverso i visori VR

Una delle vie che Acer è intenzionata a percorrere per la propria crescita futura passa anche attraverso il mondo della realtà virtuale. E’ Jason Chen, CEO dell’azienda, ad aver confermato questa nuova direzione in un’intervista condotta con Bloomberg.

Il target di riferimento non è però quello del mercato consumer, quantomeno inizialmente: Acer ha infatti scelto di sviluppare una collaborazione con Starbreeze AB, game developer svedese che sta sviluppando StarVR. Questo prodotto è un visore VR di fascia alta, caratterizzato da un angolo di visione di ben 210° contro i circa 110° delle soluzioni ora in commercio.

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StarVR viene proposto per un utilizzo nel settore business, sia per le caratteristiche tecniche sia per il costo che non è ancora stato comunicato ma che Chen ha indicato essere nell’intervallo delle quattro cifre. I clienti di riferimento sono quindi cinema, parchi tematici e di divertimento che possono servirsi di StarVR per mostrare ambienti di realtà virtuale particolarmente complessi e immersivi. IMAX Corp. è tra le prime aziende ad aver annunciato l’utilizzo di visori StarVR all’interno di un proprio centro IMAX, in nord America.

La commercializzazione di soluzioni VR per il mercato professionale rappresenta per Acer solo il primo passaggio: tra 2 o 3 anni, secondo le stime di Chen, l’azienda sarà in grado di offrire soluzioni VR anche per il mercato dei consumatori. Al momento attuale, vista l’evoluzione della tecnologia, per Acer è maggiormente interessante rivolgersi al pubblico dei professionisti con un prodotto che sia all’altezza delle proprie aspettative e compatibile con i futuri scenari di utilizzo che si stanno delineando.

In generale Chen ha rimarcato come la ripresa di Acer, e il progressivo ritorno a valori di fatturato e di marginalità raccolti storicamente in passato, debba passare attraverso non una specifica serie di prodotti ma andando ad operare in diversi segmenti di mercato. Quello della realtà virtuale è solo uno degli aspetti che Acer svilupperà nel corso dei prossimi anni, optando sempre più per una diversificazione di prodotto che la faccia dipendere sempre meno dal mondo tradizionale dei PC. In generale l’azienda punta sulla ricerca e sviluppo interni, dedicando uan cifra consistente del budget a queste attività, volendo andare ad operare in settori che sono caratterizzati da forte crescita potenziale e non dalla stagnazione come è invece per il mondo dei PC.

Autore: Le news di Hardware Upgrade

Taglo – Deep Blue // Big Toys Production

Taglo – Deep Blue // Big Toys Production [BT084]Genre: Trance,Prog-House,Release Date: Aug 15 2016Beatport: https://pro.beatport.com/search?q=Big%20Toys%20ProductionLabel: Big Toys Production1 Taglo – Deep BlueRelease Info: Taglo – Deep Blue [BT084], incl. Original Mix, Radio Edit, , Enjoy , Big Toys are watching you , , https://www.facebook.com/bigtoysproduction , https://twitter.com/BigToysProd Music Promo Service by VIP Ultima http://www.VipUltima.com VIP Ultima is a Promotion Service for Music Professionals. It is used by Record Labels, Promotion Companies, and other Professionals in the Industry to manage their promo campaigns and get feedback comments from Top International DJs and Reviewers such as John Digweed, Sasha, Luciano, Hernan Cattaneo, Laurent Garnier, Josh Wink and thousands more.Check out our Facebook page at https://www.facebook.com/VipUltima